In Origine Postato da McManus
Premesso che con quell'AVETE rivolto a me manchi clamorosamente il bersaglio, dal momento che - contravvenendo pure a quello che chiedeva il movimento di cui sono militante da 13 anni - mi sono rifiutato di andare a votare un candidato berluscone che non mi rappresentava e sono andato al mare, cosa che penso di fare anche in futuro se non dovessi trovare un'alternativa alle due facce della stessa medaglia. Quindi colpo mancato.
Sulle ragioni per le quali accomuno SIA i votanti pro SIA i non votanti nella stessa categoria non mi va proprio di tornarci su; l'ho ripetuto migliaia di volte.
Nel merito della satira, il motivo per cui mi piace Corrado Guzzanti e non mi piace sua sorella è proprio per il fatto che il primo è "leggero" (nei toni, non nei contenuti) mentre la seconda - soprattutto da Raiot in poi - sceglie la grevità dell'invettiva, che sta alla satira come il kalasnhikov sta al fioretto. Per non parlare dell'indecente sua "satira" contro la Fallaci. Se qualcuno avesse fatto satira contro il pur rimbecillito Enzo Biagi dandogli del malato di Alzheimer l'avrei trovato ugualmente di pessimo gusto… Certo, poi satireggiare D'Alema come faceva la Guzzanti è molto simile (per "incisività", non per contenuti) a quanto fa il Bagaglino contro il cdx…
L'uno è un talento puro, l'altra una buona mestierante; entrambi hanno DIRITTO a poter dire la loro.
Fossi in te, poi, non lo tirerei fuori Biagi; né TUTTI gli altri epurati.
La censura praticata da chi si definisce liberale è ANCORA più odiosa.
Se per sua natura, come tu dici, la satira va contro il potente, mi spieghi il motivo per cui tanto si è dibattuto sull'ammutolirsi della satira in generale regnante l'ulivo?
Non ricordo nulla del genere; anzi, il contrario...
E poi, permettimi, un conto è la satira, un conto invitare un autore come Travaglio spacciando per satira la promozione di un libro di presunta documentazione (in realtà scopiazzato dalla stessa fonte cui scopiazzò a suo tempo Parisi su La Padania) contro un personaggio pubblico, senza possibilità di contradditorio, esponendo - secondo la legge della stampa - l'azienda a forti possibilità di dover rifondere il danno per diffamazione?
E, infatti, l'intervista a Travaglio NON era proprio satira; era una denuncia. La satira se la riservava Luttazzi, ma l'intervista all'ospite c'era SEMPRE.
Un giorno o l'altro riuscirò a capire il perchè di questo concetto distorto di satira.
E, per quanto riguarda i contenuti del libro di Travaglio, ben pochi sono riferibili agli speciali de L'Espresso dai quali attinse (lui si!) Max Parisi. Il "materiale" non era nuovissimo SOLO per pochi (me compreso); per la MASSA, invece, erano una novità.
E, comunque, non sono stati MAI smentiti; anzi, si sono avute solo conferme.
Certo, il grave limite del cdx (ve ne sono altri di enormi) è proprio il non avere sviluppato una satira presentabile da opporre a quella schierata dalla presunta parte opposta.
Bisognerebbe esserne capaci, più che altro...
In linea di principio, quanto alla satira a senso unico (cioè schierata) è la stessa cosa che nessuna satira. Perché quando la sua parte di riferimento va al potere, per il semplice fatto che da essa viene dotata di mezzi di comunicazione, diventa automaticamente satira di regime. Quindi nessuna satira.
Ai dialettici.