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Discussione: Le bugie di Frattini

  1. #21
    Con l'Iraq che si ribella
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    In Origine Postato da Alessandra
    Non sapevo che la famiglia fosse stata informata addirittura dopo, ma per chi ha visto la trasmissione ad un certo punto si è reso conto di stare di fronte a dei pagliacci. Assoluta bontà dei parenti in studio, ma grande stranezza che proprio nessuno della famiglia Quattrocchi vi fosse. In casa ci siamo detti che sicuramente la persona uccisa era Quattrocchi proprio per quello, e comunque era solo una ipotesi...Fino alla pubblicità, non si sapeva se ci fosse il morto, non si sapeva se ove fosse morto qualcuno fosse italiano...dopo la pubblicità, due minuti esatti, telefonata di Vespa con un giornalista, che dà per certa la notizia della morte di un italiano e precisamente di Quattrocchi, il quale affermava che lo stesso Ministro ben sapeva il tutto...il ministro, chiamato a rispondere sul punto ha detto: E' vero, confermo che è Quattrocchi, sono stato informato durante la pubblicità, la famiglia è stata avvertita... credo che neanche una persona ebete nel profondo possa pensare che l'andamento dei fatti fosse quello, con una pubblicità così tempestiva, con una faccia del ministro che più che altro pareva uno dei soliti partecipanti ai classici programmi della Maria de Filippi.
    La cosa è mooolto più pietosa...sembrerebbe che Farina invece ne è stato informato in anticipo dal Ministro che gli avrebbe chiesto di telefonargli in trasmissione...sono veramente senza vergogna...
    Skarm
    Alle europee io voto Codacons...e tu?

  2. #22
    Super Troll
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    In Origine Postato da Skarm
    La cosa è mooolto più pietosa...sembrerebbe che Farina invece ne è stato informato in anticipo dal Ministro che gli avrebbe chiesto di telefonargli in trasmissione...sono veramente senza vergogna...
    Skarm

    anche se sono un branco di sciacalli, non penso siano arrivati a tanto....troppo rischioso...

    più probabile che alla farnesina siano molto + incompetenti che altro

  3. #23
    moderatore di bachelite
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    In Origine Postato da Manuel
    Quando fa tutto lui le cose funzionano, il problema sono i suoi collaboratori..
    cazzata numero uno su POL

  4. #24
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    In Origine Postato da Manuel
    Che torni l'interim degli esteri a Berlusconi.

  5. #25
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    In Origine Postato da Alessandra
    Ma roba da pazzi.
    Eh!....

  6. #26
    "SI PUO' FARE"
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    I familiari vogliono dire con chiarezza di aver saputo dalla televisione dell'uccisione di Fabrizio: «Lo abbiamo appreso _ ha spiegato la sorella Graziella _ guardando la televisione: eravamo riuniti in casa e siamo rimasti raggelati da quello che sentivamo in diretta. Solo trenta minuti dopo aver sentito la notizia durante la trasmissione "Porta a Porta" siamo stati informati ufficialmente con una telefonata dal ministero degli Esteri e successivamente con la visita di un ufficiale dei carabinieri. Eppure eravamo insospettiti dal fatto che i familiari degli altri ragazzi presenti in studio non dessero segni di sconforto».

    Gazzetta di Parma





    16.04.2004 L' Unità


    Frattini a «Porta a Porta»: cento minuti di bugie

    di Luana Benini

    La ricostruzione di quelle due ore è impietosa e lascia di stucco. Nel salotto di Vespa, di fronte ai familiari degli ostaggi, le facce straziate dall’angoscia di un’attesa snervante, il ministro degli Esteri Frattini sapeva la verità fin dall’inizio. La sapeva due ore prima dell’annuncio dell’uccisione di Quattrocchi data dal vicedirettore di Libero, Renato Farina. Di certo Frattini, secondo la ricostruzione, era stato avvisato dalla Farnesina. Avrebbe dunque finto davanti alle telecamere di non sapere. E alla fine di tutta questa pantomima la famiglia Quattrocchi ha appreso dell’assassinio del suo congiunto proprio dalla tv. La versione peggiore del «Grande fratello». La morte in diretta. Ora Renato Farina accusa: se avessi saputo che i familiari non erano stati avvisati «non mi sarei mai permesso di infliggere quella tremenda punizione». Ma il ministro, dice, mi aveva assicurato che erano stati avvisati. Vespa conferma che di fronte alla richiesta specifica (sono stati avvisati i familiari?) il ministro aveva annuito, e scarica la responsabilità. Un pasticcio che comunque lo giri è inquietante.

