L'inganno di Berlusconi e il Paese impoverito
di Rinaldo Gianola
Con l’ex presidente della Confindustria, Antono D’Amato, e per qualche tempo anche con l’appoggio autorevole del Governatore della Banca d’Italia, Antonio Fazio, si era presentato in tv raccontandoci la favola del neo rinascimento economico che ci sarebbe toccato in eredità grazie alle magiche formule del suo governo.
Meno tasse per tutti, ovviamente.
Prezzi stabili e sotto controllo.
Redditi dei lavoratori garantiti nel loro potere d’acquisto.
Un sistema imprenditoriale che, finalmente liberato dai lacci e lacciuoli dello Statuto dei lavoratori, avrebbe potuto conquistare nuovi, straordinari successi.
Oggi, 30 novembre 2004, i sindacati confederali chiamano il Paese a una nuova protesta contro la politica economica di Berlusconi. È il quinto sciopero generale che Cgil, Cisl e Uil proclamano contro il governo perchè, contrariamente alla vergognosa propaganda del centro-destra amplificata dalle tv e dalla stampa di regime, la situazione del Paese è drammatica. Non c’è stato alcun miracolo economico, non si è manifestata alcuna ripresa, nè tantomeno le nostre imprese sono state capaci di liberare risorse e avviare un nuovo ciclo di investimenti.
La Fiat è in gravi difficoltà.
Alitalia licenzia per sopravvivere, e poi Finmatica, Volare, Impregilo sono i drammi che la cronaca ci offre.
E non abbiamo ancora archiviato gli scandali di Parmalat e Cirio. Dopo tre anni di governo del centro-destra le notizie sono queste:
oggi circa mezzo milione di lavoratori sono coinvolti in crisi aziendali, il reddito delle famiglie è gravemente minacciato dal mancato rinnovo (o dai ritardi colpevoli) dei contratti di lavoro, l’impoverimento del ceto medio è una triste novità anche per i grandi giornali, scuola, sanità e servizi sociali sono penalizzati da un crescente taglio delle risorse.
Di fronte a questi fatti, con una Finanziaria deludente che produrrà ulteriori danni nel tessuto sociale e dopo il taglio alle tasse che non convince nemmeno la Confindustria e il Corriere della Sera, l’Italia perbene, quella che non ricorre ai condoni e alle varie «Cirami» e «Gasparri» per tutelare i propri interessi, scende nelle piazze, si fa vedere e sentire (speriamo che ascoltino anche Mimum e Rossella) per chiedere una svolta profonda nella conduzione del Paese.
Berlusconi sta portando l’Italia allo schianto, ci isola in Europa dove vorrebbe, proprio lui, cambiare le regole comunitarie sulle compatibilità di bilancio.
Il suo «miracolo» si è trasformato in un incubo per gli italiani.




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