Un passo indietro di venti anni
La nuova legge sui maltrattamenti è un inaccettabile arretramento culturale e legislativo del nostro Paese
28-02-2004 - Fonte: oltrelaspecie.org
Le associazioni:
Animal's Emergency, Animal Liberation, Arca 2000, Associazione Animalista Livornese, Comitato Europeo Difesa Animali onlus - Notiziario Animalista, Centro Ricerca Cancro Senza Sperimentazione Animale, Cruelty Free, LAC - Lega Abolizione Caccia, LAC - Lega Antivivisezionista Campana, LAER - Lega Antivivisezionista Emilia Romagna, LIDA - Lega Italiana Diritti Animali, Movimento Antispecista, Movimento UNA Uomo/Natura/Animali, OIPA Organizzazione Internazionale Protezione Animali, Oltre la Specie onlus, PATT Partito Animalista Trasversale, SOS Animali onlus,
reputano quanto resta della nuova proposta di legge sui maltrattamenti, dopo le modifiche delle camere, un inaccettabile arretramento culturale e legislativo del nostro paese, un vero e proprio favore reso agli interessi economici legati allo sfruttamento degli animali.
Il testo attuale, infatti, che conserva ormai solo una piccola parte degli elementi positivi e innovativi del testo iniziale, se approvato porterebbe ad un sostanziale peggioramento della normativa per la maggior parte degli animali, con la conseguente riduzione della loro tutela, e ad una drastica riduzione delle possibilità di intervento da parte della vigilanza volontaria operata dalle associazioni.
Infatti tale legge:
- mantiene in sostanza l'impostazione approvata al Senato che considera oggetto di tutela non l'animale come portatore di diritti ma "il sentimento per gli animali" provato dall'uomo.
- distingue i reati a danno degli animali in reati più gravi (uccisioni, combattimenti, maltrattamenti o sevizie), puniti pesantemente in qualità di delitti, e reati meno gravi (abbandono di animali e detenzione in condizioni incompatibili con la loro natura e che provochino gravi sofferenze), che vengono in tal modo assurdamente separati dal concetto di maltrattamento e puniti come semplici contravvenzioni;
- limita l'applicazione delle norme per i reati più gravi nella pratica ai soli animali da affezione, escludendo esplicitamente ogni loro applicazione in materia di caccia, pesca, allevamento, trasporto, macellazione, sperimentazione scientifica (leggasi vivisezione), attività circense, giardini zoologici e in tutti i casi previsti da leggi speciali sugli animali,
- mantiene solo un'unica norma ancora applicabile a tutti gli animali, punita per di più come semplice contravvenzione: la detenzione in condizioni incompatibili con la loro natura, che però dev'essere anche produttiva di gravi sofferenze, cosa difficilmente dimostrabile (in questo caso, inoltre, non sono più previste né aggravanti né la confisca degli animali come nel vecchio articolo 727 del codice penale);
- permette di autorizzare feste e manifestazioni che utilizzano animali vivi anche se queste comportano strazio o sevizie agli animali, poiché su richiesta delle regioni tali manifestazioni potranno essere escluse dalla nuova normativa per la loro importanza "storico-culturale" (in questo modo potrebbero essere legalizzate feste come la crudele corsa dei buoi di Chieuti, palii ecc.);
- punisce l'organizzazione e la promozione di feste e spettacoli che comportano strazio o sevizie per gli animali, ma non la semplice partecipazione (che andrebbe quantomeno punita come favoreggiamento di tali reati);
- limita nella pratica le possibilità di intervento delle guardie zoofile delle associazioni ai soli maltrattamenti di cani e gatti;
L'esclusione dai reati più gravi della gran parte degli animali snatura completamente il significato di rispetto del diritto alla vita per ogni essere vivente, che dovrebbe essere connaturato a una moderna e responsabile normativa in difesa degli animali.
Invece tutti quegli animali che sono considerati oggetti, merce di scambio, macchine per gli interessi economici di allevatori, pellicciai, vivisettori, cacciatori e pescatori in tal modo verranno in sostanza ancor meno tutelati dalle terribili crudeltà perpetrate quotidianamente ai loro danni.
Pur considerando gli elementi positivi rimasti nella proposta di legge, come l'elevazione del reato di maltrattamento da contravvenzione a delitto, le norme specifiche per i combattimenti di animali ed il divieto relativo alle pellicce di cani e gatti, le pesanti limitazioni che essa presenta ci fanno pensare alla volontà di dare un repentino colpo di spugna ai risultati fin qui ottenuti dalla giurisprudenza in materia, grazie anche alle lunghe lotte ideologiche sostenute dal movimento animalista negli ultimi 15-20 anni!
Non possiamo condividere che la maggiore tutela per i maltrattamenti "privati", cioè quelli in massima parte rivolti verso gli animali da affezione, a scapito di un peggioramento per tutti gli altri animali, possa essere accettata da alcune grandi associazioni animaliste come ragione sufficiente per sostenere l'approvazione di un simile sgorbio giuridico.
Auspichiamo pertanto che la nuova legge non venga approvata in questa forma e che venga ripresa la discussione sul testo licenziato alla Camera, in modo che l'Italia possa finalmente dotarsi di una legge moderna e culturalmente avanzata, al passo con l'Europa e nel totale rispetto della natura.
Tratto da: www.oltrelaspecie.org




Rispondi Citando