già....


già....


da www.ansa.it
03/09/2004 11;57
OSSEZIA: SCATTA IL BLITZ, I TERRORISTI SPARANO SULLA GENTE
Dopo una fuga di ostaggi dalla scuola che ha causato una sparatoria. Crollato il tetto. Bambini coperti di sangue portati fuori. Oltre 1.000 persone prigioniere. 26 rilasciati. '20 uomini uccisi subito'
Cordiali saluti


" OSSEZIA: EVACUATI TUTTI GLI OSTAGGI, PRIMI CADAVERI PORTATI FUORI
La maggioranza dei bambini e' viva. Ora e' caccia ai terroristi in fuga, inseguiti anche da civili armati. Almeno 5 del commando uccisi. Alcuni si sono fatti esplodere. Almeno 200 i feriti. "
www.ansa.it
Shalom
Ossezia, Berlusconi: ''Speriamo mai piu' scontri come questo''
Il premier: ''Tutti hanno tirato un sospiro di sollievo. Sono tempi incredibili, il livello di insicurezza e' molto alto''
- ''Siamo stati con il fiato sospeso. Ora molti bambini sono in ospedale. Vedremo poi quali saranno gli sviluppi, ma di certo tutti i padri e le madri del mondo hanno tirato un sospiro di sollievo''. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, durante la conferenza stampa al termine dell'incontro con i vertici del Coni e il ministro Giuliano Urbani, in merito ai bambini presi in ostaggio in Ossezia.
''Sono tempi incredibili -ha aggiunto Berlusconi- il livello di insicurezza e' molto alto. Spero non si debba piu' arrivare a scontri di questo tipo. Questo e' lo spirito che domina la giornata di oggi. Una giornata in cui, nonostante gli impegni, era davvero difficile staccarsi dal televisore''.
Il presidente del Consiglio ha inoltre commentato la situazione degli ostaggi francesi in Iraq. ''Da parte dell'Italia si e' lavorato in tutte le direzioni possibili'' e ''anche da parte francese ci si e' rivolti a noi'' ha tenuto a sottolineare Berlusconi.
Il premier si e' poi complimentato per i ''risultati dell'Italia'' alle Olimpiadi, ''risultati da sottolineare'', ha detto Berlusconi annunciando che il 27 settembre gli atleti saranno ricevuti a villa Madama.


Speriamo li becchino prima i civili armati. Anche se la giustizia russa non è proprio quella farncese alla Battisti...In origine postato da Pieffebi
" OSSEZIA: EVACUATI TUTTI GLI OSTAGGI, PRIMI CADAVERI PORTATI FUORI
La maggioranza dei bambini e' viva. Ora e' caccia ai terroristi in fuga, inseguiti anche da civili armati. Almeno 5 del commando uccisi. Alcuni si sono fatti esplodere. Almeno 200 i feriti. "
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Shalom


da www.ansa.it
" OSSEZIA, E' STATO UN MASSACRO
TESTIMONI: ALMENO 150 MORTI
LO SPECIALE
MOSCA - Le forze russe hanno dato l'assalto all''edificio nel quale si e' rifugiato e asserragliato un gruppo di terroristi fuggiti dalla scuola di Beslan. Elicotteri sorvolano l'edificio, sul quale carri armati stanno sparando, secondo le agenzie di stampa russe. I terroristi fuggiti dalla scuola sarebbero tredici, secondo le autorita' ossete e sono inseguiti anche con elicotteri e anche da civili armati.
Al momento ne sono stati uccisi cinque. Alcuni di loro si sarebbero fatti saltare all'interno della scuola di Beslan, ora in fiamme dopo l' evacuazione di tutti gli ostaggi.
Intanto sarebbe salito a piu' di 150 morti il bilancio aggiornato delle vittime della battaglia scatenatasi attorno alla scuola di Beslan, dopo la fuga di alcuni ostaggi seguita dalla sparatoria dei terroristi e quindi dall'intervento delle forze speciali. Lo riferisce un inviato del giornale online russo Gazeta.ru, citando sue fonti interne alla polizia locale.
