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Discussione: Umberto c'è

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    Predefinito Umberto c'è

    Primi confortanti segnali di ripresa. Il popolo leghista lo aspetta di nuovo al suo fianco



    Umberto c'è. Dall'Ospedale di Circolo di Varese giungono i primi confortanti e positivi segnali di ripresa delle sue condizioni di salute. È questa la notizia, vera, di ieri. Si è avvertito un clima diverso, a partire dalle prime ore e per tutta la giornata. Mentre i tam-tam di qualche sconsiderato propalavano notizie non vere e prive di qualunque attendibile fondamento, i primi spiragli positivi sono emersi da tanti piccoli e significativi particolari. Non c'era più, da parte dei sanitari, quell'aria di gravità e di oggettiva e seria valutazione del pericolo registrata nelle prime ore e fino a venerdì sera. Quegli stessi sanitari che per 48 ore avevano abbassato con pudore e rispetto i loro sguardi senza mai sbilanciarsi di fronte alle pressanti, legittime, preoccupate, ansiose domande, ieri hanno cominciato a guardare negli occhi i loro interlocutori e a far capire con la loro espressione del volto che le cose stavano cambiando in meglio, anche se la situazione resta grave. Ma non è drammatica come qualcuno ha voluto, irresponsabilmente e senza alcun rispetto verso la famiglia, dipingere, costringendo i congiunti dell'on. Bossi a chiedere il "silenzio stampa" senza più la diffusione di alcun bollettino sanitario (visto che tanto qualcuno scriveva ciò che voleva e non teneva in alcun conto le dichiarazioni ufficiali dei medici). Ieri dunque ci sono state le prime reazioni del paziente agli stimoli dei sanitari. E anche qualcosa di più.
    Umberto c'è.
    Ottimismo che è stato espresso anche dal vicepresidente del Senato, Calderoli: «La scorsa notte è stata tranquilla, come impressione mi sembra che andiamo un poco meglio - ha detto -. Ci sono piccoli segnali, sono piccoli ma ci sono, e questo è importante». Gli ha fatto eco ieri il ministro della Giustizia, Castelli: «Le ultime notizie sono positive». Una dichiarazione asciutta, nello stile del Guardasigilli, ma rassicurante. «Chi, come me, ha parlato con i medici può lasciare il posto a un forte ottimismo». Parola del ministro del Lavoro, Maroni.



    [Data pubblicazione: 14/03/2004]
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  2. #2
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    Ore 21, TelePadania
    Stasera in tv lo rivedremo nell'intervista di martedì


    Questa sera alle ore 21, "TelePadania" tra- smetterà la replica dell'intervista con il ministro Umberto Bossi andata in onda martedì scorso nel corso del consueto appuntamento settimanale condotto dal direttore de "la Padania", Gigi Moncalvo. L'intervista contiene molti spunti politici di grande interesse, in particolare per quanto riguarda il cammino delle Riforme e lo scandalo Parmalat. Ma soprattutto mostra un Bossi in gran forma, rilassato, sereno, deciso e grintoso come sempre (con in più una grande voglia di scherzare), oltre a una grande sicurezza sulla tenacia della Lega Nord nel perseguire i suoi obiettivi di cambiamento. L'intervista è andata in onda martedì sera tra le 21 e le 22, e nulla lasciava presagire - proprio per le condizioni di grande forma di Bossi - quel che sarebbe accaduto da lì a trenta ore dopo. E' un documento tutto da rivedere e da riascoltare per apprezzare compiutamente la forza e l'essenza del Ministro Bossi.


    [Data pubblicazione: 14/03/2004]
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  3. #3
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    Il Senatur, figlio autentico della sua terra
    Leoni: «Figuriamoci se gliela darà vinta»


