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  1. #31
    laico progressista
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    L'ultimo capoverso del tuo discorso accende una luce sinistra sull'onestà intellettuale che permea tutto il processo. Le primarie non andranno più bene perché non faranno vincere chi si vuole che vinca? Se questo è il principio su cui si fanno le proposte politiche, faccio non bene, ma benissimo, a pararmi il cosiddetto anzitempo.

    Per il resto, nessuno rimpiange né ha mai tirato in ballo la Prima Repubblica, lascia che nelle solite semplificazioni di comodo ci scadano altri: da te mi aspetto ben altro.
    Le personalizzazioni ci sono, ma devono restare nell'alveo del partito. E' quando debordano e vanno dritte alla gente, lasciandosi alle spalle i partiti, che non mi piacciono. Guarda ad esempio al fiottare di liste dei governatori: Marrazzo a sinistra, Storace a destra, Formigoni di su, Fitto di giù, Pincopallino di qua e di là. Ogni testa, un simbolo nuovo. Ogni carica ricoperta, ogni fama acquisita, genera capi e capetti. Basta coi personalismi. Basta con gli individualismi. Basta coi salvatori della Patria. D'Alema, per tornare al tuo esempio, è un leader, è un personaggio e una personalità, ma non si sognerebbe mai di farsi una lista tutta sua. Caratura e carisma sono messi a servizio del partito, per indirizzarlo, arricchirlo, fare i conti con la sua democrazia interna. Ed è bene che sia così. E' bene che la politica venga gestita dai partiti. Se la metti in mano alla gente, magari attraverso gli Sgarbi e i Di Pietro di turno, ti accorgi presto che la massa ragiona con la pancia, se non col culo.

  2. #32
    L'auriga
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    Citazione da Intervento Principale di by Paolo Arsena
    L'ultimo capoverso del tuo discorso accende una luce sinistra sull'onestà intellettuale che permea tutto il processo. Le primarie non andranno più bene perché non faranno vincere chi si vuole che vinca? Se questo è il principio su cui si fanno le proposte politiche, faccio non bene, ma benissimo, a pararmi il cosiddetto anzitempo.
    ]

    La disonestà intelletuale è di alcune ben determinate persone, spaventate a morte che non vinca le primarie chi si vuole le vinca: sono questi che daranno l'anima per seppellire le primarie e affinché i vertici di partito (e non i partiti: amio avviso c'è un grande problema democratico all'interno dei nostri partiti) ritornino a decidere tutto, come mi pare tu auspichi, entro quattro strette mura, al riparo da occhi ed orecchie indiscrete (tu ritieni che ciò sia democratico? ma......)

    Citazione da Intervento Principale di by Paolo Arsena
    Per il resto, nessuno rimpiange né ha mai tirato in ballo la Prima Repubblica, lascia che nelle solite semplificazioni di comodo ci scadano altri: da te mi aspetto ben altro.
    ]
    Ma Paolo, questo noi italiani abbiamo visto, questo abbiamo subito, quelli erano gli uomini e i partiti che ci hanno vessato, che hanno ammazzato l'Italia e che, non dimenticarlo, hanno "gestato" Berlusconi. La mia non è una semplificazione, è un riassunto. Perchè credi che i partiti di domani siano migliori di quelli di ieri? Da dove nasce la tua idea per cui se i partiti ritornassero ad essere i soli protagonisti della politica (MA SEI SICURO CHE NON LO SIANO ANCORA? IO NO, almeno nel centro sinistra) sarebbero migliori di quello che sono stati?

    Citazione da Intervento Principale di by Paolo Arsena
    Le personalizzazioni ci sono, ma devono restare nell'alveo del partito. E' quando debordano e vanno dritte alla gente, lasciandosi alle spalle i partiti, che non mi piacciono. Guarda ad esempio al fiottare di liste dei governatori: Marrazzo a sinistra, Storace a destra, Formigoni di su, Fitto di giù, Pincopallino di qua e di là. Ogni testa, un simbolo nuovo. Ogni carica ricoperta, ogni fama acquisita, genera capi e capetti. Basta coi personalismi. Basta con gli individualismi. Basta coi salvatori della Patria. D'Alema, per tornare al tuo esempio, è un leader, è un personaggio, ma non si sognerebbe mai di farsi una lista tutta sua. La sua caratura la mette a servizio del partito, lo indirizza, lo arricchisce, si scontra con la sua democrazia interna. Ed è bene che sia così. E' bene che la politica venga gestita dai partiti. Se la metti in mano alla gente, magari attraverso gli Sgarbi e i Di Pietro di turno, la massa ragiona con la pancia, se non col culo.
    Per riadattare una tua espressione (mi pare), è necessario che al tram ci sia una giuda, sennò si sprofonda tutti dentro al fosso. Una cosa è la leaderschp, un'altra sono i personalismi: bisogna distinguere. La prima è necessaria, gli altri sono una sciagura.
    Un' ultima cosa: la massa (spesso, ma non sempre paolo, non sempre) ragiona con la pancia anche quando ad imbonirla ci sono i partiti, come dimostra ampiamente la storia italiana.

