IRAQ, BERSAGLIERE ACCUSA: "I NOSTRI BRUCIAVANO CASE"
03/09/2004 - 11:19
Roma, 3 set. (Apcom) - "In Iraq i nostri commilitoni si divertivano a circoscrivere le abitazioni di alcuni sospetti con la benzina, accendevano e guardavano il fuoco avvolgere la casa di quei poveri cristi che urlavano. Poi spegnevano e arrestavano questa gente. Ma nella maggior parte dei casi risultavano del tutto innocenti". La denuncia coperta dall'anonimato e riportata dal Manifesto, è di F.L. e C.L., bersaglieri della Brigata Garibaldi, reduci dalla missione in Iraq.
"Non risulta una mia denuncia formale - precisa F.L. al quotidiano - ne ho parlato con i superiori e basta. Se avessi denunciato formalmente, la mia carriera sarebbe finita lì'". Per un altro soldato, P.E., gli italiani "al massimo prendono tutto quello che c'è da prendere. Un amico è riuscito a fregarsi due orologi e quattro spille d'oro".
La testimonianza dei soldati italiani tocca anche il comportamento dei soldati americani: "Ho visto i marines entrare in case di sole donne - racconta F.L. -. Mettevano i mitra in faccia alle donne e stringevano le manette ai polsi di ragazzini che non avevano più di 5 o 6 anni Io ho foto di bambini messi faccia al muro come criminali, fatti inginocchiare, schiaffeggiati".




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