Da alcuni mesi è disponibile una nuova traduzione di uno

dei libri più belli di J. London:

Trasmettiamo una recensione pubblicata sul sito clubghost


Il vagabondo delle stelle


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data di pubblicazione: 18/03/2004 - copyright by Antonio dall'Igna



Nella vasta produzione narrativa di Jack London (1876-1916) Il vagabondo delle stelle brilla per la sua originalità. Il nome dello scrittore americano viene solitamente associato ai romanzi di avventura: natura selvaggia, spazi incontaminati, lotta per la sopravvivenza. Ma, senza abbandonare il gusto della narrazione realistica e dell’intreccio avvincente, in questo romanzo London ci ammalia, con grande maestria, mostrandoci il suo volto lunare, quello più fantastico e misterioso.

Il vagabondo delle stelle racconta l'amara vicenda di Darrell Standing, professore di agronomia condannato prima all'ergastolo, poi alla pena di morte mediante impiccagione. In carcere, per il suo temperamento aggressivo, ma soprattutto a causa delle crudeltà legalizzate del sistema carcerario (il romanzo nasce come aspra denuncia della segregazione penitenziaria), il protagonista si trova a dover sopportare una tortura atroce: viene legato nella camicia di forza e lasciato giacere per ore, per giorni in posizione costretta. Gli espedienti che mette a punto per sfuggire alla monotonia sono i più disparati: il gioco, il sonno, l'invenzione, il sogno. I suoi compagni di prigionia hanno inventato un codice per poter comunicare battendo colpi contro il muro. Darrell arriva a decifrarlo ed è così in grado di partecipare alle conversazioni. Dopo i tentativi fatti con il sogno e l'autoipnosi, il protagonista, introdotto da un suo compagno alla pratica della "morte in vita", acquisisce la capacità di "far morire" il proprio corpo fisico riuscendo così a rivivere le sue esistenze anteriori. In tal modo si sottrae alla costrizione della camicia di forza e ai bisogni di un corpo martoriato. La narrazione delle vicende con cui il prigioniero ha attraversato i secoli lancia il lettore in un'avventura unica e avvincente, la cui durata abbraccia l'intera Storia.

Così, avendo sperimentato il significato profondo del transito umano attraverso le epoche, Darrell Standing può ridere ai suoi carnefici, all'illusione del mondo, all'inutile fatica della Storia e, infine, alla smascherata falsità della morte.

Denuncia sociale, ampio scorcio storico, meditazione filosofica e religiosa sulla vita umana, metafora della stessa letteratura: questi i possibili piani di lettura che fanno de Il vagabondo delle stelle molto più di un semplice romanzo di avventura e mistero.

L'ottimo saggio in appendice (scritto dal traduttore/curatore) fornisce una precisa collocazione dell'opera all'interno del milieu culturale in cui fu scritta e costituisce un valido approfondimento delle tematiche spirituali e filosofiche del romanzo.


apparsa su

http://www.clubghost.it/clubghost/na.../vagabondo.asp)



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Jack London , Il vagabondo delle stelle. Il Cavallo alato.Traduzione a cura di Fabrizio Sandrelli. Euro 20,00
Nel vagabondo delle stelle (The Star Rover, 1915), romanzo “spirituale” di Jack London (18761916), reale e fantastico si confondono senza posa in una narrazione dinamica. La rappresentazione e la denuncia del violento universo carcerario si alternano, infatti, con racconti e riflessioni sui rapporti tra spirito e materia, mente e corpo che evocano, direttamente o indirettamente, i concetti di evoluzione, “memoria atavica” e reincarnazione. Protagonista dell’opera, che si ispira in parte alle vicende di personaggi reali, è Darrell Standing, un professore di agronomia condannato prima all’ergastolo per l’omicidio di un collega e poi alla forca per l’aggressione di un secondino. Segregato in una cella d’isolamento e stretto nella camicia di forza, egli riesce ad annullare temporaneamente, con uno sforzo di volontà, il corpo fisico e a liberare il proprio spirito da ogni vincolo spazio-temporale. Darrell Standing o, piuttosto, il suo sé immortale, può così ricordare e rivivere la lunga sequela delle sue precedenti incarnazioni, dei suoi amori e dei suoi odi. Attraverso i millenni, sotto molteplici sembianze, egli ha sperimentato ogni aspetto e ogni possibilità della condizione umana e può infine salire al patibolo irridendo i suoi ottusi carnefici. O, forse, come insinua un altro carcerato, tutto questo non è che una patetica illusione, un sogno evanescente, come quello prodotto da una droga.