per essere un forum di sondaggi direi che le risposte sono ben articolate![]()
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beh ... le domande richiedevano un'approfondita ed articolata risposta ...In origine postato da pensiero
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Per parlare di cose così importanti, ci vogliono due cose:
1) serietà (e sentire il problema davvero presente nella propria anima)
2) competenza teologica (o, quanto meno, dare una indicazione di quale etica, di quale teologia stiamo parlando: anche all'interno del mondo cristiano, il problema sarebbe risolto con sfumature diverse).
Mi chiedo, inoltre, se sia così necessario fare sondaggi su cose di questo tipo, nelle quali il forumista chiamato a rispondere: 1) se è credente, conosce anche la complessità della feccenda; 2) se non è credente, se ne fotte altamente.
Dunque.............
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Il creato non mi mostra l'esistenza di un essere infinitamente sapiente, ma qui scivoleremmo in un problema dai contorni kantiani cui è meglio stare lontani. Ammettendo dunque che vi sia, la ragione non mi suggerisce che sia anche infinitamente giusto, al limite lo posso sperare.In origine postato da Augustinus
Se tutto il creato ci dimostra l'esistenza di un Ente infinitamente sapiente, la nostra ragione ci dice che deve pur essere infinitamente giusto. Ma come potrebbe essere tale se non sapesse né ricompensare né punire? Il dovere di ogni sovrano è di castigare le azioni cattive e di premiare quelle buone. Volete che Dio non faccia ciò che la stessa giustizia umana sa fare?
Ponendo che sia anche infinitamente giusto, non ho nessun tipo di rivelazione inconfondibile ed indubbia che mi esponga i criteri di distinzione bene/male, e la ragione - questa volta sì - mi fa presumere che, se qualcuno si prendesse la responsabilità di imporre una dannazione infinita per un peccato, almeno si assicurerebbe che chiunque nasca sia anche perfettamente conscio dell'esistenza di quel peccato e della rispettiva punizione.
Questo quindi non mi spiega perché solo una piccola porzione dell'umanità e per un piccolo lasso di tempo di fronte ai millenni di storia umana sia stato messo davanti - non alla certezza della verità - ma a quella che si presenta alla persona come una sua semplice ed eventuale variante, nonostante le sue pretese di universalità. Allo stesso modo non si capisce perché questo Dio permetta l'esistenza di "codici" di comportamento analoghi che potrebbero e possono mettere in difficoltà l'uomo nella scelta, esistendo al mondo diverse ed infinite religioni.
Come se il codice stradale l'avesse letto solo la polizia e noi non potessimo far altro che girare per strada nella speranza di non combinare nulla di sbagliato e di non oltrepassare i limiti.


Caro Mr.,In origine postato da Mr
Il creato non mi mostra l'esistenza di un essere infinitamente sapiente, ma qui scivoleremmo in un problema dai contorni kantiani cui è meglio stare lontani. Ammettendo dunque che vi sia, la ragione non mi suggerisce che sia anche infinitamente giusto, al limite lo posso sperare.
Ponendo che sia anche infinitamente giusto, non ho nessun tipo di rivelazione inconfondibile ed indubbia che mi esponga i criteri di distinzione bene/male, e la ragione - questa volta sì - mi fa presumere che, se qualcuno si prendesse la responsabilità di imporre una dannazione infinita per un peccato, almeno si assicurerebbe che chiunque nasca sia anche perfettamente conscio dell'esistenza di quel peccato e della rispettiva punizione.
Questo quindi non mi spiega perché solo una piccola porzione dell'umanità e per un piccolo lasso di tempo di fronte ai millenni di storia umana sia stato messo davanti - non alla certezza della verità - ma a quella che si presenta alla persona come una sua semplice ed eventuale variante, nonostante le sue pretese di universalità. Allo stesso modo non si capisce perché questo Dio permetta l'esistenza di "codici" di comportamento analoghi che potrebbero e possono mettere in difficoltà l'uomo nella scelta, esistendo al mondo diverse ed infinite religioni.
Come se il codice stradale l'avesse letto solo la polizia e noi non potessimo far altro che girare per strada nella speranza di non combinare nulla di sbagliato e di non oltrepassare i limiti.
perchè mai il creato non mostrerebbe l'esistenza di un Essere infinitamente sapiente? Nulla può essere frutto del caso o del caos. Tutto ha un preciso ordine, dall'infinitamente grande all'infinitamente piccolo. Il negare ciò sarebbe un po' come ammettere che, trovando un orologio digitale in pieno deserto, esso si sia creato "per caso", con il semplice agire di forze fisiche o chissà che altro. Discorso assurdo (per incidens, coloro che non credono, pur di negare l'esistenza di questo Essere, son disposti pure ad andare dietro alla favole ...).
Questo Essere è infinitamente Giusto e Sapiente (la Sapienza non è altro che il saper giudicare le cose "dall'alto"; lo stolto, infatti, è colui che valuta le cose "dal basso", cioè non andando al di là del proprio naso ...). La prova?
Queste sono qualità che l'uomo possiede in grado limitato. Siccome il limite è proprio delle realtà finite, vi deve essere una Realtà che è, per sua natura, Infinita. E, dunque, vi sarà un Essere che possiede quelle qualità in grado infinito, che abbia un senso di giustizia in grado infinito, un grado di bellezza infinito, ecc. E se è giusto, allora, non potrà fare a meno di premiare i buoni e punire i malvagi.
Poi dici "non ho nessun tipo di rivelazione inconfondibile ed indubbia che mi esponga i criteri di distinzione bene/male". Ma stai scherzando? Tu non puoi fare ciò che vuoi; la libertà umana cessa liddove venga a toccare la libertà altrui: e questo non perchè lo dice una legge positiva. Tutti gli uomini, di tutte le epoche storiche, e di tutto il mondo, anche se a sommi capi, hanno sempre avuto la percezione di ciò che è giusto e di ciò che non lo è: basti pensare a certi crimini come l'omicidio, il furto, ecc. E tutte queste non rappresentano un codice etico?
Ma se esiste un codice etico, vorrà dire che esiste anche la sanzione in caso di una sua violazione; sanzione che non potrà essere solamente giuridica o sociale (la riprovazione), ma anche morale; una sanzione che riguarderà il reo e colui che ha posto quel Codice, cioè Dio (infatti, il codice etico non è posto dall'uomo, perchè connaturale all'uomo e ciò significa che è stato posto da un Altro nel cuore dell'uomo).
Tu ti domandi "perché questo Dio permetta l'esistenza di "codici" di comportamento analoghi che potrebbero e possono mettere in difficoltà l'uomo nella scelta, esistendo al mondo diverse ed infinite religioni".
E' vero le religioni sono tante, ma nondimeno esistono dei germi di verità, certo, non sufficienti alla piena salvezza, ma che, comunque, sono religioni naturali (non rivelate), cioè secondo i precetti del diritto naturale. Per questo, la Chiesa ha da sempre insegnato che se una persona di un'altra fede, senza sua colpa, segue i dettami della sua fede, vivendo secondo i dettami del diritto naturale (honestae vivere, suum cuique tribuere, neminem laedere ... secondo la sintesi compiuta dai Romani), sebbene non conseguirà la salvezza piena (il paradiso), nondimeno Dio non la priverà di un premio.
Quindi, nessuna difficoltà. Non so se sono riuscito a rendere l'idea.![]()


