corriere della sera

Nuove minacce: i soldati lascino l'Iraq o usiamo le autobombe
Al Qaeda: «Bagno di sangue in Italia»
Il gruppo al-Masri: «Se resta Berlusconi, ci sarà un 11 settembre nel vostro paese. Abbiamo armi non convenzionali»


Una schermata del sito con le minacce all'Italia (Emblema)

ROMA - Nuove minacce all'Italia pubblicate da un sito islamico: un comunicato delle Brigate di Abu Hafs al-Masri annuncia un «bagno di sangue come quello dell'11 settebre 2001 negli Usa» se gli italiani non cambieranno l'attuale governo. Il testo sostiene che per evitare l'incombente minaccia gli italiani devono «sbarazzarsi» del «incompetente» Berlusconi. Il gruppo al-Masri ha rivendicato in passato le stragi perpetrate a Madrid l'11 marzo scorso, come pure quelle del novembre 2003 contro due sinagoghe a Istanbul e dell'agosto dello scorso anno contro il quartier generale dell'Onu a Baghdad. Nella mattinata di sabato è comparso un nuovo comunicato, questa volta firmato dalle «Brigate Khaled ibn al-Walid, al Qaida», in cui si chiede il ritiro dei soldati italiani dall'Iraq, altrimenti «le autobombe saranno la soluzione».

«NOI SIAMO IN ITALIA» - «Noi siamo in Italia - è scritto nel minaccioso comunicato di venerdì in lingua araba - e nessuno di voi è al riparo. Dato che avete respinto l'offerta del nostro sceicco Osama bin Laden, noi passeremo ai fatti e con il sangue nostro e quello di migliaia di italiani scriveremo una nuova pagina della vostra storia». Il riferimento è all'offerta di pace fatta in un messaggio audio attribuito al capo di Al Qaeda e diffuso il 15 aprile scorso dalle tv arabe Al Jazira e Al Arabiya. In quella registrazione Bin Laden proponeva «la pace» ai paesi europei che si fossero impegnati a non aggredire i musulmani.

«DISPONIAMO DI ARMI NON CONVENZIONALI» - La tregua offerta aveva la durata di tre mesi. Nel comunicato si specifica che non si tratta di «semplici minacce. «Noi disponiamo - si avverte - di armi non convenzionali che causeranno un'enorme catastrofe». «Il nostro prossimo messaggio - è la conclusione - non lo vedrete su Internet ma direttamente sul vostro territorio».