Quattro italiani armati cadono nelle mani della resistenza patriottica irachena. E due americani, e tre giapponesi... Mentre Berlusconi pietisce da Chirac e Schroeder un intervento, anche simbolico, a fianco di Spagna e Italia
L’Italia è stata di nuovo coinvolta direttamente nella brutta guerra di aggressione atlantica che si sta combattendo in Iraq.
Quattro nostri connazionali sono stati infatti sequestrati dalla resistenza irachena in località Abu Ghraib, periferia ovest di Baghdad.
Non è stata ancora resa nota l’identità dei quattro, ma una fonte Reuters avrebbe visto due di loro prigioneiri in una moschea, uno sarebbe pure ferito alla spalla. Non sono chiari nemmeno i dettagli del sequestro, ma pare che i quattro viaggiassero su un fuoristrada con armi a bordo e due di loro avrebbero indossato “una divisa”, in pratica mercenari.
In ogni caso solo l’ipocrisia del nostro governo può ancora sostenere la tesi della missione umanitaria accolta con entusiasmo dal popolo iracheno.
Questa è una trappola dalla quale uscire immediatamente.
Intanto indiscrezioni di fonti diplomatiche occidentali nel Golfo affermano che Silvio Berlusconi sta cercando di convincere Francia e Germania ad inviare contingenti simbolici in Iraq, in modo da non lasciare le sole Italia e Spagna a sostenere gli invasori anglo-americani dell’Iraq. Tali sforzi vanno di pari passo a quelli per far sì che Francia e Germania si associno alla sua richiesta all'Onu affinché invii una forza multinazionale in Iraq. Un intervento della Nato sarebbe, per il Cavaliere, l’extrema ratio, anche se questa è l’unica soluzione “accettabile” per Bush o Blair che non vogliono certo cedere ad altri, foss’anche all’Onu, la direzione militare dell’occupazione.




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