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E la Commissione Ue fa arrabbiare Maroni
MILANO - Non basta la complicata situazione interna relativa alla vicenda Alitalia: ieri è scoppiata anche una polemica sull'asse Roma-Bruxelles. Da una parte il portavoce della Commissione Ue responsabile per i trasporti, Gilles Gantelet, dall'altra il ministro del Lavoro, Roberto Maroni. Da Bruxelles, interpellato dai giornalisti, Gantelet aveva sottolineato che «la Commissione europea non è favorevole al fallimento delle compagnie aeree, pur considerando, in linea con altri osservatori, che sul mercato non c'è posto per 15 compagnie di bandiera». Una dichiarazione, questa, sostanzialmente neutra. Parlando poi della situazione specifica di Alitalia, Gantelet ha preannunciato il comportamento di Bruxelles, anche in questo caso, assolutamente neutro: si attendono entro la fine della settimana le misure predisposte dal governo italiano per la soluzione della crisi. Ma il passaggio che ha fatto insorgere Maroni è stato questo: Gantelet ha infatti ricordato che Alitalia ha già ricevuto, nel 1997, un aiuto di Stato, e che al momento può avere solo «un prestito ponte per sei mesi prorogabile ad altri sei, da autorizzare a Bruxelles e rimborsabile entro un anno». O, in alternativa, può ricevere fondi sotto forma di aiuti per la sicurezza a patto che ciò avvantaggi tutte le compagnie. Immediata la replica stizzita del nostro ministro del Lavoro: «Il governo italiano sta cercando di risolvere una crisi grave e un portavoce della commissione Ue, cioè un funzionario, dice al governo cosa deve e cosa non può fare. Mi pare una situazione veramente paradossale. La nostra considerazione per il portavoce è zero virgola zero».




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