

Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.


Dio scrive dritto anche sulle righe storte degli uomini.




Leo Strauss arrivava a suggerire, a partire da alcuni indizi, che Platone condividesse segretamente l'orizzonte di Trasimaco, in contrasto con la filosofia politica rivolta ai profani e che avrebbe dovuto fondare l'ordine sociale. Ma è una questione filologica tutto sommato secondaria.


Dio scrive dritto anche sulle righe storte degli uomini.


Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.




Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.


credo non sia possibile
ti dico solo che nella nostra società convivono differenze abissali di consapevolezza, sviluppo evolutivo e conseguentemente etico (anzi scusa Etico, con la maiuscola)
non è etico per me mangiarmi i coglioni dell'avversario ucciso in combattimento ma ancor oggi lo è per un selvaggio della papuasia....è un'esagerazione ma rende l'idea
nun se po' fa Plato' :sofico:
Non ho princìpi, l’adattabilità a tutte le cose è i miei princìpi


Il pensare non è un attività dell'uomo..è un contenuto che sopraggiunge nel cerchio dell'apparire..l'individuo come tale non esiste..e non esiste alcun individuo dotato di fede..ma è la Fede (l'isolamento semantico della terra dal destino) ad evocare via via l'individuo..la società..la metafisica..la tecnica..come sue espressioni specifiche..non è che esista qualcosa come l'uomo fedele e volente..ma è la volontà-fede-isolamento a incarnarsi di volta in volta nelle forze che intendono mobilitare l'essente governandone l'oscillazione tra l'essere e il niente..
L'essenza dell'uomo non ha nulla a che vedere con ciò che l'intera nostra cultura pensa dell'esistenza umana..e da questo punto di vista tutte le discussioni su cosa sia l'uomo e su cosa meriti sono violenze..proprio perchè non hanno di vista la verità dell'uuomo..che è cioè l'apparire stesso della terra che sopraggiunge in esso e che via via congeda..ognuno di noi è l'apparire stesso della totalità del tutto..una concessione che nella storia della metafisica era affidata unicamente al Dio aristotelico, a quello teologico-cristiano, all'Assoluto hegeliano..
Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.