Almeno 300 i feriti, immediatamente reidratati e soccorsi, ma alcuni sono in gravissime condizioni.
Tale bilancio, d'altronde, potrebbe non essere neppure definitivo dato che nella scuola sembra ci fossero non meno di 1.000 ostaggi, e tenuto conto dell'intensita' di fuoco della battaglia e delle ripetute esplosioni provocate dal commando di sequestratori. Secondo fonti ufficiali, sono ricoverate in ospedale oltre 350 persone tra ostaggi, personale della protezione civile e spetznatz.
Julian Manyon, inviato della televisione britannica nella citta' della Ossezia, ha riferito che il suo cameraman e' riuscito ad entrare brevemente nella palestra e ha visto un centinaio di cadaveri. Secondo il giornalista, apparentemente erano state fatte detonare diverse cariche esplosive.
ALLE 11,30 IL BLITZ DELLE FORZE SPECIALI
E' scattato poco prima delle 110 ora italiana il blitz delle forze speciali russe per liberare le centinaia di persone (soprattutto bambini che nella maggioranza si sono salvati) tenute in ostaggio da un commando di indipendentisti ceceni in una scuola di Beslan, nella repubblica autonoma dell'Ossezia del Nord.
Secondo testimonianze raccolte da giornalisti a Beslan, il blitz e' stato innescato dal suicidio di cinque terroristi che si sarebbero fatti saltare in aria con l'esplosivo mentre era in corso il trasporto, fuori dalla scuola, dei cadaveri degli ostaggi uccisi.
Il muro di cinta della scuola e' stato fatto saltare dalle forze speciali per consentire l'uscita agli ostaggi, il cui numero e' ancora imprecisato. Fonti governative parlano di oltre 500 persone, mentre testimoni riferiscono oltre mille.
All'azione hanno partecipato anche due elicotteri da combattimento che per molti minuti sono rimasti sulla perpendicolare dello stabile e che, quando l'assalto era quasi completato, hanno utilizzato le mitragliatrici per bloccare i tentativi di fuga del commando.
In pochi minuti, dalla scuola - che ha avuto una porzione del tetto crollata per effetto di una esplosione - sono riusciti ad allontanarsi decine e decine di bambini e ragazzi, molti dei quali indossavano soltanto le mutandine perche', hanno poi riferito, il caldo nelle aule nelle quali erano tenuti prigionieri era ''insopportabile'', tanto che avevano frantumato i vetri delle finestre per potere avere un po' di refrigerio.
Testimoni hanno riferito che almeno due donne che facevano parte del commando e che indossavano cinture esplosive, hanno cercato di bloccare i bambini e i ragazzi che scappavano.
I primi a portare loro soccorso sono stati i soldati che da tre giorni circondavano il perimetro della scuola. Molti bambini, stremati e visibilmente sotto shock, sono stati portati via a braccia e sottoposti ai primi soccorsi al riparo di blindati, vicino ai quali erano state portate bottiglie d' acqua e barelle. Tra i bambini soccorsi alcuni mostravano segni di ferite, altri avevano la testa immobilizzata con collari.
Mentre le forze speciali prendevano il controllo del cortile principale della scuola, i terroristi hanno cercato di allontanarsi, non esitando ad aprire il fuoco contro le centinaia di persone - in maggioranza congiunti degli ostaggi, ma anche molti giornalisti e cineoperatori - che, nonostante il pericolo evidente, si trovavano lungo le strade.
Una decina di terroristi sono riusciti a raggiungere una casa vicina e ad asserragliarsi, per resistere all'azione delle unita' speciali. Altri, abbandonati gli abiti neri che caratterizzano gli indipendentisti ceceni, hanno indossato vestiti civili, grazie ai quali hanno cercato di mescolarsi alle migliaia di persone che ancora sono attorno alla scuola. Tra i terroristi in fuga anche due donne, vestite di bianco.
