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  1. #21
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    In Origine Postato da FreeFlag
    Invece chi suda le famose sette camicie per sviluppare un software (ad es. gestionale) come il sottoscritto, chi investe in questa operazione il suo tempo, il suo lavoro e il suo denaro (per ricavarne un utile futuro), chi rischia... dovrebbe "gradire" di essere scippato del frutto del suo lavoro perché qualcuno, ovviamente interessato, mette in discussione la proprietà intellettuale.

    "Trarre profitto" dal lavoro degli altri non è eticamente corretto. A meno che non si voglia abolire il concetto di proprietà e non mi pare sia il caso...

    Infine, se i CD costano troppo (ed è un fatto) la soluzione non consiste nell'infrangere le regole ma nel non acquistare i CD.

    Basta poco... Checcevò?


    Sottoscrivo in toto.

    Il mio esempio era riferito alla musica, ma nel caso di prodotti software la situazione è esattamente la stessa.

  2. #22
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    In Origine Postato da FreeFlag
    Caro Scimmione, ben trovato anzitutto...
    Contraccambio, sentivamo la sua mancanza.

    In Origine Postato da FreeFlag
    Sempre bastian contrario, eh?
    No, sempre libero pensatore.

    In Origine Postato da FreeFlag
    Lei è contro la proprietà intellettuale semplicemente perché non produce alcunché di intellettuale e non vive dei proventi di questo lavoro.
    Non mi risulta che lei abbia guadagnato poteri ESP, nel frattempo. E inverte la causa con l'effetto: NON vivo dei proventi di questo lavoro PERCHE' non credo nella proprietà intellettuale, altrimenti, glielo assicuro un lavoro del genere avrei potuto averlo. Ora mi limito a pubblicare in formato copyleft.

    In Origine Postato da FreeFlag
    Chiaro esempio di coerenza...
    Direi!

    Ai posteri.
    "Che l'uomo si concepisca come una creatura di Dio oppure come una scimmia che ha fatto carriera comporta una netta differenza nell'atteggiamento da tenere verso la realtà; nei due casi si obbedirà a imperativi interiori diversissimi."

    Arnold Gehlen

  3. #23
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    In Origine Postato da FreeFlag
    Invece chi suda le famose sette camicie per sviluppare un software (ad es. gestionale) come il sottoscritto, chi investe in questa operazione il suo tempo, il suo lavoro e il suo denaro (per ricavarne un utile futuro), chi rischia... dovrebbe "gradire" di essere scippato del frutto del suo lavoro perché qualcuno, ovviamente interessato, mette in discussione la proprietà intellettuale.

    "Trarre profitto" dal lavoro degli altri non è eticamente corretto. A meno che non si voglia abolire il concetto di proprietà e non mi pare sia il caso...

    Infine, se i CD costano troppo (ed è un fatto) la soluzione non consiste nell'infrangere le regole ma nel non acquistare i CD.

    Basta poco... Checcevò?
    La proprietà intellettuale è un concetto che trovo SBAGLIATO per una serie di ragioni. Queste ragioni fanno riferimento a questioni anche diverse tra di loro che però convergono nel ritenere totalmente SBAGLIATO il concetto di proprietà intellettuale.

    Il suo strenuo difendere una categoria che trovo eticamente SBAGLIATA rimane un ragionamento sbagliato, perchè si fonda sul "se aboliamo il copyright qualcuno perde il lavoro". Ovviamente lei da diretto interessato non può che pensarla così. Ma è lo stesso ragionamento che fa chi produce mine anti-uomo, o cocaina. Non possiamo mica smettere di produrre mine anti-uomo o cocaina perchè altrimenti troppa gente perderebbe il lavoro?

    Non mi pare un ragionamento filante.

    La ringrazio per essere ritornato e spero che insegni ad un pò di destri del forum come si conduce una discussione civile.

