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  1. #31
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    Predefinito Ferrovie deragliate, di Davide Giacalone

    Ferrovie deragliate



    I pendolari protestano, occupando i binari, contro carrozze ferroviarie che sono carri bestiame, per condizioni igieniche e sovraffollamento. No, non siamo in un qualche Paese del terzo mondo, e neanche in una qualche provincia del sud, siamo sulla linea Torino-Milano. Qualche giorno fa ...... (continua ... sotto)

    http://it.groups.yahoo.com/group/Rep...i/message/1979

  2. #32
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    Predefinito Re: tratto da L'OPINIONE 28 dicembre 2004

    Originally posted by nuvolarossa
    Non lo dite al Tg3

    di Ferruccio Formentini

    Berlusconi ce la farà a reggere tutta la legislatura e porterà a compimento una maratona mai tentata prima.

    http://brunik.altervista.org/foto/governo.jpg

    Non male per un governo definito dai suoi avversari nei migliori dei casi bugiardo, dannoso e incapace. Un risultato eccezionale ma non tutto farina del sacco della CdL, in buona parte è merito dell’inesistenza, stato confusionale e litigiosità dell’opposizione. Tuttavia qualche benemerenza, proprio in questi giorni, andrebbe riconosciuta anche all’opera del centro destra: la borsa italiana nel 2004 ha ottenuto in Europa i migliori risultati;

    http://brunik.altervista.org/eco/borsa.gif

    le guardie di Finanza scovano quasi settemila evasori totali e recuperano parecchi milioni di euro; la disoccupazione cala insistentemente proprio come l’inflazione; eppoi perfino l’impossibile: la Rai riscopre l’utile di bilancio e i siciliani vedono l’insperata congiunzione tra i due tronconi della Palermo-Messina. Con buona pace di Montezemolo godiamoci con serenità il Natale. Non tutti i dati sono disastrosi come lui li racconta per la consolazione del “tg3” e “la Repubblica”

    http://brunik.altervista.org/eco/pil2.gif


    che altrimenti non saprebbero più cosa inventare per convincere gli italiani del disastro in cui il Cavaliere li avrebbe precipitati.

    Ferruccio Formentini
    ferfor@inwind.it

  3. #33
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    Predefinito Il Prof. Gallo

    è al fianco di Marzano come consulente e contemporaneamente presidente dell'IPI.
    C'è qualche sua presa di posizione nel merito del commissariamento di Marzano sul piano della competitività economica del sistema Italia?

    Tex Willer

  4. #34
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    Predefinito tratto dalla Agenzia REUTERS Italia 18 gennaio 2005

    Corte Conti: troppi incarichi esterni, rischio sfiducia Pubblica Amministrazione.

    ROMA (Reuters) - All'inaugurazione dell'anno giudiziario la Corte dei Conti torna a parlare di un eccesso di incarichi esterni, visti in aumento, dicendo che paiono denotare una sfiducia verso la pubblica amministrazione.

    Il procuratore generale della Corte dei Conti, Vincenzo Apicella, ha detto oggi che le consulenze esterne nella pubblica amministrazione sembrano essere aumentate nel 2004 oltre i 200.000 casi già segnalati nel 2003.

    Ma il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi dice che la relazione è lusinghiera dal momento che evidenzia minori sprechi rispetto agli anni passati.

    "I dati acquisiti presso il ministero della Funzione pubblica limitatamente al 2003 sono eloquenti: in tale anno gli incarichi censiti sarebbero stati poco meno di 200.000, ma si ha motivo di ritenere che nel 2004 siano ulteriormente aumentati", ha detto Apicella.

    "Siamo di fronte a una scelta politica che, almeno apparentemente, suona come sfiducia al pubblico impiego e pare tesa al dichiarato scopo di ridurre le uscite di bilancio pubblico".

    Non la pensa così il ministro della Giustizia Roberto Castelli che, parlando con i giornalisti al termine della relazione, ha voluto spezzare una lancia a favore dei consulenti.

    "Mi sono sempre guadagnato da vivere facendo il consulente e mi sono sforzato di portare nel ministero della Giustizia la cultura privatistica con lusinghieri risultati", ha detto Castelli. "Per esempio nell'edilizia giudiziaria dai nove progetti del '98 siamo passati ai 69 del 2003. Poi la Corte dei conti è piombata su di me e ho dovuto rinunciare a tutte le consulenze, e già stiamo vedendo gli effetti negativi", ha aggiunto il ministro, ricordando che "l'incidenza sul bilancio [ministeriale] non è così eccessiva: sui 14.000 miliardi di vecchie lire per il nostro ministero, solo un miliardo è destinato alle consulenze".