    STEFANIA PIAZZO
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    «Nel momento in cui al popolo leghista è chiesto di esercitare la virtù dei forti, in attesa che il Capo torni in piena forma, si va a Pontida, per Umberto Bossi. Questa volta solo per pregare. E lo si fa nel Monastero che gli è caro, quello di San Giacomo, nell'Abbazia del Giuramento». È un ritorno quasi rituale alle origini, in una terra e in un luogo come sempre carichi di simboli, emblema per eccellenza della tradizione, delle battaglie, delle sfide, della speranza e di conferma delle proprie radici. Giuseppe Leoni, fondatore della Lega insieme a Umberto Bossi, simbolo padano, uomo di profonda fede cattolica, ce lo ribadisce ricordando un'antichissima consuetudine, quella dei Vespri domenicali. E così, infatti, è stato deciso: oggi, alle tre del pomeriggio, nel Monastero di San Giacomo, l'"Associazione Cattolici Padani", di cui Leoni è presidente, ha chiamato a raccolta tutta la nostra gente a pregare per la salute di Umberto Bossi.
    - Senatore Leoni, perché questa decisione?
    «Siamo i figli della gente del contado, che custodiva e si tramandava il rito dei vespri domenicali. È la preghiera dei padri, nella quale ci riconosciamo, è la nostra identità. E Umberto è profondamente e prima di tutto figlio della sua terra, della nostra terra».
    - Presidente Leoni, quello di oggi pomeriggio è un appuntamento solo per i leghisti cattolici?
    «È un appuntamento aperto a tutti, ovviamente. Noi siamo i promotori dell'iniziativa. La nostra intenzione è quella di raccoglierci in preghiera in nome di una fede che è espressione di una grande libertà: la libertà di credere che nella lotta tra il bene e il male, nell'eterno contrasto tra il dolore e la vita, i giusti vincono. Certo, c'è di mezzo una professione di fede, il nostro credo, ma il nostro è anche un invito a concentrare le nostre forze in attesa che il Segretario si ristabilisca al più presto».
    - Leoni, tutto a posto, nel frattempo, nei rapporti tra Lega e Chiesa?
    «Sì. Mi dia l'opportunità di dirlo, di confermarlo semmai ce ne fosse bisogno: di anticlericale qui non c'è nessuno, né c'è mai stato. Ovvio che non siamo un partito confessionale, siamo però un movimento che crede nella difesa dei valori, nell'autenticità di quanto ci è stato trasmesso come patrimonio genetico della nostra cultura, che è essenzialmente cristiana».
    - Anche di questo la politica deve tener conto?
    «Sì, per non finire nelle logiche del sincretismo, dell'indistinto. Ecco, occorre distinguersi, nel rispetto delle diversità, ma senza perdere la propria natura dobbiamo ribadire ciò che siamo e i principi che ci appartengono. Questo d'altro canto voleva dire Bossi parlando di una Chiesa vicina alla gente. E' una conseguenza logica: la Lega incarna fortemente l'essere popolo, la spontaneità e la pragmaticità nell'affrontare la vita con intelligente semplicità e ricchezza di valori».
    - E questo pomeriggio, intanto, si prega.
    «Appunto: per concentrare tutta la speranza nella liturgia delle ore, per l'energia che dà il silenzio e per riflettere sui segni di cui è costellato il cammino di Umberto Bossi, anche in momenti come questi».
    - Quali segni, presidente?
    «Penso al mattino in cui è avvenuto il malore, all'ambulanza che in mezzo al ghiaccio corre a Cittiglio, perché Varese è troppo lontana e troppa è la neve. Penso al confine che c'è tra il libero arbitrio dell'uomo e la Provvidenza, che rende praticabili strade per noi impossibili. Penso alle battaglie con Umberto, quando gli fui accanto dalla nascita della Lega e alle mete raggiunte con strategia, leggendo con anticipo tutti i segni della politica. Ora la stanchezza lo ha momentaneamente sorpassato. Ma figuriamoci se gliela dà vinta».
    - Presidente Leoni, lei è fiducioso?
    «Più che mai. Dice Matteo, nel Vangelo: "Non affannatevi dicendo: che cosa mangeremo?". Pazienza e fermezza, ce l'ha insegnato Umberto. Lasciamo poi che la Provvidenza ci metta lo zampino».
    Stefania Piazzo
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    [Data pubblicazione: 14/03/2004]
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  4. #4
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    Bossi dovrà trovare una Lega di battaglia, tutti mobilitati


