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  1. #41
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    Predefinito Re: tratto da IL CORRIERE DELLA SERA 20 gennaio 2005

    Originally posted by nuvolarossa
    [B]All’inaugurazione del nuovo elettrodotto di San Fiorano-Robbia
    Berlusconi apre al nucleare
    [size=5]
    Commentando infine l'incremento dello 0,4% registrato dai consumi elettrici nel 2004 rispetto al 2003, Berlusconi ha osservato che «quando il cavallo beve e consuma energia questo significa che l'economia non è ferma, ma si sta sviluppando e potenziando».

    CI SONO ANCHE I CAVALLI UBRIACONI CHE BEVONO MA POI CORRONO INDIETRO

  2. #42
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    Predefinito tratto da IL CORRIERE DELLA SERA 21 gennaio 2005


  3. #43
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    Predefinito

    Non c'hanno manco i soldi per costruire le strade, mi tirano fuori adesso il nucleare, dopo 4 anni, questi barboni morti di fame. Perchè non l'hanno tirato fuori ad inizio legislatura per spiegare alla gente che servirebbero tot miliardi e che per trovare tot miliardi dovevano alzare le tasse?

    Dai, l'abbiamo capito che il Berlusca cerca in tutti i modi di far dividere la sinistra, speriamo che non ci caschino.

    Ma fare ogni tanto discorsi utili invece di fare sempre pubblicità no, eh?

  4. #44
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    Predefinito Salami, di Davide Giacalone

    Salami



    I salami Fiorucci non sono più italiani, li ha acquistati la statunitense Vestar Capital Partners. Quel marchio umbro è una piccola biografia del made in Italy : nasce in una bottega di Norcia, nel 1850, per poi aprire un negozio anche a Roma, il successo non manca, la capacità di saper ...... (continua ... sotto)

    http://it.groups.yahoo.com/group/Rep...i/message/2192

  5. #45
    Sospeso/a
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    Predefinito


  6. #46
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    Predefinito Se i dividendi

    più alti vengono distribuiti da Enel, Istituti Bancari, Operatori Telefonici.Operatori televisivi, Istituti assicurativi e Gestori di autostrade, perchè gli investitori dovrebbero scegliere di dirottare i risparmi nel settore industriale?
    Vedi il sole 24 ore di oggi.

    Tex Willer

  7. #47
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    Predefinito tratto da VIRGILIO News 4 febbraio 2005

    PRI/ NUCARA: SUD QUESTIONE DIRIMENTE, SERVE PROGRAMMAZIONE

    Necessario ministero ad hoc per Mezzogiorno

    Fiuggi (Fr), 4 feb. (Apcom) - "E' sconcertante come il problema del Mezzogiorno sia considerato dall'attuale Governo così come dai precedenti, un vero e proprio 'fastidio'". Nella sua relazione introduttiva al 44° congresso del Pri, il segretario Francesco Nucara, sottolinea come per il suo partito la questione dello sviluppo del Sud sia "dirimente".

    "Si procede a caso - afferma il vice ministro per l'Ambiente - senza alcuna bussola politica, programmatica e progettuale. All'attuale governo come ai precedenti manca una programmazione. Tutto quello che succede nel Mezzogiorno è dovuto alla sensibilità più o meno elevata dei singoli ministri".

    Nucara ribadisce che il Pri considera il Mezzogiorno "un'opportunità di sviluppo per il Paese" e per questo "abbiamo tentato ancora una volta di portare al centro dell'agenda politica questo storico problema".

    Il segretario dell'Edera rilancia l'ipotesi di creare un ministero ad hoc per il Mezzogiorno o per lo Sviluppo "senza portafoglio, che a diretto contatto con il presidente del Consiglio, coordinasse tutte le attività dirette e indirette per lo sviluppo del Sud dell'Italia".

  8. #48
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    Predefinito tratto da www.pri.it

    Bipolarismo e alleanze

    La corsa alla vittoria elettorale e i problemi della governabilità

    L’affermazione del segretario dei Ds, onorevole Fassino, nel dibattito televisivo con Giulio Tremonti, secondo la quale il centrosinistra, nel caso vincesse le elezioni, potrebbe non essere "autosufficiente", come già accade al tempo del governo D’Alema nella guerra in Kossovo, ed avere dunque bisogno dei voti dell’opposizione, è la maggiore dimostrazione della tesi elaborata dal nostro congresso di Fiuggi sulla necessità di dare al Paese una maggioranza omogenea.

