L’eredità di Berlusconi
di Filippo Facci
In soldoni, Bruxelles ci informa che la crescita italiana dovrebbe attestarsi all'1,7 per cento (assai più del previsto) e spiega che questo è dovuto a una sensibile crescita della domanda interna, o meglio «a un significativo contributo dei consumi privati». Ciò significa, nel Paese in cui tutto si può dire rimanendo impuniti, che:
1) Avevano torto i Tg3 e i Ballarò e i vari Consumatori che negli ultimi due anni hanno denunciato uno spaventoso calo dei consumi;
2) Aveva torto l'Eurispes che denunciava la stessa cosa soffermandosi in particolare su un già smentito aumento della povertà;
3) Aveva torto l'Economist, santificato da sinistra, secondo il quale «Gli italiani stanno riducendo le proprie vacanze, stanno rinviando l'acquisto di una nuova auto o di un completo, gli incassi dei supermercati crollano attorno alla quarta settimana»;
4) Aveva ragione il Censis nel dire che l'Economist diceva sciocchezze e che la ripresa era in atto;
5) Aveva torto Vincenzo Visco nel dire che «il Censis vede il bicchiere mezzo vuoto, ma per l'Economist è vuoto del tutto»;
6) Aveva ovviamente torto Giovanni Floris (che è anche peggio di Santoro) in quelle due vergognose puntate pre-elettorali titolate «Perché l'Italia non cresce più» e «Quale eredità lasceranno Berlusconi e Tremonti sulle tasche degli italiani».
L'eredità: eccola.
Naturalmente su il Giornale.





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