E tu come fai a sapere che è vera? Ci sei stato?In origine postato da Augustinus
E tu come fai a sapere che sia "falsa"????


E tu come fai a sapere che è vera? Ci sei stato?In origine postato da Augustinus
E tu come fai a sapere che sia "falsa"????


No. In primo luogo abbiamo la Rivelazione Divina, poi la ragione ci suggerisce che esiste e poi ne abbiamo le prove storiche e mistiche.In origine postato da Il_Siso
E tu come fai a sapere che è vera? Ci sei stato?![]()
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Come al solito voi clerici clericali per darla a bere al prossimo tirate fuori balle mistiche! Abbiamo la "Rivelazione Divina" (lettera maiuscola, per carità, non sia mai che....).... Ma chi ce l'ha questa "rivelazione" e in che consiste, prego? Lei, monsignore, ne à stato gratificato? Io no: perché? E neanche l'aborigeno australiano. E neanche gli iraqueni martoriati, neanche quel ribelle peccatore di Fidel.....perché, monsignore? E perché anche Bush ce l'ha e anche quello stronzo del Nano? E il Papa? Siamo sicuri sicuri che ce l'abbia?In origine postato da Augustinus
No. In primo luogo abbiamo la Rivelazione Divina, poi la ragione ci suggerisce che esiste e poi ne abbiamo le prove storiche e mistiche.![]()
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Non tiriamo in ballo la ragione che è proprio quella che vi manca nel modo più assoluto! Infatti è proprio la ragione non a suggerirci, ma a convincerci che le vostre, monsignore sono tutte fandonie o meglio CAZZATE. (lampu! no s'hat a arrennegare de aberu cussu chi naran ch'est in su chelu?!.... ).
Le prove storiche? Fare un esempio, please...
Le prove mistiche ? Signori, sempre più difficile! Mostratecene una, please!
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Qualcuno si chiederà perché chiudo il mio messaggio con quella faccia arrabbiata....ma è semplice: perché odio gli STUPIDI e la STUPIDITA'!


E ALLORA SUICIDATI!!!In origine postato da sosunturzos
Qualcuno si chiederà perché chiudo il mio messaggio con quella faccia arrabbiata....ma è semplice: perché odio gli STUPIDI e la STUPIDITA'!


Io non ho avuto nessuna rivelazione divina e la ragione mi suggerisce tutt'altro. Come la mettiamo?In origine postato da Augustinus
No. In primo luogo abbiamo la Rivelazione Divina, poi la ragione ci suggerisce che esiste e poi ne abbiamo le prove storiche e mistiche.![]()
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Lo so, lo so...sono una povera infelice che non ha mai visto la luce...![]()


Flora, ma che fai, cambi avatar ogni due settimane? E poi sempre più bello....In origine postato da Flora
Io non ho avuto nessuna rivelazione divina e la ragione mi suggerisce tutt'altro. Come la mettiamo?![]()
Lo so, lo so...sono una povera infelice che non ha mai visto la luce...![]()
......
Non ci pensare a come "la dobbiamo mettere", già ci son loro - gli illuminati - che sanno come metterla (la supposta ) agli sprovveduti e ai creduloni.


infatti se apri la bocca te ne do subito una.In origine postato da sosunturzos
Non ci pensare a come "la dobbiamo mettere", già ci son loro - gli illuminati - che sanno come metterla (la supposta ) agli sprovveduti e ai creduloni.![]()


Flo, leggiti Kant...In origine postato da Flora
Io non ho avuto nessuna rivelazione divina e la ragione mi suggerisce tutt'altro. Come la mettiamo?![]()
Lo so, lo so...sono una povera infelice che non ha mai visto la luce...![]()
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In origine postato da sosunturzos
Flora, ma che fai, cambi avatar ogni due settimane? E poi sempre più bello....
......
Non ci pensare a come "la dobbiamo mettere", già ci son loro - gli illuminati - che sanno come metterla (la supposta ) agli sprovveduti e ai creduloni.![]()
Sono irrequieta e lo cambio ogni volta che un'immagine colpisce la mia fantasia....questo è un dono di Dreyer, lo ha visto ed ha pensato a me. Quando vuole sa essere molto dolce.![]()
Sul resto, ineccepibile...![]()


Già ... il minimo che puoi fare è lanciare offese a destra ed a manca.In origine postato da sosunturzos
Come al solito voi clerici clericali per darla a bere al prossimo tirate fuori balle mistiche! Abbiamo la "Rivelazione Divina" (lettera maiuscola, per carità, non sia mai che....).... Ma chi ce l'ha questa "rivelazione" e in che consiste, prego? Lei, monsignore, ne à stato gratificato? Io no: perché? E neanche l'aborigeno australiano. E neanche gli iraqueni martoriati, neanche quel ribelle peccatore di Fidel.....perché, monsignore? E perché anche Bush ce l'ha e anche quello stronzo del Nano? E il Papa? Siamo sicuri sicuri che ce l'abbia?