Alla 12.25 le forze speciali russe hanno annunciato di avere il pieno controllo della scuola, anche se almeno un' esplosione e altre sparatorie si sono sentite provenire dalle strade vicine.
03/09/2004 15:00 "
Cordiali saluti


da www.ansa.it
" 03/09/2004 19,56
TERRORISTI IN FUGA CON BAMBINI
FSB: 556 RICOVERATI, DI CUI 332 BIMBI
Gli ostaggi erano 1.200, 70% bambini. Consigliere Putin: almeno 150 morti. Un terrorista linciato dalla folla. Il blitz dopo che 5 terroristi si sono fatti saltare. Morti 20 di loro, 10 sono arabi. "
da www.adnkronos.com
" Il blitz delle forze speciali dopo la fuga degli ostaggi
Ossezia, oltre 150 cadaveri nella scuola
Ministero Emergenze: 646 feriti, tra questi 227 bambini. Continuano gli scontri a fuoco con i terroristi che tengono ancora sotto sequestro dei piccoli .
Beslan, 3 set. (Adnkronos) - Epilogo tragico nell'assedio della scuola di Beslan nell'Ossezia del Nord, dove i terroristi hanno tenuto in ostaggio circa 1.200 persone -il 70% erano bambini- per piu' di due giorni. Il dato e' stato fornito dal consigliere presidenziale russo Aslanbek Aslakhanov, citato dall'agenzia Interfax. Oggi il blitz delle forze speciali che, secondo le autorita' locali, non era stato preventivato ma sarebbe scattato dopo un tentativo di fuga di alcuni ostaggi. Ma non sembra finita. Una forte esplosione e' stata udita all'interno della scuola dove si troverebbero asserragliati 3 membri del commando, secondo quanto riferisce l'agenzia russa Itar Tass. Inoltre, alcuni bambini sarebbero ancora in ostaggio dei terroristi, lo riferisce l'agenzia stampa Interfax. Non e' chiaro se gli ostaggi sono ancora nella scuola o con i guerriglieri in fuga.
LE VITTIME
Il bilancio potrebbe essere di ben oltre 150 morti. Lo ha detto il consigliere Aslakhanov parlando sul posto con i giornalisti citato dall'agenzia Interfax. Tra le vittime vi sarebbero molti bambini.
I feriti sono 646, fra loro vi sono 227 bambini, secondo quanto ha riferito il ministero russo per le Emergenze.
LA FUGA DEI TERRORISTI
Il blitz delle forze speciali russe e' scattato alle 11.30 (ora italiana). Quando il controllo della scuola sembrava passato alle forze speciali, lo scontro a fuoco si e' spostato all'esterno, nelle strade e nelle abitazioni vicine dove alcuni dei 13 terroristi in fuga, tra questi due donne (che indossano abiti bianchi sottratti agli ostaggi), si sarebbero asserragliati. Nel pomeriggio, 3 membri del commando terrorista, fra cui il loro capo, sono ancora bloccati nella cantina della scuola e continuano a sparare contro le forze di sicurezza russe. Lo ha riferito un responsabile della polizia osseta, citato dall'agenzia russa Itar Tass. Il grosso del gruppo sta cercando di dirigersi verso il sud della citta', in direzione di Vladikavkaz (la capitale dell'Ossezia del Nord) e delle principali strade'', ha aggiunto un funzionario del ministero degli Interni locale. L'Inguscezia ha deciso di chiudere le sue frontiere con l'Ossezia del Nord per impedire ai terroristi in fuga di scappare attraverso la repubblica russa del Caucaso nella vicina Cecenia. Istituiti posti di blocco lungo le strade.
Secondo l'agenzia di stampa Interfax, sono stati uccisi 20 dei membri del commando di sequestratori, dieci dei quali hanno origini arabe.
Una donna kamikaze si e' fatta esplodere quando i soldati russi sono entrati nella scuola, secondo quanto ha riferito un ostaggio liberato citato sul sito di Sky News.
