Questa si che è inquietante


Questa si che è inquietante
Non ne ho idea, l'ho trovata in un forum che ti linko sotto, ci sono delle immagini molto belle, chissà cosa diranno i partecipanti, tra inglese e tedesco non ci capisco niente:In origine postato da yota71
Questa però è una rielaborazione in 3D vero ?
http://206.145.80.239/zbc/showthread.php?t=10836
Questa è macabra, ma bellissima, guardate un pò:
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Questa potrebbe essere la versione moderna dell'Isola dei Morti:
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Questa è l'ennesima versione, certo NON meno bella o inquietante
Anzi vista così ha un che di biologico


Ma io non metto in dubbio che Freud ce la vedesse, visto che vedeva un fallo in qualunque cosa fosse più lunga che larga. Ma le intenzioni del pittore erano tutt'altre.In origine postato da Charlie Brown
Eppure io ce la continuo a vedere. Forse la vide pure il buon Sigmund, che ne appese qualche copia nel suo studiolo. Forse.
Belle le altre immagini postate!
Riaffiorano i ricordi degli anni di passione
ritorna il vecchio sogno per la rivoluzione.
Racconti senza fine di gente che ha pagato
non puoi mollare adesso la lotta a questo stato.
La rivoluzione è come il vento, la rivoluzione è come il vento.


Anche Dalì ne dipinse una versione. Una versione piuttosto… minimalista.
"Isola dei morti" di Arnold Böcklin all’ora dell’Angelus (1932)


Adoro Dalì, ma questa non mi piace proprio.
Riaffiorano i ricordi degli anni di passione
ritorna il vecchio sogno per la rivoluzione.
Racconti senza fine di gente che ha pagato
non puoi mollare adesso la lotta a questo stato.
La rivoluzione è come il vento, la rivoluzione è come il vento.


Una signora che aveva una grande anima da riempire, una grande malinconia da nutrire, commise a Böcklin "il quadro più romantico che mai fosse dipinto"; e non si può dire davvero che Böcklin abbia deluso i voti della committente.
Böcklin amava ripetere più volte i propri quadri.
Dell'Isola dei morti ha dato ben cinque versioni.
I cipressi diventano sempre più piccoli, le rocce sempre più grandi.
Si riduce via via quel poco di vivo che era ancora nell'isola di morte, se pure a riguardo di cipressi è lecito parlare di vita.
Sotto la porta di uno degli avelli, a destra, a breve altezza sulla roccia che strapiomba, Böcklin ha scritto il proprio nome con le sole iniziali, come soleva fare "A.B.".
Terminato di edificare la sua isola, di sconfinare quel mare desolato, Böcklin riservò a sé uno dei loculi, per abitarlo da morto e magari da vivo.
(Alberto Savinio, Narrate,uomini, la vostra storia)


Questo mi piace.In origine postato da Alessandra
Questa è macabra, ma bellissima, guardate un pò:
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