Non tiriamo in ballo la ragione che è proprio quella che vi manca nel modo più assoluto! Infatti è proprio la ragione non a suggerirci, ma a convincerci che le vostre, monsignore sono tutte fandonie o meglio CAZZATE. (lampu! no s'hat a arrennegare de aberu cussu chi naran ch'est in su chelu?!.... ).
Le prove storiche? Fare un esempio, please...
Le prove mistiche ? Signori, sempre più difficile! Mostratecene una, please!
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Qualcuno si chiederà perché chiudo il mio messaggio con quella faccia arrabbiata....ma è semplice: perché odio gli STUPIDI e la STUPIDITA'!
Comunque, che ti piaccia o no l'Inferno esiste. E' difficile dire di queste fiamme. Senz'altro, però, le pene dell'Inferno hanno due caratteri: sono pene di danno (in quanto l'anima dannata ha perso eternamente il sommo Bene, cioè Dio) e sono, al contempo, pene di senso (in quanto l'anima prima e poi, alla resurrezione dei corpi, anche questi, sentono, avvertono davvero un dolore, una sofferenza oserei dire "sensibile"). Ma il discorso si fa assai complesso. Noi sappiamo per fede (in quanto rivelato) che esiste e tuttavia anche la ragione può intuirne l'esistenza. Lo stesso Voltaire, filosofo empio, nella sua opera del 1752, “La legge naturale” (La loi naturelle), ad esempio, ebbe il buon senso di scrivere: "Se tutto il creato ci dimostra l'esistenza di un Ente infinitamente sapiente, la nostra ragione ci dice che deve pur essere infinitamente giusto. Ma come potrebbe essere tale se non sapesse né ricompensare né punire? Il dovere di ogni sovrano è di castigare le azioni cattive e di premiare quelle buone. Volete che Dio non faccia ciò che la stessa giustizia umana sa fare?".
Questo il filosofo illuminista (miscredente e decisamente anticlericale) lo aveva intuito poichè ogni uomo concorda nell'ammettere che a chi fa il bene spetta un premio e a chi fa un male spetta il castigo. Allo studente volonteroso spetta la promozione, allo svogliato (se preferisci al "ciuccio") la bocciatura. Al soldato coraggioso si consegna la medaglia al valor militare, al disertore è riservato il carcere. Il cittadino onesto è premiato col riconoscimento dei suoi diritti, il delinquente va colpito con una giusta punizione. Dunque, la nostra ragione non è contraria ad ammettere il castigo per i colpevoli. Dio è giusto, anzi, è la Giustizia per essenza. Il Signore ha dato agli uomini la libertà, ha impresso nel cuore di ognuno la legge naturale, che impone di fare il bene e di evitare il male. Ha dato anche la legge positiva, compendiata nei Dieci Comandamenti. È mai possibile che il Legislatore Supremo dia dei Comandamenti e poi non si curi se vengono osservati o calpestati?
Quanto alla Divina Rivelazione - precisato che s'intende per tale la Sacra Scrittura e la Santa Tradizione della Chiesa - il Signore Gesù in diverse occasioni ha parlato dell'Inferno, come luogo di perdizione, dove vi è pianto e stridore di denti.
Gli episodi storici, poi, sono innumerevoli e ti suggerisco anche, se ti è possibile, quando vai a Roma, visita il Museo delle Anime del Purgatorio, lungotevere Prati, 12, presso Chiesa del Sacro Cuore del Suffragio (06.68806517), bella chiesetta in stile neogotico ... Troverai dei reperti ... interessanti ... che ti potranno dire molte cose sull'Inferno, che è realtà esistente, e sul Diavolo (ed i suoi seguaci). Non ti voglio dire nulla. Visitalo ... se non temi smentite alle tue teorie ...
Comunque, per non lasciarti proprio al secco, ti indico solo alcuni episodi significativi, tutti accertati storicamente.