    BERLUSCONI: RELAZIONE LUSINGHIERA

    Il 2004 era iniziato "in una situazione di annosa stagnazione e di affanni contabili", ma negli ultimi mesi, ha detto Apicella, c'è stato "qualche promettente segno di ripresa dell'economia e di consolidamento dei conti dello Stato, accompagnato e favorito da una rigorosa politica di bilancio tesa al contenimento della spesa pubblica".

    Il presidente del consiglio Silvio Berlusconi si è detto soddisfatto della relazione della Corte dei Conti, definita "lusinghiera nei confronti del governo, riconoscendo diversi interventi che si sono rivelati particolarmente efficaci. Sono soddisfatto".

    "C'è ancora molto da fare, questa relazione indica un percorso che va nella strada che il governo sta battendo, della riduzione degli sprechi per poter arrivare ad uno stato che sia agile, efficace e non sprechi i soldi dei cittadini", ha aggiunto il presidente del consiglio, parlando ai giornalisti.

    Il presidente della Corte dei Conti, Francesco Staderini, nella conferenza stampa seguita alla cerimonia in viale Mazzini, ha detto che "è stato riscontrato un consolante aumento delle entrate tributarie che in parte è dovuto a entrate una tantum e a misure transitorie, ma c'e' anche una ripresa del gettito delle imposte a cominciare dall'Irpef".

    Riferendosi al tetto del 2% imposto dalla Finanziaria agli aumenti delle spese dei ministeri Staderini ha osservato che "non si potrà continuare a ridurre gli stanziamenti ordinari alla pubblica amministrazione per anni. Ad un certo punto si dovrà procedere a nuove assunzioni di personale altrimenti c'e' il rischio di ricorrere ad altri incarichi esterni".

    Parlando della responsabilità degli amministratori delle Spa in mano pubblica il relatore della Corte dei Conti non ha mancato di sottolineare come sia "tuttora incerta la definizione del rapporto tra giurisdizione contabile e giurisdizione civile".

  5. #35
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    Predefinito tratto da www.pri.it

    L’incubo delle primarie

    Il professor Prodi si guardi dalle idi del prossimo maggio

    Siamo rimasti impressionati favorevolmente dal primo confronto televisivo del professor Prodi, rientrato alla politica italiana dopo la sua esperienza europea. Egli ha dimostrato di saper guardare ai problemi del Paese dalla sua prospettiva, con la serietà e la sobrietà che si addice ad un uomo di Stato, e ha mostrato di avere idee chiare sulle cose da fare, come la riduzione della spesa pubblica, capitolo previdenziale incluso, riduzione del costo del lavoro, investimenti per la competitività e la ricerca per la nostra impresa. Analisi che noi condividiamo pienamente.

    Anche le riflessioni sul decadimento del sistema Paese, che il professor Prodi ha fatto risalire nel suo inizio intorno ai primi anni ‘70, dimostrano una elaborazione profonda sul grado delle difficoltà che ci troviamo oggi di fronte, e questo contribuisce anche all’assunzione di un tono diverso rispetto a quello che pure si sente spesso nella sua coalizione, tale da condurre ad una valutazione positiva almeno di parti di provvedimenti messi in atto dall’attuale maggioranza: la legge Biagi, ad esempio.

    Certo, sono emersi nella conferenza televisiva con contraddittorio, aspetti più complessi, che il professor Prodi ha appena accennato, come è giusto che sia da parte di chi si sente ancora solo uno dei candidati della sua coalizione. Usando le sue stesse parole: solo un frate e non il padre superiore. Riteniamo che, sulla base di questi toni, se si manterranno tali, e ad essi si atterrano tutti gli esponenti principali di entrambe le coalizioni, giungerà comunque un contributo importante alla convivenza ed al rispetto civile fra le parti ed i contendenti, cosa che noi auspichiamo, chiunque dovesse vincere la contesa elettorale.

    Ma, a parte alcuni aspetti tecnici e programmatici che andrebbero discussi ed approfonditi, il professore non ci ha convinto invece nelle sue valutazioni politiche, le stesse che, rivelatesi sbagliate, lo portarono a lasciare il governo nel ‘98. E lungi da noi l’idea di essere profeti di sventura, ma Prodi ci appare avviato, se non si modificheranno queste premesse, ad incontrare un destino già scritto.

