Sul rapimento delle due donne volontarie italiane a Baghdad ho qualcosa da dire.
L' ufficio della Ong cui appartengono sorge in un' area centrale della capitale irachena, a pochi minuti dall' Hotel Palestine, luogo di ritrovo della stampa estera ben sorvegliato.
Come può un gruppone di venti uomini armati di tutto punto e viaggianti su due fuoristrada correre il rischio di condurre un grosso rapimento in pieno giorno, in una città presidiata dai tanks americani, con il pericolo di essere subito neutralizzato? Può, se si tratta di un gruppone legato ai nuovi servizi di sicurezza iracheni, che si presenta all' ingresso citando il nome di Iyad Allawi, il primo ministro fantoccio...
Anche quest' azione, che non ha avuto nessuna risonanza sui mezzi di informazione in Iraq (dove solo ieri sono state massacrate più di cento persone- tutte terroristi?- tra Baghdad e Falluja dagli americani), sembra ideata apposta per dare la stura alla grancassa del circo mediatico occidentale.
La data delle elezioni si avvicina, il pericolo di amare sorprese nelel urne per i collaborazionisti anche. Tuttavia maggiore sarà l' insicurezza in Iraq, maggiori saranno gli alibi per rinviare le elezioni "minacciate dal terrorismo". Più a lungo resterà un potere collaborazionista totalmente delegittimato, tanto più resteranno le truppe di occupazione straniere a sostenerlo.




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