molto belloIn origine postato da Fenris
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Vi piace il quadro preferito da Hitler? Cosa vi ispira?![]()
questa è la versione che mi piace di più


molto belloIn origine postato da Fenris
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Vi piace il quadro preferito da Hitler? Cosa vi ispira?![]()
questa è la versione che mi piace di più


quella posseduta da Hitler è questa:
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A te piace quella che teneva Lenin nella camera da letto![]()
Grazie, non sapevo questa cosaIn origine postato da phalanx_14
se si taglia un ramo ad un cipresso, questo non ricresce; evidente è la metafora con la vita che - recisa- non ricresce...
il quadro è bellissimo, echeggiano le atmosfere tardo romantiche tanto care al Nazional Socialismo, venate di esistenzialismo.
affascinante.
Una frase dell'autore sulla sua opera: "Chi guarda questo quadro deve aver timore di disturbare il solenne silenzio con una parola espressa ad alta voce"
Chissà se sarebbe contento di leggere i nostri commenti...secondo me sì, sempre meglio di questa poesia che ho trovato che racconta il quadro...perdonatemi ma già le poesie le reggo poco, questa la trovo terribile...
giunti,finalmente giunti
la sera nettata da una maestralata
il dirupo a buiore venuto
e nera una caligine bulicante il mare vela
il vento gli echi porta de l'humano graculare
ascende il Te Deum
spulate le anime approdano
a scontare bercianti le maldicenze
febbricitanti e tremolanti sostando
lumiere e indulgenza vocando
scomputi e migliori posture
più ventilate meno solari
non esposte alle correnti
ognuna vista d'infinitudine reclamando
pietade implorando
indi guaiolando minimando e sottigliando
Mario Pischedda


a me incutono tutte un certo effetto... ma esiste un significato, una interpretazione?
e perchè sono così tante le versioni? chi iniziò e quando la lunga serie?


a me gli autori che se la tirano parlando delle proprie opere stanno sul cazzo. ma che li lasci fare agli altri i commentiIn origine postato da Alessandra
Una frase dell'autore sulla sua opera: "Chi guarda questo quadro deve aver timore di disturbare il solenne silenzio con una parola espressa ad alta voce"
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Mi piace molto la versione posseduta da Hitler (postata da pcosta). Se poi salta fuori che era di Berlinguer - a scanso d'equivoci - è lo stesso.In origine postato da Fenris
Vi piace il quadro preferito da Hitler? Cosa vi ispira?Mi piacciono i contorni, più definiti, e quei colori che ricordano vagamente i primi passaggi dal dagherrotipo alla fotografia...
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Sono tutte dello stesso pittore, lo svizzero Arnold Boecklin. Era d'uso comune all'epoca dipingere varie versioni, prima che esistesse la fotografia (il dipinto è del 1880). E' evidente la simbologia legata alla morte, con il boschetto buio dei cipressi circondato dalle rocce che sembrano contenere loculi e strutture antiche (simbolo del tempo che passa) e la figura avvolta in un sudario che si trova sulla barca. Poi, le sensazioni sono lasciate al singolo osservatore, ma da sempre questo dipinto suscita un senso ipnotico di mistero e vaga angoscia, che è un po' quello che ci pervade quando pensiamo alla morte. E' una simbologia un po' onirica se vogliamo.In origine postato da Cristianu
a me incutono tutte un certo effetto... ma esiste un significato, una interpretazione?
e perchè sono così tante le versioni? chi iniziò e quando la lunga serie?
Questo è un significativo autoritratto dell'autore del quadro:
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Riaffiorano i ricordi degli anni di passione
ritorna il vecchio sogno per la rivoluzione.
Racconti senza fine di gente che ha pagato
non puoi mollare adesso la lotta a questo stato.
La rivoluzione è come il vento, la rivoluzione è come il vento.


Vero, ma non si può negare che il commento dell'autore sia in questo caso molto pertinente.In origine postato da Alberich
a me gli autori che se la tirano parlando delle proprie opere stanno sul cazzo. ma che li lasci fare agli altri i commenti![]()
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Riaffiorano i ricordi degli anni di passione
ritorna il vecchio sogno per la rivoluzione.
Racconti senza fine di gente che ha pagato
non puoi mollare adesso la lotta a questo stato.
La rivoluzione è come il vento, la rivoluzione è come il vento.


ancora peggio: se è pertinente lo farà qualche critico o qualche osservatore...![]()
Martin Mystère n°224 "L'isola dei morti"
Personaggio creato da:
Alfredo Castelli
Soggetto e sceneggiatura:
Andrea Pasini e Marco Berrini
Disegni:
Luigi Coppola
Copertina:
Giancarlo Alessandrini
Su un mistero è stato chiamato ad indagare il nostro Martin Mystère. Due dei quattro quadri oggi esistenti (del quinto si sono perse le tracce), sono stati rubati. Martin Mystère si mette a lavoro ed inizia una nuova avventura che lo vedrà alle prese con una loggia i cui adepti sono tutti ultracentenari, con uomini che scompaiono nel nulla per poi riapparire e tante altri misteri da svelare.