Cristiano, i tuoi interventi sono i migliori.![]()


Cristiano, i tuoi interventi sono i migliori.![]()


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Chi si dice fascista rifletta.
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tu come ti definisci?


Aspetto che ti definisca tu. Mi incuriosisce di più.
Ciao.
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... l'hanno ripresa anche i DDT per l'avvio di "Il mio Fascismo"... o sbaglio?In origine postato da cristiano72
Il fascismo, molto tempo fa abbiamo pensato che fosse una poesia, la poesia stessa del Ventesimo Secolo.
Io mi dico che ciò non può morire.


Si è la frase prima dell'inizio della canzone.


IL TERMINE ROSSO...E' SEMPRE STATO RIDUTTIVO....In origine postato da Vis Animae
Una figura di grande spessore quella di Ricci, che fa appunto riflettere per le sue concezioni all'avanguardia in quell'essere anti-borghese...Fascista rosso? Direi proprio di no, come ha sottolineato Nolan...non è che ogni volta che si parli di personaggi e pensatori di livello elevato come Bombacci, Ricci, ecc. dobbiamo usare l'aggettivo "rosso".
Premesso che non credo all'anticomunismo come "fede politica", ma sono ad esso contrario per certe linee dottrinali e (soprattutto) per le sue evoluzioni reali e nel nostro Occidente post-bellico.
io stesso che provengo dal mondo Nazionalpopolare...mi sono sempre trovato a contestare coloro i quali mi riducevano a Fascista "rosso"....de chè ??
SEMMAI GRANATA !!!![]()
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C'è in Italia un po' di gente,
gente giovane
e cominciano ormai a
conoscersi e a
contarsi,
gente
che non si sente nata a far da fedelissimo a
nessuno;
che saggia, sonda, sposta la visuale, rasenta a volte l'eresia, e
preferisce lo sbagliarsi al dondolarsi tra gli agevoli schemi;
che parla
un linguaggio proprio, e ha proprie e ben riconoscibili idee;
che considera
il presente unicamente in funzione del futuro; che ha buone gambe e una
tremenda voglia di camminare".
(Berto Ricci)
Berto Ricci e L'Universale
«Fondiamo questo foglio con volontà di agire nella storia italiana, contro la filosofia regnante... abbiamo l'ambizione incredibile di portare la letteratura e l'arte all'altezza del primato».
con queste parole cominciava l’avventura giornalistica dell’”Universale”, bimestrale fiorentino apertasi nel 1931 e conclusasi nel 1935. Principale animatore della rivista fu Berto Ricci, nato a Firenze nel 1905, il quale, dopo una giovanile simpatia per gli ambienti anarchici, aderì al fascismo, imbevuto di dottrine soreliane, a punto tale da essere additato come “bolscevico” dal federale Farinacci nella sua rivista “Il regime fascista”. Poeta, matematico, giornalista, insegnante Berto Ricci si eleva, tra i molti giovani intellettuali che in quel periodo collaboravano a numerose riviste fasciste, a punto tale da essere additato da molti come l’esempio dell’”uomo nuovo”, massimo risultato dell’era fascista. “Maestro di carattere”, come lo ha definito I. Montanelli, il pensiero politico di Ricci si caratterizzò soprattutto per la sua forte opposizione alla borghesia e al liberalismo. Estremo difensore della supremazia della politica sull’economia (“La proprieta' inviolabile e' un dogma liberale non fascista, inglese e non romano: da noi proprietario e' depositario e non altro...