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    Thumbs up Il Futuro?: Walter Veltroni!



    Politico, nato il 3 luglio 1955 a Roma
    INDICE PROTAGONISTI

    Giornalista professionista, è stato dal ’92 al ’96 direttore dell’Unità, incarico che ha lasciato nell’aprile del ’96 per Palazzo Chigi.

    Comincia la sua militanza politica nel 1970 all’interno della Fgci, e si mette in luce come esperto di comunicazione. Nel '75 diventa segretario provinciale di Roma e membro della direzione nazionale della Fgci. Nell'anno successivo è consigliere comunale a Roma e nel '77 responsabile della propaganda della federazione romana del Pci. Nel 1980 Veltroni diventa vice responsabile nazionale della stampa e propaganda della direzione ed è nominato responsabile della sezione comunicazioni di massa. Al Congresso successivo viene rieletto nel Comitato centrale, nell'87 è il responsabile della commissione propaganda e informazione e nell’88 entra nella segreteria nazionale del Pci. Appoggia la svolta di Achille Occhetto e nel congresso di fondazione del Pds è nel coordinamento politico e responsabile della comunicazione.

    Insieme con Romano Prodi nel 1996 fonda l’Ulivo, la coalizione di centro-sinistra che nello stesso anno vince le elezioni politiche. Formato il governo Prodi, oltre alla vicepresidenza del Consiglio, Veltroni assume l’incarico di ministro per i Beni Culturali. Sotto la sua guida vengono riaperti musei e dato impulso alla produzione artistica nazionale.

    Dopo la caduta del governo, nel 1998 viene nominato segretario politico dei Democratici di Sinistra e un anno dopo è eletto deputato al Parlamento europeo, come membro della commissione per la Cultura, l’istruzione e lo sport.

    Appoggia la candidatura a premier di Francesco Rutelli per le politiche del 2001 e decide di candidarsi come sindaco al Comune di Roma per il centro-sinistra. Le elezioni politiche vedono il successo del centrodestra il tracollo elettorale dei Ds. Veltroni è comunque eletto sindaco al ballottaggio del 27 maggio 2001.


    Ha scritto molti libri fra cui: Il Pci e la questione giovanile (Newton 1977); Il sogno degli Anni Sessanta (Savelli 1981); Io e Berlusconi (Editori Riuniti 1990); Il Sogno spezzato (1992); La sfida interrotta (Baldini e Castoldi 1992); Governare da sinistra (Baldini e Castoldi 1997); Forse Dio è malato (Rizzoli 2000).

    Di lui hanno detto:
    Francesco Cossiga: “Veltroni è anticomunista, mentre io sono filocomunista. Farà una brutta fine, perché ha paura del passato e non riuscirà ad affrontare il futuro”

  2. #2
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    Intervista a W.Veltroni

    Walter Veltroni, insieme a Romano Prodi è stato protagonista della nascita e dello sviluppo del progetto politico dell’Ulivo, che lo ha portato alla Vicepresidenza del Consiglio dei Ministri. Nel primo governo Prodi, Veltroni ha ricoperto anche l’incarico di Ministro dei Beni Culturali. Gli importanti risultati da lui ottenuti nella valorizzazione e nel recupero dei beni culturali, hanno fatto tornare Roma e tutta l’Italia ad essere “nazione dell’arte”, un successo riconosciuto anche all’estero e per il quale la Francia ha voluto onorarlo, insignendolo nel 2000, della Légion d’honneur.
    Dal giugno del 1999 è deputato al Parlamento Europeo. Da anni Veltroni conduce personalmente una campagna per l’azzeramento del debito dei paesi del Terzo Mondo.


    Quando è nata la sua passione per la politica?