L'OMBRA DI AL QAEDA
Quanto alla regia dell'assalto, fonti dei servizi di sicurezza federali russi dell'Fsb, citati dall'agenzia stampa russa Itar Tass, riferiscono che e' stato il comandante guerrigliero ceceno Shamil Basaiev, uno dei piu' ricercati da Mosca, a pianificare l'assedio che potrebbe essere stato finanziato da un emissario di Al Qaeda in Cecenia, il wahabita Abu Omar al Seif. Secondo i primi elementi d'informazione raccolti sul posto, continua l'Itar Tass, l'operazione di Beslan e' stata diretta da Magomed Ievloiev.
Tra i componenti del commando e' stato riconosciuto, da uno dei bambini liberati, il leader dei ribelli ceceni Doku Umarov. ''E' un nome ben noto alle forze di sicurezza nazionale'', afferma Raf Shakirov, redattore capo del quotidiano di Mosca 'Isvetzia', raggiunto dall'ADNKRONOS a Mosca.
IL BLITZ
Secondo il ministero dell'Interno dell'Ossezia, il blitz non era stato pianificato. ''L'opzione (di un assalto alla scuola) e' stata respinta ed esclusa fin dall'inizio per la presenza dei bambini'', ha detto un portavoce citato dall'Interfax.
Il blitz sarebbe scattato in seguito ad un tentativo di fuga di alcuni ostaggi. La polizia si era avvicinata all'edificio con dei mezzi per prelevare i corpi delle persone rimaste uccise durante le prime fasi del sequestro. Una operazione concordata con i terroristi, riferiscono i media russi. A quel punto, la fuga di alcuni ostaggi ha dato il via a scontri a fuoco ed esplosioni. Nella confusione che ne e' seguita un gruppo di ostaggi sarebbe scappato sotto il fuoco dei terroristi. Il tetto della scuola sarebbe crollato, secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa Interfax, provocando la morte di alcuni ostaggi.
Nell'edificio, le forze armate russe hanno iniziato a disinnescare alcune mine anti-uomo piazzate dai terroristi nella palestra, secondo quanto riferito dal colonnello Vyacheslav Sedov, portavoce del ministero della Difesa russo. ''I terroristi - ha dichiarato - hanno piazzato nella palestra numerose mine imbottite di viti e bulloni per renderle piu' pericolose''.
GLI OSTAGGI
Secondo le ultime informazioni, il numero degli ostaggi sarebbe stato di circa 1.200 persone, tra questi piu' di 800 bambini. E' il dato fornito dal consigliere presidenziale russo Aslanbek Aslakhanov, citato dall'agenzia Interfax, dopo che nei giorni scorsi si era parlato di alcune centinaia di persone sequestrate. Solo oggi era stata avanzata l'ipotesi, secondo quanto dichiarato da uno degli ostaggi liberati, che all'interno della scuola vi fossero piu' di mille tra adulti e bambini.
IL SEQUESTRO
Ma dai racconti delle persone liberate ieri emergono particolari drammatici su quanto avvenuto all'inizio dell'assalto del commando ceceno, scattato mercoledi' mattina. Due donne si sarebbero fatte saltare in aria, azionando la cintura esplosiva che indossavano. Nella deflagrazione sarebbero rimasti uccisi 21 uomini che si trovavano intorno alle due terroriste, ma separati dagli altri ostaggi. Altri ostaggi rilasciati hanno detto di non poter confermare la notizia, anche se hanno detto di non aver piu' visto ieri le donne del commando. "
Saluti liberali


da www.lastampa.it
" GUERRIGLIERI SPARANO SUI RAGAZZI IN FUGA, INTERVENGONO LE TESTE DI CUOIO
Ossezia, massacro di bambini
Blitz delle forze speciali, oltre 200 i morti
