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Discussione: Forza Ombretta!

  1. #1
    Arrivederci a Tutti!
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    Predefinito Forza Ombretta!

    PUGNALIN: I CATTOLICI SCELGONO LA COLLI

    "Alla domanda posta da Dario Squeri se a Milano voterebbe per Penati o per la Colli, il fondatore della Margherita ha risposto di non saperlo:il dubbio che attraversa il mondo cattolico e il mondo politico fino a ieri legato al centrosinistra è sempre più forte".

    Riccardo Pugnalin, coordinatore provinciale di Forza Italia a Milano, ha commentato così quanto dichiarato dal presidente uscente della Provincia di Piacenza, Dario Squeri. ''I risultati negativi della Margherita - ha sottolineato Pugnalin - che scende a Milano e provincia dal 16% del 2001 al 6% del 2004 ne sono una prova: i cattolici a Milano non votano Penati perché hanno capito che su temi quali la famiglia, la scuola, il sostegno alla maternità, il lavoro e la sussidiarietà, le amministrazioni del centrodestra hanno meglio tutelato i loro valori".

  2. #2
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    Talking Milano- Serravalle


    chi vuol capire capisca
    non è bello ciò che è bellico, ma è bello ciò che è pace

  3. #3
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    Predefinito



    chissà chi voterà domani?
    non è bello ciò che è bellico, ma è bello ciò che è pace

  4. #4
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    Predefinito un articolo dell'opinione(noto giornale comunista) sulla Colli per gli smemorati

    Nebbia in Serravalle

    di Giovanni Seu



    Soldi, brama di potere, voglie di vendetta, giochi e giochetti politici. C’è tutto questo nella vicenda controversa della Serravalle, la società autostradale che gestisce il tratto omonimo e le tangenziali di Milano. In questi ultimi due mesi attorno a questa spa sconosciuta al grande pubblico si è scatenata una lotta furiosa senza esclusione di colpi che ha coinvolto i maggiori enti pubblici locali e un imprenditore d’assalto, Marcellino Gavio, che ricorda quei personaggi descritti trent’anni fà da Scalfari e Turani in “Razza padrona”.
    Per capire le ragioni di uno scontro la cui intensità è inversamente proporzionale all’interesse che suscita nei cittadini, bisogna vedere cos’è la Serravalle. Si tratta di una società che vanta 160 milioni di euro di ricavi e 28 di utile. Oltre ai tratti autostradali che già gestisce è al centro di grandi progetti come la Pedemontana Lombarda (1,7 miliardi di investimenti) e la nuova tangenziale milanese (2 miliardi da appaltare). Un piatto davvero niente male. Veniamo poi ai protagonisti: l’azionista principale è la Provincia che detiene il 33,5 per cento, poi viene il Comune di Milano con il 18,6 e altri enti locali del territorio. Altro grande socio, privato, è appunto Marcellino Gavio che, scalando posizioni su posizioni, vanta adesso il 18,6 per cento.
    Ad accendere le polveri ci pensano tre azionisti che, il 23 dicembre scorso, chiedono l’allargamento del CdA. È una manovra per fare entrare in consiglio gli uomini di Gavio e subito si parla di intesa tra quest’ultimo e la Colli per scalzare Albertini dalla plancia di comando. Il sindaco reagisce: va bene creare nuove poltrone - fa sapere - ma devono essere riservate agli enti locali. Il giorno in cui è convocata l’assemblea per decretare questo allargamento si decide di lasciare le cose come stanno. Cosa è successo? Mistero.Poco dopo scoppia un’altra grana, ben più pesante. Nel consiglio di amministrazione dello scorso 13 febbraio una mano anonima fa circolare un documento esplosivo: è un patto parasociale che assicura alla coppia Gavio - Colli il controllo della Serravalle. Succede un putiferio, il presidente della Provincia individua il responsabile nel presidente della società Desiderio Zoncada e lo accusa di avere tradito il mandato. Questi sbianca dalla vergogna e rassegna le dimissioni ma, colpo di teatro, la stessa Colli le respinge!
    Siamo alla farsa. O quasi. Nel frattempo le opposizioni si accorgono del gran casino che sta succedendo e attaccano il centro destra reo di una vergognosa lotta di potere. In consiglio comunale Fiano e compegni chiedono una commissione d’inchiesta per fare luce.
    Naturalmente questa storia è lungi dall’essere terminata. È facile prevedere altri colpi di scena mentre è quasi impossibile pronosticare gli esiti. Anche le alleanze che si fronteggiano potrebbero cambiare dall’oggi al domani. L’asse Colli-Gavio è infatti piuttosto fragile: il leader di palazzo Isimbardi vuole rafforzare il peso della Provincia (o meglio quello suo personale) mentre l’impreditore mira a diventare il padrone. Dall’altra parte Albertini difende a spada tratta il carattere a maggioranza pubblico della società ma smania dalla voglia di vendere la sua quota allo stesso Gavio per portare un po’ di liquidità alle casse di Palazzo Marino. La sua intransigenza sembra dettata solo dal proposito di cedere nel modo più vantaggioso un pacchetto azionario che risulterebbe decisivo per gli assetti sociali.
    L’unica cosa che sembra chiara è che tutti stanno giocando con carte falsate. Dicono di volere una cosa per ottenerne un’altra, intraprendono un’azione per conseguire l’effetto opposto. In ballo non ci sono soltanto i denari della Serravalle ma anche fette di potere consistenti: Ombretta Colli, che ha già iniziato la sua campagna elettorale per il reinsediamento o, come sostengono i bene informati, per succedere ad Albertini, ha bisogno di poter contare sul controllo di mezzi potenti. Il sindaco, da parte sua, non ha di questi problemi e pensa invece a rimpinguare le risorse per dare corpo ai suoi progetti. Gavio infine tratta un po’ con un socio un po’ con l’altro per piazzare l’ennesima scalata.
    Solite storie, diranno coloro che hanno seguito con attenzione la prima repubblica. Da allora ben poco è cambiato, a parte gli uomini i comportamenti si ripetono tali e quali.
    L’unica cosa che si può raccomandare ai nostri eroi è di usare un po’ l’ironia, di trovare qualche frase simpatica che catturi l’attenzione della gente. Così capiterà che di questa storia nessuno continuerà a capire niente. Ma magari si farà una bella risata.



    http://www.amicigiornaleopinione.191.../131/seu2.html
    non è bello ciò che è bellico, ma è bello ciò che è pace

 

 

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