A Bologna, in via Indipendenza (Vicino alla Stazione) c'è un capannone che vende libri di qualsiasi tipo.![]()


A Bologna, in via Indipendenza (Vicino alla Stazione) c'è un capannone che vende libri di qualsiasi tipo.![]()


cristiano72 ha ragione in parte, perchè io in Berto Ricci non vedo nulla di rosso, semmai un essenza mistica e profonda del Fascismo. (Il mio trehad sopra è ben chiaro) In quanto al biancorosso si hai ragione e rinnovo:
"Noi discendiam da quell'alto loco,
dove con la fontana e le bimbe belle,
si producono cioccolate e caramelle".
Forza Grifo vinci per noi !!!
BUPG
http://www.bupg.it/
Segnalo inoltre il libro: La rivoluzione Fascista (antologia di scritti politici-Berto Ricci ) Società editrice barbarossa.


NatoW l'hai sparata grossa questa volta. Ma se Pavolini gli rifiutò la tessera e Farinacci lo considerava un bolscevico....![]()


In origine postato da Meridius
NatoW l'hai sparata grossa questa volta. Ma se Pavolini gli rifiutò la tessera e Farinacci lo considerava un bolscevico....![]()
consapevole gia da allora della pericolosità del modello statunitense(tanto da scrivere, con sorprendente anticipo, che “L'antiroma c'e', ma non e' a Mosca. Contro Roma, citta' dell'anima, sta Chicago, capitale del maiale ") ma nemmeno incline a simpatie filo-marxiste (nel 1933, in un “Manifesto Realista” definì il " marxismo incompatibile con la natura umana e soprattutto con la natura italiana ", il pensiero di Ricci è la perfetta sintesi tra la visione “nazional-rivoluzionaria” del fascismo, e i sentimenti di ribellione tipici di gran parte della gioventù fascista di allora, talvolta in aperta polemica con i gerarchi più vicini al potere del palazzo. La netta contrapposizione alla borghesia, nella quale intravedeva già da allora quella che sarebbe diventata l’Italia mediocre del post-fascismo, fu determinante per l’indicazione del nemico principale del fascismo, individuato nei mediocri, nei tiepidi di cuore, in coloro che stanno in mezzo per inettitudine alla decisione. Scevro a qualsiasi atteggiamento edonistico di stampo intellettuale, l’esempio di Berto Ricci vale ancora più oggi, in un’epoca in cui politici, intellettuali presunti e tali, funzionari dello Stato si divertono ad apparire in televisione con ballerine e altri squallidi personaggi: pur godendo della simpatia dello stesso Mussolini, Ricci non reclamò mai incarichi nel regime, al fine di non poter essere influenzato nella sua attività giornalistica, mantenendo la sua famiglia con lo stipendio di insegnante, e improntando la sua vita al più rigido rigore.


Ti consiglio la lettura (se ancora non l'avessi fatta) del libretto consigliato da NatoW edito dalla Edizioni Barbarossa.In origine postato da Meridius
Ieri ho trovato a 10 Euri (prima costava 40.000 Lire - del 1993) "Un Fascismo Impossibile" - L'eresia di Berto Ricci nella cultura del Ventennio - Paolo Buchignani - Ed. Il Mulino.
Ho trovato un altro libretto della "Ciarrapico Editore" con discorsi di Berto Ricci, ma non l'ho preso perchè costa 14 Euro ed è più piccino del primo. Qualcuno li ha letti entrambi? Come sono?
che hanno pure una filiale a roma??In origine postato da Meridius
A Bologna, in via Indipendenza (Vicino alla Stazione) c'è un capannone che vende libri di qualsiasi tipo.![]()


