BAMBINI USATI COME "CAVIE" DALLE LRA: 45 ANNEGATI
18 Luglio 2003
Bambini costretti a fare da cavie per guadare un fiume: 45 annegati
Il Ministro dell'ambiente ugandese, il generale Odongo, riferisce di un avvenimento agghiacciante: più di 45 bambini rapiti dalle LRA (il famigerato "Esercito di Resistenza del Signore" di Joseph Kony ) sono morti annegati nel tentativo di guadare le acque del fiume Moroto, lungo il confine tra i distretti di Kalatwi quello settentrionale di Lira dove operano i ribelli.
I bambini sarebbero stati costretti a scendere in acqua dai ribelli per controllare che in quel tratto il fiume fosse guadabile, ma la forza delle acque li ha trascinati via. Sono stati, in pratica, utilizzati come "cavie" per provare se il fiume fosse attraversabile o meno. Tutto ciò perchè in quel tratto di fiume vi è un unico ponte, presidiato dai soldati dell'Updf (l'esercito regolare di Kampala) che aveva già respinto i ribelli che avevano cercato di attraversarlo.
Il Ministro, riferisce che si stanno compiendo tutti gli sforzi possibili per cercare di recuperare i corpi delle vittime per riuscire ad identificarli e, così, restituirli alle loro famiglie.
E gli scontri con l'esercito regolare continuano: fonti militari riferiscono di un attacco del Updf nel distretto di Pader (nel nord dell'Uganda) condotto l'altro ieri con elicotteri da guerra contro un gruppo di ribelli. Il bilancio ufficiale parla di 27 morti: 24 ribelli, un militare regolare e due civili.
Ventimila minori manifestano contro guerra e rapimenti a Kitgum
Quest'ultima tragedia che ha coinvolto dei minori sembra la violenta e sprezzante risposta al corteo dell'altro ieri al quale hanno partecipato circa 20.000 bambini nella città di Kitgum, per protestare contro la LRA ed il suo leader Joseph Kony, urlare il loro dolore e la loro paura e chiedere a gran voce la fine di una sporca guerra che dura ormai da 17 anni. Alla manifestazione si sono uniti le autorità politiche locali e l'Arcivescovo cattolico del nord dell'Uganda John Baptist Odama.
Solo nell'ultimo anno le LRA hanno rapito circa 8.400 bambini (secondo le stime dell'UNICEF) e dal 1988 sono scomparse circa 20.000 persone, in massima parte minori, nelle razzie nel nord dell'Uganda; la metà è ancora prigioniera o dispersa.
I bambini rapiti vanno ad ingrossare le file dei soldati ribelli, opportunamente addestrati ed indottrinati secondo le fanatiche regole dettate da Joseph Kony, sedicente profeta che lotta dichiarando di voler instaurare in Uganda un regime religioso basato sui 10 comandamenti biblici. Ed il loro destino è quello di morire sotto le bombe o i missili dell'esercito regolare durante i combattimenti ai quali sono costretti.
Le bambine di solito divengono schiave sessuali, si vocifera che Kony ne "possegga" più di 60.
E' molto difficile per la popolazione dei villaggi contrastare le razzie ed i rapimenti; così più di 20.000 minori ogni notte vengono accompagnati dalle campagne a dormire nelle città di Gulu, Pader e Kitgum, i principali centri urbani del nord del Paese, ove sono maggiormante difendibili e dove operano organizzazioni umanitarie che possono fornire loro assistenza.
La visita di Bush.
Questa tragedia si consuma nella quasi totale indifferenza da parte degli ambienti politici internazionali: venerdì scorso si è svolta la visita del Presidente degli Stati Uniti George Bush che nel suo discorso dinanzi alle autorità ugandesi non ha fatto cenno alla tragedia della guerra civile e dei rapimenti dei bambini. Ha parlato, comunque, di lotta all'AIDS (che è una piaga nel Paese), dichiarando che gli Stati Uniti investiranno 15 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni nella lotta a questa malattia in tutto il mondo.
E proprio nell'ottica della lotta alle malattie ed alla fame il governo USA ha deciso ieri di fornire un finanziamento di 49 milioni di dollari all'Uganda per supportare il Piano di azione per lo sradicamento della povertà varato dal Ministero delle finanze ugandese. I soldi saranno destinati a progetti per il sostegno allo sviluppo di tecniche agricole più efficienti ed alla biodiversità, per cercare di sfamare un paese che vive una drammatica esplosione demografica; come ha rimarcato Gerald Ssendaula, il Ministro delle Finanze: "Sono scioccato dai rapporti sulla crescita della nostra popolazione. Negli ultimi mesi il nostro popolo è cresciuto da 24,7 milioni a 25,3 milioni". Ha aggiunto, quindi, che non è possibile effettuare dei programmi di sviluppo delle risorse accettabili avendo a che fare con una esplosione demografica così acuta e perciò dovrà essere data molta enfasi al controllo delle nascite ed alla pianificazione delle famiglie.
F. Poglio