    Questo, benché egli sia consapevole della necessità che, sottoscritto un patto, tutti i contraenti lo osservino, indipendentemente da quello che pensano. E poiché, su almeno tre aspetti economici rilevanti, la sinistra del suo schieramento, non solo Bertinotti, la pensa diversamente da lui, non capiamo come Prodi possa essere così convinto della cieca obbedienza da parte dei suoi alleati. Egli stesso ha detto che per loro è perfino difficile ammettere uno sbaglio: figurarsi allora sottostare al rito dell’obbedienza che il professore pretenderebbe. Anche perché la celebrazione delle primarie, che sono un’intuizione felice di partecipazione democratica voluta dallo stesso professore, ha provocato, come egli stesso ha riconosciuto, effetti non previsti. Ad esempio, quello del maggior radicamento di un candidato della sinistra radicale, come si è visto in Puglia. E si tratta di conseguenze che possono alterare i rapporti di forza dell’alleanza, e rendere più difficile l’obbedienza che si pretende da questa. Ma, vista poi la rilevanza che assumono presso l’elettorato del centrosinistra, nonché la voglia manifesta di discesa in campo degli esponenti più diversi di quello schieramento, ci chiediamo come sia possibile che proprio i Ds non candidino un loro rappresentante, e così la Margherita. Ed è cosa tutta da vedere che questi partiti, i principali del centrosinistra, abbiano voglia di vedersi battuti. Per cui crediamo che abbia fatto bene il professor Prodi a mostrare la necessaria prudenza su chi davvero sarà il leader della sua coalizione a primarie effettuate. Egli stesso, evidentemente, non esclude sorprese, anche sgradevoli.

    Infine, eravamo molto preoccupati per la presa di posizione del presidente della Commissione Europea sugli Stati Uniti, nella sua avversione all’azione militare in Iraq. Dopo aver visto che il professor Prodi custodisce nelle sue tasche come una reliquia una lettera amichevole del presidente Bush, e dopo averlo sentito affermare, finalmente, la sua indefessa fedeltà atlantica, ci riteniamo molto rassicurati a riguardo e ci stupiamo, semmai, di non avere compreso la sua posizione adeguatamente.

    Roma, 19 gennaio 2005

  6. #36
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    Predefinito

    Alcune considerazioni:

    1. Per la prima volta la voce repubblicana chiama Prodi "Professor Prodi" e poi "Presidente della Commissione Europea" (neanche ex-presidente, proprio "Presidente", alla Brunik) e non "Prodi" senza alcun riconoscimento. Bene. Cominciamo a riconoscere.

    2. Per la prima volta la voce repubblicana gli dà dello Statista, pure con la esse maiuscola. Bene.

    3. Per la prima volta la Voce repubblicana tira le orecchie al Cavalier Berlusconi per i toni da apocalisse che ama usare, pur senza farne espressamente il nome. Bene.

    4. Peccato per la chiusura ironica sulla foto di Bush, che è stata aggiunta solo successivamente e mostra uno stile di scrittura diverso, uno stile direi "pollista". Aggiunta posticcia per riequilibrare l'articolo? Dibattito interno in codice nel PRI ?

    Amici, siamo sulla buona strada, ma facciamolo pure espressamente, il nome di Berlusconi, la prossima volta, che non vi mangia nessuno se parlate male di Berlusconi. Quand c'è da tirare le orecchie a Prodi il nome e cognome lo avete sempre fatto. Mica tutti sono intelligenti come me, che capiscono tra le righe.

  7. #37
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    Predefinito Interessante

    la proposta di Berlusconi sul nucleare e l'andamento del sondaggio del Corriere e di Repubblica.

    Tex Willer

  8. #38
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    Predefinito tratto da LA REPUBBLICA 20 gennaio 2005

    Inaugura l'elettrodotto italo-svizzero San Fiorano-Robbia

    "Centrali nei Paesi vicini a noi, già corriamo rischi"
    Berlusconi apre al nucleare

    "Serve un piano per l'energia"


    ROMA - Per il premier Silvio Berlusconi bisogna tornare a riflettere sul nucleare. "Una legislatura è troppo poco per poter reimpostare un piano energetico nuovo e rispondere a quella domanda famosa che pende sul nostro sistema, l'utilizzo o meno del nucleare per l'energia".

    Inaugurando l'elettrodotto italo-svizzero San Fiorano-Robbia il presidente del Consiglio non si sbilancia sull'energia nucleare ma ne parla quando indica l'esigenza di reimpostare un nuovo piano energetico.

