Risultati da 1 a 5 di 5

Discussione: Chi pecora si fà...

  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Chi pecora si fà...

    …lupo se lo mangia

    Il presidente della Commissione europea Barroso è loquace.
    Ha raccontato ai giornalisti dettagli sulla designazione dei commissari, con particolare attenzione, non certo benevola, verso l’Italia.
    Voleva Mario Monti, avrebbe preferito dare la Giustizia a un francese, prima di accettare la designazione di Franco Frattini avrebbe rifiutato altre candidature.
    Così, senza troppo rispetto per elementari criteri di correttezza e riservatezza, ha girato il coltello nella piaga delle difficili relazioni del governo italiano con l’assemblea di Strasburgo.
    Se si è potuto consentire ciò, è anche perché l’Italia ha ceduto alle pressioni (e alle discriminazioni), e chi pecora si fa, il lupo se lo mangia.
    Ora lo sa lo stesso Barroso, che troppo ha ceduto al protagonismo dell’europarlamento e di altri governi, e si ritrova una grana sul commissario francese, Jacques Barrot, di cui in Assemblea è stata ricordata la condanna poi sospesa e amnistiata per finanziamento illecito al suo partito.
    L’Olanda, che ha resistito alle pressioni per la sostituzione della commissaria alla Concorrenza, Neelie Kroes, ha evitato danni e beffe.
    E’ un episodio minore (la loquacità di Barroso, non la bocciatura di Buttiglione per le sue convinzioni), ma dovrebbe insegnare al governo italiano ad assumere una linea più rigorosa.
    Pensar bene a quel che si propone, poi difendere le scelte con energia.
    E’ una regola importante sempre, decisiva nelle relazioni internazionali. Ma spesso si assiste a dichiarazioni un po’ rodomontesche, seguite da nulla di fatto o ritirate.
    Sui problemi delle relazioni economiche, per esempio, si sono sentite frasi roboanti sul carattere truffaldino di parte dell’export cinese, come se qualcuno impedisse ai finanzieri italiani di bloccare alle frontiere le merci taroccate.
    Il viceministro Adolfo Urso minaccia punizioni per le imprese italiane che investono all’estero, come se le questioni industriali si potessero affrontare con l’autarchia e non con la competitività. L’Italia è un grande paese e merita rispetto.
    Farebbe meglio a esigerlo in modo meno intermittente, ma deve anche evitare atteggiamenti più campanilisti che nazionalisti.

    saluti

  2. #2
    Conservatore
    Data Registrazione
    30 Apr 2004
    Località
    Sponda bresciana benacense
    Messaggi
    20,196
     Likes dati
    67
     Like avuti
    187
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Mi è piaciuto questo articolo.
    E ne condivido in tutto lo spirito: sappiamo bene che per le lobbies di Strasburgo l'Italia non è certo un alleato, sarebbe il caso che si affrontasse lo scontro con il giusto spirito guerriero.
    A la guerre com' a la guerre.

    P.S. mustang, sarebbe necessario per cortesia che tu postassi la fonte dell'articolo.

  3. #3
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    In origine postato da UgoDePayens
    Mi è piaciuto questo articolo.
    E ne condivido in tutto lo spirito: sappiamo bene che per le lobbies di Strasburgo l'Italia non è certo un alleato, sarebbe il caso che si affrontasse lo scontro con il giusto spirito guerriero.
    A la guerre com' a la guerre.

    P.S. mustang, sarebbe necessario per cortesia che tu postassi la fonte dell'articolo.
    ---------------------------
    Agli ordini: è noto che la fonte principale alla quale mi disseto è Il Foglio di Giuliano Ferrara, tanto amata dai nostri cortesi e educatissimi visitatori.
    saluti

  4. #4
    Conservatore
    Data Registrazione
    30 Apr 2004
    Località
    Sponda bresciana benacense
    Messaggi
    20,196
     Likes dati
    67
     Like avuti
    187
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Mi piacerebbe che si cominciasse anche un thread su questo specifico argomento: le fonti di stampa preferite dai frequentatori (e dagli ospiti) di questo forum.
    Anzi sai che faccio? Mò lo apro io

  5. #5
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito I guai di....

