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Grazie.
Mi piacerebbe avere un tuo giudizio sul sito segnalato


Il quotidiano inglese cita fonti del Vaticano
Messa in latino, la svolta di Ratzinger
Lo rivela il Times: il Pontefice avrebbe già firmato un indulto per far tornare in vigore il rito usato per circa 1.500 anni
LONDRA - Papa Benedetto XVI è pronto a rilanciare la messa tridentina in latino nelle chiese cattoliche di tutto il mondo. Stando a quanto riferito da alcune fonti al Times, il Pontefice avrebbe firmato un indulto universale per celebrare la messa secondo il rito usato per circa 1.500 anni. L'indulto dovrebbe essere pubblicato nelle prossime settimane.
DIFFERENZE TRA LITURGIE - L'uso della messa tridentina, il cui nome deriva dal Concilio di Trento del XVI secolo, era stato limitato dopo la riforma del Secondo Concilio Vaticano del 1962-65, in cui si decise l'introduzione della lingua volgare per favorire una maggiore comprensione da parte dei fedeli. L'indulto firmato dal Pontefice consentirà a tutti i sacerdoti sparsi in ogni parte del mondo di celebrare la messa in latino, a meno di un divieto scritto del proprio vescovo. La messa tridentina è celebrata interamente in latino, ad eccezione di alcune parole e frasi in greco ed ebraico. Ci sono lunghi periodi di silenzio e il prete volge le spalle ai fedeli.
Fonte: Corriere della sera, 11 ottobre 2006


In ambienti ecclesiastici da tempo si parlava di questo ritorno al passato
Ora secondo il Times il pontefice avrebbe siglato il documento per il via libera
Torna nelle chiese la messa in latino. Il Papa avrebbe già firmato l'indulto
LONDRA - Il desiderio di Papa Benedetto XVI di tornare ad ascoltare nelle chiese l'antica messa in latino procederebbe spedito. Il Pontefice, secondo quanto rivela il quotidiano britannico Times, avrebbe infatti già firmato l'indulto universale necessario ad autorizzare i sacerdoti a ripristinare l'antica cerimonia tridentina.
Il documento papale riporterebbe il cattolicesimo alla situazione precedente il Concilio Vaticano II del 1962-'65, quando la Chiesa cercò di favorire la messa in lingua volgare nella speranza di riconquistare l'attenzione dei fedeli. Una decisione innovativa ma traumatica, che alla lunga fu uno dei motivi che portarono allo scisma dell'arcivescovo Lefebvre nel 1988.
L'antica messa tridentina, un rito introdotto dal concilio di Trento (1545-1563), viene celebrata dal sacerdote con le spalle rivolte ai fedeli ed è pronunciata interamente in latino, fatta eccezione per alcune parole in greco ed ebraico. Al momento non è vietata, ma richiede una speciale autorizzazione da parte delle autorità ecclesiastiche e la cosa avviene solo in poche diocesi. Con il nuovo indulto universale tutti i preti sarebbero invece liberi di reintrodurla, salvo specifico divieto da parte del loro vescovo.
(11 ottobre 2006)
Fonte: Repubblica, 11 ottobre 2006


