Per quale motivo scusa le fonti non sarebbero credibili?
Sono traduzioni da giornali cubani dell'epoca.


Per quale motivo scusa le fonti non sarebbero credibili?
Sono traduzioni da giornali cubani dell'epoca.
allora posta tutto l'articolo con il nome del giornalista.In origine postato da veterokom
Per quale motivo scusa le fonti non sarebbero credibili?
Sono traduzioni da giornali cubani dell'epoca.
una frase presa cosi da un contesto significa tutto e niente.
E' vero che le radici storico-politiche sono importanti, e che bisogna sapere da dove si viene, ma adesso i tempi sono maturi per guardare avanti e usare il cervello per proporre qualcosa di nuovo e rivoluzionario.
Come al solito si è arrivati alle dispute storiografiche se tizio ha detto questo o ha detto quello....
A proposito dei primi chiarimenti chiesti da "Ardimentoso":
Il comunitarismo e il concetto di comunità non hanno significato politico univoco. Quello che è sicuro, è che evocano sentimenti molto negativi all'interno della cosiddetta "sinistra". Il problema, come sempre, è studiare e leggere il più possibile per capirci qualcosa. Noi della rivista Comunitarismo stiamo cercando di proporre un comunitarismo che cerchi di raccogliere tutti i migliori valori partecipativi, socialisti, solidaristici e libertari. Il prof. Preve ci sta offrendo un aiuto prezioso, ma per meglio capire il comcetto di comunitarismo converrebbe partire da testi di tipo generale come: Francesco Fistetti "Comunità" (Il Mulino); Valentina Pazè "Il concetto di comunità nella filosofia politica contemporanea" (Laterza); Valentina Pazè "Comunitarismo" (Laterza); Costanzo Preve "Comunitarismo Filosofia Politica" (Noctua).
Nell'ultimo numero di Comunitarismo abbiamodato inizio ad una serie di interventi in cui si tenta di focalizzare e riassumere la nostra idea di comunitarismo. Il primo intervento è stato firmato da Filippo Ronchi, così come il secondo che si potrà leggere sul prossimo numero.
Il nostro è uno sforzo culturale e politico che non vuole proporre ricette per il futuro, ma alimentare il dibattito e formare una forza rivoluzionaria che si lascia alle spalle i rottami del passato e che offre nuove prospettive anticapitaliste e antimperialiste.


In origine postato da veterokom
Io non so quale strana e meravigliosa abilità ti permetta di esprimere così chiaramente ciò che io intimamente sento, ma non riesco a comunicare che in maniera confusa e frammentaria.
Bisogna che ci si faccia una sana bevuta tutti assieme, amici miei!![]()
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Troppo generoso( ma non mi pare proprio che tu ti esprima in modo "confuso e frammentario"!!!).
Diciamo che dovremo procurare una buona scorta di rosso....poichè se ci mettiamo a parlare, tra noi navigatori di questo forum....prevedo ore...ore...ed ore di interminabili "viaggi" attraverso la politica, la storia, la vita...
Ma infondo, è questo che siamo.
Viaggiatori.
hasta la victoria siempre


