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Discussione: Matteotti

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    Matteotti

    09/06/04: Signorile: Ricordare Matteotti fatto politico.
    Claudio Signorile, dei Socialisti

    Uniti per l'Europa, sottolinea il significato politico delle

    celebrazioni per l'ottantesimo anniversario del rapimento di

    Giacomo Matteotti che la sua lista organizza per domani a Roma.

    ''Il 10 giugno di ottant'anni fa il leader socialista

    unitario Giacomo Matteotti veniva rapito ed assassinato dai

    fascisti'', e domani ''i Socialisti Uniti ne celebreranno l'

    ottantesimo anniversario dalla scomparsa liquidando una volta

    per tutte i tentativi di omologazione di Matteotti da parte di

    una sinistra post comunista che, non riuscendo a completare la

    sua evoluzione nel segno socialista, cerca di appropriarsi degli

    ideali e della tradizione socialista''.

    Matteotti era ''il segretario di quel partito socialista

    unitario, i cui programmi sono - afferma Signorile - molto

    simili, nei metodi e nella filosofia di fondo, a quelli della

    lista Socialisti Uniti per l'Europa'

  2. #2
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    09/06/04: Luoghi dove il Partito commemora Giacomo Matteotti
    Domani il Segretario Nazionale del nuovo PSI sarà a Fratta Polesine (RO) per la commemorazione di Giacomo Matteotti. Il suo arrivo è previsto alle ore 20.00 ed è già in programma un suo breve discorso presso la casa del martire polesano.
    In precedenza una folta rappresentanza di militanti e dirigenti guidati dal segretario provinciale Nello Chendi nonchè da quello regionale e candidata alle prossime elezioni europee Nadia Romeo, si recherà sulla tomba dell'illustre conterraneo.


    Domani i socialisti Romani commemorano Giacomo Matteotti al Lungo Tevere Arnaldo Da Brescia. Alle ore 10.30 ci sarà una manifestazione organizzata dal Partito Socialdemocratico cui Parteciperà anche l‘Assessore Robilotta per il Nuovo Psi. L’Assessore parteciperà anche alla manifestazione promossa dalle istituzioni e dai sindacati organizzata per le ore 14.30 in rappresentanza della Regione Lazio.