    L’onorevole Fassino ha anche detto, sconsolatamente, che la legge elettorale impone alleanze così larghe e dunque una articolazione delle stesse, tale da lasciare sopravvivere le differenze. Ma è ovvio che un contenzioso sulla collocazione internazionale dell’Italia, gli adempimenti di politica estera, all’interno di una coalizione non sono distinguo naturali fra soggetti diversi. Piuttosto appaiono come il freno a qualsiasi politica di governo coesa ed efficace, una mina tale da poter esplodere con effetti deflagranti. Senza contare che, se si deve vivere come un obbligo l’attuale legge elettorale, nulla impedisce di cambiarla, e comunque se, dopo il voto del 2006, Fassino e Tremonti maturassero la convinzione di dare vita ad un governo comune per affrontare la questione del declino economico del Paese, non vediamo la ragione per la quale il Capo dello Stato dovrebbe opporvisi. Qualcuno potrà dire di tutta questa elaborazione: fantascienza.

    In effetti oggi le coalizioni sono definite, hanno appuntamenti elettorali decisivi alle porte e quindi scarsa disponibilità ad affrontare i problemi che loro si presentano.

    Conta vincere. E’ vero, ma domani conterà governare: e qui aveva ragione l’onorevole Tremonti nel dire che il centrosinistra può vincere le elezioni, non il governo. Ma il problema del governo si pone anche domani per il centrodestra. Ad esempio, lo stesso Tremonti non ritiene particolarmente grave il dissenso della Lega sull’ingresso della Turchia in Europa, una questione che non è ancora all’ordine del giorno. Ma quando poi si tratterà di accettare la Turchia o di respingerla, allora i conti si dovranno pur fare anche per l’attuale maggioranza. E vedremo se il legittimo confronto dialettico fra le parti della stessa coalizione riuscirà ad ottenere quella sufficiente coesione per realizzare una politica credibile o meno.

    Roma, 9 febbraio 2005

  9. #49
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    Predefinito trtato da L'OPINIONE 18 febbraio 2005

    L’Italia rientra nel nucleare



    La sinistra innalza il solito piagnisteo per gli alti tassi d’inquinamento atmosferico e chiede di bloccare la circolazione in tutta Italia. Ma il governo passa dalle parole ai fatti: l’Enel acquista una centrale nucleare in Slovacchia ed in questo modo garantisce al nostro paese una fonte di approvvigionamento di energia pulita in perfetta linea col protocollo di Kyoto.

  10. #50
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    Predefinito tratto da www.pri.it

    Edera, riscoprire le nostre radici ed aggiornarle agli scenari contemporanei/E’ ancora oggi valido il metodo mazziniano di una continua educazione al processo democratico

    Ribadire all’esterno le scelte politiche repubblicane

    Le scelte di lotta e di schieramento del Partito repubblicano italiano sono state fatte mettendo sempre in primo piano la politica estera.

    Il Congresso di Fiuggi si è celebrato all’indomani di una grande scommessa della democrazia: le votazioni in Iraq.

    Credo che il Partito repubblicano si debba sentire orgoglioso di appoggiare l’attuale Governo italiano che, come forza di pace, mettendo a rischio la vita dei nostri connazionali, come purtroppo è accaduto, partecipa attivamente ad instaurare la democrazia in diversi paesi e si trova in prima fila ad affrontare la crisi internazionale terroristica.

    Il Pri, per decenni si alleò con la Democrazia Cristiana e sostenne con forza una politica atlantica, fino a favorire l’installazione delle basi missilistiche, pur di ostacolare il comunismo.

    Oggi, dopo l’attentato alle Torri gemelle, la politica estera è diventata ancora più complicata e difficile, e un partito di grande tradizione come il nostro, prima di ogni altra questione, benché importante - che siano le scelte economiche, quelle ambientali, la procreazione assistita, il conflitto d’interessi o i deplorevoli condoni - dovrà subordinare le proprie scelte ad una giusta ed intransigente politica estera.

    Come sostenemmo il Governo di centrosinistra quando l’Italia, allora col ruolo di forza belligerante, e non come forza di pace, contribuì a liberare il Kosovo dalla tirannia, con lo stesso spirito gli italiani ora sono orgogliosi di trovarsi in Afghanistan ed in Iraq. E dovremmo aiutare quei popoli fino a quando ce lo chiederanno.

