In origine postato da Mr
Lascio da parte in questo discorso qualsiasi giudizio riguardo l'Olocausto.
All'inizio del'900 come forse saprai, la nascita delle geometrie non euclidee, la ridiscussione degli assiomi dell'aritmetica da parte di Russell, la teoria della relatività ed eventi similati fecero crollare il principio individuationis hegeliano che fondava buona parte delle scienze, giungendo alla conclusione che, tutto sommato, la verità non è definibile, il mondo esterno non è conoscibile in sè e per sè e che la realtà non esiste se non dipendentemente dall'osservatore e non è rappresentabile se non attraverso modelli che non *sono* in sè la realtà.
Mi spiegherai, quindi, perché se neanche l'Algebra è *verità* dovrebbe esserlo la Storia che, per definizione, è un'interpretazione di un'interpretazione che riguarda una memoria la quale a sua volta si rifà alla realtà.
La chimica, la fisica, i calcoli demografici, non credo siano stati ancora relativizzati. E la confutazione revisionista dello "sterminio" si appoggia ampiamente a queste discipline.




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