The Times
October 11, 2006
Pope set to bring back Latin Mass that divided the Church
By Ruth Gledhill, Religion Correspondent
THE Pope is taking steps to revive the ancient tradition of the Latin Tridentine Mass in Catholic churches worldwide, according to sources in Rome.
Pope Benedict XVI is understood to have signed a universal indult — or permission — for priests to celebrate again the Mass used throughout the Church for nearly 1,500 years. The indult could be published in the next few weeks, sources told The Times.
Use of the Tridentine Mass, parts of which date from the time of St Gregory in the 6th century and which takes its name from the 16th-century Council of Trent, was restricted by most bishops after the reforms of the Second Vatican Council (1962-65).
This led to the introduction of the new Mass in the vernacular to make it more accessible to contemporary audiences. By bringing back Mass in Latin, Pope Benedict is signalling that his sympathies lie with conservatives in the Catholic Church.
One of the most celebrated rebels against its suppression was Archbishop Marcel Lefebvre, who broke with Rome in 1988 over this and other reforms. He was excommunicated after he consecrated four bishops, one of them British, without permission from the Pope.
Some Lefebvrists, including those in Brazil, have already been readmitted. An indult permitting the celebration of the Tridentine Mass could help to bring remaining Lefebvrists and many other traditional Catholics back to the fold.
The priests of England and Wales are among those sometimes given permission to celebrate the Old Mass according to the 1962 Missal. Tridentine Masses are said regularly at the Oratory and St James’s Spanish Place in London, but are harder to find outside the capital.
The new indult would permit any priest to introduce the Tridentine Mass to his church, anywhere in the world, unless his bishop has explicitly forbidden it in writing.
Catholic bloggers have been anticipating the indult for months. The Cornell Society blog says that Father Martin Edwards, a London priest, was told by Cardinal Joseph Zen, of Hong Kong, that the indult had been signed. Cardinal Zen is alleged to have had this information from the Pope himself in a private meeting.
“There have been false alarms before, not least because within the Curia there are those genuinely well-disposed to the Latin Mass, those who are against and those who like to move groups within the Church like pieces on a chessboard,” a source told The Times. “But hopes have been raised with the new pope. It would fit with what he has said and done on the subject. He celebrated in the old rite, when Cardinal Joseph Ratzinger.”
The 1962 Missal issued by Pope John XXIII was the last of several revisions of the 1570 Missal of Pius V. In a lecture in 2001, Cardinal Ratzinger said that it would be “fatal” for the Missal to be “placed in a deep-freeze, left like a national park, a park protected for the sake of a certain kind of people, for whom one leaves available these relics of the past”.
Daphne McLeod, chairman of Pro Ecclesia et Pontifice, a UK umbrella group that campaigns for the restoration of traditional orthodoxy, said: “A lot of young priests are teaching themselves the Tridentine Mass because it is so beautiful and has prayers that go back to the Early Church.”
TRADITIONAL SERVICE
The Tridentine Mass is celebrated entirely in Latin, except for a few words and phrases in Greek and Hebrew. There are long periods of silence and the priest has his back to the congregation
In 1570, Pope St Pius V said that priests could use the Tridentine rite forever, “without scruple of conscience or fear of penalty”
Since the Second Vatican Council, the Tridentine Mass has been almost entirely superseded by the Mass of Pope Paul VI
Archbishop Marcel Lefebvre, who took the lead in opposing the reforms, continued to celebrate the old Mass at his seminary in Ecône, Switzerland, and formed a dissident group. He was excommunicated in 1988
The advantages of the Mass, according to the faithful, are in its uniformity and the fact that movements and gestures are prescribed, so that there is no room for “personalisation”
Fonte: Times, 11 ottobre 2006


V. QUI.


mi sa che questo indulto non porterà nulla di buono... così facendo si ingenerano non pochi problemi nei fedeli sul rapporto fra vecchio e nuovo Ordo, e si finisce quasi per ammettere che Lefebvre e i suoi avevano ragione.
Prevedo difficoltà, qui non siamo in Inghilterra... :S




beh, è una inutilità: la precondizione dell'accettazione del messale di Paolo VI rimane, quindi per la FSSPX in sè non cambia nulla. in compenso fra i fedeli si genera un sacco di confusione!