[la storia italiana ] e' storia di spogliazioni compiute dallo Stato per il popolo "); sfavorevole al mantenimento, da parte del regime fascista, di stretti rapporti con monarchia e Vaticano; consapevole gia da allora della pericolosità del modello statunitense(tanto da scrivere, con sorprendente anticipo, che “L'antiroma c'e', ma non e' a Mosca. Contro Roma, citta' dell'anima, sta Chicago, capitale del maiale ") ma nemmeno incline a simpatie filo-marxiste (nel 1933, in un “Manifesto Realista” definì il " marxismo incompatibile con la natura umana e soprattutto con la natura italiana ", il pensiero di Ricci è la perfetta sintesi tra la visione “nazional-rivoluzionaria” del fascismo, e i sentimenti di ribellione tipici di gran parte della gioventù fascista di allora, talvolta in aperta polemica con i gerarchi più vicini al potere del palazzo. La netta contrapposizione alla borghesia, nella quale intravedeva già da allora quella che sarebbe diventata l’Italia mediocre del post-fascismo, fu determinante per l’indicazione del nemico principale del fascismo, individuato nei mediocri, nei tiepidi di cuore, in coloro che stanno in mezzo per inettitudine alla decisione. Scevro a qualsiasi atteggiamento edonistico di stampo intellettuale, l’esempio di Berto Ricci vale ancora più oggi, in un’epoca in cui politici, intellettuali presunti e tali, funzionari dello Stato si divertono ad apparire in televisione con ballerine e altri squallidi personaggi: pur godendo della simpatia dello stesso Mussolini, Ricci non reclamò mai incarichi nel regime, al fine di non poter essere influenzato nella sua attività giornalistica, mantenendo la sua famiglia con lo stipendio di insegnante, e improntando la sua vita al più rigido rigore. L’adesione della corrente dell’”Universale” alle guerre del fascismo fu totale, lo stesso Ricci definì la guerra “madre della civiltà” e partecipò in prima persona alla guerra di Etiopia, lasciando la moglie e il figlioletto di due anni per combattere nella I Divisione delle Camicie Nere. Alla II Guerra Mondiale è legata viceversa la morte di Ricci: per essere inviato in una zona calda dei combattimenti, lui, che non aveva mai chiesto un favore a nessuno, decise di rivolgersi al federale Pavolini, sostenendo che il desiderio di partecipare attivamente al conflitto era cosi forte da impedirgli di scrivere e lavorare. Accontentato da Pavolini, fu mandato in Africa come tenente delle Camicie Nere, XXVI Reggimento Artiglieria, III Gruppo IX Batteria: in una lettera alla moglie affermava di essere li per combattere gli Inglesi di fuori, al fine di prepararsi al rientro in patria ove avrebbe dovuto affrontare gli “Inglesi di dentro”, chiaro riferimento ai suoi acerrimi avversari liberal-moderati. Ma in Africa, a Bir Gendula, nel Gebel Pirenaico, trovò la morte nel febbraio del 1941, nel tentativo di far riparare i suoi uomini dal fuoco micidiale di due aerei Spitfire inglese. Alla maniera degli antichi eroi - secondo il suo amico Paolo Cesarini- " fu fulminato con il volto severo verso il cielo " mentre in piedi gridava: " A terra, a terra! "
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Io e NatoW siamo esponenti del fascismo biancorossoIn origine postato da ETTORE MUTI
IL TERMINE ROSSO...E' SEMPRE STATO RIDUTTIVO....
io stesso che provengo dal mondo Nazionalpopolare...mi sono sempre trovato a contestare coloro i quali mi riducevano a Fascista "rosso"....de chè ??
SEMMAI GRANATA !!!![]()
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(NatoW almeno credo..)


Ieri ho trovato a 10 Euri (prima costava 40.000 Lire - del 1993) "Un Fascismo Impossibile" - L'eresia di Berto Ricci nella cultura del Ventennio - Paolo Buchignani - Ed. Il Mulino.
Ho trovato un altro libretto della "Ciarrapico Editore" con discorsi di Berto Ricci, ma non l'ho preso perchè costa 14 Euro ed è più piccino del primo. Qualcuno li ha letti entrambi? Come sono?
ancora??In origine postato da Meridius
Ieri ho trovato a 10 Euri (prima costava 40.000 Lire - del 1993) "Un Fascismo Impossibile" - L'eresia di Berto Ricci nella cultura del Ventennio - Paolo Buchignani - Ed. Il Mulino.
Ho trovato un altro libretto della "Ciarrapico Editore" con discorsi di Berto Ricci, ma non l'ho preso perchè costa 14 Euro ed è più piccino del primo. Qualcuno li ha letti entrambi? Come sono?
a meridius, ma si può sapere che cavolo de bancarelle frequenti???