  3. #33
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    Citazione da Intervento Principale di by Paolo Arsena
    Se la metti in mano alla gente, magari attraverso gli Sgarbi e i Di Pietro di turno, ti accorgi presto che la massa ragiona con la pancia, se non col culo.


    Gad: Di Pietro, mi candido a primarie

    18/01/2005 - 18:17
    Spero che lezione democrazia si ripeta a livello nazionale
    (ANSA) - ROMA, 18 GEN - Antonio Di Pietro si candidera' alle primarie per il candidato premier del centrosinistra. Lo annunciato arrivando al vertice della Gad. 'Mi auguro -ha detto Di Pietro - che questa lezione di democrazia offerta dal centrosinistra in Puglia si ripercuota anche a livello nazionale. E io ci saro', mi candidero' anch'io'

    Gad: Pecoraro, primarie? Mi candido anch'io
    18/01/2005 - 19:02
    Bertinotti: tranquilli, vincera' Prodi
    (ANSA) - ROMA, 18 GEN - 'Se ci sara' un programma riformista e uno comunista, allora ci sara' anche un programma ecologista e io mi candidero'' dice Pecoraro. Il presidente dei Verdi risponde cosi' all'annunciata candidatura di Di Pietro alle primarie. Di diverso avviso il segretario del Pdci Diliberto: 'Faro' di tutto per evitarlo'. Bertinotti, intanto, tranquillizza tutti: 'Mi pare difficile che io possa vincere. Se dovessi essere un osservatore distaccato, il mio pronostico sarebbe la vittoria di Prodi'.

  4. #34
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    Dimenticavo: anch'io sono un sostenitore del fatto che i partiti svolgano un ruolo preponderante nella vita politica (altrimenti non mi sarei istritto al MRE): solo che in materia, anche sulla scorta delle passate negative esperienze subite dal nostro Paese, ritengo di non dovere in nessun caso arroccarmi su posizioni teoriche e principio, giuste nella carta ma lontane dalla realtà delle cose.

  5. #35
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    Citazione da Intervento Principale di by Arsenio
    è necessario che al tram ci sia una giuda....
    Lapsus dattilografico, immagino....

  6. #36
    L'auriga
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    Citazione da Intervento Principale di by Paolo Arsena
    Lapsus dattilografico, immagino....
    ERRORE dattilografico........

  7. #37
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    Ragazzi, mentre noi cazzeggiamo, dopo la puglia qua tutti hanno scoperto le primarie.

    Siamo già a quattro candidati: Prodi, Bertinotti, Di Pietro e Pecoraro.

    Bene, saranno elezioni vere.

  8. #38
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    Visto che mi ci tiri dentro, parliamo pure di Prima Repubblica.

    Di quel periodo ho un ricordo nefasto. La moralità pubblica, anzitutto. Si rubava, si colludeva con la criminalità organizzata, il voto di scambio era una prassi consolidata. E poi l'ingovernabilità: si cambiavano i governi ad ogni piovasco. La mancanza di ricambio: siamo rimasti quarant'anni sotto l'ala protettiva di mamma Dc, senza possibilità alcuna di accedere a qualche radicale alternativa; solo varianti sul tema.
    Basterebbe questo a farsi prendere dall'orticaria.