La mia critica dei "socialismi reali" è sincera, ma soprattutto in buona fede. Infatti, per farTi un esempio, vorrei leggere qualcosa di + specifico, sull'involuzione capitalistica dell'Unione Sovietica e l'emergere di una nuova classe parassitaria come la burocrazia di Partito e gli alti gradi dell'esercito. Studiare, insomma, il come-perchè-quando è accaduto ciò. Senza cancellare o infangare l'opera dei rivoluzionari russi.In origine postato da Capitano Nemo
[B]Caro Meridius,
Il punto non è di valutare l'esperienza dei socialismi reali come "parametro" atto ad accreditare la "bontà" ideologica delle proposte rivoluzionarie attuali.
Ma consiste principalmente nel non scadere, nella critica al passato, in quelle coordinate dogmatiche "americaniste" che rappresentano ormai l'ossatura predominante dell'analisi storica di quei fenomeni in occidente.
Dobbiamo stare attenti a non far rientrare dalla finestra ciò che abbiamo buttato fuori dalla porta.
Io critico quelle esperienze dall'interno di un'ottica comunista, che si pone in una logica di continuità dal punto di vista delle finalità eudemoniche che la matrice ideale e politica di quelle esperienze si proponeva.
Ovviamente, caro Nemo, analizzi le esperienza in un'ottica diversa dalla mia, ossia marxista e leninista, ed hai pienamente ragione. Io invece, non sono più comunista da un pò di tempo e non ho più "casa".
Ciò non mi riguarda. Semmai la sinistra italiana in primis, la quale più volte ha trasformato i propri maestri in vere e proprie divinità, e il marxismo in una "religione materialistica", una contraddizione.Marx, Lenin, Gramsci e Guevara NON erano degli "Dei"(così in genere i maoisti occidentali considerano Mao), giunti in terra per dire la "Verità" ponendo così nella storia l'ennesima "cesura" teleologica e finalistica: vi diamo la "legge", seguitela ed entrerete nel "regno dei cieli del comunismo"...questa è giust'appunto l'interpretazione che del "comunismo" hanno dato le infervorate sette pauperistiche italiane degli anni settanta(e che "mostri" hanno generato! in un abbraccio mortale col più schifoso nichilismo americanista)...
Men che meno dobbiamo pensare che la nostra opera si risolva nella "ricostruzione del partito comunista".....
No.
Non ho scritto che "150 anni di movimento operaio" bisogna buttarli nel cesso. Bisogna fare tesoro dell'esperienza di questi movimenti, utilizzarla nella lotta quotidiana contro la borghesia.Non è questo il punto: solo che nella progettazione del futuro, noi non dobbiamo ne possiamo tagliare le radici che ci collegano a quel reale di cui siamo espressione.
Se la storia non si fa con le cesure, perchè "tutto si correlaziona in una logica causale al tutto"(il "continuum"), noi non possiamo di punto in bianco dire: "due secoli di movimento operaio" li buttiamo nel cesso.
Ecco espresso i due righe quanto vado cercando di dire da due pagine......In origine postato da Orwell
.......
A proposito dei primi chiarimenti chiesti da "Ardimentoso":
Il comunitarismo e il concetto di comunità non hanno significato politico univoco. Quello che è sicuro, è che evocano sentimenti molto negativi all'interno della cosiddetta "sinistra".
Le contraddizioni a cui facevo riferimento erano proprio quelle che emergono dalla storiografia della "sinistra" e le teorie politiche comunitariste.
Devo cmq fare una precisazione: io quando parlo di "sinistra" mi riferisco alla sinistra italiana, inquinata ed avvelenata dal perbenismo buonista.
Per la sinistra internazionale il discorso cambia, ed in qualche caso si allntana anni luce dai dogmi dei nostri sinistri.
Facendo riferimento a Chje Guevara, ed alla lettera che qui qualcuno ha postato, quanti sinistri italiani dal dopoguerra ad oggi avrebbero riportato come saluto e come esortazione la frase "PATRIA O MUERTE!"??
Purtroppo NESSUNO!!!!
Grazie per le perfette delucidazioni.
Il problema, come sempre, è studiare e leggere il più possibile per capirci qualcosa. Noi della rivista Comunitarismo stiamo cercando di proporre un comunitarismo che cerchi di raccogliere tutti i migliori valori partecipativi, socialisti, solidaristici e libertari. Il prof. Preve ci sta offrendo un aiuto prezioso, ma per meglio capire il comcetto di comunitarismo converrebbe partire da testi di tipo generale come: Francesco Fistetti "Comunità" (Il Mulino); Valentina Pazè "Il concetto di comunità nella filosofia politica contemporanea" (Laterza); Valentina Pazè "Comunitarismo" (Laterza); Costanzo Preve "Comunitarismo Filosofia Politica" (Noctua).
Nell'ultimo numero di Comunitarismo abbiamodato inizio ad una serie di interventi in cui si tenta di focalizzare e riassumere la nostra idea di comunitarismo. Il primo intervento è stato firmato da Filippo Ronchi, così come il secondo che si potrà leggere sul prossimo numero.
Il nostro è uno sforzo culturale e politico che non vuole proporre ricette per il futuro, ma alimentare il dibattito e formare una forza rivoluzionaria che si lascia alle spalle i rottami del passato e che offre nuove prospettive anticapitaliste e antimperialiste.
Mi attiverò immediatamente alla ricerca dei testi da te suggeriti,
e della rivista da voi edita.
mi auguro anche di trovare un sito di riferimento.
per il resto non posso consordare con quanto da te affermato.
saluti


Ardimentoso, inizia con Valentina Pazè "Comunitarismo" (Laterza). Per me è il più facile da leggere, quindi più veloce. E' un libretto, l'ho trovato in biblioteca.


