Questo mi sembra interessante. Nel tuo stile un pò icastico (se mi è consentito questo giudizio), dici con una frase apparentemente conclusa un pensiero che potrebbe svilupparsi per un intero volume, solo che qualche anima pia avesse voglia di scriverlo.In origine postato da Paul Atreides
Ovviamente, ad una più attenta riflessione, se il soggetto di cui sopra ce l'ha tanto con i ''particolarismi etnici'' [che ''analizza'' - per modo di dire - con il solito cliché dei ''progressisti'', cioè con ''argomenti'' da terza elementare], mi viene spontaneo pensare che il suo Stato potrebbe ben essere multirazziale.
Stato e particolarismo etnico non possono venire contrapposti perchè nemmeno si potrebbero paragonare: si tratta di due diversi genus. Lo stato è per cos' dire la forma politica mentre il dualismo tra stato multirazziale e stato etnico è di tipo contenutisco. Credo sia chiaro: una volta posta la forma "Stato" si tratta di riempirla in qualche modo. E questo perchè si ragiona astrattamente. Certo che la parola "Stato" è utilizzata in così tante accezioni da far dubitare che copra davvero un'area di senso concreta e delimitata; senonchè la difficoltà può essere superata riferendosi alla creazione statale per antonomasia, cioè lo Stato moderno del XVI-XVII sec. In effetti poi, a ben vedere, l'autore citato da Kalki parla pure di Leviatano e quindi il riferimento allo Stato moderno (leviatanico secondo la definitiva intuizione di Hobbes) da utile diventa necessario, nel senso che proprio di questo parlava l'autore.
Allora diventa facile l'obiezione: il Leviatano incagliato di Hobbes ha ripreso le acque cui lo destina il mito e si è trasformato in una forma globale.
In altri termini lo Stato moderno ha mostrato la corda -e solo per prudenza non dico che la corda si è spezzata- ; oramai il riferimento al Leviatano vale come diretto al dominio USA,i quali solo apparentemente sono uno stato moderno,perchè in realtà, è noto, sono molto di più; senza dire che come Stato non hanno nulla di leviatanico. Leviatano lo sono per come gestiscono e accrescono il proprio progetto globale.
in questa situazione diventa vano il tentativo di opporre le barriere dello Stato hobbesiano, che non ha più alcun titolo per esistere, visto che era una creatura della storia superata dalla storia stessa.
Il "particolarismo etnico", mi vado convincendo, è emerso con forza (e chi lo negherà!) proprio perchè la via dello stato moderno era stata chiusa da quel Leviatano più grosso e potente che sono le forme globali. Si potrebbe stilare una lista di autori che non si sono avveduti di questo passaggio fondamentale, e nella lista ci sarebbero anche grandi pensatori, quando non autentici maestri come Evola, la cui scusante è di aver agito e pensato in un contesto storico in cui certe opportunità parevano avere ancora una chanche.
In effetti il "localismo" o l'etnonazionalismo (ma per me la terra prevale sul sangue, è motivo più forte e centrato) hanno qualcosa di medioevale, ma tutto sommato si tratta di un relazione rovesciata, poichè nel Medioevo i particolarismi innumerabili erano funzionali all'ordine imperiale e cristiano, mentre oggi sono il grimaldello per scardinare un ordine mondiale globalizzato, che è senz'altro cosa diversa.
In conclusione per me va bene parlare di Stato, però in un senso platonico o cristiano, cioè come modello divino di ordinamento politico e giuridico: uno Stato eterno al di fuori della storia (e dunque non lo stato di Bodin o Hobbes) ; ma questo può farsi solo una volta che si sia sbrogliata nel modo più sopra detto la matassa storica, in cui lo scontro è tra globalismo e "particolarismo" (i termini migliori sono altri, quelli usati da Schmitt nel "nomos della Terra": ortung, cioè localizzazione, spiega meglio che non "particolarismo" questo tipo di opposizione). In questo scontro lo stato classico, che il di Lello vorrebbe giusto mezzo, è decisamente tagliato fuori, perchè è esso stesso degenerato e pende tutto, per così dire, dalla parte della globalizzazione.
Ho escluso dalla mia lunghissima disamina (me ne scuso, ma avrei voluto dire anche di più!... un pò di pudore l'ho avuto) la nazione, le cui sorti seguono da presso quelle dello stato moderno, che per un significativo uso terminologico è detto talvolta stato nazionale. E' esattamente lo stesso (quasi) cadavere di cui parlavo.




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