    Non so indicare una data precisa. Mi sono avvicinato alla politica attraverso la passione civile e un coinvolgimento diretto nei grandi movimenti del ’68. Sono cresciuto in un momento storico drammatico e ricchissimo, denso di eventi che ponevano i giovani davanti a scelte di coscienza e di cultura impegnative. A tredici anni, appunto nel ’68, feci la prima colletta per il Vietnam. Leggevo Pavese, Cassola, Che Guevara, come tanti miei coetanei. Ero un assiduo frequentatore di cinema. Sono arrivato alla sinistra perché mi sembrava, e ne sono ancora convinto, che fosse la parte politica che rappresentava nel modo più coerente gli ideali di libertà, di equità sociale, di giustizia, di tutela dei diritti di tutti, di vera democrazia e di umanità nei quali ho sempre creduto. C’era molto, in tutto ciò, della lezione di don Lorenzo Milani, l’autore di “Lettera ad una professoressa”, che è stato uno dei punti di riferimento più importanti della mia formazione culturale ed umana.


    Quando è avvenuta la saldatura fra scelta di valori e politica?

    Il mio percorso politico vero e proprio inizia nel 1970, grazie al grande fascino che esercitarono su di me uomini esemplari come Enrico Berlinguer, Luigi Longo e Giancarlo Pajetta, che hanno lottato contro i fascisti e i nazisti nella Resistenza e che hanno contribuito a rendere l’Italia un paese autenticamente democratico, vicino ai più deboli, ai meno protetti.

    Chi è l'uomo Walter Veltroni?

    Mi piacciono i libri, il cinema e la musica. Sono una persona curiosa, disponibile al dialogo e al confronto. Condizione che non considero una particolare virtù, ma la logica conseguenza della convinzione che esiste un destino comune che lega tutti gli uomini: quindi, è meglio confrontarsi e rivolgere le energie verso soluzioni condivise, piuttosto che prendere la strada della conflittualità. Per carattere, tendo a mettere gli altri d’accordo e temo le espressioni di violenza perché derivano sempre dalla perdita di controllo e di razionalità. Ho alcuni punti fermi da cui non derogo: responsabilità, vigore, senso di giustizia, lealtà, rispetto per chi non la pensa come me.

    Quali sono i suoi modelli politici?

    Bob Kennedy e Enrico Berlinguer sono da sempre i punti di riferimento della mia formazione politica.

    E' per questo che ha dedicato loro due dei suoi libri? Sono i libri in cui si riconosce di più?


    E’ naturale che io abbia scritto di loro con una partecipazione personale e un’intensità di pensiero particolare. Ma il libro in cui mi riconosco di più, oggi, è “Forse Dio è malato”: l’ho scritto nel ’99 al ritorno dal mio viaggio in Africa che ha cambiato i miei orizzonti di vita. Il mio bisogno di scrivere deriva dalla passione e dalle emozioni che vorrei trasmettere agli altri. Il libro sull’Africa nasce invece dal fatto che delle condizioni di vita laggiù si è cominciato a parlare seriamente solo da qualche anno, e sono moltissime le implicazioni, a partire dalle cause della sua povertà e del suo mancato sviluppo che a tutt’oggi ancora non si conoscono e non si comprendono. L’Occidente deve fare sforzi maggiori per colmare questo vuoto di conoscenza e questa voragine di dolore. Per quanto mi riguarda, mi impegno a fare tutto ciò che è nelle mie possibilità per aiutare le popolazioni dell’Africa.

    Anche attraverso l’arte?

    Indirettamente sì. Ho realizzato una compilation di vari generi musicali, che sono la colonna sonora della mia vita, intitolata “Me, We”. Con gli introiti costruiremo dei pozzi d’acqua nella periferia di Maputo, in Mozambico. Finora, grazie alla grande generosità delle persone e allo spirito di solidarietà, ne sono state acquistate 10.000 copie.

    Dirigente di partito, Parlamentare italiano ed europeo, Ministro, Vice Presidente del Consiglio…ora Sindaco: una piacevole diminutio?