Il primo si svolse a Napoli. Tutti sanno che la Chiesa, prima di elevare qualcuno agli onori degli altari e dichiararlo "Santo", esamina attentamente la sua vita e specialmente i fatti più strani e insoliti. Il seguente episodio fu inserito nei processi di canonizzazione di San Francesco di Girolamo, celebre missionario della Compagnia di Gesù, vissuto nel XVII-XVIII sec. Un giorno questo sacerdote predicava a una gran folla in una piazza di Napoli. Una donna di cattivi costumi, di nome Caterina, abitante in quella piazza, per distrarre l'uditorio durante la predica, dalla finestra cominciò a fare schiamazzi e gesti spudorati. II Santo dovette interrompere la predica perché la donna non la smetteva più, ma tutto fu inutile. Il giorno dopo il Santo ritornò a predicare sulla stessa piazza e, vedendo chiusa la finestra della donna disturbatrice, domandò cosa fosse capitato. Gli fu risposto: "È morta questa notte improvvisamente". La mano di Dio l'aveva colpita. "Andiamo a vederla", disse il Santo. Accompagnato da altri entrò nella camera e vide il cadavere di quella povera donna disteso. II Signore, che talvolta glorifica i suoi Santi anche con i miracoli, gli ispirò di richiamare in vita la defunta. San Francesco di Girolamo guardò con orrore il cadavere e poi con voce solenne disse: "Caterina, alla presenza di queste persone, in nome di Dio, dimmi dove sei!". Per la potenza del Signore si aprirono gli occhi di quel cadavere e le sue labbra si mossero convulse: "All'inferno!... Io sono per sempre all'inferno!".
Un altro episodio simile capitò a Roma e di esso ne parlò la stampa dell'epoca. Siamo nel 1873, in pieno anticlericalismo massonico imperante, verso la metà di agosto, una delle povere ragazze che vendevano il loro corpo in una casa di tolleranza si ferì a una mano. Il male, che a prima vista sembrava leggero, inaspettatamente si aggravò, tanto che quella povera donna fu trasportata urgentemente all'ospedale, dove morì poco dopo. In quel preciso momento, una ragazza che praticava lo stesso "mestiere" nella stessa casa, e che non poteva sapere ciò che stava avvenendo alla sua "collega" finita all'ospedale, cominciò a urlare con grida disperate, tanto che le sue compagne si svegliarono impaurite. Per le grida si svegliarono anche alcuni abitanti del quartiere e ne nacque uno scompiglio tale che intervenne la questura. Cos'era successo? La compagna morta all'ospedale le era apparsa, circondata di fiamme, e le aveva detto: "Io sono dannata! E se non vuoi finire anche tu dove sono finita io, esci subito da questo luogo di infamia e ritorna a Dio!". Nulla poté calmare l'agitazione di quella ragazza, tanto che, appena spuntata l'alba, se ne partì lasciando tutte le altre nello stupore, specialmente non appena giunse la notizia della morte della compagna avvenuta poche ore prima all'ospedale. Poco dopo, la padrona di quel luogo infame, che era una garibaldina esaltata, si ammalò gravemente e, ben ricordando l'apparizione della ragazza dannata, si convertì e chiese un sacerdote per poter ricevere i santi Sacramenti. L'autorità ecclesiastica incaricò della cosa un degno sacerdote, Mons. Sirolli, che era il parroco di San Salvatore in Lauro. Questi richiese all'inferma, alla presenza di più testimoni, di ritrattare tutte le sue bestemmie contro il Sommo Pontefice e di esprimere il proposito fermo di mettere fine all'infame lavoro che aveva fatto fino allora. Quella povera donna morì, pentita, con i conforti religiosi. Tutta Roma conobbe ben presto i particolari di questo fatto. Gli incalliti nel male, com'era prevedibile, si burlarono dell'accaduto; i buoni, invece, ne approfittarono per diventare migliori.
