GIUDA AGLI ESTERI.
Ora è ufficiale: il voltagabbana Fini è il nuovo Ministro degli Esteri. Gli accordi di palazzo hanno così sancito l'epilogo già scritto di una vicenda andata avanti fra scontri e litigi, ma alla fine conclusasi come era altamente prevedibile. La sete di poltrone finiana ha prevalso sugli "accesi" scontri dei giorni scorsi: l'accordo è stato raggiunto.
Nei prossimi giorni probabilmente, anzi sicuramente, scatterà il via libera di AN alla proposta di riduzione dell'Irpef, sostenuta dal cavaliere, ma fino ad ieri osteggiata dal partito di Fini: anche in questo caso l'epilogo è già scritto.
Risulta evidente che, in questa come in altre ed analoghe circostanza, a prevalere non è certo l'interesse nazionale, ma gli accordi di bottega e la fame di potere della iena di turno, famelica divoratrice di quel cadavere che è ormai il popolo italiano, ridotto a brandelli di giovani lobotomizzati da tv, droga e sesso libero. Magari manco se ne sono accorti le schiere anonime di giovani italiani, certo impegnati a coltivare altri inutili interessi: le vicende di quattro nullafacenti chiusi dentro ad una casa, lo spinello in compagnia, le gonnelle e le lusinghe della puttana di passaggio.
Ed intanto si realizzava l'elezione vergognosa di Fini, che riceve così il suo premio per dieci anni di tradimenti e di rinnegamenti.Certo che da Fiuggi nel '95 (o '94? bò, non mi ricordo) il neoministro ne ha fatto di (cattiva) strada: da "postfascista", da presidente del partito missino, dove amato dagli almirantiani pur era osteggiato da parte della base e da i duri della rivolta extraparlamentare, veri eredi dell'esperienza fascista e tradizionale, al filoatlantismo e filosionismo più becero e squallido. E per tutto questo, per suoi tradimenti ed i suoi rinnegamenti, Fini è stato premiato: il neoministro non mancherà certo di diplomazia, ma come potrà degnamente rappresentare il popolo italiano nei suoi rapporti con gli stati esteri chi in fatto di coerenza e serietà ha molto, ma proprio molto da imparare? Chi ha tradito i suoi Camerati e la sua idea (se mai ne ha avuta veramente una)? A ricordo che siamo eredi di quell'Italia che in fatto di tradimenti ha una avvilente (e ciò che è peggio pure esaltata) tradizione, Fini va agli Esteri.
Naturalmente nulla cambierà per la politica internazionale dell'Italia, ma certo il nuovo ministro affermerà ancora più decisamente la posizione italiana (dei nostri venduti governanti) di asservimento agli interessi yankee e a sostegno del massacro del fiero popolo iracheno, di totale assoggettamento ai capricci di Israele nel genocidio perpetrato a danno del popolo palestinese. Peggio di così… giudicate voi.
In ultima analisi propongo all’attenzione questa riflessione: ma Fini è stato un vero traditore o ha semplicemente condotto il partito del filoatlantico e filosionista Almirante, che pur morì con l’ “etichetta” da Fascista, verso la sua più naturale evoluzione?




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