    Ai posteri.
    "Che l'uomo si concepisca come una creatura di Dio oppure come una scimmia che ha fatto carriera comporta una netta differenza nell'atteggiamento da tenere verso la realtà; nei due casi si obbedirà a imperativi interiori diversissimi."

    Arnold Gehlen

  4. #24
    moderatore di bachelite
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    In Origine Postato da Forrest Gump
    Aggiungo che la vera pirateria è il prezzo dei CD praticato dai negozi!!!!!!!!!!!
    Occorrerebbe anche uno sciopero dei consumatori:

    NON ACQUISTATE PIU' CD NEI NEGOZI !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


    Mamma diceva sempre: chi la dura la vince.
    avendo lavorato in una casa editrice, posso parlare per quanto riguarda i libri. Ma penso che per i Cd le cose stiano similarmente.
    La tassa statale (Iva) è del 4% e viene assolta dall'editore; il resto, ciò che provoca il rigonfiamento del prezzo, se lo mangia tutto la distribuzione. Anche il 30/40%.

  5. #25
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    In Origine Postato da Romagnolo
    Non mi vanto del fatto di aver scaricato musica e software da internet. Forse sarò "incoerente" come dici tu, ma qui non si discute della mia coerenza, cosa che credo importi a pochi, ma si parla di che come si dovrebbe regolamentare questo settore.
    Ma tu non ti poni dei dubbi a riguardo? Come puoi predicare in un modo e comportarti in un altro? Ma cos'è la politica per te è solo teoria? E la teoria non dovrebbe essere connessa alla prassi?

    In Origine Postato da Romagnolo
    Te lo spiego io perché devi pagare la SIAE quando compri un CD: ciò che paghi non è una tassa vera e propria, ma è una cifra che la SIAE pagherà all'autore dei contenuti di quel CD.
    Si parlava di CD vergini...

    In Origine Postato da Romagnolo
    Lo stesso succede, per esempio, per chi scrive canzoni che, poi, vengono mandate in onda in TV, ma in questo caso la cifra pagata all'autore per ogni mandata in onda è maggiore (infatti chi ha scritto, ad esempio, le sigle di soap-opera famose o roba simile guadagna cifre enormi).
    Ed è un chiaro esempio che ignori come funzioni la SIAE. Ad esempio come vengono retribuiti gli autori delle canzoni che passano alle radio?

    Ai plapperi.
    "Che l'uomo si concepisca come una creatura di Dio oppure come una scimmia che ha fatto carriera comporta una netta differenza nell'atteggiamento da tenere verso la realtà; nei due casi si obbedirà a imperativi interiori diversissimi."

    Arnold Gehlen

  6. #26
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    In Origine Postato da ScimmioneNudo
    La ringrazio per essere ritornato e spero che insegni ad un pò di destri del forum come si conduce una discussione civile.
    Lungi da me il desiderio di insegnare qualcosa a qualcuno. Anche perché, in certi casi, è davvero tempo perso...

    Non mi riferisco a Lei, ovviamente, ma in generale ed è evidente che la Sua opinione è antitetica alla mia, che rispetto ma non condivido.

    Io non difendo solo la mia categoria: il problema è generale.
    Uno scrive un libro, indaga a sue spese su determinati aspetti della vita sociale o politica, lo pubblica... e lo dovrebbe fare gratis? Oppure permettere che altri usino le sue idee per trarne un vantaggio?
    Lo stesso vale per un pittore, uno scultore, un musicista... Un ricercatore che inventa una protesi laringea che restituisce la voce a chi è stato operato di cancro non dovrebbe proteggere il suo investimento? Oppure dovrebbe accontentarsi di un riconoscimento morale?

    Non è un problema di perdere il lavoro. E’ dare un giusto riconoscimento a chi "produce" qualcosa di ingegnoso... Lei consideri solo la tastiera su cui scrive o il monitor che sta guardando: se qualcuno non avesse brillato d’ingegno e non avesse scritto un software adatto, Lei oggi dovrebbe privarsi del piacere di stare a discutere con me...