Un altro episodio - anche questo salito agli onori della cronaca - si svolse a Londra. Viveva in quella città, nel 1848, una vedova di ventinove anni, ricca e molto corrotta. Tra gli uomini che frequentavano la sua casa, c'era un giovane lord di condotta notoriamente libertina. Una notte quella donna era a letto e stava leggendo un romanzo per conciliare il sonno. Appena spense la candela per addormentarsi, si accorse che una luce strana, proveniente dalla porta, si diffondeva nella camera e cresceva sempre più. Non riuscendo a spiegarsi il fenomeno, meravigliata spalancò gli occhi. La porta della camera si aprì lentamente ed apparve il giovane lord, che era stato tante volte complice dei suoi peccati. Prima che essa potesse proferire parola, il giovane le fu vicino, l'afferrò per il polso e disse: "C'è un inferno, dove si brucia!". La paura e il dolore che quella povera donna sentì al polso furono così forti che svenne all'istante. Dopo circa mezz'ora, ripresasi, chiamò la cameriera la quale, entrando nella stanza, sentì un forte odore di bruciato e constatò che la signora aveva al polso una scottatura così profonda da lasciar vedere l'osso e con la forma della mano di un uomo. Notò anche che, a partire dalla porta, sul tappeto c'erano le impronte dei passi di un uomo e che il tessuto era bruciato da una parte all'altra. Il giorno seguente la signora apprese che la stessa notte quel giovane lord era morto. Questo episodio è narrato da Gaston De Sègur che così commenta: "Non so se quella donna si sia convertita; so però che vive ancora. Per coprire agli sguardi della gente le tracce della sua scottatura, sul polso sinistro porta una larga fascia d'oro in forma di braccialetto che non toglie mai e per questo particolare viene chiamata la signora del braccialetto".
Infine, riporto quanto riferito da un degno uomo di fede, amico di Lorenzo de' Medici, il domenicano S. Antonino Pierozzi.
Egli era Arcivescovo di Firenze e famoso per la sua pietà e dottrina. Nei suoi scritti narra un fatto, verificatosi ai suoi tempi, verso la metà del XV secolo, che seminò grande sgomento nell'Italia settentrionale. All'età di diciassette anni, un ragazzo aveva tenuto nascosto in Confessione un peccato grave che non osava confessare per vergogna. Nonostante questo si accostava alla Comunione, ovviamente in modo sacrilego. Tormentato sempre più dal rimorso, invece di mettersi in grazia di Dio, cercava di supplire facendo grandi penitenze. Alla fine decise di farsi frate. "Là - pensava - confesserò i miei sacrilegi e farò penitenza di tutte le mie colpe". Purtroppo, il demonio della vergogna riuscì anche là a non fargli confessare con sincerità i suoi peccati e così trascorsero tre anni in continui sacrilegi. Neanche sul letto di morte ebbe il coraggio di confessare le sue gravi colpe. I suoi confratelli credettero che fosse morto da santo, perciò il cadavere del giovane frate fu portato in processione nella chiesa del convento, dove rimase esposto fino al giorno dopo. Al mattino, uno dei frati, che era andato a suonare la campana, tutto a un tratto si vide comparire davanti il morto circondato da catene roventi e da fiamme. Quel povero frate cadde in ginocchio spaventato. II terrore raggiunse il culmine quando sentì: "Non pregate per me, perché sono all'inferno!"... e gli raccontò la triste storia dei sacrilegi. Poi sparì lasciando un odore ripugnante che si sparse per tutto il convento. I superiori fecero portare via il cadavere senza i funerali.
Sant'Alfonso Maria De' Liguori, Vescovo e Dottore della Chiesa, e quindi particolarmente degno di fede, riporta il seguente episodio.
Quando l'università di Parigi si trovava nel periodo di maggior splendore, uno dei suoi più celebri professori morì improvvisamente. Nessuno si sarebbe immaginato la sua terribile sorte, tanto meno il Vescovo di Parigi, suo intimo amico, che pregava ogni giorno in suffragio di quell'anima. Una notte, mentre pregava per il defunto, se lo vide apparire davanti in forma incandescente, col volto disperato. II Vescovo, compreso che l'amico era dannato, gli rivolse alcune domande; gli chiese tra l'altro: "All'inferno ti ricordi ancora delle scienze per le quali eri così famoso in vita?". "Che scienze... che scienze! In compagnia dei demoni abbiamo ben altro a cui pensare! Questi spiriti malvagi non ci danno un momento di tregua e ci impediscono di pensare a qualunque altra cosa che non siano le nostre colpe e le nostre pene. Queste sono già tremende e spaventose, ma i demoni ce le inaspriscono in modo da alimentare in noi una continua disperazione!"