  3. #3
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    09/06/04: Matteotti. Un futuro dal cuore antico Intervista di Emanuele Bellatoa Franco Piro Candidato socialista a Sindaco di Bologna.
    "Ottanta anni fa Giacomo Matteotti veniva rapito e trucidato da sicari del regime fascista. La sua figura, integra e rigorosa, ci ricorda gli ideali del riformismo socialista di ispirazione cristiana. Intendo ricordare ai più giovani la fierezza contro ogni dittatura".
    Questa è la dichiarazione dell'on Franco Piro, già deputato socialista ed oggi candidato alla carica di sindaco di Bologna con il Nuovo PSI, che poi ha aggiunto: sin dall'adolescenza Giacomo Matteotti si impegnò per elevare la condizione sociale delle classi più deboli, in particolare il bracciantato della valle padana, incentivando la costituzione di leghe cooperative e società di mutuo soccorso. Fu introdotto al socialismo grazie al fratello maggiore Matteo, studioso di problemi sociali, autore di vari saggi, fra cui "L'assicurazione contro la disoccupazione", scomparso prematuramente a soli trentuno anni.
    Nel 1907 si laureò in legge all'Università di Bologna e fu allievo dell'onorevole professor Alessandro Stoppato, conservatore di stile e di razza, parlamentare fra i più rappresentativi e militante nella destra clerico-moderata.
    Matteotti fu sempre contrario alla guerra. Aldo Parini direttore de "La Lotta" (organo dei socialisti ufficiali polesani) così ricordava Matteotti in un congresso tenuto a Rovigo il 2 maggio del 1915 "parlò contro la guerra, contro tutte le guerre con un linguaggio da cristiano". Di lui disse Piero Gobetti: "Eretico e oppositore nel Partito Socialista, poi tra gli unitari una specie di guardiano della rettitudine politica e della resistenza dei caratteri: sempre alle funzioni più ingrate e alle battaglie più compromesse. Era implacabile critico dei dirigenti e si ricorda che, giovanissimo, in una riunione socialista, un nume del socialismo locale aveva dovuto interromperlo: "Tasi ti che te ga le braghe curte". Era nemico della demagogia, tanto di quella prosperante all'interno del partito quanto di quella affiorante nei furbeschi equilibrismi di Giolitti, bollato come il grande demagogo. Ai suoi compagni di lotta ammoniva che "abbattere la borghesia è il meno: il più è costruire e preparare il socialismo dentro noi".
    Al congresso dei Comuni socialisti, tenutosi a Bologna nel 1916, partecipò alle discussioni, dove figuravano tra i relatori Zanardi sindaco di Bologna e Caldara sindaco di Milano, con tanta competenza che fu nominato Segretario al Comitato Direttivo della Lega dei Comuni.
    Nel 1922 Matteotti fu tra i fondatori e primo segretario del Partito Socialista Unitario Italiano. Matteotti fu sempre coerente - ha sottolineato Piro - con il suo essere socialista riformista e di conseguenza anche un anticomunista. Il 25 gennaio 1924 scrisse una lettera a Togliatti in cui scomunicava i comunisti ".la responsabilità che è vostra, di aver diviso e indebolito il proletariato".
    Per porre l'accento sul significato del martirio di Giacomo Matteotti nelle coscienze degli italiani e anche degli stranieri che ancora consideravano il fascismo un bene per l'Italia il professor Franco Piro ha citato un passo della lettera spedita nel febbraio 1926 dell'esule londinese Gaetano Salvemini alla vedova Velia in Matteotti: "Io attraversai, fra il 1921 e 1924, un periodo di stanchezza fisica e di depressione morale. Detestavo i fascisti, ma non avevo fiducia negli antifascisti. Me ne stavo fra i miei libri, con i miei giovani amici, risoluto a non rientrare più nella politica attiva.Ma quando Lui fu ucciso, io mi sentii in parte colpevole della Sua morte. Lui aveva fatto tutto il Suo dovere: e per questo era stato ucciso. Io non avevo fatto il mio dovere: e per questo mi avevano lasciato stare. Se tutti avessimo fatto il nostro dovere, l' Italia non sarebbe stata calpestata, disonorata da una banda di assassini. Allora presi la mia decisione. Dovevo ritornare ad occupare il mio posto nella battaglia. Ed ho fatto il possibile per attenuare in me il rimorso di non avere sempre fatto il mio dovere.
    Il professor Piro ha poi raccontato un aspetto meno noto della vita politica e privata di Giacomo Matteotti, cioè quello della sua amicizia con l'On. Umberto Merlin esponente cattolico popolare di Rovigo: "Quando a Giacomo fu richiesto dalla madre di indicarle un buon avvocato che desse affidamento completo per le questioni di affari da lei trattate, non poté far altro nome di quello del suo amico e avversario Umberto, che aveva condiviso con lui gli anni del liceo. Egli stesso accompagnava in auto la madre allo studio Merlin e poi, fatto un salto in Federazione o compiuta qualche consultazione alla biblioteca dell'Accademia dei Concordi di Rovigo, passava a prenderla per riaccompagnarla a Fratta Polesine.
    Nel 1921, quando oramai Matteotti si era trasferito a Roma, e per motivi di prudenza non poteva più andare a Rovigo e a Fratta: ".la signora Isabella non riusciva a capire la ragione di questo cambiamento nella vita del figlio - già non le era mai piaciuto quel darsi tutto e soltanto alla politica - e ne chiedeva spiegazione all'onorevole avvocato Merlin, che continuava a frequentare nello studio di Rovigo per ragioni di affari.
    Un giorno l'avvocato dovette faticare più del solito per spiegare alla brava donna che l'impegno politico imponeva sacrifici, specie in quel momento. Tutto quel che ne ricavò fu un gran sospiro fra ansia e dispetto: Me fiolo disse l'anziana madre, con quela camarassa el finirà col magnarse tuto! (mio figlio con quella Camera finirà col rovinarsi). La signora Isabella rivide Giacomo al convegno socialista di Legnago (Verona), assediato dai fascisti; poi fu costretta a riprendere le visite all'avvocato Merlin per avere notizie dell'amato figlio.
    All'amicizia si accompagnava una forte rivalità dettata dalle differenti scelte di campo, che nasceva già nel 1914 dai banchi del Consiglio Provinciale di Rovigo, quando Merlin militava nelle file dei clerico-moderati.
    Durante un contraddittorio tenutosi a Lendinara nel 1920 l'On. Merlin subì un'aggressione a colpi di bastonate e fu salvato solo grazie al prodigo, pronto e coraggioso intervento dell'onorevole Matteotti che dopo aver fatto da scudo lo accompagnò in ospedale. Episodio che Merlin ricordò anche in una seduta parlamentare "Ora onorevoli colleghi, io do atto che l'On. Matteotti ha fatto opera di pacificazione. Aggiungo di più: a me personalmente ha salvato la vita. A Lendinara, ove io fui abbattuto da una turba di teppisti, ed ero a terra svenuto, egli è intervenuto e mi ha difeso. Debbo però ricordargli che gli altri non fanno così, e che non tutti obbediscono alla sua parola".
    Gianni Merlin nipote di Umberto, sostenne nel libro "Polesine moderno o conservatore" che Merlin e Matteotti avessero compreso, che il rafforzamento della democrazia e lo sviluppo economico e sociale dello Stato dipendessero principalmente dalla possibilità di un incontro sul piano concreto delle realizzazioni tra: cattolici e socialisti.
    Purtroppo, mentre Merlin e Matteotti avevano compreso che solo attraverso un incontro tra i due partiti di massa si sarebbe potuta dare una svolta radicale all'istituzione statale, ancora di stampo liberale e risorgimentale; le relative basi erano contrarie.
    In conclusione il prof. Piro ha riaffermato la coerenza delle donne e degli uomini del Nuovo Psi con la storia del socialismo riformista e autonomista augurandosi che almeno il ricordo di Giacomo Matteotti possa essere un momento di unità e condivisione tra quelli che credono ancora nei valori di pace, libertà, solidarietà e fratellanza.

    Emanuele Bellato

  4. #4
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    Predefinito Re: Matteotti

    [QUOTE]In Origine Postato da socialista1892
    [B]09/06/04: Signorile: Ricordare Matteotti fatto politico.
    Claudio Signorile, dei Socialisti

    Uniti per l'Europa, sottolinea il significato politico delle

    celebrazioni per l'ottantesimo anniversario del rapimento di

    Giacomo Matteotti che la sua lista organizza per domani a Roma.

    ''Il 10 giugno di ottant'anni fa il leader socialista

    unitario Giacomo Matteotti veniva rapito ed assassinato dai

    fascisti'', e domani ''i Socialisti Uniti ne celebreranno l'

    ottantesimo anniversario dalla scomparsa liquidando una volta

    per tutte i tentativi di omologazione di Matteotti da parte di

    una sinistra post comunista che, non riuscendo a completare la

    sua evoluzione nel segno socialista, cerca di appropriarsi degli

    ideali e della tradizione socialista''.

    Matteotti era ''il segretario di quel partito socialista

    unitario, i cui programmi sono - afferma Signorile - molto

    simili, nei metodi e nella filosofia di fondo, a quelli della

    lista Socialisti Uniti per l'Europa'







    CHI FARA' IL DISCORSO DELLA COMMEMORAZIONE DI MATTEOTTI
    GIANFRANCO FINI ?
    OR TREMAGLIA ?
    O FORSE GASPARRI....NOOOO STARACE...
    VERGOGNATEVI...IL COMPAGNO MATTEOTTI SI STARA' RIVOLTANDO NELLA TOMBA ....

  5. #5
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    voi catto-comunisti non meritate nemmeno una risposta

    volete fare demagogia anche su Matteotti? fatela pure...

    Matteotti = socialista punto.

  6. #6
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    (POL-ADNCRONOS) Terrore a Fratta Polesine, un paesino del rovigino. Il custode del locale cimitero ha avvertito un ronzio diffuso ed avvertito le autorità. Il tecnico del comune ha accertato che il ronzio (simile a quello di una lavatrice) proviene dalla tomba di Giacomo Matteotti. Si ignorano ancora le causa dello strano fenomeno.
    Vuoi una soluzione VERA alla Crisi Finanziaria ed al Debito Pubblico?

    NUOVA VERSIONE COMPLETATA :
    http://lukell.altervista.org/Unasolu...risiEsiste.pdf




  7. #7
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    perché non celebrate piuttosto Mario Chiesa? anche lui fu una povera vittima di gente vestita di nero

  8. #8
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    In Origine Postato da socialista1892

    Matteotti = socialista punto.
    Giusto!

    Ma è su Berlusconi+Fini+Maroni+Follini+Tremonti+ (tende ad infinito) che non riesci a trovare l'uguaglianza!

    Vi siete alleati con gli eredi se non politici, culturali di chi l'ha ammazzato!
    Vi siete alleati con chi vuole distruggere qualsiasi forma di sindacato ..ed indovina un po' chi ha creato i sindacati in Italia?
    La risposta è: i socialisti!

    Ma a voi che vi frega ...anche Mussolini è stato socialista!

  9. #9
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    In Origine Postato da socialista1892
    09/06/04: Luoghi dove il Partito commemora Giacomo Matteotti


  10. #10
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    L'ultimo discorso parlamentare di Giacomo Matteotti, implacabile contestazione della validità di elezioni che di legale non avevano avuto nulla, condizionate dalla violenza fascista.

    L'intervento risale al 30 maggio 1924. Il parlamentare ebbe quasi la profetica premonizione della sua sorte, tanto è vero che, finito di parlare, è documentato che disse ai colleghi: "Ed ora, potete preparare il mio funerale". Il 4 giugno l'ultimo diverbio con Mussolini e poi il rapimento...

    Quasi superfluo ricordare chi oggi, 10 giugno 2004, forse per uno di quei ricorsi storici in chiave tragicamente parodistica siede in parlamento sugli scranni del governo e della presunta "maggioranza"....





    Presidente "Ha chiesto di parlare l'onorevole Matteotti. Ne ha facoltà". Matteotti "Noi abbiamo avuto da parte della Giunta delle elezioni la proposta di convalida di numerosi colleghi. Nessuno certamente, degli appartenenti a questa Assemblea, all'infuori credo dei componenti la Giunta delle elezioni, saprebbe ridire l'elenco dei nomi letti per la convalida, nessuno, né della Camera né delle tribune della stampa (Vive interruzioni alla destra e al centro)". Lupi "È passato il tempo in cui si parlava per le tribune!". Matteotti "Certo la pubblicità è per voi un'istituzione dello stupidissimo secolo XIX. (Vivi rumori. Interruzioni alla destra e al centro) Comunque, dicevo, in questo momento non esiste da parte dell'Assemblea una conoscenza esatta dell'oggetto sul quale si delibera. Soltanto per quei pochissimi nomi che abbiamo potuto afferrare alla lettura, possiamo immaginare che essi rappresentino una parte della maggioranza.

    Ora, contro la loro convalida noi presentiamo questa pura e semplice eccezione: cioè, che la lista di maggioranza governativa, la quale nominalmente ha ottenuto una votazione di quattro milioni e tanti voti... (Interruzioni)". Voci al centro "Ed anche più!". Matteotti "... cotesta lista non li ha ottenuti, di fatto e liberamente, ed è dubitabile quindi se essa abbia ottenuto quel tanto di percentuale che è necessario (Interruzioni. Proteste) per conquistare, anche secondo la vostra legge, i due terzi dei posti che le sono stati attribuiti! Potrebbe darsi che i nomi letti dal Presidente sieno di quei capilista che resterebbero eletti anche se, invece del premio di maggioranza, si applicasse la proporzionale pura in ogni circoscrizione. Ma poiché nessuno ha udito i nomi, e non è stata premessa nessuna affermazione generica di tale specie, probabilmente tali tutti non sono, e quindi contestiamo in questo luogo e in tronco la validità della elezione della maggioranza (Rumori vivissimi). Vorrei pregare almeno i colleghi, sulla elezione dei quali oggi si giudica, di astenersi per lo meno dai rumori, se non dal voto. (Vivi commenti - Proteste - Interruzioni alla destra e al centro)".

    Maraviglia "In contestazione non c'è nessuno, diversamente si asterrebbe!". Matteotti "Noi contestiamo...". Maraviglia "Allora contestate voi!". Matteotti "Certo sarebbe maraviglia se contestasse lei! L'elezione, secondo noi, è essenzialmente non valida, e aggiungiamo che non è valida in tutte le circoscrizioni. In primo luogo abbiamo la dichiarazione fatta esplicitamente dal governo, ripetuta da tutti gli organi della stampa ufficiale, ripetuta dagli oratori fascisti in tutti i comizi, che le elezioni non avevano che un valore assai relativo, in quanto che il Governo non si sentiva soggetto al responso elettorale, ma che in ogni caso - come ha dichiarato replicatamente - avrebbe mantenuto il potere con la forza, anche se... (Vivaci interruzioni a destra e al centro Movimenti dell'onorevole presidente del Consiglio)". Voci a destra "Sì, sì! Noi abbiamo fatto la guerra! (Applausi alla destra e al centro)". Matteotti "Codesti vostri applausi sono la conferma precisa della fondatezza dei mio ragionamento. Per vostra stessa conferma dunque nessun elettore italiano si è trovato libero di decidere con la sua volontà... (Rumori, proteste e interruzioni a destra) Nessun elettore si è trovato libero di fronte a questo quesito...". Maraviglia "Hanno votato otto milioni di italiani!". Matteotti "... se cioè egli approvava o non approvava la politica o, per meglio dire, il regime del Governo fascista. Nessuno si è trovato libero, perché ciascun cittadino sapeva a priori che, se anche avesse osato affermare a maggioranza il contrario, c'era una forza a disposizione del Governo che avrebbe annullato il suo voto e il suo responso. (Rumori e interruzioni a destra)". Una voce a destra "E i due milioni di voti che hanno preso le minoranze?". Farinacci "Potevate fare la rivoluzione!". Maraviglia "Sarebbero stati due milioni di eroi!". Matteotti "A rinforzare tale proposito dei Governo, esiste una milizia armata... (Applausi vivissimi e prolungati a destra e grida di "Viva la milizia")". Voci a destra "Vi scotta la milizia!". Matteotti "... esiste. una milizia armata... (Interruzioni a destra, rumori prolungati)". Voci "Basta! Basta!". Presidente "Onorevole Matteotti, si attenga all'argomento".

    Matteotti "Onorevole Presidente, forse ella non m'intende; ma io parlo di elezioni. Esiste una milizia armata... (Interruzioni a destra) la quale ha questo fondamentale e dichiarato scopo: di sostenere un determinato Capo del Governo bene indicato e nominato nel Capo del fascismo e non, a differenza dell'Esercito, il Capo dello Stato. (Interruzioni e rumori a destra)". Voci a destra "E le guardie rosse?". Matteotti "Vi è una milizia armata, composta di cittadini di un solo Partito, la quale ha il compito dichiarato di sostenere un determinato Governo con la forza, anche se ad esso il consenso mancasse. (Commenti) In aggiunta e in particolare... (Interruzioni), mentre per la legge elettorale la milizia avrebbe dovuto astenersi, essendo in funzione o quando era in funzione, e mentre di fatto in tutta l'Italia specialmente rurale abbiamo constatato in quei giorni la presenza di militi nazionali in gran numero... (Interruzioni, rumori)". Farinacci "Erano i balilla!". Matteotti "È vero, on. Farinacci, in molti luoghi hanno votato anche i balilla! (Approvazioni all'estrema sinistra, rumori a destra e al centro)". Voce al centro "Hanno votato i disertori per voi!". Gonzales "Spirito denaturato e rettificato!". Matteotti "Dicevo dunque che, mentre abbiamo visto numerosi di questi militi in ogni città e più ancora nelle campagne (Interruzioni), gli elenchi degli obbligati alla astensione, depositati presso i Comuni, erano ridicolmente ridotti a tre o quattro persone per ogni città, per dare l'illusione dell'osservanza di una legge apertamente violata, conforme lo stesso pensiero espresso dal presidente del Consiglio che affidava al militi fascisti la custodia delle cabine (Rumori).

    A parte questo argomento del proposito del Governo di reggersi anche con la forza contro il consenso. e del fatto di una milizia a disposizione di un partito che impedisce all'inizio e fondamentalmente la libera espressione della sovranità popolare ed elettorale e che invalida in blocco l'ultima elezione in Italia, c'è poi una serie di fatti che successivamente ha viziate e annullate tutte le singole manifestazioni elettorali. (Interruzioni, commenti)". Voci a destra "Perché avete paura! Perché scappate!". Matteotti "Forse al Messico si usano fare le elezioni non con le schede, ma col coraggio di fronte alle rivoltelle (Vivi rumori. Interruzioni, approvazioni all'estrema sinistra). E chiedo scusa al Messico, se non è vero! (Rumori prolungati) I fatti cui accenno si possono riassumere secondo i diversi momenti delle elezioni. La legge elettorale chiede... (Interruzioni, rumori)". Greco "È ora di finirla! Voi svalorizzate il Parlamento!". Matteotti "E allora sciogliete il Parlamento". Greco "Voi non rispettate la maggioranza e non avete diritto di essere rispettati".

    Matteotti "Ciascun partito doveva, secondo la legge elettorale, presentare la propria lista di candidati... (Vivi rumori)". Maraviglia "Ma parli sulla proposta dell'onorevole Presutti". Matteotti "Richiami dunque lei all'ordine il Presidente! La presentazione delle liste - dicevo - deve avvenire in ogni circoscrizione mediante un documento notarile a cui vanno apposte dalle trecento alle cinquecento firme. Ebbene, onorevoli colleghi, in sei. circoscrizioni su quindici le operazioni notarili che si compiono privatamente nello studio di un notaio, fuori della vista pubblica e di quelle che voi chiamate "provocazioni", sono state impedite con violenza. (Rumori vivissimi)". Bastianini "Questo lo dice lei!". Voci dalla destra "Non è vero, non è vero". Matteotti "Volete i singoli fatti? Eccoli: ad Iglesias il collega Corsi stava raccogliendo le trecento firme e la sua casa è stata circondata... (Rumori)". Maraviglia "Non è vero. Lo inventa lei in questo momento". Farinacci "Va a finire che faremo sul serio quello .che non abbiamo fatto!". Matteotti "Fareste il vostro mestiere!". Lussu "È la verità, è la verità!...". Matteotti "A Melfi... (Rumori vivissimi - Interruzioni) a Melfi è stata impedita la raccolta delle firme con la violenza (Rumori). In Puglia fu bastonato perfino un notaio (Rumori vivissimi)". Aldi-Mai "Ma questo nei ricorsi non c'è! In nessuno dei ricorsi! Ho visto gli atti delle Puglie e in nessun ricorso è accennato il fatto di cui parla l'on. Matteotti". Farinacci "Vi faremo cambiare sistema! E dire che sono quelli che vogliono la normalizzazione!". Matteotti "A Genova (Rumori vivissimi) i fogli con le firme già raccolte furono portati via dal tavolo su cui erano stati firmati". Voci "Perché erano falsi". Matteotti "Se erano falsi, dovevate denunciarli ai magistrati!".

    Farinacci "Perché non ha fatto i reclami alla Giunta delle elezioni?". Matteotti "Ci sono". Una voce dal banco delle commissioni "No, non ci sono, li inventa lei". Presidente "La Giunta delle elezioni dovrebbe dare esempio di compostezza! I componenti della Giunta delle elezioni parleranno dopo. Onorevole Matteotti, continui". Matteotti "Io espongo fatti che non dovrebbero provocare rumori. I fatti o sono veri o li dimostrate falsi. Non c'è offesa, non c'è ingiuria per nessuno in ciò che dico: c'è una descrizione di fatti". Teruzzi "Che non esistono!". Matteotti "Da parte degli onorevoli componenti della Giunta delle elezioni si protesta che alcuni di questi fatti non sono dedotti o documentati presso la Giunta delle elezioni. Ma voi sapete benissimo come una situazione e un regime di violenza non solo determinino i fatti stessi, ma impediscano spesse volte la denuncia e il reclamo formale. Voi sapete che persone, le quali hanno dato il loro nome per attestare sopra un giornale o in un documento che un fatto era avvenuto, sono state immediatamente percosse e messe quindi nella impossibilità di confermare il fatto stesso. Già nelle elezioni del 1921, quando ottenni da questa Camera l'annullamento per violenze di una prima elezione fascista, molti di coloro che attestarono i fatti davanti alla Giunta delle elezioni, furono chiamati alla sede fascista, furono loro mostrate le copie degli atti esistenti presso la Giunta delle elezioni illecitamente comunicate, facendo ad essi un vero e proprio processo privato perché avevano attestato il vero o firmato i documenti! In seguito al processo fascista essi furono boicottati dal lavoro o percossi (Rumori, interruzioni)". Voci a destra "Lo provi". Matteotti "La stessa Giunta delle elezioni ricevette allora le prove del fatto.

    Ed è per questo, onorevoli colleghi, che noi spesso siamo costretti a portare in questa Camera l'eco di quelle proteste che altrimenti nel Paese non possono avere alcun'altra voce ed espressione. (Applausi all'estrema sinistra) In sei circoscrizioni, abbiamo detto, le formalità notarili furono impedite colla violenza, e per arrivare in tempo si dovette supplire malamente e come si poté con nuove firme in altre provincie. A Reggio Calabria, per esempio, abbiamo dovuto provvedere con nuove firme per supplire quelle che in Basilicata erano state impedite". Una voce dal banco della giunta "Dove furono impedite?". Matteotti "A Melfi, a Iglesias, in Puglia... devo ripetere? (Interruzioni, rumori) Presupposto essenziale di ogni elezione è che i candidati, cioè coloro che domandano al suffragio elettorale il voto, possano esporre, in contraddittorio con il programma del Governo, in pubblici comizi o anche in privati locali, le loro opinioni. In Italia, nella massima parte dei luoghi, anzi quasi da per tutto, questo non fu possibile". Una voce "Non è vero! Parli l'onorevole Mazzoni! (Rumori)".

    Matteotti "Su ottomila comuni italiani, e su mille candidati delle minoranze, la possibilità è stata ridotta a un piccolissimo numero di casi, soltanto là dove il partito dominante ha consentito per alcune ragioni particolari o di luogo o di persona. (Interruzioni, rumori). Volete i fatti? La Camera ricorderà l'incidente occorso al collega Gonzales". Teruzzi "Noi ci ricordiamo del 1919, quando buttavate gli ufficiali nel Naviglio. lo, per un anno, sono andato a casa con la pena di morte sulla testa!". Matteotti "Onorevoli colleghi, se voi volete contrapporci altre elezioni, ebbene io domando la testimonianza di un uomo che siede al banco del Governo, se nessuno possa dichiarare che ci sia stato un solo avversario che non abbia potuto parlare in contraddittorio con me nel 1919". Voci "Non è vero! non è vero!". Finzi, sottosegretario di Stato per l'interno "Michele Bianchi! Proprio lei ha impedito di parlare a Michele Bianchi!". Matteotti "Lei dice il falso! (Interruzioni, rumori) Il fatto è semplicemente questo, che l'onorevole Michele Bianchi con altri teneva un comizio a Badia Polesine. Alla fine del comizio che essi tennero. sono arrivato io e ho domandato la parola in contraddittorio.

    Essi rifiutarono e se ne andarono e io rimasi a parlare. (Rumori, interruzioni)". Finzi "Non è così!". Matteotti "Porterò i giornali vostri che lo attestano". Finzi "Lo domandi all'onorevole Merlin che è più vicino a lei! L'onorevole Merlin cristianamente deporrà". Matteotti "L'on. Merlin ha avuto numerosi contraddittori con me, e nessuno fu impedito e stroncato. Ma lasciamo stare il passato. Non dovevate voi essere i rinnovatori del costume italiano? Non dovevate voi essere coloro che avrebbero portato un nuovo costume morale nelle elezioni? (Rumori) e, signori che mi interrompete, anche qui nell'assemblea? (Rumori a destra)". Teruzzi "È ora di finirla con queste falsità". Matteotti "L'inizio della campagna elettorale del 1924 avvenne dunque a Genova, con una conferenza privata e per inviti da parte dell'onorevole Gonzales. Orbene, prima ancora che si iniziasse la conferenza, i fascisti invasero la sala e a furia di bastonate impedirono all'oratore di aprire nemmeno la bocca. (Rumori, interruzioni, apostrofi)". Una voce "Non è vero, non fu impedito niente (Rumori)". Matteotti "Allora rettifico! Se l'onorevole Gonzales dovette passare 8 giorni a letto, vuol dire che si è ferito da solo, non fu bastonato. (Rumori, interruzioni) L'onorevole Gonzales, che è uno studioso di San Francesco, si è forse autoflagellato! (Si ride. Interruzioni) A Napoli doveva parlare... (Rumori vivissimi, scambio di apostrofi fra alcuni deputati che siedono all'estrema sinistra)". Presidente "Onorevoli colleghi, io deploro quello che accade. Prendano posto e non turbino la discussione! Onorevole Matteotti, prosegua, sia breve, e concluda". Matteotti "L'Assemblea deve tenere conto che io debbo parlare per improvvisazione, e che mi limito...". Voci "Si vede che improvvisa! E dice che porta dei fatti!". Gonzales "I fatti non sono improvvisati! (Rumori)".

    Matteotti "Mi limito, dico, alla nuda e cruda esposizione di alcuni fatti. Ma se per tale forma di esposizione domando il compatimento dell'Assemblea... (Rumori) non comprendo come i fatti senza aggettivi e senza ingiurie possano sollevare urla e rumori. Dicevo dunque che ai candidati non fu lasciata nessuna libertà di esporre liberamente il loro pensiero in contraddittorio con quello del Governo fascista e accennavo al fatto dell'onorevole Gonzales, accennavo al fatto dell'onorevole Bentini a Napoli, alla conferenza che doveva tenere il capo dell'opposizione costituzionale, l'onorevole Amendola, e che fu impedita... (Oh, oh! - Rumori)". Voci da destra "Ma che costituzionale! Sovversivo come voi! Siete d'accordo tutti!". Matteotti "Vuol dire dunque che il termine "sovversivo" ha molta elasticità!". Greco "Chiedo di parlare sulle affermazioni dell'onorevole Matteotti". Matteotti "L'onorevole Amendola fu impedito di tenere la sua conferenza, per la mobilitazione, documentata, da parte di comandanti di corpi armati, i quali intervennero in città ...". Presutti "Dica bande armate, non corpi armati!". Matteotti "Bande armate, le quali impedirono la pubblica e libera conferenza. (Rumori) Del resto, noi ci siamo trovati in queste condizioni: su 100 dei nostri candidati, circa 60 non potevano circolare liberamente nella loro circoscrizione!". Voci di destra "Per paura! Per paura! (Rumori - Commenti)".

    Farinacci "Vi abbiamo invitati telegraficamente!". Matteotti "Non credevamo che le elezioni dovessero svolgersi proprio come un saggio di resistenza inerme alle violenze fisiche dell'avversario, che è al Governo e dispone di tutte le forze armate! (Rumori) Che non fosse paura, poi, lo dimostra il fatto che, per un contraddittorio, noi chiedemmo che ad esso solo gli avversari fossero presenti, e nessuno dei nostri; perché, altrimenti, voi sapete come è vostro costume dire che "qualcuno di noi ha provocato" e come "in seguito a provocazioni" i fascisti "dovettero" legittimamente ritorcere l'offesa, picchiando su tutta la linea! (Interruzioni)". Voci da destra "L'avete studiato bene!". Pedrazzi "Come siete pratici di queste cose, voi!". Presidente "Onorevole Pedrazzi!". Matteotti "Comunque, ripeto, i candidati erano nella impossibilità di circolare nelle loro circoscrizioni!". Voci a destra "Avevano paura!". Turati Filippo "Paura! Sì, paura! Come nella Sila, quando c'erano i briganti, avevano paura (Vivi rumori a destra, approvazioni a sinistra)". Una voce "Lei ha tenuto il contraddittorio con me ed è stato rispettato". Turati Filippo "Ho avuto la vostra protezione a mia vergogna! (Applausi a sinistra, rumori a destra)". Presidente "Concluda, onorevole Matteotti. Non provochi incidenti!".

