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Discussione: Simona e Simona

  1. #21
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    Predefinito Liberate!

    «Il canale del giornale kuwaitiano è da ritenersi esaurito»
    Al Jazira: «Liberate le ragazze italiane»
    «Rapite da delinquenti comuni»: lo dice il Consiglio degli Ulema sunniti nell'incontro con il rappresentante musulmano in Italia


    BAGDAD - Le ragazze italiane sono state liberate. L'annuncio sulla tv araba Al Jazira. Le ragazze sarebbero nell'ambasciata italiana di Bagdad.

    Di fronte agli sviluppi delle ultime ore, alle indiscrezioni sulla imminente, probabile, svolta positiva del sequestro delle due italiane in Iraq, gli 007 italiani frenano ed invitano alla «massima cautela». In ambienti di intelligence viene sottolineato che «il momento attuale è molto delicato» e che «non è certo» quale sarà il comportamento dei sequestratori nelle prossime ore. Una delle preoccupazioni degli 007 e di tenere in piedi, o attivare ex novo, altri canali di comunicazione con i rapitori, visto che quello che negli ultimi tre giorni è passato attraverso il giornale kuwaitiano Al Rai Al Alam deve considerarsi «ormai esaurito».
    APERTE TUTTE LE PISTE - Secondo gli uomini dell'intelligence italiana è possibile che il negoziato intercorso tra le parti sia andato effettivamente a buon fine, che i sequestratori abbiano già ottenuto quello che volevano (o che stiano per ottenerlo) e che le due Simone vengano liberate «nei prossimi giorni», come assicura il quotidiano del Kuwait. Ma è anche possibile che non sia così e gli uomini dei servizi segreti, viene sottolineato, devono essere pronti ad ogni ipotetico nuovo scenario. Per questo, definita ormai la composizione del gruppo di rapitori - l'area è quella baathista e dell'ex Mukabarat, i servizi segreti di Saddam -, l'intelligence italiana continua a tenere attivo ogni contatto utile in quest'ambito. Ogni giorno la prima preoccupazione degli 007 italiani è ottenere una conferma dell'esistenza in vita degli ostaggi: una prova si è avuta attraverso i sistemi di intercettazione via satellite Usa che hanno «captato» una comunicazione dalla quale si evinceva che una delle due ragazze era sicuramente viva. Ma, a quanto si è appreso, l'intercettazione risalirebbe ad alcuni giorni fa e i riscontri compiuti sul luogo di provenienza del segnale hanno avuto esito negativo. Che le due volontarie italiane e i due iracheni siano vivi, comunque, è la convinzione di tutti coloro che sono impegnati sul campo per la loro liberazione. «Il problema - afferma la fonte dell'intelligence - è accelerarla il più possibile».

    CRIMINALITA' COMUNE - Simona Pari, Simona Torretta e i due operatori iracheni potrebbero essere stati sequestrati da esponenti della criminalità comune. È questa il convincimento del Consiglio degli Ulema sunniti, che oggi ha incontrato il presidente dell'Ucoii Mohammed Nour Dachan. «La sensazione - ha spiegato Dachan - è che si tratti di un sequestro ad opera di delinquenti comuni».
    Dachan è arrivato martedì mattina a Bagdad per una missione dal duplice scopo: tentare di arrivare alla liberazione delle due Simone e dei volontari iracheni e riportare in Italia il cadavere di Enzo Baldoni. Nella capitale irachena, dove è giunto da Amman, il presidente dell'Ucoii ha avuto un lungo incontro con il portavoce del Consiglio, Muthanna Al Dhari. «È stato un incontro molto positivo - ha spiegato - e il Consiglio ci darà tutto l'appoggio possibile». Dachan avrà in giornata altri incontri con rappresentanti laici e religiosi della comunità locale e mercoledì dovrebbe incontrare alcuni rappresentanti degli sciiti. Ad Amman intanto, l'Ucoii ha raccolto tre ulteriori appelli per la liberazione di tutti gli ostaggi e il trattamento umano per tutti i sequestrati. Gli appelli sono firmati dal 'Fronte del lavoro islamico' - il più importante movimento islamico giordano, sostiene il segretario dell'Unione Hamza R. Picardo, «molto influente in tutta l'area, Iraq compreso» - la 'Lega degli intellettualì e l' 'Associazione dei laureati giordani in Italia'.

    BERLUSCONI RINGRAZIA IL RE DI GIORDANIA - «Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha ringraziato il re di Giordania Abdallah per l'assistenza che le autorità giordane stanno fornendo per facilitare la sollecita liberazione» di Simona Pari e Simona Torretta. È quanto scritto nel comunicato che ha fatto seguito all'incontro di martedì a Roma tra il premier italiano ed il Sovrano ashemita. Berlusconi ed Abdallah hanno tra l'altro confermato l'impegno nella lotta al terrorismo.

    da: www.corriere.it

  2. #22
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    Sto incrociando le dita, spero che sia tutto vero.
    Si faccia tacere Berlusconi, comunque. Qualcuno gli ficchi una matita in gola.

