Non è una notizia, nessun lancio ANSA e nemmeno una nuova impresa di questi rivoluzionari del dopodomani (previa acqusizione dello studio notarile o legale del babbo o magari di commercialista).
E' un dato di fatto che i centri sociali autogestiti e non di rado occupati siano un ricettacolo non solo di illegalismo e di assunzione di stupefacenti (e fino a qui nulla di particolarmente grave) ma anche fonti di intolleranza grave e di altrettanto grave violenza politica, dove si inneggia alla pratica della persecuzione fisica di coloro che sono ritenuti di grave ostacolo alla loro libera espressione e alla loro affermazione.
Non rispettano nemmeno la Festa delle Forze Armate o Giorno della Vittoria a dir si voglia e in occasione di manifestazioni politiche non a loro afferenti costringono i partecipanti a premunirsi di un adeguato servizio d'ordine.
Anche in caso di meri volantinaggi rigorosamente pacifici in zone considerate "chiuse" a coloro che etichettano come fascisti (il che può significare qualsiasi cosa, dai disobbedienti libertari in poi) si costringe i promotori dell'iniziativa a proteggersi richiedendo una presenza della Polizia di Prevenzione e comunque a presidiare la zona con almeno un'autovettura pronta, a disposizione per eventuali ritirate rapide. Non parliamo poi delle università, soprattutto Scienze Politiche, Lettere e Psicologia.
Sono centri sociali insocievoli, per parafrasare Immanuel Kant, ricettacolo della peggiore intolleranza politica. Secondo me è necessario procedere ad una repressione ferma e nel pieno rispetto della legalità, sia attivamente sia passivamente.




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