AldiLà dell'estemporaneità del luogo ove è stata celebrata, questa Santa Messa Non Cum (Ratzingerio) è stato un nuovo tributo di fede, d'amore, di filiale culto rivolto a Dio attraverso la Chiesa cattolica.
Tutta la Milano cattolica, fedeli, clero, i grandi vescovi del passato, da Anatalone a Schuster, da Ambrogio a Carlo Borromeo, era moralmente presente intorno a quell'altare, a vedere Iddio che rinnovava incruentemente il sacrificio della Croce e scendeva sull'altare senza macchiarsi e lordarsi con gli odiosi nomi degli occupanti (in questo caso Ratzinger e Tettamanzi).
Quale gaudio in cielo per una Messa cattolica in più, quale consolazione e tremore per noi, chiamati dalla Provvidenza ad assistere (certo indegnamente) alla ripetizione di questo miracolo.
Don Giugni nell'omelia dedicata in gran parte ai delitti e alle miserie della "messa montiniana", ha ricordato il "misereor super turbam" del vangelo di quel giorno, associandolo al "misereor super sacrificium" di guerardiana memoria.
Il popolo ha sete e fame della Messa non Cum come dell'aria e dell'acqua: privarlo di un così gran bene sarebbe sacerdotale mancanza, manomissione della Missio della Chiesa cattolica.
In attesa che torni un Papa vero.
Un grazie a tutti quelli che hanno collaborato alla buona riuscita di questo Evento e alla prossima...
Guelfo![]()




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