AEROPORTO DI RONCHI DEI LEGIONARI: AL VIA I LAVORI PER LA REALIZZAZIONE DEL NUOVO RADAR SECONDARIO DI AVVICINAMENTO - FISSATA PER IL 20 DICEMBRE LA CONSEGNA DELL'AMPLIAMENTO DEL PIAZZALE DI SOSTA DEGLI AEROMOBILI - PREVISTI 26 PARCHEGGI CONTRO GLI ATTUALI 18
(23 NOVEMBRE 2004)
Sono iniziati e potrebbero concludersi nel giro di pochi, pochissimi mesi, all'aeroporto regionale di Ronchi dei Legionari, i lavori di predisposizione dei necessari e sofisticati impianti che permetteranno la realizzazione di un nuovissimo radar secondario di avvicinamento. Sarà così possibile aumentare la sicurezza dei voli, specie di quelli in atterraggio. Questi interventi, che sono stati programmati e finanziati dall'Ente nazionale di assistenza al volo in collaborazione con la società di gestione dello scalo, fanno parte di una serie di lavori che puntano alla totale sicurezza e ad una maggior operatività dell'aeroporto ronchese. In particolare, come detto, il nuovo radar permetterà gli operatori della torre di controllo di attuare la separazione strumentale dei velivoli in avvicinamento, operazione che, sino a questo momento e dopo la dismissione, avvenuta qualche anno fa, della vecchia e superata struttura, veniva fatta via radio e, quindi, in maniera manuale. Ed intanto è conto alla rovescia in vista del completamento dei lavori di ampliamento del piazzale di sosta degli aeromobili. "Contiamo di chiudere il cantiere entro il 20 dicembre - ha detto il consigliere delegato Giorgio Brandolin - data in cui saranno completate l'asfaltatura, la predisposizione della segnaletica e la realizzazione delle nuove torri faro utili per le operazioni notturne. Alla conclusione dei lavori lo scalo ronchese potrà disporre di ben 26 parcheggi contro gli attuali 18". E maggior sicurezza la si avrà anche attraverso una completa revisione del sentiero luminoso della pista, lunga 3.mila metri. Si lavora durante la notte, per portare da 30 a 15 metri la distanza delle luci centrali e ciò permetterà di adeguare l'Ils (Instrument Landing Sysyem, ovvero il sistema di atterraggio strumentale) di seconda categoria, portando la possibilità di atterraggi dagli attuali 350 ai futuri 300 metri di visibilità orizzontale




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