    Mentre Frattini non smentisce e non chiarisce, fioccano le interrogazioni. «La Farnesina sapeva dell’uccisione di Fabrizio Quattrocchi fin dalle 22,15? E perché allora il ministro ha fatto dare in diretta tv e soltanto a mezzanotte la notizia? Perchè nessuno ha evvertito prima la famiglia? Che spiegazione intende dare il ministro al proprio comportamento?» Sono i quesiti che i deputati Ds della commissione esteri della Camera (Spini, Cabras, Calzolaio, Crucianelli, Folena, Fumagalli, Melandri, Ranieri, Sereni) pongono al governo. Interrogazione quasi analoga da parte dei Verdi. «Ora è necessario che si faccia piena chiarezza - dice Pecoraro Scanio - Su una vicenda tanto delicata non sono ammissibili ambiguità».

    Giuseppe Fioroni, dell’esecutivo della Margherita chiede al ministro di presentarsi in aula al question time e chiarire il suo comportamento. Frattini chiarisca come sono andate le cose e se ha mentito si dimetta: così il Pdci, Achille Occhetto e Antonio Di Pietro. Il verde Cento propone all’opposizione di valutare l’opportunità di una mozione di sfiducia. Ma il momento è delicato e c’è il timore che una eventuale richiesta di dimissioni, come spiega il diessino Massimo Brutti, finisca per sgonfiarsi subito come una bolla d’aria: «Credo che le richieste di dimissioni in questo contesto siano abbastanza inutili, servono solo a fare in modo che il governo faccia quadrato intorno a lui. Se le forze più rilevanti della lista unitaria chiedono le dimissioni lo fanno per ottenerle. Non mi pare essenziale oggi una richiesta formale. In ogni caso va denunciato un comportamento irresponsabile, una insensibilità inaudita. Chiunque può sbagliare, ma lui, il giorno dopo, ha rivendicato come un merito il suo stare di fronte alle telecamere...». «Un comportamento inaccettabile da parte del ministro - gli fa eco il ds Antonello Cabras che però non esclude la richiesta di dimissioni -. È emerso che lui sapeva benissimo come stavano le cose. Lo sapeva da fonte Farnesina. Non può neanche nascondersi dietro il fatto che stava verificando la notizia. La notizia l’aveva avuta tramite l’ambasciatore che a sua volta l’aveva ricevuta dall’emittente tv Al Jazeera. E invece di starsene al suo posto operativo è rimasto in tv a fare quella parte che hanno visto tutti». Ricorrono le condizioni per chiederne le dimissioni? «Credo di sì. Se non ci saranno spiegazioni plausibili è molto probabile. Aspettiamo anche le risposte sulla vicenda oscura dei due 007...».

    Silenzi, omissioni, bugie. Ma i fatti impongono delle risposte. «I casi sono due - dice il braccio destro di Rutelli, Paolo Gentiloni - o l’amministrazione degli Esteri ha gestito tutta la partita per due ore senza disturbare il ministro che stava da Vespa, e questa francamente mi pare l’ipotesi peggiore che però tendo ad escludere perché paradossale, oppure il ministro sapeva. Lo sapeva anche Vespa? A prescidere da tutto ciò, la cosa incredibile è il livello di cinismo personale. Stai in tv e fai finta di nulla, fai il finto stupito, non avverti i familiari delle vittime. Se non altro io andrei in tv a chiedere scusa». La stessa valutazione del ds Pietro Folena: «Farebbe bene a presentarsi dimissionario alle Camere. ma sappiamo che purtroppo non accadrà».

    Giovanna Melandri è tranchant: «Non sarebbe accaduto in nessun paese europeo. È immaginabile un ministro inglese, francese, tedesco che nel cuore di una emergenza sta sprofondato nella poltrona in un talk-show? È stata la rappresentazione di una degenerazione della politica, dell’assenza di senso delle istituzioni». Ci sono le condizioni per chiedere le dimissioni? «Secondo me sì. Ma la richiesta di dimissioni dovrà discendere da una valutazione del partito e del gruppo parlamentare».