    No! Anzi: significa lavorare moltissimo, con spirito di servizio verso tutti i cittadini. Vuol dire cercare di costruire per la mia comunità la possibilità di vivere con una maggiore equità e un più solido sviluppo. Vuol dire avere un grande progetto, capace di abbracciare e tenere insieme tutte le esigenze della città e di essere il punto di riferimento degli interventi e delle scelte che si fanno nei quartieri. Per noi Roma deve diventare – e sta diventando – una città in cui nessuno si senta solo: questo vale per chi è in condizioni di disagio e ha bisogno di aiuto, per i commercianti che chiedono sicurezza, per chi abita nel centro e nelle periferie, per gli imprenditori e per chi cerca lavoro, per i cittadini che chiedono il rispetto delle regole e per i bambini che chiedono una città più verde e con più spazi di gioco. Il Sindaco è il garante di questo impegno in favore di tutti. Sinceramente, se dovessi tornare indietro, rifarei le stesse scelte, lo stesso percorso sia come uomo che come politico. Ritengo che il mondo della politica attiri ancora molti appassionati. Ma occorre anche dire che la passione politica è cosa diversa dalla militanza politica. Oggi la nuova politica, in Italia come in Europa, è fatta di movimenti, di volontariato, di partecipazione che si attiva in nome di ideali, di principi, e non risponde alle ideologie e alla logica degli schieramenti. Questa nuova sensibilità nei confronti dell’impegno politico costituisce obiettivamente una novità rispetto agli orientamenti tradizionali che abbiamo conosciuto a partire dal dopoguerra.

    Molte esperienze la legano alla Francia. Qual è la radice di questo amore?


    Io amo la Francia, un paese verso cui sento una naturale attrazione, come peraltro molti italiani. Sono da sempre appassionato della cultura francese, e ho rapporti costanti con molti dei suoi esponenti politici, come ad esempio, Jack Lang. Parigi è una città in cui mi piacerebbe sicuramente vivere. Verso questa città sento una sorta di affinità elettiva, inizialmente un’affinità “acquistata”, poi sempre più naturale. Roma e Parigi sono le due città dove mi sento a casa: nella prima stanno le mie origini, la mia famiglia, il mio lavoro. L’altra è il punto di riferimento per un’importante parte della mia formazione culturale.

    E' in questo quadro che si inserisce l'amicizia e la stima nei confronti del Sindaco di Parigi, Bertrand Delanoë?


    L’ultimo incontro con Bertand Delanoë risale a qualche mese fa in occasione della presentazione a Roma, nei Musei Capitolini, della mostra che Parigi ha voluto dedicare a Yves Montand. Roma e Parigi sono legate da decenni da un gemellaggio culturale che oggi sta probabilmente dando i suoi risultati più soddisfacenti: questo tipo di iniziative congiunte è appunto espressione di un ampio quadro di accordi istituzionali. Grazie a tale intensa collaborazione abbiamo realizzato alcune settimane fa una mostra intitolata “La Maestà di Roma”, che è stata ospitata nella sede dell’Accademia di Francia. Per il centenario dell’apertura al pubblico di villa Borghese torna a Roma, grazie all’interessamento dell’Ambasciata di Francia, il Théâtre du Soleil, la storica compagnia francese diretta da Ariane Mouchkine. Insieme a Bertrand Delanoë stiamo poi preparando una rassegna dedicata a Federico Fellini, con fotografie, spezzoni di film e documenti inediti, che si terrà prima a Parigi e poi a Roma. Con il Sindaco di Parigi, inoltre, abbiamo promosso l’appello per la pace e contro il terrorismo, sottoscritto dai sindaci delle capitali europee, in rappresentanza di oltre 35 milioni di cittadini. Si è trattato del primo documento europeo su cui si è riusciti a registrare una chiara convergenza politica. Non è un segnale da poco, viste le divisioni dei paesi dell’Unione di fronte alla questione irachena. Francia e Italia sono tra i paesi che più tenacemente lavorano alla costruzione dell’identità europea, consapevoli delle sfide più importanti che ci attendono: la globalizzazione e la pace. L’identità europea si deve qualificare come uno spazio comune di conoscenza e di sapere, in cui la multiculturalità è un vantaggio e il pluralismo delle idee una realtà con cui confrontarsi positivamente. E nell’orizzonte internazionale l’Europa deve essere presidio di pace, cosa che può fare perché nello scorso millennio ha conosciuto grandi eccidi, ha testimoniato col proprio sangue le conseguenze degli estremismi ideologici e della folle esaltazione di un’inesistente supremazia etnica e culturale.

