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  1. #1
    Ex ore tuo te judico
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    Predefinito Le domande di Cernobbio e le risposte del governicchio.

    Le voci delle Cassandre

    Billè: per l'economia "è allarme rosso"
    "I dati sulla crescita economica in Italia configurano una situazione da allarme rosso". E' quanto dichiara il presidente di Concfcommercio, Billè, aprendo l'annuale convegno di Cernobbio. Per Billè "nel primo trimestre del 2004 nella migliore delle ipotesi si rischia di avere una crescita uguale a zero, come era già accaduto nell'ultimo trimestre del 2003". Inoltre "il dato più preoccupante è che questa tendenza negativa può avere il suo picco nell'interscambio con l'estero". Che fare? Serve "innovazione" e "rilancio consumi".

    Billè: Sciopero?" Legittimo. Ora ricucire"
    "Nessuno deve contestare ai sindacati il diritto di scioperare". Da Cernobbio, il presidente di Confcommercio, Billè, esorta le parti a "ricucire" perché "la situazione ci sfugge di mano". Secondo Billè,il problema della politica dei redditi si affronta "utilizzando la leva fiscale e aggiornando il sistema degli ammortizzatori sociali". Al governo chiede di rivedere il Welfare "non solo sul versante pensioni". Il rischio che il Paese corre, dice, "è una deriva Argentina".

    Censis: Paese "congelato", governo agisca
    Il quadro socio-economico italiano mostra una realtà della famiglie italiane che mantiene "temporaneamente congelate energie vitali" che "depotenzia la propensione al consumo". E' quanto rileva un'indagine Censis-Confcommercio, resa nota al convegno annuale di Cernobbio. "La ripresa di spinte inflazionistiche, il ripetersi di crac finanziari, l'aumento degli affitti, delle tariffe" hanno accentuato "sperequazioni nella distribuzione del reddito". Nell'indagine si chiede "un'azione efficace degli organi di governo per uscire dalla crisi"

    Fassino: "Paese non povero ma stagnante"
    "La condizione di reddito di una quota rilevante di famiglie si è ridotta". Lo dichiara il leader dei Ds, Fassino, intervenendo a Cernobbio al convegno della Confcommercio sulla crescita. Fassino evita di parlare di "povertà" che, dice, "evoca nell'immaginario collettivo scenari catastrofici". Tuttavia, precisa, "una riduzione della capacità di reddito e di qualità di vita c'è". Per Fassino il nostro "è un Paese a rischio" ma "non condannato a declinare" perchè "ha un grande potenziale" che "deve essere messo a frutto".

    Ds e Margherita: "La situazione è grave"
    Bersani (Ds) e Pinza (Margherita) condividono l'allarme lanciato dal presidente della Confcommercio, Billé, sulla "preoccupante stagnazione economica". "Mentre Billé dice che siamo vicini all'Argentina -dice Bersani- Berlusconi predica, dai manifesti, il Bengodi". Per il responsabile economico della Quercia "siamo finiti in una situazione veramente difficile e il governo sta con le mani in mano". Anche secondo Pinza "non possiamo fare altro che ribadire che siamo disponibili a sederci subito ad un tavolo per l'emergenza economica".

    E le risposte dei RESPONSABILI

    Tremonti: "Evitiamo la negatività"
    "E' opportuno evitare l'effetto Edipo, che conosce le profezie catastrofiche e determina di conseguenza la realtà. Evitiamo la negatività,è un consiglio professionale"

    Berlusconi: serve scossa all'economia
    "Occorre diminuire il numero delle festività e dei ponti, e ridurre le tasse".


    Cioè: per il responsabile dell'economia è tutta una questione di sfiga, da addebitare ovviamente ai komunisti.
    Per il premier è colpa della Befana, del 25 Aprile e del 2 Giugno. E delle tasse: evidentemente il fatto che LUI ha diminuito le tasse a 28MILIONI di italiani non basta (oppure è una cazzata?).