  3. #23
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    LIBERE!

  4. #24
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    Mercoledi, 29 Settembre 2004 Bookmark Stampa


    --------------------------------------------------------------------------------

    Un Paese solido, un Premier capace
    di Arturo Diaconale


    La soddisfazione e la gioia per la liberazione delle due Simone sono scontate. Mai il paese è stato così unito, nella sua opinione pubblica e nei suoi rappresentanti politici, nel timore e nella speranza per la sorte delle due ragazze. E mai c’è stata una così significativa unione di sentimenti per la conclusione positiva del rapimento delle nostre connazionali in Iraq. Ma la reazione immediata di felicità per il ritorno in patria delle due volontarie non chiude questo capitolo. Ai sentimenti vanno aggiunte delle valutazioni meno istintive. Ed è bene che queste valutazioni vengano espresse a caldo. Per impedire che le inevitabili strumentalizzazioni politiche possano inquinarle e condizionarle.

    La prima considerazione è che il paese, nel suo complesso, si è comportato molto meglio di quanto nessuno avrebbe mai potuto immaginare. Il segnale che gli italiani sono decisamente più solidi e più affidabili di quanto essi stessi non ne siano consapevoli si era già avuta dopo la strage di Nassirya. Allora ci fu una prova di forza dell’intera società italiana, adesso la prova è stata di compostezza. Ed ha riguardato le famiglie delle rapite, i loro amici, i cittadini comuni, i politici vicini alla loro organizzazione “Un ponte per…”, cioè quelli dell’opposizione.

    La seconda considerazione si riferisce ai diplomatici, i servizi di sicurezza, il governo ed i suoi massimi responsabili. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha ringraziato il sottosegretario Gianni Letta per l’impegno speso nel coordinamento delle complesse attività ed iniziative che hanno portato alla liberazione di Simona Torretta e Simona Pari. E mai ringraziamento è stato tanto generoso quanto meritato. Ma bisogna riconoscere che Gianni Letta non è stato solo. L’intero governo può legittimamente congratularsi con se stesso per il positivo epilogo della vicenda.

    Chi avrebbe mai attribuito alle nostre autorità la capacità di condurre una trattativa con abilità, riserbo, prudenza, senza jattanza ed, anzi, in stretto collegamento informativo con l’opposizione? Sembrava che solo qualche governo di qualche fortunato paese straniero fosse in grado di compiere miracoli del genere. Invece il miracolo è stato compiuto dal nostro governo. E se si aggiunge a quello della liberazione degli altri tre ostaggi diventa un vero e proprio record mondiale.

    La terza valutazione, infine, riguarda Silvio Berlusconi. Da domani i suoi contestatori ed avversari politici torneranno a criticarlo. Ma oggi anche loro debbono dare atto al Cavaliere di aver fornito una grande prova di coraggio, sicurezza e senso della misura. Qualcuno, magari uno di quelli che in estate si sono stracciati le vesti per la bandana, ora dirà che Berlusconi è fortunato. Sarà pure fortuna. Ma beato il paese che può contare su un Premier fortunato capace di evitare giornate di lutto e favorire momenti di gioia!


    Arturo Diaconale

  5. #25
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    Citazione da Intervento Principale di by Paolo Arsena



    LIBERE!
    L' Iraq è un paese occupato e devastato dalla coalizione "umanitaria", che non solo ha fatto scempio di ogni diritto internazionale, ma che continua a massacrare a suon di bombe la popolazione irachena. Vengono sterminate intere famiglie che non accettano sul loro territorio la presenza di truppe straniere che vanno lì con il solo scopo di impadronirsi delle risorse petrolifere, ma ci viene detto che sono tutte famiglie di terroristi, di Al Qaida e di quello Al Zarqawi che ha sostituito, nell' immaginario collettivo creato dai mass-media di regime, bin Laden!
    Le varie organizzazioni umanitarie hanno in questo contesto un ruolo ben delineato. In primo luogo, quello di facilitare il compito degli invasori stranieri, ponendosi come "cuscinetto" tra la popolazione e la resistenza irachena, per disarticolarne le sinergie.
    Certamente nelle ong ci sono persone che operano in buona fede e per spirito di solidarietà (come le due Simone), ma se cominciano a pestare i piedi, vengono rapite da misteriose e fantomatiche organizzazioni che puzzano di servizi segreti americani-iracheni lontano un miglio. Eh sì, tanto per ricordargli che lo scopo prioritario di queste ong deve restare quello di affiancare l' opera degli invasori americani, facilitandone il compito.
    Va comunque rimarcato l' appello delle due Simone: via le truppe italiane dall' Iraq!
    Lucio Sergio Catilina

  6. #26
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    Non che la situazione sul rapimento delle due Simone sia chiara. Non lo è affatto. Ma le tue supposizioni sono sempre più ardite e, sinceramente, mi lasciano alquanto scettico.
    Quanto al ritiro delle truppe, si tratta di un disco che ha fatto il suo tempo, ed oggi comincia a gracchiare.
    Bisogna essere realisti. Oggi non ha più senso abbandonare l'Iraq a se stesso. Anche perché, volenti o nolenti, abbiamo contribuito alla creazione di questo casino, e andarsene oggi significherebbe solo lavarsene le mani irresponsabilmente.