    Gli esempi che Lei porta a sostegno della Sua tesi, le mine anti-uomo, la cocaina... sono fuorvianti rispetto all’argomento. E’ ovvio che, moralmente parlando, tutti siamo contrari alle bombe e alle droghe. Ma finché ci sarà qualcuno che quelle cose acquista ci sarà sempre qualcuno che le produce.

    E’ come chi va a puttane... E’ più colpevole il cliente o la puttana? Io credo il cliente...

    Per cui, finché il mondo sarà regolato dalle regole del profitto (giusto o sbagliato che sia) e non dal baratto (e vorrei vedere con che cosa baratta una ricerca medica che salva la vita a milioni di persone...) la soluzione per chi non riconosce la proprietà intellettuale è solo quella di rinunciarvi: niente TV, niente cinema, giornali, computers, cellulari, auto col satellitare a bordo, niente visite ai musei, mai più concerti... Torniamo indietro ad un rapporto più bucolico con la natura, torniamo al cavallo e alla vacca, al carro con le ruote di legno, basta bombe ma arco e frecce... anzi una selce scolpita. O una tibia di facocero che il primo ominide usò per fracassare la testa ad un scimmionenudo suo avo...

    Ecco... Forse quella fu la prima vera levata (o calata) d’ingegno. E per fortuna che, all’epoca, non esistevano ancora i brevetti...

  7. #27
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    In Origine Postato da FreeFlag
    Lungi da me il desiderio di insegnare qualcosa a qualcuno. Anche perché, in certi casi, è davvero tempo perso...
    Conto molto sull'esempio.

    In Origine Postato da FreeFlag
    Io non difendo solo la mia categoria: il problema è generale.
    Au contraire. La sua categoria è quella di coloro che vivono sul diritto d'autore. Che poi si tratti di musica, software o brevetti di cavatappi, poco fa, sempre di proprietari intellettuali parliamo.

    In Origine Postato da FreeFlag
    Uno scrive un libro, indaga a sue spese su determinati aspetti della vita sociale o politica, lo pubblica... e lo dovrebbe fare gratis? Oppure permettere che altri usino le sue idee per trarne un vantaggio?
    Lo si è fatto fino a quattrocento anni fa (suppergiù) e non mi pare che questo abbia fermato il progresso, nes pas?

    In Origine Postato da FreeFlag
    Lo stesso vale per un pittore, uno scultore, un musicista... Un ricercatore che inventa una protesi laringea che restituisce la voce a chi è stato operato di cancro non dovrebbe proteggere il suo investimento? Oppure dovrebbe accontentarsi di un riconoscimento morale?
    Lo chieda a Richard Stallman, o a Sabin...

    In Origine Postato da FreeFlag
    Lei consideri solo la tastiera su cui scrive o il monitor che sta guardando: se qualcuno non avesse brillato d’ingegno e non avesse scritto un software adatto, Lei oggi dovrebbe privarsi del piacere di stare a discutere con me...
    www.debian.org

    In Origine Postato da FreeFlag
    Gli esempi che Lei porta a sostegno della Sua tesi, le mine anti-uomo, la cocaina... sono fuorvianti rispetto all’argomento. E’ ovvio che, moralmente parlando, tutti siamo contrari alle bombe e alle droghe. Ma finché ci sarà qualcuno che quelle cose acquista ci sarà sempre qualcuno che le produce.
    Esatto, ma nessuno si sogna di difendere quelle categorie di lavoro con la scusa che chi ci lavora non guadagnerebbe, le pare?

    In Origine Postato da FreeFlag
    Per cui, finché il mondo sarà regolato dalle regole del profitto (giusto o sbagliato che sia)
    Rigetto questa semplificazione. Giusto o sbagliato che sia? Io VOGLIO che il mondo cambi. Io SPERO che il mondo cambi, e non ho mica intenzione di rassegnarmi...sicuramente non sarò io a fare la differenza. Ma nemmeno a favorire lo status quo.

