Vediamo cosa viene fuori da un paradosso:
uno stato veramente repubblicano non dovrebbe comunque processare come criminale il tirannicida?
Se poi assolverlo, dovrebbero pensarci i giudici, non i politici. Repubblicanamente parlando.


Vediamo cosa viene fuori da un paradosso:
uno stato veramente repubblicano non dovrebbe comunque processare come criminale il tirannicida?
Se poi assolverlo, dovrebbero pensarci i giudici, non i politici. Repubblicanamente parlando.


Lo stato repubblicano dovrebbe e deve farlo, ma la tirannia non è uno stato repubblicano. O no?


Quindi lo Stato Repubblicano dovrebbe in ogni caso processare l'omicida del tiranno.
Lo Stato Repubblicano non potrebbe glorificare l'azione del tirannicidio.
Il patriota repubblicano, chiamato al gesto disperato dell'omicidio del tiranno per la salvezza dei molti, saprebbe comunque nella sua coscienza di essere responsabile di omicidio.
La sua gloria non starebbe nell'omicidio che compie, ma nel proprio sacrificio, nella consapevolezza che forse porterà alla libertà (e alla nascita di una nuova Repubblica) la collettivita, ma in ogni caso sarà omicida.
In questo animo starebbe forse la gloria, nel coraggio di essere responsabile della propria azione, non nella azione in se stessa.


Qui si va molto sull'ipotetico. Comunque non credo che lo stato repubblicano possa giudicare un crimine compiuto prima della sua nascita.


Sono punti di vista diversi. Gli stessi che divisero, a suo tempo, Renato Curcio da Enrico Berlinguer.Citazione da Intervento Principale di by Alberich
Continuo a non concordare: se io vivo, per parlare con linguaggio repubblicano (ma si potrebbe tranquillamente traslare il discorso), in uno stato di dominio o di tirannia ritengo giusto e legittimo, dal mio punto di vista, mobilitarmi contro questo regime e ritengo giusto e legittimo il ricorso alla lotta violenta (ovviamente come ultima risorsa). Questo a prescindere dal risultato dei miei atti.
P.S. La replica di Viroli mi pare piuttosto confusa e contraddittoria.


Anche io sono rimasto un po' deluso dalla replica di Viroli.
Peccato.
Quando si prende un gomitolo, lo si disfa e se ne aggroviglia in modo spaventoso il filo, ci si deve poi rassegnare a non avere nè un gomitolo nuovo ordinato, nè un maglione o una sciarpa.Citazione da Intervento Principale di by LUCIO
Anche io sono rimasto un po' deluso dalla replica di Viroli.
Peccato.
Ogni successivo intervento volto a sbrogliare la matassa che, senza alcuna necessità, e senza alcun fine, si è creata, non farà che aggravare il tutto.
(In un sintetico detto locale: chi sputa per aria, je casca addosso).


Carino il detto. Ma locale di dove?Citazione da Intervento Principale di by Arsenio
In un sintetico detto locale: chi sputa per aria, je casca addosso
La mia delusione non nasce affatto dalla constatazione che il filo è ingarbugliato. Anzi meglio così perchè era innaturalmente disteso e lineare prima.
L'articolo di De Luna l'ho trovato quasi semplicistico.
Il primo articolo di Viroli affrontava con veemenza una questione che richiede grande idealità, anche a costo di incorrere a causa della veemenza in qualche errore di mira.
La mia delusione è legata piuttosto alla sensazione che Viroli abbia intrapreso inizialmente un discorso molto "alla Viroli", su grandi idee, un discorso tagliato a colpi di scure, senza mezze misure.
Nel secondo articolo mi è sembrato accomodante.
Le grandi idee fanno un po' a pugni col voler risultare accomodanti.
Locale della provincia di Ancona.Citazione da Intervento Principale di by LUCIO
Carino il detto. Ma locale di dove?
La mia delusione non nasce affatto dalla constatazione che il filo è ingarbugliato. Anzi meglio così perchè era innaturalmente disteso e lineare prima.
L'articolo di De Luna l'ho trovato quasi semplicistico.
Il primo articolo di Viroli affrontava con veemenza una questione che richiede grande idealità, anche a costo di incorrere a causa della veemenza in qualche errore di mira.
La mia delusione è legata piuttosto alla sensazione che Viroli abbia intrapreso inizialmente un discorso molto "alla Viroli", su grandi idee, un discorso tagliato a colpi di scure, senza mezze misure.
Nel secondo articolo mi è sembrato accomodante.
Le grandi idee fanno un po' a pugni col voler risultare accomodanti.
Per il resto, il mio parere è che sia dannoso e stupido inerpicarsi SENZA ALCUNA NECESSITA' di alcun genere, ma solo per amor dell'arte, su sentieri assi perigliosi, in cui, ad ogni passo, basta mettere male un piede per cadere in qualche baratro (come mi pare abbia fatto più volte lo stesso Viroli).


Immutata la stima verso il professore, ma concordo pienamente con Arsenio.