    Rosy Bindi risponde ironica: «Va bene che Vespa è la terza Camera dopo Montecitorio e il Senato, un ministro può anche sbagliarsi e pensare di essere al posto giusto, ma io avrei preferito che in quel momento drammatico il capo della Farnesina fosse al suo posto di lavoro». Dopo la ricostruzione di quelle ore drammatiche però c’è qualcosa di più. C’è il sospetto che il ministro abbia strumentalizzato l’evento per raggranellare qualche consenso. «Se davvero sapeva dell’uccisione di Quattrocchi si è reso responsabile di un comportamento gravissimo». Ci sarebbero le condizioni per chiedere le dimissioni? «Io più che chiederle me le aspetterei. Posso capire che una richiesta di dimissioni da parte nostra potrebbe apparire come un tentativo di strumentalizzare a nostra volta, in un momento così tragico, a fini politici. Dovrebbe essere lui a trarre le conseguenze di un comportamento che non gli fa onore soprattutto come persona».
    "La guerra è la vicenda in cui innumerevoli persone, che non si conoscono affatto, si massacrano per la gloria e per il profitto di alcune persone che si conoscono e non si massacrano affatto." (Paul Valèry, poeta francese).

  7. #27
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    In Origine Postato da Manuel
    Quando fa tutto lui le cose funzionano, il problema sono i suoi collaboratori..
    Stesse identiche cose che si dicevano della "buonanima"...

  8. #28
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    Vespa scarica tutta la responsabilità sul ministro
    La redazione di Porta a Porta: prima di dire il nome chiedemmo a Frattini, lui ci disse che i familiari di Quattrocchi erano stati avvertiti


    Daniela Amenta
    ROMA Bruno Vespa scarica Franco Frattini. La redazione di «Porta a Porta», in una nota, ricostruisce quanto accaduto in diretta durante la puntata tra il 14 e il 15 aprile.
    «Quando Farina ci comunicò il nome della vittima, Fabrizio Quattrocchi, il ministro disse di conoscere la notizia. A quel punto Vespa chiese: “Sono stati informati i familiari?”. E Frattini annuì». Invece i Quattrocchi non vennero contattati dalla Farnesina.
    Aveva ragione la famiglia dell’ostaggio assassinato:
    «Nessuno ci ha chiamato prima, nessuno ci ha avvertiti, abbiamo appreso la notizia dalla televisione».
    Così sono andati i fatti. E Vespa conferma.
    «Qual è l’unica, elementare precauzione che una trasmissione giornalistica deve assumere quando trasmette il nome di una vittima ? – si chiede la redazione del programma di RaiUno - Accertarsi che i familiari siano stati informati. Questo, per quanto ci risultava dalla fonte più autorevole, era avvenuto». E quale fonte più autorevole del responsabile della Farnesina presente in studio?
    Devastante superficialità da parte del ministro e del suo staff che ha consentito l’annuncio della morte di Quattrocchi in diretta. «Siamo pertanto i primi ad essere rimasti sorpresi da quanto dichiarato dalla famiglia», concludono da «Porta a Porta».
    La responsabilità dell’accaduto è, dunque, di Franco Frattini. Il che amplifica la gravità dell’accaduto. Non la leggerezza di un giornalista, non un errore della redazione, ma un madornale e atroce svarione del Governo. Lo dice Vespa, che ha lanciato a Frattini più di un salvagente nel corso di quella lugubre puntata, lo ribadisce il vicedirettore di Libero, Renato Farina. «Ricordo perfettamente. Prima di essere mandato in onda, mi consultai con Roberto Arditti (il numero 2 di «Porta a Porta», ndr). Perme era assodato che la famiglia già sapesse. E l’ho chiesto anche al ministro che ha confermato».
    Dal canto suo, in questo tragico gioco del cerino più corto, Frattini lascia lo scomodissimo testimone al vicedirettore. Testuale da «La Stampa» di ieri: «Nel momento in cui la notizia è stata data da Farina ho dovuto confermarla» . Giustificazione blanda per il ministro degli Esteri, il primo - in quello studio tv - che avrebbe dovuto assicurare il riserbo della notizia per rispetto dei familiari.