    ....Barroso

    Bruxelles. Se questo giornale uscisse a Parigi non potremmo scrivere quel che stiamo scrivendo. In Francia, dire, come ha fatto l’eurodeputato indipendentista britannico Nigel Farage, che un signore è stato condannato per un reato amnistiato dal presidente della Repubblica, significa sottoporsi a un procedimento penale.
    Fortunatamente, il mandato d’arresto europeo non è ancora in vigore e, quindi, la storia di Jacques Barrot si può raccontare. L’attuale vicepresidente della Commissione europea, incaricato ai Trasporti, è stato condannato nel 2000 per finanziamento illecito al suo partito, reato preventivamente amnistiato, nel 1995, da Jacques Chirac.
    Invece, non farà così il Parlamento europeo, pronto nel censurare le opinioni altrui – in particolare quelle di una strega cattolica – ma non abbastanza gagliardo da difendere sempre la trasparenza e l’onestà delle istituzioni europee.
    E’ proprio dietro al tecnicismo giuridico francese che si nasconderà l’Europarlamento per chiudere il “caso Barrot”: “Non si possono chiedere le dimissioni di un commissario per una condanna che, pur essendoci stata, giuridicamente non esiste più e che non può essere evocata pubblicamente”. Questo è quanto emergerà dalla conferenza dei presidenti di domani, che dovrà analizzare il parere del servizio giuridico cui si sono rimessi i leader parlamentari per valutare le conseguenze da trarre dalla mancata menzione nel curriculum vitae di Barrot della condanna amnistiata.
    A Bruxelles sono in molti a chiedersi le ragioni della marcia indietro dei capigruppo del centrosinistra.
    Nel fine settimana, il socialista Martin Schulz e il liberale Graham Watson si erano spinti fino a chiedere le dimissioni del commissario francese. Ma lunedì tutto è rientrato, dopo una lettera in cui Barrot spiega che “non c’è stata volontà di dissimulare i fatti o le condanne”, perché “all’epoca erano state oggetto di abbondante pubblicità” e “mai l’onestà personale è stata messa in discussione”.
    Il miracolo è interno alle logiche parlamentari. Il gruppo socialista è venuto a più miti consigli quando la componente francese – delegazione nazionale più forte –ha ricordato a Schulz che gli scandali che hanno colpito tutti i partiti d’oltralpe potrebbero aver coinvolto anche qualcuno dei suoi.
    Il liberale Watson si è limitato a “consigliare le dimissioni”, dopo le proteste dell’Udf francese, cui il Centro dei democratici sociali di Barrot era apparentato all’epoca della condanna. Il verde Daniel Cohn Bendit ha chiesto di “non focalizzarsi su un unico caso”: ci sono anche l’olandese Neelie Kroes e la danese Mariann Fischer Boel.
    Chi ha un problema è José Manuel Durao Barroso. Dopo aver venduto l’anima al Parlamento sul caso Buttiglione, il nuovo presidente della Commissione rischia di sottomettersi a un ricatto continuo. Lo dimostra il caso Barrot, laddove gli eurodeputati francesi dell’Ump e dell’Udf hanno minacciato una rappresaglia sul britannico Peter Mandelson, commissario al Commercio, per due volte silurato dal governo Blair: nel 2002 per essersi interessato alla domanda di cittadinanza britannica di un ricco e controverso uomo d’affari indiano, Srichand Hinduja, e nel 1998 per aver preso in prestito circa 460 mila euro dal sottosegretario al Tesoro, Geoffrey Robinson. Durante l’audizione parlamentare, Mandelson ha ammesso che “l’esperienza come ministro è stata più breve di quanto desiderato, per una serie di motivi sfortunati che non ho difficoltà a spiegare e riguardo ai quali inchieste successive mi hanno discolpato dall’accusa di atti illeciti”. L’ipotesi di vedere aprirsi un altro scontro con il Pe ha spinto Barroso a chiamare Schulz per chiedergli di calmare la situazione. “Barroso ha stretto un’alleanza con il diavolo socialista, sacrificando Buttiglione, e domani ne pagherà le conseguenze”, dice un deputato popolare.
    “Gli do quattro mesi”, lancia Cohn Bendit, il tempo che emerga il primo conflitto d’interessi per Kroes.

    saluti

 

 

Discussioni Simili

  1. Tre uomini e una pecora
    Di Alessandro nel forum Fondoscala
    Risposte: 8
    Ultimo Messaggio: 20-07-12, 11:47
  2. Er Pecora \o
    Di SubZero nel forum Destra Radicale
    Risposte: 10
    Ultimo Messaggio: 22-10-07, 18:40
  3. Er Pecora!!!
    Di Bastiacciu vivu nel forum Destra Radicale
    Risposte: 28
    Ultimo Messaggio: 17-03-07, 23:14
  4. Pecora nera?
    Di Legionario Orientale nel forum Destra Radicale
    Risposte: 18
    Ultimo Messaggio: 21-10-02, 22:03

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito