In realtà, la domanda di Daca è sensata, come la risposta di Pensiero è sensata.In origine postato da pensiero
non sarebbe niente di male, come non lo è per le altre religioni, il fatto è come è stato ben appurato, loro nelle moschee fanno politica e spesso e volentieri politica terroristica.....senza contare il caos che provocano gli assembramenti di questi personaggi.....sarà mica normale accettare in casa propria gente che si riunisce per progettare come sottometterti se va bene, altrimenti farti fuori se va male![]()
In una società con immigrazione realmente controllata, il diritto degli ospiti ad avere propri luoghi di preghiera non credo verrebbe messa in dubbio da nessuno, certamente non da noi.
Del resto abbiamo convissuto per secoli, ad esempio, con le sinagoghe. Il problema è quando l'ospite rischia di diventare padrone di casa, in quel momento cresce la tensione sociale e la creazione di luoghi religiosi che divengono, com'è normale da che mondo e mondo, anche luoghi di aggregazione e, ahimè, di cospirazione viene giustamente avvertita come un pericolo.
La realtà attuale e quella in divenire mi sembrano abbastanza schizofreniche, da una parte c'è una corsa verso l'omologazione che assorbe solo in parte gli immigrati di etnia islamica, che sono per molti versi più impermeabili di altri alla cultura occidentale più deteriore, dall' altra vi è effettivamente il rischio concreto di islamizzazione di parte del nostro territorio.
Paradossalmente, finiscono per essere scontenti sia i differenzialisti (tra i quali ci siamo anche noi..) che ritengono, con De Benoist e la nouvelle droite, che si dovrebbe da una parte controllare in modo ferreo l'immigrazione e dall' altra consentire ai pochi selezionati ospiti di praticare la propria cultura e religione senza dover essere assimilati alla nostra, sia gli omologazionisti che in cuor loro sperano in una società multirazziale ma di fatto monoculturale (e quale sia la pseudocultura di riferimento degli omologazionisti, è qui superfluo precisarlo).
Da parte mia, pur apprezzando e condividendo molte delle argomentazioni della Nouvelle Droite, ritengo che la politica in questo momento non possa prescindere dall' emergenza, che è quella che richiede il contenimento dell' immigrazione, e anche una selezione rigida dello stesso per affinità culturale (ad esempio, l'immigrazione sud-americana è di gran lunga da preferire in questo momento a quella islamica, per motivi che a nessuno sfuggono).




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