    Matteotti "Io protesto! Se ella crede che non gli altri mi impediscano di parlare, ma che sia io a provocare incidenti, mi seggo e non parlo! (Approvazioni a sinistra - Rumori prolungati)". Presidente "Ha finito? Allora ha facoltà di parlare l'onorevole Rossi...". Matteotti "Ma che maniera è questa! Lei deve tutelare il mio diritto di parlare! lo non ho offeso nessuno! Riferisco soltanto dei fatti. Ho diritto di essere rispettato! (Rumori prolungati, Conversazioni)". Casertano presidente della Giunta delle elezioni "Chiedo di parlare". Presidente "Ha facoltà di parlare l'onorevole presidente della Giunta delle elezioni. C'è una proposta di rinvio degli atti alla Giunta". Matteotti "Onorevole Presidente!...". Presidente "Onorevole Matteotti, se ella vuoi parlare, ha facoltà di continuare, ma prudentemente". Matteotti "Io chiedo di parlare non prudentemente, né imprudentemente, ma parlamentarmente!". Presidente "Parli, parli". Matteotti "I candidati non avevano libera circolazione... (Rumori. Interruzioni)". Presidente "Facciano silenzio! Lascino parlare!". Matteotti "Non solo non potevano circolare, ma molti di essi non potevano neppure risiedere nelle loro stesse abitazioni, nelle loro stesse città. Alcuno, che rimase al suo posto, ne vide poco dopo le conseguenze. Molti non accettarono la candidatura, perché sapevano che accettare la candidatura voleva dire non aver più lavoro l'indomani o dover abbandonare il proprio paese ed emigrare all'estero (Commenti)". Una voce "Erano disoccupati!". Matteotti "No, lavorano tutti, e solo non lavorano, quando voi li boicottate". Voci da destra "E quando li boicottate voi?". Farinacci "Lasciatelo parlare! Fate il loro giuoco!". Matteotti "Uno dei candidati, l'onorevole Piccinini, al quale mando a nome del mio gruppo un saluto... (Rumori)". Voci "E Berta? Berta!". Matteotti "... conobbe cosa voleva dire obbedire alla consegna del proprio partito. Fu assassinato nella sua casa, per avere accettata la candidatura nonostante prevedesse quale sarebbe - stato per essere il destino suo all'indomani. (Rumori) Ma i candidati - voi avete ragione di urlarmi, onorevoli colleghi - i candidati devono sopportare la sorte della battaglia e devono prendere tutto quello che è nella lotta che oggi imperversa. lo accenno soltanto, non per domandare nulla, ma perché anche questo è un fatto concorrente a dimostrare come si sono svolte le elezioni. (Approvazioni all'estrema sinistra) Un'altra delle garanzie più importanti per lo svolgimento di una libera elezione era quella della presenza e del controllo dei rappresentanti di ciascuna lista, in ciascun seggio. Voi sapete che, nella massima parte dei casi, sia per disposizione di legge, sia per interferenze di autorità, i seggi - anche in seguito a tutti gli scioglimenti di Consigli comunali imposti dal Governo e dal partito dominante - risultarono composti quasi totalmente di aderenti al partito dominante. Quindi l'unica garanzia possibile, l'ultima garanzia esistente per le minoranze, era quella della presenza del rappresentante di lista al seggio. Orbene, essa venne a mancare. Infatti, nel 90 per cento, e credo in qualche regione fino al 100 per cento dei casi, tutto il seggio era fascista e il rappresentante della lista di minoranza non poté presenziare le operazioni. Dove andò, meno in poche grandi città e in qualche rara provincia, esso subì le violenze che erano minacciate a chiunque avesse osato controllare dentro il seggio la maniera come si votava, la maniera come erano letti e constatati i risultati. Per constatare il fatto, non occorre nuovo reclamo e documento. Basta che la Giunta delle elezioni esamini i verbali di tutte le circoscrizioni, e controlli i registri. Quasi dappertutto le operazioni si sono svolte fuori della presenza di alcun rappresentante di lista. Veniva così a mancare l'unico controllo, l'unica garanzia, sopra la quale si può dire se le elezioni si sono svolte nelle dovute forme e colla dovuta legalità. Noi possiamo riconoscere che, in alcuni luoghi, in alcune poche città e in qualche provincia, il giorno delle elezioni vi è stata una certa libertà. Ma questa concessione limitata della libertà nello spazio e nel tempo - e l'onorevole Farinacci, che è molto aperto, me lo potrebbe ammettere - fu data ad uno scopo evidente: dimostrare, nei centri più controllati dall'opinione pubblica e in quei luoghi nei quali una più densa popolazione avrebbe reagito alla violenza con una evidente astensione controllabile da parte di tutti, che una certa libertà c'è stata. Ma, strana coincidenza, proprio in quei luoghi dove fu concessa a scopo dimostrativo quella libertà, le minoranze raccolsero una tale abbondanza di suffragi, da superare la maggioranza - con questa conseguenza però, che la violenza, che non si era avuta prima delle elezioni, si ebbe dopo le elezioni. E noi ricordiamo quello che è avvenuto specialmente nel Milanese e nel Genovesato ed in parecchi altri luoghi, dove le elezioni diedero risultati soddisfacenti in confronto alla lista fascista. Si ebbero distruzioni di giornali, devastazioni di locali, bastonature alle persone. Distruzioni che hanno portato milioni di danni... (Vivissimi rumori al centro e a destra)". Una voce a destra "Ricordatevi delle devastazioni dei comunisti!". Matteotti "Onorevoli colleghi, ad un comunista potrebbe essere lecito, secondo voi, di distruggere la ricchezza nazionale, ma non ai nazionalisti, né ai fascisti come vi vantate voi! Si sono avuti, dicevo, danni per parecchi milioni, tanto che persino un alto personaggio, che ha residenza in Roma, ha dovuto accorgersene, mandando la sua adeguata protesta e il soccorso economico. In che modo si votava? La votazione avvenne in tre maniere: l'Italia è una, ma ha ancora diversi costumi. Nella valle del Po, in Toscana e in altre regioni che furono citate all'ordine del giorno dal presidente del Consiglio per l'atto di fedeltà che diedero al Governo fascista, e nelle quali i contadini erano stati prima organizzati dal partito socialista, o dal partito popolare, gli elettori votavano sotto controllo del partito fascista con la "regola del tre". Ciò fu dichiarato