Congregatio de Cultu Divino et Disciplina Sacramentorum
Prot. N. 467/05/L
Roma, 17 Ottobre 2006
Eminenza / Eccellenza,
Nel mese di luglio del 2005 questa Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, d'accordo con la Congregazione per la Dottrina della Fede, ha scritto a tutti i presidenti delle conferenze episcopali per chiedere il loro parere autorizzato sulla traduzione nelle diverse lingue nazionali dell'espressione pro multis nella formula della consacrazione del prezioso Sangue durante la celebrazione della santa Messa (rif. Prot. N. 467/05/L del 9 luglio 2005).
Le risposte ricevute dalle conferenze episcopali sono state studiate dalle due Congregazioni e un rapporto è stato inviato al Santo Padre. Secondo le sue direttive, questa Congregazione scrive ora a Vostra Eminenza / Vostra Eccellenza nei termini seguenti:
1. Un testo corrispondente alle parole pro multis, tramandato dalla Chiesa, costituisce la formula che è stata in uso nel rito romano in latino fin dai primi secoli. Negli ultimi trent'anni, più o meno, alcuni testi approvati in lingua moderna hanno riportato la traduzione interpretativa "for all", "per tutti", o equivalente.
2. Non vi è alcun dubbio sulla validità delle messe celebrate con l'uso di una formula debitamente approvata contenente una formula equivalente a "per tutti", come già ha dichiarato la Congregazione per la Dottrina della Fede (cfr. Sacra Congregatio pro Doctrina Fidei, Declaratio de sensu tribuendo adprobationi versionum formularum sacramentalium, 25 Ianuarii 1974, AAS 66 [1974], 661). Effettivamente, la formula "per tutti" corrisponderebbe indubbiamente a un'interpretazione corretta dell'intenzione del Signore espressa nel testo. È un dogma di fede che Cristo è morto sulla Croce per tutti gli uomini e le donne (cfr. Gv 11,52; 2Cor 5,14-15; Tit 2,11; 1Gv 2,2).
3. Ci sono, tuttavia, molti argomenti a favore di una traduzione più precisa della formula tradizionale pro multis:
a. I Vangeli Sinottici (Mt 26,28; Mc 14,24) fanno specifico riferimento ai "molti" (polloi) per i quali il Signore offre il sacrificio, e questa espressione è stata messa in risalto da alcuni esegeti in relazione alle parole del profeta Isaia (53,11-12). Sarebbe stato del tutto possibile nei testi evangelici dire "per tutti" (per esempio, cfr. Lc 12,41); invece, la formula data nel racconto dell'istituzione è "per molti", e queste parole sono state tradotte fedelmente così nella maggior parte delle versioni bibliche moderne.
b. Il rito romano in latino ha sempre detto pro multis e mai pro omnibus nella consacrazione del calice.
c. Le anafore dei vari riti orientali, in greco, in siriaco, in armeno, nelle lingue slave, ecc., contengono l'equivalente verbale del latino pro multis nelle loro rispettive lingue.
d. "Per molti" è una traduzione fedele di pro multis, mentre "per tutti" è piuttosto una spiegazione del tipo che appartiene propriamente alla catechesi.
e. L'espressione "per molti", pur restando aperta all'inclusione di ogni persona umana, riflette inoltre il fatto che questa salvezza non è determinata in modo meccanico, senza la volontà o la partecipazione dell’uomo. Il credente, invece, è invitato ad accettare nella fede il dono che gli è offerto e a ricevere la vita soprannaturale data a coloro che partecipano a questo mistero, vivendolo nella propria vita in modo da essere annoverato fra "i molti" cui il testo fa riferimento.
f. In conformità con l’istruzione Liturgiam authenticam, dovrebbe essere fatto uno sforzo per essere più fedeli ai testi latini delle edizioni tipiche.
Le Conferenze episcopali di quei paesi in cui la formula "per tutti" o il relativo equivalente è attualmente in uso sono quindi invitate a intraprendere la catechesi necessaria ai fedeli su questa materia nei prossimi uno o due anni per prepararli all'introduzione di una traduzione precisa in lingua nazionale della formula pro multis (per esempio, "for many", "per molti", ecc.) nella prossima traduzione del Messale Romano che i vescovi e la Santa Sede approveranno per l’uso in quei paesi.
Con l'espressione della mia alta stima e rispetto, rimango della Vostra Eminenza / Vostra Eccellenza
devotissimo in Cristo
+ Card. Francis Arinze, Prefetto