    Se la sinistra fosse stata più energica e convinta delle proprie ragioni, avrebbe sostenuto senza sbandamenti il ritiro finché sarebbe stato utile a far cambiare atteggiamento all'intera coalizione. Avrebbe potuto rivendicare a gran voce le proprie ragioni, senza essere tacciata di ambiguità.
    Oggi che comunque la destra ha clamorosamente perso la faccia in Iraq, sarebbe irresponsabile infierire sulla pelle del popolo iracheno. Cerchiamo di arrivare a queste benedette elezioni. Vediamo che succede, poi decideremo che posizione prendere sulle truppe. Parlare adesso di ritiro sarebbe solo il riflesso di una miopia da orticello. Un'opportunistica vigliaccata dalle gambe corte.

  7. #27
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    Predefinito Comunicato stampa

    “Apprendo ora che gli ostaggi italiani sono stati liberati”. A nome dei Repubblicani Europei e mio personale, dichiara la Sbarbati, esprimo soddisfazione per l’esito positivo di questa drammatica vicenda che ci ha coinvolti perché per la prima volta si colpivano le donne in una realtà in cui sono inviolabili. La grande dignità con la quale le famiglie hanno vissuto questi giorni – prosegue la Sbarbati – è stata un grande esempio di civiltà e di rispetto per le istituzioni cui hanno affidato l’esito della trattativa.
    In una situazione delicata come quella che vive la forza multinazionale in Iraq, di estrema incertezza e di rappresaglia, conclude la Sbarbati, in cui vengono colpiti quanti sono impegnati a portare aiuti alla popolazione civile e che spesso ha minacciato gli addetti all’informazione, è confortante sapere che la diplomazia e la mediazione condotta ad ogni livello possibile, anche del dialogo interreligioso, hanno affermato la supremazia della ragione sulla forza.

  8. #28
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    Predefinito Re: Comunicato stampa

    Citazione da Intervento Principale di by Alberich
    è confortante sapere che la diplomazia e la mediazione condotta ad ogni livello possibile, anche del dialogo interreligioso, hanno affermato la supremazia della ragione sulla forza.
    No, qualcosa non quadra in questa storia. Il rapimento era "anomalo" fin dall' inizio, ma l' epilogo è addirittura stravagante. Vista poi la poca trasparenza di tutta questa vicenda, potremmo consigliare la Ong "Un ponte per...", di modificare il suo nome in "Un tunnel per...", sarebbe certamente più appropriato a descrivere la storia.
    Bisognerebbe aprire un dibatitto: chi sono le famose Ong? Cosa ci fanno in Iraq (e non solo lì)? Da chi sono finanziate e perchè?
    Ma tanto lo so: gli interrogativi rimasti ancora aperti, la verità sui mandanti del rapimento, su quanto svolto dai servizi segreti, sul reale ruolo delle italiane e delle Ong nel Paese andranno a finire nel "buco nero" in cui gli amricani hanno trasformato il nuovo Iraq. Seppelliti dalla sabbia del deserto, insieme alle domande rimaste senza risposta sulla fine di Baldoni, sul sequestro dei quattro mercenari italiani e sul ritrovamento dei resti del corpo di Quattrocchi, la cui identità ancora oggi non è stata realmente accertata.
    Lucio Sergio Catilina

  9. #29
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    Il Rutelli d'Oltreoceano
    Mandato da harrypi Giovedì, 07 Ottobre 2004, 18:08.
    Da Legnostorto


    Deplora la posizione dell’avversario sull’Iran, ritenendo che le sanzioni unilaterali al paese islamico non vadano ridotte, ma debbano essere inasprite.Lamenta che il 90% dei costi e delle vittime siano americani: e aggiunge che bisognerebbe dividere questo impegno con gli alleati (quindi più vittime e più soldi europei in Iraq). Ribadisce però che questa divisione degli sforzi non corrisponderebbe alla cessione del comando delle operazioni, che rimarrebbe comunque nelle mani americane.Sostiene che in Iraq si debba accrescere il contingente militare, altro che ridurlo.Parole di un falco neocon? No, parole di John Edwards, nel dibattito di Cleveland con il suo avversario Dick Cheney. Chissà cosa ne penseranno Fassino e Rutelli che lo appoggiano (ricordate? Erano esultanti alla convenzione democratica ad applaudire ogni sospiro dei candidati democratici): all’improvviso dovranno spiegare agli italiani che dobbiamo spendere più soldi per mandare altre truppe in Iraq (magari aumentando le tasse per finanziare l’operazione)

 

 
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