Vero anche questo.In origine postato da Shaytan
Per poi darle in mano a qualche parastatale terrone scansafatiche, sarebbe un rischio troppo grosso da prendere![]()


Vero anche questo.In origine postato da Shaytan
Per poi darle in mano a qualche parastatale terrone scansafatiche, sarebbe un rischio troppo grosso da prendere![]()


Concordo.In origine postato da Autari
favorevole al nucleare a patto che ogni regione produca esclusivamente l'energia necessaria al suo fabbisogno.


Dunque o siamo scemi noi o sono scemi i francesi che subito al di là delle Alpi le centrali nucleari le hanno ben attive.
Poi, piccola considerazione , a Chernobyl i reattori non erano in normali condizioni di sicurezza ,e....c'era il regime comunista allora(1987).
Dunque sì al nucleare,con poche centrali gestite da Padani.
http://ilselvaggio.jimdo.com/ Scaricatevi IL SELVAGGIO la vera origine e sviluppo delle razze umane
http://prometheus.greatnow.com/psicopat.html
CONTRO MONOTEISMO
http://www.thule-italia.net/religione/monoteismo.html
www.laliberacompagnia.org


Non credo che regioni come, ad esempio, la Basilicata abbiano bisogno di centrali nucleari. Per il loro fabbisogno è sufficiente la produzione tradizionale.In origine postato da ZENA
Cioè vorresti l'apertura di 20 centrali nucleari????
Altre regioni, come la Valle d'Aosta e il Trentino, possono sopperire con l'idroelettrico.
Regioni come il Lazio e la Campania, invece, probabilmente non sono autosufficienti dal punto di vista energetico e ricorrono alla produzione di altre regioni o all'acquisto dall'estero.
Se si dovesse introdurre il nucleare non vorrei che regioni come la Lombardia, il Piemonte o il Veneto fungessero da produttori per chi non è autosufficiente.
In parole povere non vorrei che finisse come per le discariche.


CONTRARIO AL 100%.
Concordo con Pinocchio e quindi non ripeto le stesse cose.
TIOCH FAID AR LA'


Chiaramente bisognerebbe mettere molti paletti. La produzione intanto andrebbe, come detto, redistribuita fra le diverse macro-aree. Successivamente bisognerebbe parlare di indennizzo per le comunità che dovranno subire i costi ambientali, e che comunque dovranno approvare, e non subire, l'impiantistica. In termini, ad esempio, di partecipazione azionaria o di sgravi fiscali. Non sono un fisico, ma credo che attivare il nucleare comporterà anche il problema dello smaltimento delle scorie. O sbaglio? Tutto ciò mi fa pensare che una tale produzione energetica sarebbe possibile solo in barba alla democrazia, dato che già costruire inceneritori sembra impresa titanica. Ma forse è una certa idea di progresso, quella dello sviluppo cieco e forzato che, per certi aspetti, procede in deroga al consenso popolare. O meglio: a chi di volta in volta ne paga il prezzo, fra l'indifferenza di chi se ne approfitta.In origine postato da Autari
Non credo che regioni come, ad esempio, la Basilicata abbiano bisogno di centrali nucleari. Per il loro fabbisogno è sufficiente la produzione tradizionale.
Altre regioni, come la Valle d'Aosta e il Trentino, possono sopperire con l'idroelettrico.
Regioni come il Lazio e la Campania, invece, probabilmente non sono autosufficienti dal punto di vista energetico e ricorrono alla produzione di altre regioni o all'acquisto dall'estero.
Se si dovesse introdurre il nucleare non vorrei che regioni come la Lombardia, il Piemonte o il Veneto fungessero da produttori per chi non è autosufficiente.
In parole povere non vorrei che finisse come per le discariche.
In ogni caso, come Italia, onde non prendersela nello stoppino, è consigliabile continuare ad acquistare energia dall'estero. Costa troppo? Beh, in questi casi si usa dire: puntiamo sul turismo.![]()