Non si può dire che manchi loro la parola. Più sono fantastici e bugiardi e più sproloquiano. O non sarà invece che il Dio in cui fanno vedere che credono , rinunciando alla ragione, oltre ad aver conferito loro - per meriti speciali? - la Divina Rivelazione, ha fatto loro dono anche della logorrea?In origine postato da Augustinus
Già ... il minimo che puoi fare ......averne le prove, e col suo "Museo" voleva farle conoscere al maggior numero di persone possibili".
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P.S.: una elencazione di horror inventati appositamente per terrorizzare il genere umano non costituiscono prove!




Incredibile! e quali sarebbero i "meriti" di coloro che "credono" e i demeriti di coloro che senza loro colpa non credono, per far meritare il paradiso agli uni e far negare la salvezza piena agli altri?In origine postato da Augustinus
Caro Mr.,
E' vero le religioni sono tante, ma nondimeno esistono dei germi di verità, certo, non sufficienti alla piena salvezza, ma che, comunque, sono religioni naturali (non rivelate), cioè secondo i precetti del diritto naturale. Per questo, la Chiesa ha da sempre insegnato che se una persona di un'altra fede, senza sua colpa, segue i dettami della sua fede, vivendo secondo i dettami del diritto naturale (honestae vivere, suum cuique tribuere, neminem laedere ... secondo la sintesi compiuta dai Romani), sebbene non conseguirà la salvezza piena (il paradiso), nondimeno Dio non la priverà di un premio.
Più parlano costoro e più il loro linguaggio suona falso come un soldo bucato ed ipocrita, frutto di una dialettica sviluppata per secoli al solo fine di mantenere il potere sul popolo sottoposto alla religione cristiana!


Logiche le considerazioni di Skeptus, profonde le argomentazioni di Augustinus, inquietante la discussione avviata da Mr (cito: "....perché solo una piccola porzione dell'umanità e per un piccolo lasso di tempo di fronte ai millenni di storia umana sia stato messo davanti - non alla certezza della verità - ma a quella che si presenta alla persona come una sua semplice ed eventuale variante, nonostante le sue pretese di universalità....."In origine postato da Thomas Aquinas
Qui ci divertiamo giocando a fare Dio![]()
Sarà Lui a giudicare, con la sua giustizia ineffabile,
che non comprendiamo mai a fondo,
e della quale possiamo parlare solo per analogia.
Sensatissimo, però, mi par proprio il pensiero di Thomas.
Il trhread, infatti, assomiglia tanto ad una passerella di dei. Quelli che, perchè credenti, si sentono tali, tali al punto da dimenticarsi d'essere ancora solo uomini e quelli che, perchè non credenti, sentono semplicemente se stessi quale dio.