Nucara in diretta su Sky: repubblicani legati soprattutto a Berlusconi/Vergognoso e inqualificabile il convegno internazionale sull'Olocausto organizzato a Teheran
Le domande che Romano Prodi non si pone
E' andata in onda lunedì sera in diretta su Sky, la puntata di "Presa diretta" condotta dal giornalista Aldo Torchiaro, che ha intervistato a lungo il segretario del Pri Nucara. Molti i temi toccati, dalla storia del partito all'eutanasia, passando per la conferenza di Teheran e le tesi negazioniste, dalla Cdl e l'incognita Casini alla Finanziaria, dalle coppie di fatto alla leadership del centrodestra e della maggioranza. Nucara ha definito "vergognoso ed inqualificabile" il convegno internazionale sull'Olocausto ed indegna la partecipazione dell'italiano Clerici (nipote del futurista Marinetti, convertitosi all'Islam sciita). Un viaggio premio a Dachau vorrebbe regalare l'onorevole a chi nega la Shoah. Lui che, per non dimenticare, è andato spesso nei luoghi della più grande vergogna del secolo scorso. Duro il giudizio sulle tesi negazioniste, in pieno accordo con il direttore de "L'Opinione delle libertà", Arturo Diaconale, autore di "Iran-Israele. Olocausto nucleare", intervenuto telefonicamente durante la trasmissione. Dagli esteri ai problemi interni, da troppo tempo sulle prime pagine dei quotidiani. Si passa al caso Welby. "Nulla di strano", è il commento di Nucara rispetto alle notizia dell'ultima ora riportata da Torchiaro in merito alla decisione di sottoporre il caso ad un magistrato che sbloccherà la situazione del radicale. "Lo stabilisce la Costituzione, che il paziente ha facoltà di decidere se vuole o non vuole essere curato - così dovrebbe essere anche per Welby". "Percorreremo le vie legali, fino a quando ci sarà possibile * ha avvisato Marco Cappato, segretario dell'Associazione Luca Coscioni, raggiunto telefonicamente - altrimenti siamo pronti alla disobbedienza civile, a staccare la spina. Siamo sempre disposti a combattere per chi soffre".
Ora è tutto nelle mani del magistrato che "laicamente", come ha più volte sottolineato Nucara, dovrà decidere per l'amico Welby. Nonostante il segretario del Pri sia più incline al testamento biologico, il rispetto della libertà e della dignità umana sono da sempre punti saldi per i repubblicani. Per cui, in pieno accordo con la tesi di Veronesi, Nucara ha spiegato: "Se una persona vuole morire, vuol dire che la sofferenza è diventata insostenibile e prolungarla sarebbe un atto di violenza". Dal tema "eticamente sensibile" alle spiegazioni dell'assenza in piazza il 2 dicembre. "Ci muoviamo nelle sedi opportune, cioè in Parlamento", ha detto Nucara. Il sabato della manifestazione il leader del Pri organizzava una conferenza insieme al Nuovo Psi di De Michelis per annunciare la presentazione, entro la fine dell'anno, di una proposta di legge atta a rivedere e correggere la struttura della Finanziaria. Erano presenti anche l'ex ministro Caldoro, l'on. Del Bue e l'esperto di economia Gianfranco Polillo, da sempre legato al segretario del Pri. Nuove alleanze con il Npsi? * ha chiesto il giornalista - "No, ci lega solo la storia e l'intento di salvare il Paese da una manovra sbagliata".
"Perché non siete scesi in campo?", ha incalzato Torchiaro. "Per il Pri sarebbe inaccettabile vedere tra i manifestanti teste rasate ed anfibi. E' quanto di più lontano dal nostro pensiero possa esistere". Quanto all'attuale schieramento dei repubblicani, Nucara spiega che non potrebbe mai essere alleato dei comunisti che permettono ancora oggi che vengano bruciati fantocci dei soldati italiani caduti a Nassiriya e venga fischiato l'inno nazionale, per poi avvisare: "Sono più di sinistra io, di tanti deputati diessini". Riguardo alla collocazione del partito, Nucara ribadisce il suo legame con la Cdl, con le necessarie e fisiologiche differenziazioni: "Mi trovo d'accordo su molti temi con Berlusconi che, per inciso, rimane il leader del centrodestra, e che sento vicino ai valori repubblicani". Cosa che ha comunicato al Cavaliere in occasione della cena conviviale organizzata il 16 novembre con la dirigenza del Pri. A Berlusconi è stata regalata un'edera d'oro. "Sono più vicino a lui, meno ad Alleanza nazionale e allo statalismo di Alemanno, ancor meno al cattolicesimo di Buttiglione. Questo però fa parte del gioco, non si può dire che a sinistra la pensino tutti allo stesso modo" Il che risulta evidente dalle fratture sui Pacs, sull'eutanasia e sulla manovra finanziaria". "Se fossi Prodi mi chiederei come mai lo scontento è così generalizzato e coinvolga tutte le categorie, e rifletterei anche sulla portata della manifestazione del 2 dicembre". Il leader del Pri, sempre sulla maggioranza, ha affermato: "Di Prodi non mi piace nulla, la leadership l'avrei affidata a D'Alema". Quanto a Berlusconi, "mi dispiace che non abbia potuto realizzare appieno i programmi che si era prefissato, costretto a compromessi per tenere insieme la coalizione".
Chiara Capotondi
tratto da http://www.pri.it




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