    In Origine Postato da FreeFlag
    la soluzione per chi non riconosce la proprietà intellettuale è solo quella di rinunciarvi: niente TV, niente cinema, giornali, computers, cellulari, auto col satellitare a bordo, niente visite ai musei,
    I musei? L'enfasi l'ha travolta...come anche con cinema, giornali...
    www.creativecommons.org Non sia binario...il miglior sistema operativo per pc è stato sviluppato al di fuori dell'ottica del copyright, così come la migliore delle gastronomie, la ruota, il fuoco, leonardo da vinci, shakespear, tutti FUORI dalla proprietà intellettuale...

    In Origine Postato da FreeFlag
    Torniamo indietro ad un rapporto più bucolico con la natura, torniamo al cavallo e alla vacca, al carro con le ruote di legno, basta bombe ma arco e frecce... anzi una selce scolpita. O una tibia di facocero che il primo ominide usò per fracassare la testa ad un scimmionenudo suo avo...
    Conosce la triade Hegeliana? Tesi-Antitesi-Sintesi. Non si può tornare indietro, ma questo non significa restare dove si è.
    Pensi a quante volte nella storia della scienza siamo passati dalla teoria biogenetica a quella abiogenetica...almeno due...

    In Origine Postato da FreeFlag
    Ecco... Forse quella fu la prima vera levata (o calata) d’ingegno. E per fortuna che, all’epoca, non esistevano ancora i brevetti...
    Per questo motivo le idee si espandevano rapidamente e tanto rapidamente potevano evolversi. Oggi tutto questo è stato paralizzato dalla proprietà intellettuale, e con i mezzi di comunicazione che abbiamo oggi, saremmo ancora più avanti.

    Ai posteri.
    "Che l'uomo si concepisca come una creatura di Dio oppure come una scimmia che ha fatto carriera comporta una netta differenza nell'atteggiamento da tenere verso la realtà; nei due casi si obbedirà a imperativi interiori diversissimi."

    Arnold Gehlen

  8. #28
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    [QUOTE]In Origine Postato da ScimmioneNudo
    Lo si è fatto fino a quattrocento anni fa (suppergiù) e non mi pare che questo abbia fermato il progresso, nes pas?

    Mi permetta di dissentire con un esempio ancor più antico: nel 1492 un certo Cristoforo Colombo scoprì un’isoletta che si rivelò poi far parte di un continente vastissimo. La prima cosa che fece tornato a casa fu quella di farsi nominare Governatore di Tutte le Indie.

    Il che non fermò certo il progresso delle Indie presunte... Le quali, tra l’altro, da ben altri scopritori e possessori erano occupate portatori di un ritardo sociale e culturale vecchio di secoli... Ma questo è un altro discorso.

    E’ evidente quindi che il concetto di proprietà, intellettuale o materiale, è insito nella natura umana e nasce dall’istintivo bisogno di garantire la propria sicurezza. Ed è tutt’altro che pernicioso perché garantisce dei punti di riferimento precisi, dei limiti e confini da non superare.

    Immagini se l’inventore della Coca-Cola non avesse brevettato la sua formula. Nel mondo ci sarebbero centinaia o migliaia di produttori di beveraggi similari a discapito della qualità (ammesso che detta bevanda sia un prodotto di qualità). Invece il brevetto ha permesso a questa idea (perché valida) di espandersi in tutto il mondo con conseguenze positive (in termini di occupazione) e negative (il mostro multinazionale) come tutte le altre cose che l’uomo ha inventato.

    Se, poi, un grave ritardo nello sviluppo culturale e sociale (almeno riferendosi al mondo occidentale e al nostro concetto di progresso) si è avuto non sono certo stati i brevetti a causarlo ma l’asservimento delle idee a certe verità assolute. Pensi per quanti secoli la teoria geocentrica ha avuto il sopravvento sulla verità semplicemente perché quella teoria aveva un fondamento religioso assoluto mentre nello stesso tempo gli Incas conoscevano almeno sei pianeti che ruotavano attorno al Sole. Terra inclusa.