MOSCA. Si è concluso con un bagno di sangue l’assedio alla scuola di Beslan, dove un commando di terroristi ceceni e arabi teneva prigioniere 1200 persone, in maggioranza bambini. Dopo il blitz delle forze speciali si contano oltre duecento morti fra cui 27 guerriglieri. Agghiaccianti le testimonianze: «Eravamo prigionieri tra le bombe, abbiamo bevuto la nostra pipì». Il blitz delle forze speciali russe chiude i tre giorni più lunghi della cittadina nordica con un una dolorosa altalena di numeri. Il blitz sarebbe cominciato quando i guerriglieri hanno sparato contro i ragazzi che tentavano di fuggire: il ministero della Sanità dell’Ossezia settentrionale annota 700 ricoverati in ospedale di cui 227 bambini, e almeno 200 vittime. All’appello mancano ancora in molti: il consigliere del presidente Putin per i problemi del Caucaso ammette che gli ostaggi potevano essere 1200, il 70 per cento bambini. Secondo una ragazzina superstite il blitz comincia quando una bomba fissata al soffitto con il nastro adesivo cade a terra esplodendo e le truppe russe, temendo il peggio, attaccano con elicotteri e blindati. L’assalto dura un’ora, entrano le teste di cuoio ed escono uomini, donne, bambini nudi in braccio a militari armati di kalashnikov. La presidenza olandese dell’Ue ha annunciato una richiesta di spiegazioni al Cremlino. "
Saluti liberali


dal quotidiano LIBERO di oggi:
" Questo è troppo di VITTORIO FELTRI
LE BELVE ISLAMICHE FANNO STRAGE DI SCOLARI: CENTINAIA DI MORTI E FERITI
FINISCE IN MASSACRO L'ATTACCO DEI TERRORISTI CECENI ALLA SCUOLA IN OSSEZIA. NEL COMMANDO ANCHE DIECI ARABI.
I bambini. Ci mancavano i bambini. Eliminati come cose dopo essere stati trattati come cose per giorni. Il lettore sa già come è andata e non vogliamo ammorbarlo con la retorica, in questi casi utile a chi scrive per sfuggire alla sofferenza Permettete una immedesimazione nei ragazzini. Era il primo giorno di scuola. Ce lo ricordiamo tutti il primo giorno di scuola. Un giorno speciale. Da una parte ti scocciava rientrare in aula, i banchi, i maestri, l'odore dei quaderni e dell'inchiostro; quelle ore interminabili di lezioni noiose, il sollievo portato dalla campanella che segnalava la fine del tormento. Poi giù dalle scale di corsa, gomitate ai compagni per raggiungere in fretta la libertà. Dall'altra c'era il desiderio di ricominciare a celebrare il rito quotidiano dello studio. Parlare sottovoce col vicino di banco, ridacchiare per ogni stupidaggine. La riderella era contagiosa e irrefrenabile. Veniva scatenata da una qualsiasi frase cretina pronunciata da uno qualunque e non riuscivi più a trattenerla. A una certa età si ride a crepapelle per nulla e nulla ti frena. Udivi il tonfo di un libro sul pavimento e bastava: a farti morire dal ridere. Invece gli alunni della scuola russa non hanno avuto il tempo di guardarsi in faccia; altro che sbellicarsi. Si sono trovati subito dinanzi alla brutalità del mondo nuovo, il bel mondo di Al Qaeda, gli eroi del terrorismo. I quali, su commissione del dio misericordioso chiamato Allah, avevano da mesi progettato di irrompere in un istituto, di sequestrare centinaia di bambini, ucciderne un tot e segnalarsi all'opinione pubblica quali esecutori di un nobile piano mirato a riscattare l'Islam non si sa da quali umiliazioni inflittegli dall'Occidente infedele. La tribolata vicenda cecena non c'entra con questo eccidio. Tutta roba irachena o comunque araba, come risulta da messaggi intercettati dai servizi segreti in cui si annunciava l'accaduto. Annunciato per filo e per segno: faremo questo e quello, massacreremo dieci venti cento o duecento scolari, e i nemici dei musulmani capiranno chi siamo, gente che non scherza, gente dura capace di tutto. Come sempre, i campioni dell'Islam buono e giusto sono stati di parola. Hanno rispettato gli impegni e il primo giorno di scuola hanno risposto all'appello. Eccoli qua. Armi in pugno, imbottiti di esplosivo, determinati e spietati hanno preso in ostaggio