Risultati da 1 a 6 di 6

Discussione: The Right Nation

  1. #1
    Re del Fondoscala
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    61,858
     Likes dati
    2
     Like avuti
    8
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito The Right Nation

    di Andrea Mancia

    Il “caso Buttiglione” è destinato a tracciare un confine profondo nel sistema politico italiano. Basta osservare la reazione della sinistra di fronte all’insolita, almeno per le nostre latitudini, alleanza tra cristiani e «laici clericali» denunciata da Ezio Mauro in un infuocato editoriale su Repubblica. Il direttore del quotidiano romano, riferendosi a quei laici italiani senza complessi di inferiorità culturale che hanno stigmatizzato il fondamentalismo politically correct di Strasburgo nella bocciatura di Rocco Buttiglione, ha parlato di «cristianesimo senza Cristo, conversione senza fede, falsa adorazione di un tabernacolo che si pensa vuoto». Senza fede in Dio, insomma, non si avrebbe il diritto di rivendicare, o tentare di proteggere, quel che resta della tradizione ebraico-cristiana della cultura europea. Proprio come, per un eccesso di fede, a Buttiglione si è negato il diritto di far parte della commissione Ue presieduta da José Manuel Barroso.

    Giuliano Ferrara, servo sciocco – e senza Dio – del berlusconismo clericale, ma anche Ernesto Galli della Loggia, Angelo Panebianco e Paolo Mieli, sarebbero colpevoli di una «grande genuflessione pubblica ai precetti morali del cattolicesimo», per aver avuto l’ardire di denunciare la deriva nichilista di un’Europa che ha svenduto le proprie radici al miglior offerente. Galli della Loggia è addirittura paragonato a Pym Fortuyn (proprio lui che era omosessuale) e ai corsivisti della Padania, per la sfrontatezza con cui ha stigmatizzato la «triste Europa del politically correct» e per aver sottolineato che nessun cattolico in buona fede avrebbe potuto rispondere diversamente da Buttiglione, se interrogato sulla prospettiva che «a base della famiglia può non esserci il matrimonio e che può ritenersi tale anche quello tra due individui del medesimo sesso». Due posizioni chiare e per niente sconvolgenti, che hanno però provocato la reazione durissima degli “zapateri” di casa nostra.

    L’allarme lanciato da Mauro è rilevante. Proprio come lo fu quello urlato da Scalfari, nel settembre del 2001, sempre dalle colonne di Repubblica, polemizzando con il programma di riforma della scuola presentato dal centrodestra. Pochi giorni prima dell’attacco terrorista agli Stati Uniti d’America, e all’Occidente, il fondatore del partito-giornale della sinistra giacobina italiana derise gli applausi riservati dal Meeting di Rimini all’allora neo-ministro della Pubblica istruzione, Letizia Moratti. «Quella platea – scriveva l’autore di Incontro con Io – è clericale quant’altre mai nel panorama della Chiesa italiana». Su istigazione del solito Berlusconi, spiegava Scalfari ai suoi lettori, la Moratti si accingeva a «pagare le cambiali politiche rilasciate alla destra clericale», rischiando «di rialzare pericolosi steccati che si speravano superati». Dallo stesso pulpito, tre anni dopo, Mauro ha lanciato un anatema simile. E se l’apparente oggetto del contendere è cambiato – dal rapporto dello Stato con la scuola privata all’estensione del matrimonio alle coppie omosessuali – la sostanza della reazione resta la medesima: la sinistra italiana ha paura, anzi è letteralmente terrorizzata dall’ipotesi che la destra sia capace di trovare nella tradizione ebraico-cristiana dell’Occidente quel tratto comune unificante in grado di renderla, permanentemente, maggioranza. Perché la sinistra sa perfettamente che con altri popoli, ed altre chiese, questa operazione politico-culturale è stata in grado di relegarla ad una condizione di strutturale subalternità.

    Dopo la dorata stagione dei tecnici-tuttofare e delle politiche economiche obbligate, che hanno di fatto sottratto al controllo democratico la gestione, e la potenziale riduzione, dell’intervento pubblico nell’economia, dopo gli anni dei magistrati che si arrogavano l’esercizio di una sorta di diritto di veto su qualsiasi modifica legislativa del sistema giudiziario, la sinistra italiana ed europea vuole oggi far scomparire dal tavolo del dibattito politico anche la scacchiera delle grandi scelte etiche, che dividono la cittadinanza e costringono gli schieramenti a contarsi. Scalfari & C. hanno in uggia gli “steccati”, non tanto perché “pericolosi”, ma perché costringerebbero i cittadini italiani a scegliere dove stare. Di qua o di là. E il partito mondiale del politicamente corretto ha orrore per le scelte di campo, a meno che non implichino il sostegno – attivo e diretto – a dittatori che odiano il nostro stile di vita (o la percezione che di esso è stata diffusa). Questo partito dai milioni di iscritti, più o meno consapevoli, preferisce alla pratica volgare della guerra di difesa la sottile arte della diplomazia. E l’élite illuminata che lo dirige ha da sempre una spiccata predilezione per il multiculturalismo, il relativismo etico, il culto della post-modernità, il nichilismo di una società senza futuro.

