dal quotidiano di Confindustria
" Il Sole 24 ore del 22/04/2004
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Infrastrutture / L'Europarlamento ha approvato definitivamente il piano delle 30 grandi opere strategiche (Ten)
Il Ponte sullo Stretto nella lista Ue
Il costo coperto al 10% dal finanziamento europeo - Il ministro Lunardi: confermate le scelte del Governo italiano
Adriana Cerretelli
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STRASBURGO - Il Ponte di Messina si farà e potrà beneficiare dei co-finanziamenti comunitari previsti per la realizzazione delle grandi reti di trasporto transeuropee (Ten) nell'Unione presto allargata a 25 Paesi. Con 181 voti a favore e 309 contrari l'Europarlamento ha infatti bocciato ieri a Strasburgo l'emendamento presentato da verdi, liberali e da una parte dei Ds italiani che puntava ad affondarlo per la seconda volta. Gli eurodeputati hanno invece avallato a larga maggioranza in seconda lettura la decisione con la quale, nel dicembre scorso, il Consiglio dei ministri del Trasporti aveva approvato all'unanimità la lista dei 30 progetti prioritari targati Ten.
Con il voto di ieri si è dunque concluso l'iter legislativo necessario a far decollare i Ten. In concreto significa che c'è ormai il via libera definitivo all'apertura in tutta Europa dei cantieri delle grandi opere destinate in prospettiva a dotarla da un lato di un mercato davvero unico e non più "balcanizzato" dalla mancanza di adeguati collegamenti ferroviari e stradali, dall'altro delle basi adeguate per un robusto rilancio di una crescita economica che invece continua a confermarsi torpida.
Soddisfatto dell'esito del voto il ministro delle Infrastrutture. Il voto "conferma - ha detto Pietro Lunardi le scelte chiave fatte dal Governo italiane".
In soldoni il via libera significa che i progetti Ten potranno attingere ai fondi comunitari nella misura del 20% del totale dei costi in caso di progetti transeuropei e del 10% quando realizzati esclusivamente su territorio nazionale, come è il caso del Ponte sullo Stretto. Per l'Italia l'apertura dei cantieri Ten comporterà un investimento complessivo dell'ordine di 60 miliardi di euro così ripartiti: 26 miliardi per il Corridoio 1 che collegherà Berlino a Palermo relativamente al traforo del Brennero e alla costruzione del Ponte sullo Stretto; 22 miliardi per il corridoio 5, la Lione-Torino-Venezia-Trieste-Lubiana-Budapest-Kiev; 6 miliardi per la Genova-Rotterdam per quanto riguarda la tratta Genova-Gottardo; 3 milardi per la logistica di terra delle autostrade del mare sui versanti Tirreno e Adriatico.
"Presto, grazie alle grandi reti, non ci saranno più centro e periferie in Europa. I Ten costituiscono ormai un preciso punto di orientamento per Regioni e Comuni che da domani dovranno mettersi al lavoro e fare ciascuna la loro parte", ha commentato Paolo Costa, il presidente della commissione Trasporti del Parlamento, che ha abilmente condotto dietro le quinte l'operazione di ripescaggio del Ponte, dopo che era stato depennato l' 11 marzo scorso, con 231 voti contro 198, dallo stesso Europarlamento con il concorso attivo di una grande coalizione tra socialisti, liberali, verdi, comunisti e con il massiccio concorso degli eurodeputati italiani. "Un grande successo del Governo italiano che garantisce i collegamenti Nord-Sud, Est-Ovest nell'Unione, un successo ottenuto nonostante i tentativi della sinistra europea di cancellarne una parte", ha commentato Antonio Tajani, capo della delegazione di Forza Italia. Per Cristiana Muscardini, capogruppo di An, "l'Europa e il nostro Paese potranno così presto contare su reti di trasporto moderne ed efficienti e su un prezioso volano per la crescita economica".
Di fatto stralciare il Ponte di Messina dalla lista dei Trenta sarebbe equivalso a spedire in frigorifero i progetti Ten per almeno un anno, visto che questa era l'ultima sessione di questo Parlamento che sarà rinnovato con le elezioni del 13 giugno prossimo. E questo è stato l'argomento decisivo che ha convinto la maggioranza dei deputati a non ritardare oltre la realizzazione di opere che, del resto, attendono da almeno dieci anni di passare dalle parole ai fatti.
I verdi comunque non sembrano affatto disposti a rinunciare alla loro guerra al Ponte. "L'inclusione del corridoio Berlino-Palermo è un elemento positivo ma la soluzione tecnica del Ponte non è necessariamente quella definitiva che l'Europa appoggerà. In questa direzione lavoreremo nei prossimi mesi", ha promesso ieri la verde Monica Frassoni. "
Saluti liberali




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come i romani di oggi sono degni degli antichi romani