una intera scolaresca. «Tutti in palestra», hanno ordinato. La palestra di norma è il sito dello svago, del gioco. Ma stavolta è il sito della tortura e della fine. I ragazzi non comprendono. Vedono uomini invasati, nervosi e bruschi cheminacciano: avanti, svelti, fuori da qui, tutti giù. Spintoni. Smanacciate. Urla. I più piccoli, e anche i più grandi, hanno occhi spalancati e tremano. Però ubbidiscono. Provare a non ubbidire. Si ammassano lungo le scale. Una fiumana di scolari e di insegnanti che cercano di tranquillizzarli, si fa per dire. Gli uni e gli altri si riversano in palestra. Mille. Mille sono tanti. Lo so il numero non conta, ma mille sono davvero tanti. Me li immagino uno accanto all'altro uniti da una paura vaga e pungente, dallo smarrimento e dalla rassegnazione. Gli ordini dei grandi vanno eseguiti. E loro, i bambini, eseguono. Trascorrono le ore, ore e ore. Il sonno, la sete, la fame, la necessità di fare pipì e quella struggente nostalgia di casa, la mamma, il babbo, la tavola apparecchiata, il lettino, i rumori familiari: la tivù, le auto che passano, un colpo di tosse, un tizio che canta. Poveri bambini strapazzati. Usati. Cenci al vento di religioni insensate e in balia di fiere incapaci di placarsi anche davanti a scolaretti ignari e senza colpe. Per quanto mi sforzi, non riesco a capire come si possa calpestare con scarponi coranici (o evangelici) i corpi esili di una terza B o di una seconda A. Come si possa sostenere lo sguardo di una bambina immobilizzata dalla bocca di un fucile. È difficile restare calmi e non tradire la civiltà in cui siamo cresciuti e diventati uomini pensando a quanto è successo in quella scuola, e tutte le scuole e tutte le palestre sono uguali e ci rammentano l'infanzia lontana e avvolta dal calore delle nostre famiglie magari miser, eppure premurose. Due giorni sono lunghi da trascorrere anche alla nostra età adulta. Figuriamoci a sette otto dieci anni, quando la vita vissuta è breve e quella da vivere appare infinita e densa di promesse eccitanti. Due giorni sono un'eternità. Qualcuno avrà rivisitato con la memoria i luoghi più cari, altri avranno ceduto alla pesantezza delle palpebre e forse sognato la libertà di correre a casa, salire le scale a due gradini ogni passo, altri avranno pianto. Quando sei piccolo, e qualche volta anche dopo, ti manca la mamma e aspetti che il babbo ti salvi. Il babbo ti toglie sempre dai guai. Ma gli alunni della scuola russa, no: soli fino agli ultimi spari, il tetto dell'edificio che crollava, le grida dei compagni, i maestri sfiniti e ammazzati. Soli con la loro paura. Si può provocare tanto dolore ai bambini? Le notizie sono contraddittorie. Si dice che a un dato momento i terroristi arabi (forse coadiuvati da alcuni ceceni, basisti e comunque bastardi, perdio che bastardi) abbiano premuto il grilletto e stecchito una decina di innocenti, buttandone all'esterno i cadaverini. I soccorritori che stazionavano dinanzi all'istituto si sono precipitati. Presi a schioppettate. Un paio crepa. Nel trambusto un gruppo di ostaggi tenta la sortita. Raffiche. C'è chi cade e chi guadagna la libertà. I bastardi allora fanno esplodere due o tre ordigni e il tetto salta. Polvere, detriti,muri che crollano. Morti. Sangue. Le vittime non si contano: 150 o 200, boh. Documenti televisivi e fotografici mostrano corpi straziati. Bambini e bambine in braccio a uomini e donne che corrono a l'impazzata. Peggio che sotto i bombardamenti. Bambini e bambine mezzi nudi, solo con le mutandine, graffiati, svenuti, mutilati, bruciati, morti, tanti morti portati in braccio da madri padri nonni e nonne disperati che corrono qua e là