Sono i militari italiani di ogni grado e livello (Ufficiali, Sottufficiali, militari di truppa, civili impiegati in uffici e comandi militari) che, dopo l'8 settembre 1943 e all'incirca fino ai giorni di Natale del 1943, sono stati trasportati ed internati nei Lager nazisti in territorio polacco e tedesco (nei confini, quest'ultimo, del momento, quindi Austria compresa)In Origine postato da ardimentoso
grammaticalmente parlando.....non cambia una mazza.
per te i morti civili sono funzionali la causa.
chi è stato mandato nei "lager" e da chi.
prego postare numeri e fonti , altrimenti silenzio su questioni che dimostri di non conoscere.
Da memorie dei singoli, dalla diaristica, dai rilevamenti di Enti statali (Stato Maggiore Esercito - Ufficio Storico - Archivio di Stato, dal Ministero degli Affari Esteri, ecc.), dal testo di Gerhard Schreiber "Die italienischen Militaerinternierten im deutschen Machtbereich), e considerando l'entità delle unità italiane schierate in Italia e nei territori occupati della Francia, della Balcania e della Grecia, i militari italiani internati nei Lager sono .stati oltre 650.000.
Da tenere presente che almeno 70.000 di essi, vittime delle condizioni di vita, delle angherie, delle violenze, non hanno fatto ritorno in Patria.
Sono stati trattati nel peggiore dei modi, in condizioni di vita, igienico-sanitarie, di vitto e di alloggio di pura sopravvivenza.
Considerati traditori, quindi con astio e con spirito vendicativo, sottoposti ad angherie e violenze.
Soggetti a continue pressioni, minacce, alternate a false promesse e lusinghe per l'adesione alla R.S.I. o al Terzo Reich, si è cercato sempre di mortificare la loro personalità umana.
Inviati al lavoro coatto con orari impossibili e disumani, nelle fabbriche soggette, quali obiettivi primari, a continui bombardamenti aerei. Il tutto senza l'assistenza e la vigilanza degli organi della Croce Rossa Internazionale.