    Igor Iezzi
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    MILANO - «Dobbiamo continuare a lavorare. Non vorrei essere nei panni di chi si troverà davanti a Bossi, una volta tornato. Chi in questi giorni si lascia sfiduciare, sappia che poi dovrà fare i conti con Bossi»: Roberto Maroni, ministro del Welfare e amico del segretario federale della Lega, dai microfoni di Radio Padania Libera, scuote il movimento. Nessuno sconforto, le condizioni non sono affatto gravi, bisogna essere ottimisti. E continuare a lavorare, come ci chiede il Capo. Rimettere la colla e le scope in macchina per attaccare i manifesti o i rulli e la vernice per fare le scritte. Bossi lo dice sempre, "i muri sono i libri dei popoli" e non si può mollare la presa proprio adesso. Quando Bossi uscirà dall'ospedale, la macchina del Carroccio dovrà essere in moto, altrimenti arriveranno le sfuriate del segretario.
    IL MINISTRO MARONI: SONO OTTIMISTA
    «Sono assolutamente ottimista. Penso che nelle sue condizioni attuali dovrà far una bella convalescenza, che noi lo costringeremo a fare, ma lo rivedremo molto presto in giro. Spero che quando tornerà però non sia così incazzoso come sempre, ma questa è una battuta affettuosa» ha affermato Maroni che poi ha aggiunto: «Le sue condizioni non sono gravissime. Presto ritornerà e dovrà recuperare il tempo per la campagna elettorale. Farà scintille». «Umberto è sotto sedativo ma reagisce bene. - ha detto Maroni ieri mattina uscendo dall'ospedale dove aveva appena visitato Bossi - Penso che presto tornerà, l'unico timore che ho è che si risvegli con un carattere peggiore di quello che già ha». Il ministro del Welfare ha quindi sottolineato la necessità di rispettare la privacy di Bossi: «E' necessario rispettare la privacy di tutti. E' importante nei confronti di chi soffre, dei parenti e di tutti coloro che sono preoccupati per le condizioni di Bossi che, ripeto, sono gravi ma non gravissime». Roberto Maroni ha poi escluso con forza le ipotesi, circolate in questi giorni, del costituirsi di un "quadrumvirato" o "triumvirato" di dirigenti della Lega per sostituire Umberto Bossi. Sono ipotesi che «non esistono - ha spiegato -. C'è un segretario federale che si chiama Bossi e c'è la Lega che si presenta alle elezioni locali e continua la sua battaglia a Roma sulle riforme». «Con le persone della Lega che vengono citate come in lotta per il potere - ha sottolineato Maroni - ci siamo ritrovati all'ospedale e abbiamo visto che, oltre a quello professionale, c'è un legame di amicizia». Maroni ha ribadito che «chi, come me, ha parlato con i medici può lasciare il posto a un forte ottimismo» per le condizioni di salute del leader.
    «Mi hanno chiamato in molti anche dal centrosinistra: ho ricevuto le chiamate di Rutelli, D'Alema, Bassolino con toni non formali, di sincera simpatia e di calorosi auguri. - : ha spiegato Maroni commentando le molte dichiarazioni di solidarietà giunte per il leader della Lega - Bossi è un uomo politico le cui idee sono lontane migliaia di chilometri da queste persone ma, al di là degli scontri, è anche un uomo che colpisce molto e riscuote simpatia».
    Tanti, infatti, sono stati i politici che in questi giorni si sono recati all'ospedale di Varese. «Ho parlato poco fa con il Presidente del Consiglio il quale mi ha chiesto di portare i suoi saluti alla famiglia di Bossi. - ha svelato nel pomeriggio di ieri - Io gli ho chiesto, per il momento, di non venire». Comunque «Berlusconi mi ha assicurato che il cammino delle riforme andrà avanti nei tempi previsti». «La campagna elettorale - ha detto Maroni - andrà avanti con la scelta di andare da soli alle elezioni amministrative, anche in provincia di Milano». «Dobbiamo solo sostituire Bossi in alcuni impegni»
    CASTELLI: CONTINUIAMO A LAVORARE
    «Le ultime notizie sono positive. Noi andiamo avanti, come lui ci ha sempre detto di fare»: così il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, si è espresso sulle condizioni di Umberto Bossi. «Gli ho parlato proprio la sera prima che accadesse questo incidente - ha ricordato Castelli -. Dovevamo andare a Belluno stasera (ieri, ndr) assieme. Andrò io. Naturalmente non a sostituirlo, perchè è insostituibile, ma a portare avanti quello che è il nostro lavoro, che non si deve mai fermare. Credo che sia il miglior modo per augurargli una pronta guarigione».
    CALDEROLI: SEGNALI DI MIGLIORAMENTO
    «La notte è stata tranquilla, direi che c'è una situazione stazionaria. Come impressione mi sembra che un poco meglio andiamo». Così il vicepresidente del Senato e coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord, Roberto Calderoli, uscendo dall'ospedale ieri mattina dove era rimasto per circa tre ore. «Ci sono - ha detto Calderoli - piccoli segnali, sono piccoli ma ci sono, e questo è importante». Calderoli ha quindi precisato che non ci saranno ulteriori bollettini medici fino a quando non ci sarà qualche cosa di significativo da comunicare. Calderoli ha quindi ringraziato tutti i leader politici che hanno raccolto l'invito della Lega a non presentarsi all' ospedale di Varese dove è ricoverato Bossi: «Sono in comunicazione con tutti loro e quando ci saranno le condizioni sicuramente verranno. La loro presenza in questo momento avrebbe determinato difficoltà per i sanitari, per la famiglia di Umberto ma anche per quelle di tutti i malati che qui sono ricoverati».


    [Data pubblicazione: 14/03/2004]
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

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