alla ricerca di un medico, di una lettiga, di un appiglio cui aggrapparsi per ridare la vita a chi non l'ha più. Scene mai viste nemmeno al cinema, scene che impietriscono. Sul mio tavolo sono sparpagliate dieci o dodici foto di corpicini rattrappiti. Questo è troppo. Non dovevano farlo. Non c'è ragione o torto che lo giustifichi né che lo spieghi. Si può essere incazzati con l'America, con Gesù Cristo e la Madonna, con la Coca Cola e con Bush, con tutto il mondo ma un'infamia simile non merita un ragionamento che non sia di vendetta. Ne abbiamo sopportate tante: le Torri gemelle, Nassiriya, Madrid, i decapitati, i Quattrocchi, i Baldoni, i sequestri, le bombe. Ne abbiamo digerite tante. Abbiamo digerito i pacifisti, quelli che ammirano la resistenza, quelli che aiutano i guerriglieri, quelli che pretendono il dialogo con chi ci ammazza, quelli che non è una civiltà inferiore, quelli che la democrazia non è esportabile, quelli che bisogna pregare insieme, cristiani e islamici, quelli che ci sono musulmani e musulmani, e i moderati sono di più, quelli che espongono la bandiera della pace, quelli che vanno in Iraq per approfondire il concetto. Abbiamo digerito tutto, anche gli insulti contro di noi. Adesso però è troppo. Chi ammazza i bambini al primo giorno di scuola non lo digeriamo. Dite quel che volete. Eurabia no. Non la vogliamo. Se andiamo avanti così sarà un massacro qui, lungo le strade delle nostre città, sotto le nostre finestre. Si aprirà la caccia all'arabo, all'islamico. Lo diciamo da anni e ci accusano di razzismo. Ciampi e milioni come lui sostengono: dialogare, dialogare. Dialogate, dialogate. Quando sarà una nostra scuola, di Milano o di Roma, a essere presa d'assalto, a essere uccisi saranno i nostri bambini, comincerà la caccia al musulmano. È a questo che si vuole arrivare? "
Cordiali saluti


da www.avvenire.it
" LA FINE DELL’INCUBO
il blitz Identificati finora 79 corpi, quasi tutti di minorenni. Forse un errore ha scatenato il raid. I bimbi liberati erano nudi e sporchi di sangue
L'inferno dopo il blitz: strage di bambini
Oltre 200 i morti nella scuola, più di seicento i feriti. Uccisi 28 terroristi, quattro in fuga
Da Mosca Giovanni Bensi
È finito nel sangue il dramma degli ostaggi da quasi tre giorni in balia di terroristi ceceni nella scuola N. 1 di Beslan, in Ossezia del Nord. Nella palestra scolastica, dopo l'assalto non pianificato delle truppe russe, sono stati trovati i corpi senza vita di oltre 200 persone, fra cui anche molti bambini. Secondo la protezione civile, negli ospedali di Beslan e di altre città nord-ossete sono ricoverati 646 feriti, fra cui 227 bambini. Però molti feriti nel frattempo sono morti: nella morgue dell'ospedale sono stati osservati 23 corpi, 17 sono di bambini. 79 morti sono stati identificati. Ventotto terroristi sono stati uccisi e secondo Valerij Andrejev, consigliere del presidente nord-osseto, dieci erano mercenari provenienti da Paesi arabi ed uno un africano di pelle nera. Tre sono stati arrestati, quattro sarebbero ancora in fuga. Aslambek Aslakhanov, consigliere di Vladimir Putin per la Cecenia, ha confermato che fra i terroristi vi erano «rappresentanti di varie nazionalità». In serata tre terroristi, trascinando con sé alcuni ostaggi, si erano rifugiati nella cantina della scuola: si trattava del capo della banda, Magomet Evloev, detto Magas e di due suoi compagni. Evloev aveva già partecipato il 21 e il 22 giugno scorsi all'assalto a Nazran' in Inguscezia, in seguito al quale erano morte 95 persone. Successivamente era stato detto, evidentemente in modo errato, che anch'egli era stato ucciso. Il dramma di Beslan è finito