Quale o quali sono le figure di repubblicano cui siete più legati? Avete dei modelli politici? Dei pensatori cui siete particolarmente legati?


Quale o quali sono le figure di repubblicano cui siete più legati? Avete dei modelli politici? Dei pensatori cui siete particolarmente legati?


Ok, comincio io e poi vado a nanna.
Se immagino un neo-repubblicanesimo che guarda al presente, dobbiamo ancorarlo a valori antichi, ma voltare pagina rispetto a molte consuetudini del recente passato, e per questo non cito una figura rispettabilissima e fondamentale come Ugo La Malfa, mentre ritengo il professor Viroli un faro per illuminare il futuro.
In ordine cronologico, pertanto: Voltaire, Mazzini, Amendola e, appunto, Maurizio Viroli.


Io ne dico dico 7:
Aristotele, Cicerone, Machiavelli, Sidney, Mazzini, Skinner e Pettit.
L'eredità mazziniana e la grande tradizione del PRI, secondo me, andrebbero riviste alla luce dei vitalissimi studi sul repubblicanesimo. In ambito accademico ci sono interessantissimi studi sul repubblicanesimo;la nostra sfida dovrebbe essere quello di tirarli fuori dalle università e tradurli in pratica politica.


Giuseppe Mazzini, ovviamente.
Alberto Aquarone, maestro indimenticato
Lucio Sergio Catilina


Ugo La Malfa, Pacciardi, Eugenio Chiesa ed un paio di viventi locali
saluti
echiesa![]()


Lo so che non è bello citare i propri thread, ma questo mi sembra appropriato alla discussione:
http://www.politicaonline.net/forum/...hreadid=110558


ECHIESSA ai citato un grande del nostro passato, Pacciardi, non so però se tu sei osservante dei suoi insegnamenti.
La mia figura ideale comunque è un vivenea: Arsena.


In qualcosa si ed in qualcosa no.Citazione da Intervento Principale di by trifoglio52
ECHIESSA ai citato un grande del nostro passato, Pacciardi, non so però se tu sei osservante dei suoi insegnamenti.
La mia figura ideale comunque è un vivenea: Arsena.
saluti
echiesa![]()


Questo sarebbe un bel dibattito davvero.
Credo che dovremmo avere la capacità di rileggere Pacciardi con serenità e libertà di giudizio. Io purtroppo ho avuto la possibilità di conoscerlo personalmente solo quando era rientrato nel partito, troppo tardi per farmene un giudizio diretto al di là oltretutto delle sue vicende personali riguardandi golp o presunti tali.
E' un fatto che l'Italia ha avuto il suo maggior sviluppo nel periodo del centrismo e fino agli anni 60 poi è arrivata la politica delle non scelte andreottiane dove abbiamo imparato a vivere sul debito pubblico e giù fino al caf che tutti ricordiamo, è un fatto che Pacciardi al contrario di Ugo La Malfa non voleva l'apertura ai socialisti figurarsi poi ai comunisti), è un fatto poi che Ugo La Malfa fosse rimasto deluso del centro-sinistra( memorabili i suoi ultimi interveni riconducibili a "L'Italia che sognavo") ricordo che portava spesso come esempio di fallimento tra le varie cose della nazionalizzazione dell'Enel e rimarcava il suo pentimento per essersi battuto per tale soluzione.
Tutto questo comunque riguarda il periodo repubblicano poi c'è tutta la parte di lotta al fascismo sia in Italia che in Spagna e qui la sua immagine entra nella leggenda.
Ma in Italia la pubblicistica sulla resistenza come tu sai è stata ed è ad pannagio della sinistra marxista e non ha mai ammesso intromissioni, lo si è scoperto anche all'apertura degli archivi sovietici dove Pacciardi risultava tra i nomi a suo tempo da eliminare perchè la sua immagine di combattente poteva offuscare il mito che la resistenza l'avessero fatta solo i comunisti come loro si affannavano a dichiarare, ed ancora oggi è forte la loro opposizione ad una lettura più attenta di quelle vicende.
Credimi Chiesa questa sarebbe un dibattito veramente interessante e Pacciardi a mio giudizio andrebbe rivisitato dove certamente ne uscirebbe rivalutato.


Sono daccordissimo con te: Pacciardi, e non per colpa sua ( o meglio, per parziale colpa sua...), è stato spesso sinonimo anche nel PRI , di qualcosa di poco positivo, ed uso questa espressione sapendo che tu la cpirai al volo. E' senza dubbio un personaggio affascinante, il vero esempio del "Pensiero ed Azione"mazziniano.
Interventista, antifascista da sempre, personaggio da romanzo ( hai letto della possibilità che abbia ispirato il personaggio di casablanca), oratore di incredibile forza.Fautore del presidenzialismo ( e qui un punto sul qule non mi trova daccordo) e contrario all'ingresso dei socialisti nel governo ( occhio, di comunisti all'epoca non era possibile parlare), fece la sua scelta, che gli portò in seguito solo guai.Rientrò nel PRI quando il Partito era cardine del csn del tempo, e la sua posizione era abbastanza critica verso appunto i partiti di centro e verso la deriva "liberale " del PRI che non apprezzò mai.
saluti
echiesa![]()