    Osserva il premier: "Noi subiamo tra l'altro la penalizzazione di centrali situate in altri Paesi e, ove succedesse qualcosa di negativo, tutti i danni verrebbero, anche per la particolare situazione italiana, sul nostro Paese e sui nostri cittadini". In altre parole, insiste il premier, "noi siamo sotto pena ma è impossibile, e paghiamo molto di più l'energia". Per questo, conclude Berlusconi, "c'è bisogno di una considerazione globale per il sistema elettrico, il gas metano e il petrolio". E non a caso il governo, annuncia "sta preparando uno studio per dotare il paese di riserve energetiche importanti".

    La possibilità di avere "minori costi energetici è un fatto importante", ha proseguito Silvio Berlusconi sottolineando che decisioni politiche precedenti fanno sì che "l'energia, non solo per le famiglie, ma anche per le imprese, costi il 20-30% in più".

    Il sistema di produzione e di distribuzione dell'energia elettrica "era ed è carente". Una carenza che "ci ha portato ai black out che, forse, sono stati anche utili perchè da un male è nato un bene, in quanto - ha sottolineato Berlusconi - tutti i protagonisti del settore si sono resi conto che il problema non poteva più essere rinviato".

  9. #39
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    Predefinito tratto da IL CORRIERE DELLA SERA 20 gennaio 2005

    All’inaugurazione del nuovo elettrodotto di San Fiorano-Robbia
    Berlusconi apre al nucleare

    «L'Italia penalizzata due volte: l'energia costa dal 20 al 30% in più e ha centrali atomiche in Paesi confinanti»

    ROMA - Il governo potrebbe riconsiderare l’utilizzo di energia nucleare in Italia, bandito dopo il referendum del 1987. Lo lascia intendere il premier Silvio Berlusconi intervenendo all’inaugurazione del nuovo elettrodotto di San Fiorano-Robbia. Il presidente del Consiglio ha infatti ricordato che «le nostre imprese sono penalizzate perché l’energia in Italia costa dal 20 al 30% in più». Secondo Berlusconi «c’è bisogno di un governo che non duri solo una legislatura, perché questo tempo è troppo poco per poter impostare un piano energetico nuovo che risponda anche alla domanda che pende sul nostro sistema, cioè quella sull’utilizzo o meno della produzione nucleare di energia». Berlusconi ha fatto quindi notare che l’Italia «subisce la doppia penalizzazione di non avere centrali nucleari e di avere delle centrali nucleari situate in altri Paesi confinanti, quindi se ci fosse qualcosa di negativo tutti i danni verrebbero a noi».
    UNO STUDIO SULL'ENERGIA - Il premier ha inoltre annunciato uno studio del governo sulle riserve energetiche. «Per scelte sbagliate del passato le nostre aziende pagano il 20-30% in più», ha spiegato. «Bisogna fare una considerazione globale non solo sulla produzione di elettricità, ma anche di gas e di metano. Il governo sta preparando uno studio per guardare al futuro e
    dotare il Paese di riserve energetiche», ha proseguito.
    «Il sistema di distribuzione e produzione di energia elettrica era ed è carente e questo ci ha portato ai blackout», ha detto ancora Berlusconi riferendosi alle interruzioni di energia elettrica della scorsa estate. Tuttavia, «da un male è uscito un bene poiché tutti i soggetti interessati si sono adoperati per il potenziamento e la costruzione di nuove centrali in una situazione che non si poteva procrastinare».
    Commentando infine l'incremento dello 0,4% registrato dai consumi elettrici nel 2004 rispetto al 2003, Berlusconi ha osservato che «quando il cavallo beve e consuma energia questo significa che l'economia non è ferma, ma si sta sviluppando e potenziando».
    [mid]http://utenti.lycos.it/NUVOLA_ROSSA/ZEROILCORAGGIODELLEIDEE.mid[/mid]

  10. #40
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    Predefinito Ipocrisie nucleari, di Davide Giacalone

    Ipocrisie nucleari



    Nel 1987 l'Italia decise di uscire dalla produzione nucleare d'energia elettrica. Una scelta dissennata, e lo sostenevo anche allora. Scelta resa possibile da tre referendum popolari, segno che in democrazia il voto della maggioranza si rispetta, ma non per questo si può sostenere che la maggiorana scelga ...... (continua ... sotto)

    http://it.groups.yahoo.com/group/Rep...i/message/2140

 

 
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