    --->

  2. #2
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    La ricetta di Berlusconi: meno tasse per i ricchi, meno ferie per gli altri
    di Roberto Rossi

    Il clima di suspense era stato creato dal ministro Giulio Tremonti il giorno prima. Silvio Berlusconi era atteso a Cernobbio, sulle riva del lago di Como dove si svolgeva il sesto Forum della Confcommercio, per annunciare riforme in grado di dare la scossa a una economia italiana dal fiato corto. E ieri, «il rivoluzionario liberale», secondo una sua autodefinizione, le ha rese note.

    Quali? Queste: riduzione della pressione fiscale, con l’Irpef che scenderà dal 46 al 33%, lotta agli sprechi statali, riforma delle pensioni, sforamento del tetto del 3% del rapporto deficit-Pil imposto dal Patto di stabilità e, dulcis in fundo, meno ferie per gli italiani.

    La platea, quella dei commercianti, che solo due giorni prima aveva invocato riforme shock per evitare una deriva argentina, sembra apprezzare. Si inizia da quella più attesa: la riduzione delle tasse con l’abbassamento dell’Irpef al 33%. «Una riforma giusta», un impegno, preso all’inizio del mandato e non ancora rispettato, che servirà anche a combattere «l’evasione fiscale». «Se lo Stato ti chiede il 62% - ha detto Berlusconi - è chiaro che il cittadino fa tutto il possibile per non pagare. Se ti chiede invece il 33% è giusto invece pagare». «E che nessuno pensi che la riduzione dell’Irpef al 33% la faccio per me. Vi posso garantire che quello che risparmio sull’imposta lo darò tutto in beneficenza».

    La riforma, assicura il premier, sarà pronta prima delle elezioni europee. «Solo così i consumi torneranno a crescere, lasciando più soldi nelle tasche dei cittadini». Con la gente che consuma di più e che, finalmente, paga tutte le tasse («confidiamo nell’etica dei cittadini»), lo Stato recupererà il 50-60% dei mancati introiti generati dalla riduzione dell’aliquota. E il restante 40%? «Bisogna lavorare di fantasia», ha sostenuto ancora Berlusconi, «bisogna ridurre gli sprechi». Come quelli nella pubblica amministrazione, dove il 40% dei dipendenti non è produttivo.

    Ma non solo. Si dovrà, ed ecco la vera novità, lavorare di più sull’esempio dello stesso presidente che «lavora fino alle due di notte, sabato e domeniche comprese». «Ci sono molte festività in eccesso, dovremo far lavorare di più gli italiani. Ci sono troppi ponti festivi» fa sapere Berlusconi. Un taglio dei giorni di vacanza produrrà, giura il premier, questa volta risparmiando le teste dei figli, «un benefico effetto sul pil».

    E se questo non dovesse bastare, l’Italia, alla faccia del Commissario europeo alla Concorrenza Mario Monti, anche lui presente al Forum, è pronta a sbriciolare quello che resta del Patto di stabilità. «Non è un reato superare il 3% del deficit». «Noi non vogliamo superarlo - puntualizza il premier - ma a volte un deficit di breve periodo può essere positivo per superare una fase di stanchezza economica». E poi perché non farlo? «L’Italia è riuscita a restare a posto con i conti pubblici, paesi più importanti come Germania e Francia si apprestano ancora a violarlo anche nel prossimo anno».

    Infine le pensioni. Una riforma che ci è chiesta dall’Europa, che è stata cambiata - «abbiamo accettato l’80% delle richieste fatte dai sindacati» -, ma che è indispensabile. «I costi della previdenza - aggiunge Berlusconi - ci dicevano, in maniera impossibile da non vedere, che tra qualche anno non ci sarebbe stato più denaro per pagare le pensioni ad una popolazione anziana in continua crescita». Una popolazione che non si potrà neanche consolare con le ferie. «Non so se sorridere o arrabbiarmi», è stata la reazione del segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta. «Non mi sembrano che siano proposte che vanno nella direzione che noi auspichiamo. Il problema non è se lavorare una giornata in più o in meno. Qui il problema vero è quello di creare lavoro in più».