    Esatto, ma nessuno si sogna di difendere quelle categorie di lavoro con la scusa che chi ci lavora non guadagnerebbe, le pare?

    Sbagliato. Sappiamo benissimo che le automobili inquinano e producono monossido di carbonio, polveri e altre schifezze dannose alla salute. Ma nessuno si sogna di chiudere le fabbriche che sarebbe la cosa logica visto che le fonti alternative al petrolio nessuno le vuole...

    E se per caso la FIAT entra in crisi ecco subito gli scioperi per difendere il posto di lavoro con il risultato finale di proseguire nell’inquinamento. Oltre al fatto di garantire il reddito degli operai e il lucro dei proprietari.

    Ora, moralmente parlando, nessuno difende i costruttori d’armi ma è solo ipocrisia.
    Se è vero che l’Italia ha prodotto in passato milioni di mine antiuomo e anticarro per poi ritrovarsele tra i piedi (letteralmente) durante le missioni di peace-keeping è indubbio che qualche vantaggio economico lo abbiano tratto anche gli operai addetti alla costruzione di quegli ordigni (che non si sono certo interrogati sulle conseguenze del loro lavoro e cioè quante gambe e braccia di bambini stavano mutilando in quel momento) e, di conseguenza, anche il Paese.

    Che poi oggi quelle fabbriche non siano più in Italia lo dobbiamo alla necessità di sfuggire ad un’opinione pubblica divenuta ostile (aspetto positivo) ma anche all’ipocrisia della stessa opinione pubblica (aspetto negativo) che si è disinteressata completamente quando quelle fabbriche si sono installate in luoghi più favorevoli o in paesi compiacenti per continuare nella produzione e soddisfare così un mercato che chiede questi manufatti.
    E se non li produciamo noi c’è sicuramente qualcun altro pronto a sostituirci.

    E’ la stessa situazione dei nostri novelli "pacifisti" portatori insani di inutili arcobaleni: no alla guerra, perché eticamente siamo contrari ad ogni forma di violenza e blablablaggio conseguente... Ma occhi ed orecchi chiusi di fronte alle immumerevoli violazioni dei diritti umani che giornalmente si perpetuano in ogni parte del mondo e per le quali non c’è alcuna bandiera disponibile.

    E lei vuole cambiare il mondo? Auguri...

  9. #29
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    [QUOTE]In Origine Postato da FreeFlag
    In Origine Postato da ScimmioneNudo
    Lo si è fatto fino a quattrocento anni fa (suppergiù) e non mi pare che questo abbia fermato il progresso, nes pas?
    Mi permetta di dissentire con un esempio ancor più antico:
    Non esistono esempi più antichi. Lei confonde proprietà materiale con quella intellettuale. L'america di Colombo non era un'idea, ma un territorio fisico.

    In Origine Postato da FreeFlag
    E’ evidente quindi che il concetto di proprietà, intellettuale o materiale, è insito nella natura umana e nasce dall’istintivo bisogno di garantire la propria sicurezza.
    Di evidente c'è solo, mi perdoni, una sua ignoranza nel merito delle discipline scientifiche che si occupano di cosa sia insito nella natura umana. Nello specifico Etnografia, Etologia Umana, e Neuropsichiatria (per citare le più pertinenti). Non si parla minimamente di proprietà intellettuale, e persino quella materiale è rimasta sconosciuta fino in epoca preagriculturale. Quindi la faccenda lo facciamo perchè è nel DNA, proprio NON ATTACCA.