In origine postato da Orwell
E' vero che le radici storico-politiche sono importanti, e che bisogna sapere da dove si viene, ma adesso i tempi sono maturi per guardare avanti e usare il cervello per proporre qualcosa di nuovo e rivoluzionario.
Come al solito si è arrivati alle dispute storiografiche se tizio ha detto questo o ha detto quello....
A proposito dei primi chiarimenti chiesti da "Ardimentoso":
Il comunitarismo e il concetto di comunità non hanno significato politico univoco. Quello che è sicuro, è che evocano sentimenti molto negativi all'interno della cosiddetta "sinistra". Il problema, come sempre, è studiare e leggere il più possibile per capirci qualcosa. Noi della rivista Comunitarismo stiamo cercando di proporre un comunitarismo che cerchi di raccogliere tutti i migliori valori partecipativi, socialisti, solidaristici e libertari. Il prof. Preve ci sta offrendo un aiuto prezioso, ma per meglio capire il comcetto di comunitarismo converrebbe partire da testi di tipo generale come: Francesco Fistetti "Comunità" (Il Mulino); Valentina Pazè "Il concetto di comunità nella filosofia politica contemporanea" (Laterza); Valentina Pazè "Comunitarismo" (Laterza); Costanzo Preve "Comunitarismo Filosofia Politica" (Noctua).
Nell'ultimo numero di Comunitarismo abbiamodato inizio ad una serie di interventi in cui si tenta di focalizzare e riassumere la nostra idea di comunitarismo. Il primo intervento è stato firmato da Filippo Ronchi, così come il secondo che si potrà leggere sul prossimo numero.
Il nostro è uno sforzo culturale e politico che non vuole proporre ricette per il futuro, ma alimentare il dibattito e formare una forza rivoluzionaria che si lascia alle spalle i rottami del passato e che offre nuove prospettive anticapitaliste e antimperialiste.
Sono molto interessato al "discorso" che fà Preve ed al suo tentativo di trovare una nuova via per il terzo millennio, pur rimanendo in qualche modo legato alle sue radici marxiane.
Se tra i rottami del passato di cui parli vi sono anche il comunismo storico novecentesco e l'antifascismo (dichiarati entrambi morti e sepolti dallo stesso Preve) allora sono concorde in pieno.


Il barbera che si fà ad Asti è il miglior vino del mondo conosciuto!In origine postato da Capitano Nemo
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Troppo generoso( ma non mi pare proprio che tu ti esprima in modo "confuso e frammentario"!!!).
Diciamo che dovremo procurare una buona scorta di rosso....poichè se ci mettiamo a parlare, tra noi navigatori di questo forum....prevedo ore...ore...ed ore di interminabili "viaggi" attraverso la politica, la storia, la vita...
Ma infondo, è questo che siamo.
Viaggiatori.
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Amico mio,In origine postato da Orwell
Come al solito si è arrivati alle dispute storiografiche se tizio ha detto questo o ha detto quello....
Va beh....d'accordo che non amo per natura i "neutralismi": ma quì non c'è stata alcuna disputa "storiografica" da far ricadere nell'ambito di una qualche ottusità settaria..."come al solito"(non l'ho capita)....
Quì due compagni hanno esposto alcuni passaggi del pensiero politico di Guevara, ad una persona(educata e disponibile) che non li ha letti, ed ha commesso un errore affermando che si trattava di "scritti italiani".
Punto.
Nessuna disputa. Anzi mi pare che la diversità delle interpretazioni sia di rilievo: e non credo ci si possa esimere dal prendere posizione relativamente alle tesi sollevate da "Ardimentoso" riguardo a tale "rivisitazione" della rivoluzione cubana e delle sue origini.
Lui sostiene che ha origini "terceriste", noi altri che ha origini che affondano nella particolare forza e natura del socialismo(di liberazione) in (latino-)America.
Secondo punto: come ho sempre sostenuto, se anche Guevara è stato da giovane un simpatizzante del peronismo(o un peronista), non vedo dove stiano lo scandalo, la vergogna o la novità.
Può essere scandaloso per chi ragiona in termini di "originarie purezze ontologiche"...ovvero per le sette della "estrema sinistra italica"...
Se, aggiungo, quell'esperienza è servita a formare il Guevara rivoluzionario che noi conosciamo....che è ben Altro rispetto a "tercerismi" e frescacce varie(non me ne voglia Ardimentoso)....ben venga pure....
Quello ce conta , lo dirò sempre, è questo:
Non ci interessa da dove vieni. Ci interessa dove vai.
Per dirla proprio con Guevara: "Non ci interessa chi eri. Ci interessa chi sei."
Bye
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