...i soldini
La crisi dell’Autorità nazionale palestinese, arrivata agli scontri armati fra miliziani delle diverse fazioni, nasce da una lotta senza quartiere per la spartizione dei cospicui aiuti finanziari, provenienti sia dall’Arabia Saudita sia dall’Unione Europea.
Yasser Arafat non ha mai accettato che le cosiddette forze di sicurezza, che sono quelle che incamerano la maggior parte dei soldi, venissero poste sotto il controllo del governo.
Lì infatti risiede la base di quel residuo potere, che lui ha cercato di usare per controllare le diverse fazioni, fino ad arrivare all’istituzione di ben dodici diverse formazioni di polizia.
Ma queste sono sempre insoddisfatte, perché sanno che buona parte dei fondi viene sottratta dai responsabili della sicurezza che, probabilmente, se li intascano per poi trasferirli in qualche banca compiacente.
Nei giorni scorsi, per protestare, le formazioni più agguerrite, che praticano e rivendicano il terrorismo (come quella dei Martiri di Al Aqsa) hanno sequestrato e costretto alle dimissioni il capo della sicurezza.
Arafat lo ha sostituito con un suo parente, considerato corrotto non meno del predecessore e, dopo ventiquattr’ore dalle polemiche dimissioni del capo del governo Abu Ala, ha dovuto rimangiarsi la nomina nepotistica.
La nuova designazione di Abdel Razzek al Majeida e il preannuncio di una riforma della sicurezza che dovrebbe concentrare in tre soli corpi le polizie palestinesi, non sono bastati ancora a far recedere il premier dalle dimissioni, pur respinte dal rais.
Paradossalmente i soldi che finiscono nei conti segreti di qualche ras palestinese corrotto fanno meno danni di quelli che servono a finanziare formazioni paraterroristiche.
Non si capisce però perché l’Unione Europea debba finanziare ladroni o assassini.
In varie occasioni nel Parlamento di Strasburgo è stato chiesto alla Commissione di condizionare gli aiuti alla possibilità di controllarne l’effettiva destinazione.
Si è sempre risposto che farlo avrebbe significato “interferire”, e così i cordoni della borsa sono rimasti aperti.
Ora si spera nel successore di Romano Prodi.
saluti




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