    Negli Stati Uniti, dalla sfortunata ma lungimirante candidatura di Barry Goldwater alla Casa Bianca nel 1964 in poi, la destra ha avuto il coraggio di alzare uno steccato ideale di fronte al “nemico”. Una barriera difensiva modello-Sharon, allo scopo di contenere la prepotente avanzata di un liberalism ormai diventato parodia di se stesso, pronto a riconoscere la superiorità “scientifica” del modello marxista e ad arrendersi con il sorriso sulle labbra. Morto il materialismo storico e il sogno incombente della dittatura del proletariato, sotto i colpi incrociati di Ronald Reagan e Karol Wojtyla, questa Wrong Nation è rimasta senza santi, eroi o perfino navigatori. Ed è rimasta sola con la propria sfumata arrendevolezza e un invincibile, ma correttissimo, masochismo esistenziale. La lezione americana, che ha prodotto una Right Nation in grado di coniugare la lezione del liberalismo (quello vero) e del libero mercato di cose, persone e idee, con l’orgoglioso recupero della propria identità nazionale, religiosa e culturale, non può naturalmente essere replicata alla perfezione al di qua dell’Atlantico. Troppe le differenze tra il modello protestante, che ha dato vita allo “spirito del capitalismo” e quello cattolico, spesso portatore di una critica radicale al profitto e al semplice desiderio di migliorare le proprie condizioni materiali di vita. Ma troppo profondo, anche, il solco scavato dalle democrazie continentali del welfare, dello Stato-bambinaia e del multikulti ad ogni costo, che molti credono – forse a ragione – ormai impossibile da colmare nel nostro sempre più vecchio continente.

    Dalla lezione americana è però possibile, anzi doveroso, trarre alcuni insegnamenti. Il primo è che secolarizzazione e libertà religiosa non sono necessariamente in contrasto tra loro, soprattutto nell’elaborazione di una piattaforma politica. Lo stesso partito che si fa sedurre dal carisma liberista e libertario di Arnold Schwarzenegger, può eleggere senatore della Pennsylvania Rick Santorum, fustigatore del relativismo culturale e crociato della famiglia tradizionale, trovando una sintesi possibile nel compassionate conservatorism di George W. Bush. Si può stare, dunque, con Ferrara, Formigoni e Berlusconi senza il timore di sentirsi fare la morale da una sinistra che va da Casarini a Cordero di Montezemolo passando allegramente per Cossutta e Prodi. La seconda lezione, sicuramente più significativa, è che – pur con qualche anno di ritardo – l’Italia e l’Europa si trovano finalmente a fare i conti con temi che per troppo tempo, nel Vecchio Continente, sono stati negati al vaglio del dibattito politico. I limiti della ricerca scientifica, i confini tra procreazione assistita ed eugenetica, la distinzione tra libertà sessuale e dissolvimento di fatto della famiglia tradizionale, il ruolo dello Stato e delle gerarchie religiose nell’educazione dei nostri figli: per qualcuno si tratta di domande a cui la scienza, la ragione o la mistica del politicamente corretto hanno dato, da tempo, una risposta; per qualcun altro, invece, si tratta di domande “aperte”, che sfuggono alle semplificazioni del pensiero debole e alla logica non-falsificabile di chi crede che la storia abbia una direzione ineludibile.

    Come dimostrano i sondaggi d’opinione, ma anche l’insofferenza del popolo spagnolo allo zapaterismo rampante, la Right Nation ha i numeri per essere maggioranza. In America, non c’è dubbio, chiunque abiti alla Casa Bianca, ma anche in quei paesi europei portati negli ultimi secoli dalla loro storia e dal loro “carattere nazionale” a guardare più verso Ovest che verso Nord ed Est. In Italia, per esempio, soltanto un cittadino su tre approva i matrimoni tra omosessuali. E soltanto uno su cinque si dice favorevole all’adozione di bambini da parte delle coppie gay. Non è un risultato dettato da retaggi oscurantisti o intolleranza diffusa, come qualcuno vorrebbe farci credere, ma da un sentire profondo della società che nessuna élite politica o culturale può ignorare o scavalcare. È forse ora che anche l’Europa, o almeno la parte meno decadente di essa, cominci a piantare una serie di “paletti” capaci di definire il senso della sua esistenza. Senza confini, politici e morali, si può soltanto scivolare nell’oblio.