Infine, ecco un altro fatto sconvolgente, avvenuto alla presenza di migliaia di testimoni ed esaminato in tutti i particolari dai dottissimi Bollandisti. Era morto a Parigi il professore della Sorbona Raimond Diocré. Nella chiesa di Nòtre Dame si svolgevano i solenni funerali. Oltre a molti semplici fedeli vi parteciparono numerosi professori e discepoli del defunto. La salma era collocata nel mezzo della navata centrale, coperta, secondo l'uso di quel tempo, da un semplice velo. Cominciate le esequie, allorché il sacerdote disse le parole del rito: "Rispondimi: quante iniquità e peccati hai...?", si udì una voce sepolcrale uscire da sotto il velo funebre: "Per giusto giudizio di Dio sono stato accusato!". Fu tolto subito il drappo mortuario, ma si trovò il defunto immobile e freddo. La funzione, improvvisamente interrotta, fu subito ripresa fra il turbamento generale. Poco dopo il cadavere si alzò davanti a tutti e gridò con voce ancora più forte di prima: "Per giusto giudizio di Dio sono stato giudicato!". Lo spavento dei presenti giunse al colmo. Alcuni medici si avvicinarono al defunto, ripiombato nella sua immobilità, e constatarono che era veramente morto. Non si ebbe però il coraggio, per quel giorno, di continuare il funerale e si rimandò al domani. Intanto le autorità ecclesiastiche non sapevano che cosa decidere. Alcuni dicevano: "E’ dannato; non è degno delle preghiere della Chiesa!". Altri osservavano: "Non si può essere sicuri che Diocré sia dannato! Ha detto di essere stato accusato e giudicato, ma non condannato". Anche il Vescovo fu di questo parere. II giorno seguente fu ripetuto l'ufficio funebre, ma giunti alla stessa frase prevista dal rito: “Rispondimi...” il cadavere si alzò nuovamente da sotto il velo funebre e gridò: "Per giusto giudizio di Dio sono stato condannato all'inferno per sempre!". Davanti a questa terribile testimonianza, cessarono i funerali e si decise di non seppellire il cadavere nel cimitero comune. Il prodigio era evidentissimo e molti si convertirono. Tra i presenti c'era un certo Brunone, discepolo e ammiratore del Diocré; era già un buon cristiano, ma in quell'occasione decise di lasciare le attrattive del mondo e di darsi alla penitenza. Altri seguirono il suo esempio. Brunone divenne fondatore di un Ordine Religioso, il più rigoroso della Chiesa Cattolica: l'Ordine dei Certosini. In seguito morì da Santo. Chi va oggi a Serra San Bruno, in Calabria, può visitare il monastero fatto costruire dal Santo, ove sono sepolti, tra gli altri, non pochi uomini illustri che hanno lasciato tutto per dedicarsi interamente alla preghiera, al lavoro, all'aspra penitenza e al più rigoroso silenzio. II mondo potrà giudicare pazzi costoro, ma in realtà sono sapienti; seguendo le orme del fondatore, al pensiero dell'inferno, perseverano nella vita di mortificazione per guadagnarsi il paradiso.
Gli episodi si potrebbero moltiplicare. Ma, ti ripeto, se non ha paura per le sue convinzioni, più che mille parole scritte, visita il Museo che ho indicato sopra, a Roma (Orario: 8,30-12,30; 17-19 - rivolgersi in sagrestia). Esso deve la sua origine ad un incendio che si sviluppò il 15 novembre 1897 sull'altare della chiesa, durante una funzione religiosa per le anime del Purgatorio. Alcuni fedeli dissero di aver visto tra le fiamme un volto sofferente, che rimase impresso sulla parete affumicata alla destra dell'altare. In seguito un sacerdote francese, Padre Jouet, rimasto colpito dall'evento, decise di raccogliere stoffe, tavolette, breviari e altri oggetti sacri dove sono visibili impresse delle "strane" impronte delle anime del Purgatorio. Il sacerdote costituì dunque il piccolo museo dopo aver dato la caccia alle reliquie in tutta Europa. Nel corso delle sue ricerche e dei suoi viaggi, Padre Vittore Jonet trovò in particolare numerosissime impronte di fuoco lasciate — specie su teli e assi di legno — da "anime purganti", e le portò tutte a Roma per esporle nella casa adiacente alla chiesa. Qui il pubblico poté liberamente ammirare l’intera, straordinaria collezione fino al 1920, quando Padre Jouet volle effettuare una selezione tra i reperti esposti per eliminare tutti i casi dubbi. Altri pezzi in seguito si sono deteriorati e sono stati tolti, col passare del tempo. Ma il Museo del Purgatorio esiste ancora, anche se i "pezzi" sono ormai soltanto una decina. "Padre Jouet", riferisce Don Lombardi, attuale parroco, "mise insieme la sua raccolta con intenzioni edificanti: ammonire che esiste un Aldilà nel quale saremo chiamati a rispondere delle nostre azioni. Lui era convinto di averne le prove, e col suo "Museo" voleva farle conoscere al maggior numero di persone possibili".