  9. #29
    "SI PUO' FARE"
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    Farina scarica tutta la responsabiltà su Frattini.


    Dimissioni neanche a pensarci ........vero?


    Il Giornale dei pollasti: LIBERO

    " Quella bugia di Frattini di RENATO FARINA



    L'A N N U N C I O I N T V
    Prima i fatti. Elementari. Nella notte tra mercoledì e giovedì è toccato a me annunciare a Porta a porta il nome dell'ostaggio ucciso. Era notizia certa e documentata. Prima, con Bruno Vespa, abbiamo accertato che la famiglia fosse stata avvertita. C'era il ministro Franco Frattini. Lo ha assicurato in privato, durante la pausa pubblicitaria. Poi lo ha confermato in diretta televisiva. Ho rivisto il film: dice di sì con la testa. Poi ri badisce: «Confermo!». Ore 0,36. Ho riguardato tre volte la scena sul videoregistratore. Se il ministro vuole rivedersi, si accomodi, siamo qui per a cc on te nt arlo. Scriviamo que sto perché ieri, in un'intervista alla Stampa, Frattini ha negato l'evidenza. Ha riferito di non sapere nulla, di essere stato colto alla sprovvista, spiegando che la famiglia è stata avvisata «venticinque minuti dopo» che quel nome l'avevo fatto io. Che Paese è? C'è ancora il senso della decenza? Mi rendo conto: questo Paese sta vivendo una tragedia. Qui ci occupiamo di una farsa. Ci teniamo a tenere distinti i piani. Un conto è un omicidio, un altro è una bugia. Non vogliamo in nessun modo partecipare ad un rovesciamento della realtà. Il problema è il terrorismo, non Porta a porta. Magari fossero quelle bianche poltrone la sorgente dei guai. C'è chi vuole finisca come in Spagna dopo gli attentati dell'11 marzo. Allora Aznar sbagliò l'indirizzo dei terroristi indicando l'Eta piuttosto che Al Qaeda, e per le strade invece che chiamare assassino Bin Laden, insultarono lui. Ecco, precisiamo: l'Unità ha torto, Franco Frattini, il nostro ministro degli Esteri, non ha ucciso lui Fabrizio Quattrocchi in combutta con Bruno Vespa, utilizzando me addirittura come «deus ex machina» (lo scrive il condirettore dell'Unità Antonio Padellaro, il quale sostiene che sono «venuto dal nulla», come il fantasma del Louvre). Resta però vero che Frattini, da noi stimatissimo fino a un momento fa, è un mentitore o uno smemorato oppure molto stanco. Prefer iamo credere, perché più caritatevole, ad una menzognuccia proferita per ragion di Stato. Ma che Stato sarebbe questo, se ha bisogno di reggersi non su misteri tenebrosi, ma sulla meschinità di uno scaricabarile? Siamo qui a dimostrarlo per tabulas, ci tocca, anche se vorremmo dedicarci ad altro. Frattini ha provato a tirarsi fuori, a buttare su altri un dolore ingiustamente inferto ad una famiglia. Dobbiamo occuparcene perché ne va di qualcosa dell'onore di Libero, di chi scrive, e - anche se non ha bisogno di avvocati di provincia - persino di Bruno Vespa. L'accusa che, con madornale ingenuità è stata fatta da Frattini, -risintetizzo perché non ci credo ancora - è questa: nella notte tra mercoledì e giovedì, io, con la complicità di Bruno Vespa, avrei dato la notizia della morte di Fabrizio Quattrocchi, senza che la famiglia fosse stata avvertita. È lo stesso titolare della Farnesina a inchiodarsi da solo alle sue parole. Scusate la meticolosità. Ho preso nota degli orari grazie alla tecnologia dei cellulari. Mezzanotte, 11 minuti, 53 secondi. Telefono a Imad El Atrache ad Al Jazeera. Apprendo che l'ambasciatore in Qatar ha riconosciuto e ha informato il governo da ore. Mi faccio dire il nome. Un minuto dopo, chiamo il governo. Riscrivo l'articolo. A mezzanotte e 20 minuti, 53 secondi chiamo Vespa sul cellulare. Risponde un'assistente, le spiego i fatti, le do il numero di El Atrache disponibile a dare ogni notizia. Ore 0,30 e 59 secondi telefonata da Porta a porta. Vespa ha parlato