  2. #2
    Iterum rudit leo
    Data Registrazione
    09 Jun 2009
    Messaggi
    3,661
     Likes dati
    125
     Like avuti
    62
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    In origine postato da antonio
    buttiglione ha toppato di brutto anche in dottrina.
    Certo, adesso arriva il teologo votantonio a spiegarci la corretta dottrina sull'omosessualità, secondo i bavosi dettami di MauroScalfari.

  3. #3
    Iterum rudit leo
    Data Registrazione
    09 Jun 2009
    Messaggi
    3,661
     Likes dati
    125
     Like avuti
    62
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    In origine postato da antonio
    beh..presto fatto: secondo la dottrina cattolica l'omosessualita' in se' non e' peccato.
    mentre lo e' l'atto omosessuale come anche quello eterosessuale fuori dal matrimonio.
    "Secondo me, la pratica omosessuale è un peccato." (Rocco Buttiglione al Parlamento Europeo)

    Informati prima di dire castronerie, bavoso.

  4. #4
    Conservatore
    Data Registrazione
    30 Apr 2004
    Località
    Sponda bresciana benacense
    Messaggi
    20,196
     Likes dati
    67
     Like avuti
    187
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    In origine postato da krentak
    "Secondo me, la pratica omosessuale è un peccato." (Rocco Buttiglione al Parlamento Europeo)

    Informati prima di dire castronerie, bavoso.
    Altra bufala smascherata.

  5. #5
    Conservatore
    Data Registrazione
    30 Apr 2004
    Località
    Sponda bresciana benacense
    Messaggi
    20,196
     Likes dati
    67
     Like avuti
    187
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Link



    Buttiglione fatti islamico
    di Renato Farina

    Avesse detto: "Per il Corano l'omosessualità è peccato, in compenso consente quattro mogli e il concubinato, non potete obbligarmi ad avere un'altra fede. Inoltre sono un islamico moderato", chi lo toccava più?