    Dunque, una strategia più duttile di gestione della cultura e del turismo delle grandi città nel mondo?


    Bisogna dire che per troppo tempo noi italiani – e anche noi romani – abbiamo considerato il nostro immenso patrimonio culturale come un tesoro stabile nel tempo e gli abbiamo dedicato poche risorse, poche attenzioni nel presente, pochi investimenti. Oggi, per fortuna, l’atteggiamento generale è cambiato e le attività relative al settore beni culturali, compreso il turismo, sono oggetto di interventi specifici di tutela e promozione. Basti pensare alla riapertura, a Roma, di Palazzo Braschi, della Galleria Borghese, dell’ampliamento dei Musei Capitolini, al grande progetto di restauro dei Fori Imperiali, alla costruzione dell’Auditorium – Parco della Musica per opera di Renzo Piano, alla creazione del MACRO, il Museo progettato da Zaha Hadid per l’arte contemporanea. Dal 13 aprile è possibile percorrere il Tevere in barca (vedere p. 56), come si fa a Parigi con la Senna. Voglio anche ricordare l’organizzazione di grandi mostre di richiamo europeo, dedicate a Cézanne, a Rembrandt, agli Impressionisti, ai Marmi della Roma Imperiale, ai Beatles, e l’istituzione dei festival della Letteratura e della Fotografia. Roma oggi è apprezzata nel mondo non solo per ciò che è stata, ma anche per ciò che è, per l’energia culturale che ha trasmesso e che trasmette a chi vi abita e a chi viene a visitarla.

    Il tempo moderno travolge con maggiore rapidità personaggi, partiti e anche movimenti. Qual è il suo segreto di continuità e di successo?


    Nel senso di responsabilità che sento nei confronti dei cittadini che, devo dire, mi hanno sempre ricambiato. Anche quelli di opinioni diverse dalla mia, con stima e rispetto. Credo che occorra interpretare la carriera politica come tensione ideale, come capacità di prendere decisioni e rischiare per portare avanti le proprie idee. Penso che la politica debba essere fatta con onestà, con disponibilità all’ascolto, con la giusta ambizione di far strada, soprattutto per un giovane: ma non sarebbe politica se in tutto ciò non si fosse altrettanto capaci di lavorare per gli altri e di guardare al futuro, non solo al presente.

  3. #3
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    Non c'è che dire... UN GRANDE!

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    Direi accettabile, almeno sino ad oggi,
    ma ti ricordo che come l'ha fatto fuori D'Alema a suo tempo......come sta cercando di fare fuori noi del correntone seocndo me col cavolo che Veltroni abbandonera' il Comune di Roma che, per quello che so amministra molto bene per mettersi a fare da pacere fra dittatori (D'Alema) e integralisti catto-confusionari (Rutelli)....la vedo mooooolto dura

  5. #5
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    In origine postato da asti_sinistra
    Direi accettabile, almeno sino ad oggi,
    ma ti ricordo che come l'ha fatto fuori D'Alema a suo tempo......come sta cercando di fare fuori noi del correntone seocndo me col cavolo che Veltroni abbandonera' il Comune di Roma che, per quello che so amministra molto bene per mettersi a fare da pacere fra dittatori (D'Alema) e integralisti catto-confusionari (Rutelli)....la vedo mooooolto dura
    Sono combattuto tra sperare che rimanga sino al 2011 qui e ti garantisco che la città ne risente mooolto positivamente

    Banco Alimentare
    Numero Unico del Comune
    Rivalutazione dei Mercati di Roma
    Delle Periferie

    Per non parlare di Roma come città piena di eventi culturali...