con Frattini che conferma. Vespa preferisce che dia io la notizia, assumendomene la responsabilità. Un attimo prima della diretta, Vespa mi tranquillizza: «Il ministro mi ha assicurato che la famiglia è avvisata». Tocca a me. Qui trovate la trascrizione di quei minuti più orribili della mia vita professionale. Do la notizia e il ministro la rafforza aggiungendo particolari. Vespa domanda: «Ministro, abbiamo notizia che la famiglia è stata avvertita?». Frattini: (prima annuisce) «Confermo! (ore 0,36)». Vespa: «Tutto questo è avvenuto negli ultimi minuti?». Frattini: «Pochi minuti. Cinque, sei minuti». All'una e sei minuti, Imad mi chiama e mi racconta della morte eroica di Quattrocchi. Ne informo poco dopo Vespa. La trasmissione è già finita. Prestissimo al mattino un caro collega mi butta giù dal letto: «Ehi, ma a che gioco hai giocato? La famiglia Quattrocchi ha saputo da te della morte di Fabrizio». Bugia, dico: parola di ministro. Lo difendo tutto il giorno su radio e tivù. La televisione è la frontiera del potere. Faceva bene a star lì. Al Jazeera che cos'è se non un'antenna? La notizia poi l'ha data un giornalista perché in fondo è il lavoro per cui lo pagano. E se non si dà in una trasmissione di informazione politica, dove se no? E poi è ben curiosa la critica di Unità ed altri. Prima accusano Vespa di occuparsi di cosce di ballerine mentre il mondo va a rotoli. Quando si concentra sulla vicenda più tragica e attuale, viene incolpato di spettacolarizzarla perché permette che si dia una notizia (naturalmente accertandosi che la famiglia sapesse). Poi, ieri, di prima mattina ecco l'intervista che Frattini rilascia ad Emanuele Novizio della Stampa. Trascrivo. Domanda: Quando ha saputo della morte di Quattrocchi? «In una interruzione di Porta a porta, quando il giornalista Farina lo stava comunicando al telefono». I famigliari lamentano di non essere stati avvertiti ma di averlo saputo in diretta. È vero? «Il fatto certo è che io non l'ho detto, pur avendolo saputo in quel momento: dovevamo ve- rificare le affermazioni del nostro ambasciatore, mentre la notizia è arrivata da Al Jazeera. Ma nel momento in cui è stata data ho dovuto confermarla. I famigliari sono stati avverti- ti circa 25 minuti dopo la comunicazione in tv». Una volta, per un'offesa simile, non si dava querela, ma si chiedeva soddisfazione. Ci limitiamo a domandargli di chiedere scusa, di ammettere la propria confusione mentale. Eviti di appellarsi alla dialettica marxista per cui una cosa può essere e contemporaneamente non essere: sarebbe la sola scappatoia dinanzi alla prova evidente della sua spudoratezza. Ci domandiamo che razza non di ministro, ma di uomo sia uno che, invece di ammettere lo sbaglio o la propria cattiva informazione, lascia credere che Vespa ed io avessimo la fregola dello scoop, famiglia avvertita o non avvertita, chi se ne frega. Chi scrive non crede di essere un giornalista al cento per cento. Mi accontento di esserlo al dieci per cento. Se penso che sia utile per salvare qualcuno, informo il governo, e so che quelli davvero bravi vedono in questo un tradimento della professione, danno la notizia e via, citando il patto di sangue, il dovere sacro verso i lettori eccetera. Balle. Bisogna cercare di non fare del male alle persone. Piuttosto smettiamo. Provi che ho mentito. Se ci riesce mi dimetto. E lui? "
    "La guerra è la vicenda in cui innumerevoli persone, che non si conoscono affatto, si massacrano per la gloria e per il profitto di alcune persone che si conoscono e non si massacrano affatto." (Paul Valèry, poeta francese).

  10. #30
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    Non si dimetterà nessuno dei due.

    Hai mai visto dimettersi i clown del circo?

 

 
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