e apertamente insegnato persino da un prefetto, dal prefetto di Bologna: i fascisti consegnavano agli elettori un bollettino contenente tre numeri o tre nomi, secondo i luoghi (Interruzioni), variamente alternati in maniera che tutte le combinazioni, cioè tutti gli elettori di ciascuna sezione, uno per uno, potessero essere controllati e riconosciuti personalmente nel loro voto. In moltissime provincie, a cominciare dalla mia, dalla provincia di Rovigo, questo metodo risultò eccellente". Finzi "Evidentemente lei non c'era! Questo metodo non fu usato!". Matteotti "Onorevole Finzi, sono lieto che, con la sua negazione, ella venga implicitamente a deplorare il metodo che è stato usato". Finzi "Lo provi". Matteotti "In queste regioni tutti gli elettori...". Ciarlantini "Lei ha un trattato, perché non lo pubblica?". Matteotti "Lo pubblicherò, quando mi si assicurerà che le tipografie del Regno sono indipendenti e sicure (Vivissimi rumori al centro e a destra); perché, come tutti sanno, anche durante le elezioni, i nostri opuscoli furono sequestrati, i giornali invasi, le tipografie devastate o diffidate di pubblicare le nostre cose. (Rumori)". Voci "No! No!". Matteotti "Nella massima parte dei casi però non vi fu bisogno delle sanzioni, perché i poveri contadini sapevano inutile ogni resistenza e dovevano subire la legge del più forte, la legge del padrone, votando, per tranquillità della famiglia, la terna assegnata a ciascuno dal dirigente locale del Sindacato fascista o dal fascio (Vivi rumori interruzioni)". Suardo "L'onorevole Matteotti non insulta me rappresentante: insulta il popolo italiano ed io, per la mia dignità, esco dall'Aula. (Rumori - Commenti) La mia città in ginocchio ha inneggiato al Duce Mussolini, sfido l'onorevole Matteotti a provare le sue affermazioni. Per la mia dignità di soldato, abbandono quest'Aula. (Applausi, commenti)". Teruzzi "L'onorevole Suardo è medaglia d'oro! Si vergogni, on. Matteotti. (Rumori all'estrema sinistra)". Presidente "Facciano silenzio! Onorevole Matteotti, concluda!". Matteotti "lo posso documentare e far nomi. In altri luoghi invece furono incettati i certificati elettorali, metodo che in realtà era stato usato in qualche piccola circoscrizione anche nell'Italia prefascista, ma che dall'Italia fascista ha avuto l'onore di essere esteso a larghissime zone del meridionale; incetta di certificati, per la quale, essendosi determinata una larga astensione degli elettori che non si ritenevano liberi di esprimere il loro pensiero, i certificati furono raccolti e affidati a gruppi di individui, i quali si recavano alle sezioni elettorali per votare con diverso nome, fino al punto che certuni votarono dieci o venti volte e che giovani di venti anni si presentarono ai seggi e votarono a nome di qualcheduno che aveva compiuto i 60 anni. (Commenti) Si trovarono solo in qualche seggio pochi, ma autorevoli magistrati, che, avendo rilevato il fatto, riuscirono ad impedirlo". Torre Edoardo "Basta, la finisca! (Rumori, commenti) . Che cosa stiamo a fare qui? Dobbiamo tollerare che ci insulti? (Rumori - Alcuni deputati scendono nell'emiciclo). Per voi ci vuole il domicilio coatto e non il Parlamento! (Commenti - Rumori)". Voci "Vada in Russia!". Presidente "Facciano silenzio! E lei, onorevole Matteotti, concluda!". Matteotti "Coloro che ebbero la ventura di votare e di raggiungere le cabine, ebbero, dentro le cabine, in moltissimi Comuni, specialmente della campagna, la visita di coloro che erano incaricati di controllare i loro voti. Se la Giunta delle elezioni volesse aprire i plichi e verificare i cumuli di schede che sono state votate, potrebbe trovare che molti voti di preferenza sono stati scritti sulle schede tutti dalla stessa mano, così come altri voti di lista furono cancellati, o addirittura letti al contrario. Non voglio dilungarmi a descrivere i molti altri sistemi impiegati per impedire la libera espressione della volontà popolare. Il fatto è che solo una piccola minoranza di cittadini ha potuto esprimere liberamente il suo voto: il più delle volte, quasi esclusivamente coloro che non potevano essere sospettati di essere socialisti. I nostri furono impediti dalla violenza; mentre riuscirono più facilmente a votare per noi persone nuove e indipendenti, le quali, non essendo credute socialiste, si sono sottratte al controllo e hanno esercitato il loro diritto liberamente. A queste nuove forze che manifestano la reazione della nuova Italia contro l'oppressione del nuovo regime, noi mandiamo il nostro ringraziamento. (Applausi all'estrema sinistra. Rumori dalle altre parti della Camera). Per tutte queste ragioni, e per le altre che di fronte alle vostre rumorose sollecitazioni rinunzio a svolgere, ma che voi ben conoscete perché ciascuno di voi ne è stato testimonio per lo meno (Rumori) ... per queste ragioni noi domandiamo l'annullamento in blocco della elezione di maggioranza". Voci alla destra "Accettiamo (Vivi applausi a destra e al centro)". Matteotti "[...]

    Voi dichiarate ogni giorno di volere ristabilire l'autorità dello Stato e della legge. Fatelo, se siete ancora in tempo; altrimenti voi sì, veramente, rovinate quella che è l'intima essenza, la ragione morale della Nazione. Non continuate più oltre a tenere la Nazione divisa in padroni e sudditi, poiché questo sistema certamente provoca la licenza e la rivolta. Se invece la libertà è data, ci possono essere errori, eccessi momentanei, ma il popolo italiano, come ogni altro, ha dimostrato di saperseli correggere da sé medesimo. (Interruzioni a destra) Noi deploriamo invece che si voglia dimostrare che solo il nostro popolo nel mondo non sa reggersi da sé e deve essere governato con la forza. Ma il nostro popolo stava risollevandosi ed educandosi, anche con l'opera nostra. Voi volete ricacciarci indietro. Noi difendiamo la libera sovranità del popolo italiano al quale mandiamo il più alto saluto e crediamo di rivendicarne la dignità, domandando il rinvio delle elezioni inficiate dalla violenza alla Giunta delle elezioni. (Applausi all'estrema sinistra - Vivi rumori)".


 

 
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