    «Cosa ci vuole togliere, il 25 aprile e il primo maggio?» ha detto la segretaria confederale della Cgil, Morena Piccinini. «La verità è che che non solo Berlusconi non ha capito nulla delle nostre proposte e preoccupazioni ma nemmeno vuole affrontare i problemi veri del Paese. Ha la testa spostata sul calcio e a questo punto dico, povero Paese».

  3. #3
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    29.03.2004
    Lifting per siderurgici
    di Bruno Ugolini

    Emozioni ed entusiasmo si sono registrate se non in tutto il mondo del lavoro, almeno in una buona parte, dopo l’ultimo annuncio del presidente del Consiglio. Stiamo parlando della volontà di emanare un editto onde ridurre le ferie per tutti e quindi rendere più ricca ed opulenta l’Italia. Un modo per aiutare i commercianti che, ridotti in estreme ristrettezze, lamentano un calo dei consumi.

    A gridare “Evviva!”, però, non sono i soliti tradizionali operai dell’industria o gli impiegati seduti ai loro tavoli di lavoro. Tutti costoro hanno sempre da criticare e anche questa volta avranno a che ridire sull’intenzione governativa di costringerli in azienda qualche giorno in più. Un modo, invece, per aiutarli, qualche volta, a resistere ai grandi caldi estivi, tenendoli in ambienti spesso muniti d’aria condizionata. E poi tutto aumenta. Dai prezzi degli ortaggi, agli affitti delle case: qualcosa doveva pure diminuire. Le ferie, appunto.

    Quelli che invece sono rimasti stupiti e soddisfatti sono i cosiddetti lavoratori atipici o intermittenti o parasubordinati, chiamateli come volete. Sono quelli che passano da un mini-contratto all’altro, spesso di mese in mese o di tre mesi in tre mesi, quando va bene. Loro hanno accolto con un moto di sorpresa la notizia perché di ferie non hanno proprio mai sentito parlare.

    Quando arriva il generale Agosto solitamente stanno in casa, perchè il contrattino non è rinnovato. Ora invece si parla di meno ferie per tutti. Il popolo degli atipici ha capito che, essendo a ferie zero, questa volta così facendo, tramite il governo, potranno usufruire, che so, di quattro giorni di ferie pagate. Una pacchia.

    C’è da aggiungere che nessuno sa ancora se nelle nuove norme concernenti i possibili ridotti periodi di vacanza, saranno ammesse assenze per lifting. Sapete com’è ma i siderurgici ne hanno assoluto bisogno e anche gli edili che ogni tanto sulle impalcature non solo magari perdono un dito ma si procurano qualche graffio esteticamente brutto a vedersi.

    www.brunougolini.com

  4. #4
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    Domani Silvio ci dirà che, come al solito, è stato male interpretato e le sue parole strumentalizzate.


    Tardiva marcia indietro del premier. Fini boccia Berlusconi su Irpef e festività

    di red.

    Fini non è d’accordo con Berlusconi questa volta. «Credo che la priorità debba essere tutelare il potere d’acquisto di salari e pensioni ed evitare l’impoverimento del ceto medio», ha commentato il vicepremier l’ipotesi di riduzione dell’Irpef avanzata dal premier. Quanto all’ipotesi del premier di ridurre il numero delle festività, Fini l’ha definita un aspetto minimale rispetto al resto. Il leader dell'Udc Marco Follini, ha sottolineato che «tutelare le famiglie, i redditi più bassi e accelerare le riforme strutturali sono le priorità per l'Udc». E il portavoce di Berlusconi ridimensiona le parole del premier.



  5. #5
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  6. #6
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    Lo sapevo. L'avevo previsto. L'avevo detto!!!!

    Il governo non vuole abrogare delle festivita' precisa Berlusconi in tv. 'Come al solito -dice- c'e' tanta malizia interpretativa dai nostri avversari'.


    ---->



 

 

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