Quello che volevo dire, caro Natow, è che il fascismo di Ricci non è la stessa visione di altri esponenti del Partito o Intellettuali. Ricci era la sinistra del fascismo, il fascismo autentico. Non era un reazionario alla Farinacci o un massone. Le sue idee hanno radici nella sinistra anarchica, social-populista che si sposa con Mazzini..In origine postato da natoW
consapevole gia da allora della pericolosità del modello statunitense(tanto da scrivere, con sorprendente anticipo, che “L'antiroma c'e', ma non e' a Mosca. Contro Roma, citta' dell'anima, sta Chicago, capitale del maiale ") ma nemmeno incline a simpatie filo-marxiste (nel 1933, in un “Manifesto Realista” definì il " marxismo incompatibile con la natura umana e soprattutto con la natura italiana ", il pensiero di Ricci è la perfetta sintesi tra la visione “nazional-rivoluzionaria” del fascismo, e i sentimenti di ribellione tipici di gran parte della gioventù fascista di allora, talvolta in aperta polemica con i gerarchi più vicini al potere del palazzo. La netta contrapposizione alla borghesia, nella quale intravedeva già da allora quella che sarebbe diventata l’Italia mediocre del post-fascismo, fu determinante per l’indicazione del nemico principale del fascismo, individuato nei mediocri, nei tiepidi di cuore, in coloro che stanno in mezzo per inettitudine alla decisione. Scevro a qualsiasi atteggiamento edonistico di stampo intellettuale, l’esempio di Berto Ricci vale ancora più oggi, in un’epoca in cui politici, intellettuali presunti e tali, funzionari dello Stato si divertono ad apparire in televisione con ballerine e altri squallidi personaggi: pur godendo della simpatia dello stesso Mussolini, Ricci non reclamò mai incarichi nel regime, al fine di non poter essere influenzato nella sua attività giornalistica, mantenendo la sua famiglia con lo stipendio di insegnante, e improntando la sua vita al più rigido rigore.
Ciao


Al Mercatino dell'antiquariato che si svolge ogni 4 sabato e domenica di tutti mesi, trovai la rivista "Nazionalismo Sociale" (Sinistra del M.S.I.) a 5 Euro. Peccato che tra le pagine della rivista vi erano documenti di un congresso del Movimento Sociale e il prezzo lievitava a 20 Euro. Se trovo qualcosa di bello a basso prezzo, te lo spedisco.In origine postato da ardimentoso
che hanno pure una filiale a roma??


Preferisco leggere prima "Un Fascismo impossibile" di Buchignani (Autore "Fascisti Rossi"), poi mi farò l'ennesimo regalo della Barbarossa.In origine postato da Wandervogel
Ti consiglio la lettura (se ancora non l'avessi fatta) del libretto consigliato da NatoW edito dalla Edizioni Barbarossa.Grazie per il consiglio.
Saluti![]()


Ed anche il vostro sangue
cadde a' piè dell'indomita bandiera
Rossi il sanue e 'l vessillo, altèra sfida,
la borghesia che fin di sè diffida
scòrse tremando al sol brillar ... e poi,
quando il cannon tra viscer de gli eroi
co la vita ebbe spento il dio pugnace,
ghignò sbavando: Eppure... sono audace!
Ancòr difender so, presso e lontano!
Il complotto inventò .. (la colta gente
naturalmente beve ... oh intelligente!)
e: <<Venga pure la rivoluzione!
- fè a se stessa con autoammirazione -
faremo sempre d'eccellenti affari!>>
Voi spiravate, intanto, o Proletari ...
Ma sulle vostre salme che qui accanto
parmi vedere ... sul sangue, sul pianto,
su la coscienza mia, su desti popoli,
vi giuro: Vinceran gli stracci, indomiti!
Contro di noi non valgono cannoni,
ma nel subdolo eppur ferreo sistema:
per l'Idea nostra noi sarem leoni...
noi vinceremo! borghesia, trema!
Roberto Ricci
Firenze, 18 luglio 1920
La poesia è riferita alla repressione sanguinosa della rivolta di Ancona del giugno 1920.