    insomma tanto ..

    però mi piacerebbe vedere Veltroni come Premier...sarebbe un buon presidente del Consiglio..come fù ottimo ministro della cultura

  6. #6
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    In origine postato da danny78
    Sono combattuto tra sperare che rimanga sino al 2011 qui e ti garantisco che la città ne risente mooolto positivamente

    Banco Alimentare
    Numero Unico del Comune
    Rivalutazione dei Mercati di Roma
    Delle Periferie

    Per non parlare di Roma come città piena di eventi culturali...

    insomma tanto ..

    però mi piacerebbe vedere Veltroni come Premier...sarebbe un buon presidente del Consiglio..come fù ottimo ministro della cultura
    Sostanzialmente lo credo ank'io....ma di base il problema e' quel baraccone di incapaci che c'e' dietro che mi preoccupa, e ti assicuro mi preoccupa ancor prima che come correntone, come persona che crede nella sinistra.
    Cmq....forse...per lui e per Roma e' meglio resti a fare il Sindaco....certo non sputere sulla proposta di una sua eventuale candidatura......anche se diversamente Veltroni sarebbe il Cofferati per Bologna trasposto in Italia (in questo momento)

  7. #7
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    In origine postato da asti_sinistra
    Sostanzialmente lo credo ank'io....ma di base il problema e' quel baraccone di incapaci che c'e' dietro che mi preoccupa, e ti assicuro mi preoccupa ancor prima che come correntone, come persona che crede nella sinistra.
    Cmq....forse...per lui e per Roma e' meglio resti a fare il Sindaco....certo non sputere sulla proposta di una sua eventuale candidatura......anche se diversamente Veltroni sarebbe il Cofferati per Bologna trasposto in Italia (in questo momento)
    peccato ci sia gente nei ds che vuole tenere Veltroni a Roma... non per le cose che sta facendo ...ma ..come dire.. per tenerlo FUORI DAI GIOCHI... Baffino in Primis...

  8. #8
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    In origine postato da danny78
    peccato ci sia gente nei ds che vuole tenere Veltroni a Roma... non per le cose che sta facendo ...ma ..come dire.. per tenerlo FUORI DAI GIOCHI... Baffino in Primis...
    COFFERATI A BOLOGNA
    VELTRONI A ROMA
    e gli altri fuori dalla balle....

  9. #9
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    In origine postato da asti_sinistra
    COFFERATI A BOLOGNA
    VELTRONI A ROMA
    e gli altri fuori dalla balle....
    però.. come detto in altri 3d ci sono rimasto male quando Cofferati accettò Bologna.. l'ho presa come un cedimento .. infatti sino ad allora io avevo tifato Cofferati.. tanto è vero che nel Congresso del 2001 tra Fassino e Berlinguer tifai il secondo perchè lo vedevo come "provvisorio" in attesa che Cofferati si liberasse dalla cgil.. e quando sferzava la dirigenza ds.. mi sono sempre trovato d'accordo con lui.. e con il MOretti che scese in piazza Navona..

    ma poi ha ceduto ..

  10. #10
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    In origine postato da danny78
    però.. come detto in altri 3d ci sono rimasto male quando Cofferati accettò Bologna.. l'ho presa come un cedimento .. infatti sino ad allora io avevo tifato Cofferati.. tanto è vero che nel Congresso del 2001 tra Fassino e Berlinguer tifai il secondo perchè lo vedevo come "provvisorio" in attesa che Cofferati si liberasse dalla cgil.. e quando sferzava la dirigenza ds.. mi sono sempre trovato d'accordo con lui.. e con il MOretti che scese in piazza Navona..

    ma poi ha ceduto ..
    ha ceduto......per forza....gli hanno detto O BOLOGNA O NULLA...non mi ci far pensare per favore!
    Un Cofferati Presidente del Consiglio...ma t'immagini che roba!Un uomo davvero di sinistra intoccabile, pacato, eppure deciso.....e vabe' ringraziamo D'Alema...

 

 
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