La guerra è in gran parte morte, ma è anche vita. Per quanto sia dolore è ed è sempre stata (almeno la guerra pre-moderna) parte dell'equilibrio umano. Come citato qualche post fa da geom.antonio "La guerra è bella anche se fa male".In origine postato da Flora
L'amore puo' essere distruttivo a volte (poche volte) ma dipende da come uno lo vive. La guerra e' sempre distruttiva.
La guerra è forse il più doloroso dei mali della Storia dell'uomo, ma è incontestabile che metta in atto (o meglio - mettesse in atto - prima di essere scomunicata psicologicamente coll'invenzione della bomba atomica) tutti quei fenomeni personale e sociali che forgiano una generazione, che riuniscono una società, che la rendono tutta uguale e che - proprio perché la mettono così vicino alla morte - le fanno riscoprire il valore della vita. È interessante notare 1) come spesso le generazioni vissute tra la RF e la 2nd Guerra Mondiale abbiano percepito la guerra come uno degli eventi più dolorosi e da molti punti di vista meno desiderabili, ma, allo stesso tempo, come la prova ultima e definitiva del loro essere fino in fondo uomini (non nel senso di "uomini virili", ma "uomini maturi") 2) come coloro che hanno vissuto in prima persona la guerra, per quanto abbiano sofferto sotto le armi, la considerino come un evento dolorosissimo ma irrinunciabile nella loro vita, qualcosa che - oramai che è terminato - escludendo le perdite che magari hanno subito, non vorrebbero mai non avere vissuto e, insomma, un male enorme ma necessario.
Non ricordo chi diceva "Maledetta la generazione che non ha guerre da combattere!"




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