    In Origine Postato da FreeFlag
    Immagini se l’inventore della Coca-Cola non avesse brevettato la sua formula. Nel mondo ci sarebbero centinaia o migliaia di produttori di beveraggi similari a discapito della qualità (ammesso che detta bevanda sia un prodotto di qualità).
    Ma lei ci è mai stato un supermercato? Comunque la ringrazio per l'assist perchè mi permette di spiegarle un semplice concetto. In realtà la proprietà intellettuale sfavorisce il consumatore perchè prende un libero mercato e lo trasforma in monopolio, dove ciascun detentore di brevetto è il monopolista che definisce il prezzo della sua merce.

    In Origine Postato da FreeFlag
    Invece il brevetto ha permesso a questa idea (perché valida) di espandersi in tutto il mondo con conseguenze positive (in termini di occupazione) e negative (il mostro multinazionale) come tutte le altre cose che l’uomo ha inventato.
    Sì, ora siamo in una notte in cui tutte le vacche sono nere? Io dico che possiamo anche distinguere tra le cose messe in commercio. Ad esempio l'eroina mi sembra solo negativa, così come il DDT, il CFC, o l'eternit....suvvia...

    In Origine Postato da FreeFlag
    Se, poi, un grave ritardo nello sviluppo culturale e sociale (almeno riferendosi al mondo occidentale e al nostro concetto di progresso) si è avuto non sono certo stati i brevetti a causarlo ma l’asservimento delle idee a certe verità assolute.
    Una diversa forma di controllo delle idee...

    In Origine Postato da FreeFlag
    Sbagliato. Sappiamo benissimo che le automobili inquinano e producono monossido di carbonio, polveri e altre schifezze dannose alla salute. Ma nessuno si sogna di chiudere le fabbriche che sarebbe la cosa logica visto che le fonti alternative al petrolio nessuno le vuole...
    Ma lei è DAVVERO convinto che continuiamo a produrre automobili perchè chi lavora alla FIAT rimarrebbe disoccupato? Suvvia...

    In Origine Postato da FreeFlag
    E se per caso la FIAT entra in crisi ecco subito gli scioperi per difendere il posto di lavoro con il risultato finale di proseguire nell’inquinamento. Oltre al fatto di garantire il reddito degli operai e il lucro dei proprietari.
    A parte il fatto che se questo fosse vero non si spiegherebbero invece le varie tecnologie abbandonate nel tempo...ad esempio i costruttori di carrozze...ma oltre a tutto questo le pare un ragionamento corretto? Etico? Dunque lei giustifica chi costruisce mine perchè non possiamo lasciare a casa gli operai?

    In Origine Postato da FreeFlag
    Che poi oggi quelle fabbriche non siano più in Italia lo dobbiamo alla necessità di sfuggire ad un’opinione pubblica divenuta ostile (aspetto positivo)
    Già, basta poco, che ce vo'?

    In Origine Postato da FreeFlag
    ma anche all’ipocrisia della stessa opinione pubblica (aspetto negativo) che si è disinteressata completamente quando quelle fabbriche si sono installate in luoghi più favorevoli
    lo dica ai media...quelli che all'85% sono contro il Cavaliere...

    In Origine Postato da FreeFlag
    Ma occhi ed orecchi chiusi di fronte alle immumerevoli violazioni dei diritti umani che giornalmente si perpetuano in ogni parte del mondo e per le quali non c’è alcuna bandiera disponibile.
    Qui molti sono iscritti ad Amnesty...si fa quel che si può che è certamente meglio di NIENTE. La rimando al post di Yota71 sulle guerre dimenticate.

    In Origine Postato da FreeFlag
    E lei vuole cambiare il mondo? Auguri...
    No. Non ha letto bene. Rilegga.

    Aggiungo che se il mondo non cambierà, non sterzerà radicalmente la specie Homo Sapiens scomparirà, e verremo consegnati alla storia naturale della prossima specie intelligente.

    Ai posteri.
    "Che l'uomo si concepisca come una creatura di Dio oppure come una scimmia che ha fatto carriera comporta una netta differenza nell'atteggiamento da tenere verso la realtà; nei due casi si obbedirà a imperativi interiori diversissimi."

    Arnold Gehlen

 

 
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