quando i terroristi sono stati annientati e i loro ultimi prigionieri liberati. Però altri quattro componenti del commando, scappati verso la vicina ferrovia, sarebbero ancora in fuga, inseguiti dai militari e dai civili della città. La fase finale è incominciata verso le 13 (le 11 in Italia), quando Lev Dzugaev, portavoce del presidente nord-osseto, ha annunciato che i terroristi avevano accettato di consegnare i corpi di ostaggi uccisi. Mentre si stava avvicinando un furgone mortuario improvvisamente si sono udite nella scuola alcune fo rti esplosioni e raffiche di armi automatiche. Secondo la testimonianza di una donna che era fra gli ostaggi, le esplosioni sarebbero avvenute per caso. I banditi avevano appiccicato le loro bombe alle pareti con dello scotch. All'improvviso una si è staccata, esplodendo e provocando un "effetto domino". Di fatto, un gruppo di ostaggi, approfittando della confusione, si è precipitato all'esterno. I terroristi hanno cominciato a sparare contro di loro, i militari russi stazionati intorno all'edificio hanno risposto al fuoco al fuoco. A questo punto non era più possibile seguire un piano prestabilito: le truppe hanno ricevuto l'ordine di «agire come richiesto dalle circostanze». L'impegno preso giovedì dal presidente Vladimir Putin di salvare vite umane non ha dunque potuto essere rispettato per ragioni fortuite. Dopo una furiosa sparatoria durata una ventina di minuti, le forze dello spetsnaz (truppe speciali) in tuta mimetica hanno invaso la scuola e cominciato a portar fuori donne e bambini, molti dei quali erano senza abiti e coperti di sangue. Dopo qualche minuto, mentre i prigionieri continuavano ad uscire, i banditi hanno fatto esplodere le mine che in precedenza avevano sistemato all'interno della scuola provocando la caduta di una parte del tetto. Mentre una folla di bambini, spaventati e piangenti continuava a fuggire, inseguita anche da alcune donne kamikaze, i terroristi hanno incominciato a sparare a casaccio contro la folla e gli edifici vicini, mentre si levarono in volo alcuni elicotteri da combattimento Mi-8. In serata il generale Viktor Sobolev, comandante della 58sima armata di stanza nel Caucaso (la stessa che combatte in Cecenia) ha detto che «alcuni terroristi sono stati catturati, la maggioranza è stata annientata. Difficilmente - ha aggiunto -, qualcuno è riuscito a scappare». Dopo l'inizio dell'attacco da parte dei militari, i terroristi hanno cercato di aprirsi un varco fra la folla dei parenti degli ostaggi, mentre i soldati cercavano di ca tturarli. Il caos si è fatto indescrivibile: si sono uditi spari da tutte le parti, alcuni banditi sono stati catturati, ma la folla inferocita è riuscita a strapparne due dalle mani dei soldati e a linciarli. Si è detto che due «vedove nere» siano riuscite a fuggire travestendosi con camici bianchi da infermiera e che avrebbero preso con sé alcuni bambini. A questo punto i terroristi si sono divisi in tre gruppi: uno (Evloev e due complici) è rimasto nella scuola, un altro è fuggito verso il sud della città, mentre un terzo gruppo ha cercato di confondersi fra gli ostaggi e i loro parenti. Gli ex ostaggi sono stati assistiti e rifocillati dalla Croce Rossa e dall'ospedale da campo istituito dal ministero della protezione civile. Fra i ragazzi presi in ostaggio vi erano anche il figlio e la figlia del presidente del Parlamento nord-osseto Tajmur Mansurov: il ragazzo è ferito, la ragazza è invece considerata dispersa. Il numero complessivo dei morti durante l'inferno di ieri non è ufficiale. Il ministero degli Interni dell'Ossezia del Nord ha detto che questo numero è notevole. "
Saluti liberali