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Discussione: Cosa ne pensate?

  1. #11
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    In origine postato da Shaytan
    Per poi darle in mano a qualche parastatale terrone scansafatiche, sarebbe un rischio troppo grosso da prendere
    Vero anche questo.

  2. #12
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    In origine postato da Autari
    favorevole al nucleare a patto che ogni regione produca esclusivamente l'energia necessaria al suo fabbisogno.
    Concordo.

  3. #13
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    Dunque o siamo scemi noi o sono scemi i francesi che subito al di là delle Alpi le centrali nucleari le hanno ben attive.

    Poi, piccola considerazione , a Chernobyl i reattori non erano in normali condizioni di sicurezza ,e....c'era il regime comunista allora(1987).

    Dunque sì al nucleare,con poche centrali gestite da Padani.

  4. #14
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    In origine postato da ZENA
    Cioè vorresti l'apertura di 20 centrali nucleari????
    Non credo che regioni come, ad esempio, la Basilicata abbiano bisogno di centrali nucleari. Per il loro fabbisogno è sufficiente la produzione tradizionale.
    Altre regioni, come la Valle d'Aosta e il Trentino, possono sopperire con l'idroelettrico.
    Regioni come il Lazio e la Campania, invece, probabilmente non sono autosufficienti dal punto di vista energetico e ricorrono alla produzione di altre regioni o all'acquisto dall'estero.
    Se si dovesse introdurre il nucleare non vorrei che regioni come la Lombardia, il Piemonte o il Veneto fungessero da produttori per chi non è autosufficiente.
    In parole povere non vorrei che finisse come per le discariche.

  5. #15
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    CONTRARIO AL 100%.
    Concordo con Pinocchio e quindi non ripeto le stesse cose.
    TIOCH FAID AR LA'

  6. #16
    email non funzionante
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    In origine postato da Autari
    Non credo che regioni come, ad esempio, la Basilicata abbiano bisogno di centrali nucleari. Per il loro fabbisogno è sufficiente la produzione tradizionale.
    Altre regioni, come la Valle d'Aosta e il Trentino, possono sopperire con l'idroelettrico.
    Regioni come il Lazio e la Campania, invece, probabilmente non sono autosufficienti dal punto di vista energetico e ricorrono alla produzione di altre regioni o all'acquisto dall'estero.
    Se si dovesse introdurre il nucleare non vorrei che regioni come la Lombardia, il Piemonte o il Veneto fungessero da produttori per chi non è autosufficiente.
    In parole povere non vorrei che finisse come per le discariche.
    Chiaramente bisognerebbe mettere molti paletti. La produzione intanto andrebbe, come detto, redistribuita fra le diverse macro-aree. Successivamente bisognerebbe parlare di indennizzo per le comunità che dovranno subire i costi ambientali, e che comunque dovranno approvare, e non subire, l'impiantistica. In termini, ad esempio, di partecipazione azionaria o di sgravi fiscali. Non sono un fisico, ma credo che attivare il nucleare comporterà anche il problema dello smaltimento delle scorie. O sbaglio? Tutto ciò mi fa pensare che una tale produzione energetica sarebbe possibile solo in barba alla democrazia, dato che già costruire inceneritori sembra impresa titanica. Ma forse è una certa idea di progresso, quella dello sviluppo cieco e forzato che, per certi aspetti, procede in deroga al consenso popolare. O meglio: a chi di volta in volta ne paga il prezzo, fra l'indifferenza di chi se ne approfitta.
    In ogni caso, come Italia, onde non prendersela nello stoppino, è consigliabile continuare ad acquistare energia dall'estero. Costa troppo? Beh, in questi casi si usa dire: puntiamo sul turismo.

 

 
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