    Oggi, non è che sia meglio. La moralità pubblica si è, se possibile, deteriorata, cronicizzata in negativo. Se la sinistra ne ha fatto un cavallo di battaglia (ma era così anche nella Prima Repubblica) con maggiore o minore buona fede, a destra le cose sono precipitate: oggi rubare è lecito. Basta farsi difendere da un nutrito pool di avvocati-avvoltoi e gridare allo scandalo giudiziario.
    L'illegalità è uno status symbol, uno stile di vita conclamato: evito di snocciolare esempi perché mi annoia, ma mi pare che basti ripercorrere le vicende parlamentari anche solo dell'ultimo anno, per darsi una rinfrescata. Tutto alla luce del sole, tutto ben chiaro, in modo che il comune cittadino sappia quali sono i princìpi cardine della nuova società. Ciò che prima veniva fatto sottobanco, con un fremito di timore e di vergogna, perché la gente lo condannava senza appello, oggi è un banale abuso, una normale condotta, un modo per farsi belli e furbi davanti agli altri. L'ingovernabilità è solo lievemente migliorata. Nel senso che la vita media di alcuni governi si è allungata, sebbene resti una rissosità, una tendenza al ricambio, allo smottamento continuo. Di fatto, ad un'ingovernabilità latente. Se a differenza dei governi dell'Ulivo Berlusconi resiste, poi, è perché ha un potere di ricatto specifico e tutto suo, ma questo è forse peggio....
    Il ricambio invece, rispetto a prima è garantito, ma nel clima di guerra innescato dal sistema bipolare, rischia di produrre un infinito fare e disfare, che al Paese certo non giova.

    Insomma, caro Arsenio, la prima repubblica faceva schifo, ma questa non è da meno.
    Su una cosa soltanto mi piacerebbe sottolineare una differenza, che in questo scempio non è da poco. Esisteva prima un rispetto profondo (magari anche soltanto formale -ma spesso la forma è sostanza-) per le istituzioni. Esisteva un senso dello Stato, una misura, un'attenzione particolare alla tutela delle regole democratiche. Valori che oggi abbiamo decisamente perduto. A destra come a sinistra.

    Della prima repubblica mi piacerebbe recuperare soltanto questo. E mi piacerebbe recuperare sì il protagonismo dei partiti, ma all'interno di un contesto istituzionale e di un panorama politico diverso da oggi e da allora.
    Su tutto il resto troverò il modo di risponderti. Ora si è fatto tardi.
    A presto

  9. #39
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    L'analisi della schifezza è giusta, ma è sbagliato darne le colpe al sistema elettorale.

    Il maggioritario esiste in quasi tutto il mondo, ma solo qua ha espresso uno come Berlusconi. Le colpe vanno ricercate addietro, nel monopolio dei mezzi di informazione unito all'immensa potenza economica, che gli sono state consegnato dal sistema proporzionale.

    Se il centrodestra avesse un leader normale, se l'informazione non fosse in mano a Berlusconi, questo degrado non lo avremmo mica. In Gran Bretagna un ministro si dimette se il sistema informativo scopre che non ha pagato i contributi alla colf. Qua il sistema infrormativo si dà anima e corpo ad intimidire la magistratura. se osa indagare sulle telefonate tra mafiosi e ministri. La differenza è questa qua. Con il sistema proporzionale nella situazione attuale governerebbe lo stesso Berlusconi ricattando col suo potere gli alleati, non cambierebbe mica niente, a parte il fatto che sarebbe impossibile mandarlo a casa, installato come sarebbe nel suo "centro" inamovibile. Guarda che ha preso il 52% dei voti nel 2001, al proporzionale.

  10. #40
    laico progressista
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    Tant'è, Brunik. Con questa dinamica dobbiamo fare i conti. La realtà non si evolve in astratto, ma sulle basi del passato e del presente. Il nostro bipolarismo è nato e cresciuto sul fenomeno Berlusconi, e su questo si è incancrenito.
    Il marchio del Cavaliere resterà indelebile, nel senso che, stando così la situazione, anche dopo la sua eventuale uscita di scena, le fazioni continueranno a farsi la guerra. E' una sorta di meccanismo inerziale, per cui se l'elettore si è abituato a scegliere di qua o di là, bianco o nero, senza possibili sfumature, continuerà a farlo con lo stesso spirito anche in seguito. Tanto più nel bipolarismo di stampo prodiano, che aspira ad un secco bipartitismo.

    La situazione in Italia può cambiare soltanto con un passaggio ad un nuovo sistema, in grado di rimescolare le carte, di riavviare un dialogo tra le forze politiche, una loro riorganizzazione su altre basi.
    Poi, inutile generalizzare sul proporzionale. Ne esistono un'infinità di declinazioni, di combinazioni con altri meccanismi elettorali. Partendo dall'idea di cambiare il sistema vigente, si apre uno spettro infinito per riscrivere regole e procedure. Come fai a decidere hic et nunc chi ne sarà avvantaggiato e chi no?

 

 
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