    L’augurio più bello che i repubblicani possono rivolgere al popolo iracheno è quello di sconfiggere il terrorismo e di far crescere la delicata pianta della democrazia.

    Il popolo afghano dopo decenni di guerra, dopo l’oscurantismo inumano imposto dai talebani, sta assaporando i primi benefici di una timida ma pur sana democrazia. Ci sarà tanto da fare, ma anche il Medio Oriente, teatro di guerre e soprusi, come lo fu l’Europa nel secolo scorso, troverà un giorno la sua pace.

    Una pace che dovrà essere conquistata giorno per giorno, i repubblicani questo lo sanno bene e quest’anno, con la ricorrenza bicentenaria della nascita di Mazzini, sarà un’occasione per rinverdire quei principi democratici a cui il profeta dedicò tutta la sua vita.

    Il grande pensatore rivoluzionario non avrebbe sfilato con le bandiere della pace, Giuseppe Mazzini era un uomo d’azione, che credeva nella nazione come base di ogni governo democratico e nell’esportazione della democrazia.

    Nel 1846, in Inghilterra, scrisse e pubblicò sul "People’s Journal" sei articoli denominati "Pensieri della democrazia in Europa" e il primo di questi articoli inizia con queste parole, ancora attualissime: "La tendenza democratica dei nostri tempi, il moto di ascesa delle classi popolari desiderose di prender parte alla vita politica non è più un sogno utopico, né un’incerta previsione: è un fatto, un grande fatto europeo che occupa ogni mente, incide sugli indirizzi dei governi, sfida ogni opposizione".Come nell’800 il popolo europeo sfidò ogni opposizione pur di prendere parte alla vita politica, oggi le donne e gli uomini afghani ed iracheni mettono a repentaglio la propria vita pur di beneficiare del suffragio universale.

    Credo che noi dovremmo condannare nazioni come la Francia, la Germania e la Spagna che con il loro immobilismo e comportamento pilatesco ignorano il dramma iracheno, e danno speranze ai tagliatori di teste che con il terrore vorrebbero soggiogare popoli interi.

    Il ritiro effettuato da Zapatero, dimostra che di fronte alla paura del terrorismo, una democrazia europea ha rinunciato a quei valori di civiltà, a quei principi liberali che caratterizzano le nostre società.

    Come riteniamo una corbelleria pensare di chiudere la porta dell’Europa alla Turchia che pur di sostenere un Islam moderato e democratico conta i suoi morti.

    Mazzini, sempre in quell’articolo, diceva: "Noi protestiamo contro ogni diseguaglianza, contro ogni oppressione, dovunque siano praticate: perché noi non consideriamo nessuno come straniero; noi distinguiamo solamente il giusto dall’ingiusto …".

    Il segretario Francesco Nucara è consapevole del momento storico in cui viviamo. Alla vigilia di una nuova era, con il rischio di uno scontro tra civiltà, egli si chiede chi sono oggi i repubblicani e perché sono iscritti a questo partito. Fare un bilancio delle nostre cognizioni dovrebbe essere facile, basterebbe rimanere ancorati alle nostre radici e, come ci sollecita il segretario, dovremmo fare uno sforzo maggiore per acquisire quella forza necessaria per rendersi, nei fatti, ciò che si è nello spirito.

    Voglio ricordare che la democrazia è il regime moderato per eccellenza, non ha bisogno di eroi ma, per progredire, per diffondersi all’umanità, ha bisogno di un vero apostolato della conoscenza.

    Ha bisogno di un confronto con la società e la classe politica con profondo realismo, senza ideologismi e tenendo presente l’importanza di quell’insegnamento che Mazzini si auspicava.

    Egli profeticamente diceva: "Il problema che vogliamo risolvere è un problema educativo; è l’eterno problema della natura umana; all’avvento di ogni era, a ogni scalino che noi saliamo, cambia il nostro punto di partenza, e un nuovo obiettivo, dietro quello appena raggiunto, si apre al nostro sguardo" .

    E’ questo il grande compito dei repubblicani, del partito democratico per eccellenza: far conoscere il valore politico dell’educazione nella democrazia.

    Giuseppe Gambioli
    segretario provinciale
    Pesaro Urbino
    [mid]http://utenti.lycos.it/NUVOLA_ROSSA/ATTENTIALLUPO.mid[/mid]

 

 
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