    Rocco Buttiglione è stato bocciato dal Parlamento europeo. Peggio per lui se è cattolico e pure un po' tradizionalista. L'avevo avvertito: parla da musulmano, e andrà meglio. Niente. Per i deputati di Strasburgo va rispedito a casa o, meglio, in sacristia. Il professore aveva espresso opinioni ritenute retrograde sulle pratiche omosessuali: "Per me sono peccato". Risposta: "Torna in Vaticano, dal tuo Wojtyla, fai il cardinale non il ministro europeo".
    Se fosse stato un ayatollah, con il cavolo lo rimandavano tra i minareti. Ben ti sta, Rocco. Hai dimostrato una volta ancora di non capire niente di politica. Sei stato il solito asino, bravo in università, imbranato fuori dalla biblioteca.
    Doveva vestirsi da imam inturbantato. Citare i sermoni del predicatore di Al Jazeera, il mitico Al Qaradawi. Se fosse stato almeno un pelino maomettano adesso sarebbe commissario europeo per acclamazione, lo avrebbero pure inghirlandato come monumento al multiculturalismo. Avesse detto: "Per il Corano l'omosessualità è peccato, in compenso consente quattro mogli e il concubinato, non potete obbligarmi ad avere un'altra fede. Inoltre sono un islamico moderato", chi lo toccava più?
    Votare no alla sua nomina a ministro della Giustizia e vicepresidente sarebbe stata un'offesa al dialogo religioso. Peggio: sarebbe stato un invito allo scontro di civiltà. Orrore. La provocazione sarebbe stata punita: ci avrebbero tirato giù con un paio di aerei il Duomo di Milano. Così va il mondo, anzi l'Europa. Non si può dire che quella islamica è una civiltà inferiore, ma per quella cattolica non c'è problema. Una vecchia storia.
    Negli anni 30 l'Islam era vezzeggiato. Al contrario cominciava a circolare aria di discriminazione verso gli ebrei. Finì come sappiamo. Si ricomincia allargando l'area del razzismo dall'ebraismo al cristianesimo? L'Europa riesce sempre a farsi male da sola.
    Il quesito era: può Rocco Buttiglione essere commissario europeo (cioè ministro) per la Giustizia? In ballo non c'erano le proposte di un politico. Si è valutato se un uomo può occuparsi di materie in cui si giochi la libertà delle persone quando professi, senza furbizie, la dottrina di Santa Romana Chiesa. Si dirà. Ci si accapiglia su Buttiglione perché è un fondamentalista. Bugia. Si tende a farlo credere per giustificare l'incredibile esame del Dna della coscienza. Perché di questo si tratta. Si vuole stabilire se alcune convinzioni siano compatibili con la "pura razza democratica". Sia chiaro: a Buttiglione si possono contestare, anche da cattolici, idee e valutazioni. Non è questo il punto. Il filosofo di Gallipoli è diventato bersaglio per alcune frasi pronunciate fuori dalla sfera dei progetti politici. È stato un trappolone. In Parlamento la deputata verde Monica Frassoni ha domandato cosa pensasse dell'omosessualità. Buttiglione ha risposto: "Secondo me, la pratica omosessuale è un peccato. Ma non c'è nessuna ripercussione sulla politica e meno che mai credo l'omosessualità sia un crimine. Molte cose possono essere considerate immorali, ma non per questo devono essere vietate. Quando si fa politica non si rinuncia ad avere delle convinzioni morali". Bestemmia.
    Nel sinedrio, i grandi sacerdoti del pensiero unico e democratico, si sono stracciati le vesti. Invano Buttiglione ha spiegato, citando Kant, "la distinzione cristallina tra morale e legge". Inutilmente ha ripetuto che "nessuno può essere discriminato a causa dell'orientamento sessuale". È partita lo stesso la caccia al Torquemada Buttiglione. Tutto perché ha espresso, un po' da tontolone, la sua convinzione di cattolico. Non ha detto di voler imporre politiche punitive, ha adoperato una categoria morale. Il processo è partito proprio per questo. Il presidente del Parlamento europeo, Josep Borrell, è stato esplicito: "Sinceramente, da cittadino spagnolo non vorrei avere un ministro della Giustizia che ritiene l'omosessualità un peccato. Per me sono parole scioccanti".
    Per lui scappare dall'Iraq, lasciarlo in mano ai mozzatori di teste, è democratico. Invece dire che una pratica sessuale è peccato, diventa scioccante. Ha aggiunto lo spagnolo: "No, francamente non mi sembra che in questo momento si possano avere responsabili della Giustizia, proprio della Giustizia... che possano pensarla così... insomma... se si occupasse di barbabietole non sarebbe tanto grave". Il Parlamento è andato al di là: ha votato anche contro un incarico nel campo delle barbabietole, forse le contaminerebbe. Ci dev'essere da qualche parte una specie di manuale delle convinzioni religiose e morali accettabili. Forse c'è in giro anche il catechismo laico di una religione senza papa ma con molti padrini e gran maestri, a cui bisogna aderire per forza se si vuol avere la patente per guidare le istituzioni. Per favore, scrivetela in dieci punti, come i comandamenti di Mosè, così ci si regola. Che pena, questi signori del "politicamente corretto". Dinanzi a un simile totalitarismo intellettuale, che fare? Vendersi l'anima e pensarla come vuole Lilli Gruber? Rocco mettiti la pashmina la prossima volta e portati dietro la scenografia di una moschea e ti andrà meglio. Ci resta una domanda seria e la poniamo a laici seri come Marco Pannella, il quale per una volta ha lottato con la Gruber e con Santoro. È utile a quest'Europa fiacca e nichilista umiliare quanto resta della sua anima cattolica?
    Una volta il cardinal Biffi disse: l'Europa di questo secolo o sarà cristiana o sarà musulmana. I popoli non sopportano il vuoto del relativismo morale.
    Caro Pannella, avete fatto male a svuotare il Bottiglione.

    © Libero, 12 ottobre 2004


  6. #6
    Conservatore
    Data Registrazione
    30 Apr 2004
    Località
    Sponda bresciana benacense
    Messaggi
    20,196
     Likes dati
    67
     Like avuti
    187
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Libero cita le parole di Buttiglione in ben due occasioni. Il Corriere evidentemente le ha omesse perché non le reputava importanti.
    Come dargli torto: solo un cattolico da arrampicata sugli specchi può pensare che Buttiglione non sia al corrente della Dottrina riguardo all'omosessualità.

 

 

Discussioni Simili

  1. Birth of a Nation.
    Di Rainulf Drengot nel forum Destra Radicale
    Risposte: 6
    Ultimo Messaggio: 04-01-09, 18:35
  2. Per la Right Nation
    Di vandeano2005 nel forum Conservatorismo
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 22-08-06, 13:52
  3. Nation States
    Di Shaytan (POL) nel forum Ludoteca
    Risposte: 166
    Ultimo Messaggio: 02-09-05, 14:22
  4. nation-building
    Di mariarita nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 8
    Ultimo Messaggio: 11-05-03, 22:36
  5. whale nation
    Di fede2377 nel forum ZooPOL
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 16-02-03, 13:56

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito