In questo momento direi ospedale, anche perchè ci sono appena stato per visitare mio padre.
non è niente di grave, comunque...ma non è certo un luogo allegro...
Si
No
Non lo so


In questo momento direi ospedale, anche perchè ci sono appena stato per visitare mio padre.
non è niente di grave, comunque...ma non è certo un luogo allegro...


In origine postato da il merovingio
In questo momento direi ospedale, anche perchè ci sono appena stato per visitare mio padre.
non è niente di grave, comunque...ma non è certo un luogo allegro...![]()


In origine postato da Pablo
non è questione di rifiuto. Come ha detto anche Pensy, in genere visto l'andamento economico nazionale, nelle famiglie si lavora in due e se capita che il genitore anziano non sia più autosufficiente, obbligatoriamente uno dei due componenti famigliari, ed in questo caso sempre la donna (che sia o meno figlia dell'anznianoin questione) è costretta a stare a casa dal lavoro per accudirlo.
In una situazione del genere, poi tutta la tua vita viene completamente stravolta: nessuna possibilità di uscire per andare al cinema, una serata in pizzeria senza poi parlare delle ferie che obbligatoriamente trascorrerai a casa per accudire l'anziano ammalato
Tutti bei discorsi. Il fatto è che l' "anziano ammalato" è tua madre o tuo padre.


Hai detto "eutanasia", ma mi pare che nei casi di cui parli non è l'anziano che soffre e deve essere liberato dalla sofferenza, sei tu che soffri per tutti i cavoli che vuoi, ed hai bisogno di liberarti dell'anziano...In origine postato da pensiero
certo, e ben che vada magari ragiona con la testa e ti aiuta, conosco na famiglia che ha una situazione in casa di un genitore infermo che non conosce nessuno, da imboccare e fargli tutto insomma si ritrovano con un vegetale da accudire, se parli con qualcuno ti dicono eh ma si prendono l'accompagnatoria che deve essere una cifra messa a disposizione dallo stato per queste robe...quando sento dire così li ammazzerei perchè penso che certe cose bisogna solo provarle prima di parlare.....i casi come quello di cui sopra, se mi dovesse capitare io firmo per l'eutanasia, garantito


In origine postato da Io Robert
mai trovato brutto il cimitero anzi è romantico.
Vi sono dei cimiteri, come quelli nuovi dei grandi conglomerati urbani, che farebbero venire gli incubi a uno zombi.
Però i piccoli cimiteri di campagna, con ancora le vecchie tombe degli avi, sono luoghi sereni, di pace, dove è piacevole passare tra le file di tombe pensando al passato. Tale è per esempio il cimitero del mio paese, inerpicato in cima ad un colle, dove io vado volentieri a visitare i miei antenati (tutti) ogni volta che posso.


tu parla per teIn origine postato da sosunturzos
sei tu che soffri per tutti i cavoli che vuoi, ed hai bisogno di liberarti dell'anziano...![]()
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io cmq se poco poco mi accorgo un domani che per qualsiasi motivo dovessi essere di peso per i familiari, chiunque essi siano, spero nel frattempo passi la possibilità dell'eutanasia, perchè io la chiederei senz'altro


Più si avvicina il momento della fine, più ci si aggrappa alla vita. Te lo dice una che che ha vissuto con i due nonni, li abbiamo accuditi fino alla fine e non dimenticherò mai la disperazione negli occhi di mio nonno mentre era bloccato a letto da un ictus o la voglia di muoversi e di fare della mia nonna novantenne.In origine postato da pensiero
tu parla per te![]()
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io cmq se poco poco mi accorgo un domani che per qualsiasi motivo dovessi essere di peso per i familiari, chiunque essi siano, spero nel frattempo passi la possibilità dell'eutanasia, perchè io la chiederei senz'altro
Lasciando perdere il mio lavoro, naturalmente.
Non è solo egoismo quello che spinge una famiglia a scegliere il ricovero in struttura dei propri anziani. Spesso è la necessità, è difficile occuparsi di una persona paralizzata a letto o in carrozzina, per non parlare dei casi di demenza senile, che necessitano di un controllo continuo da parte dei parenti o del personale che si occupa dell'assistenza.
Esistono purtroppo anche casi in cui l'anziano avrebbe bisogno di un'assistenza minima e viene comunque ricoverato in struttura. Ma sono sempre meno perchè nelle strutture pubbliche hanno la priorità i casi più gravi. Nel privato non so come funzioni.


Eh, come prendi d'aceto pure tu!In origine postato da pensiero
tu parla per te![]()
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io cmq se poco poco mi accorgo un domani che per qualsiasi motivo dovessi essere di peso per i familiari, chiunque essi siano, spero nel frattempo passi la possibilità dell'eutanasia, perchè io la chiederei senz'altro
Io ho usato il "tu" nel fare le mie considerazioni, ma mi riferivo alla gente in generale, mica specificamente a te...


E' proprio per questo che io sento tutta la tristezza di un posto come una casa di riposo. Perché lì vengono abbandonate persone che furono giovani, che furono attive, che misero al mondo figli, che vissero, insomma, facendo loro pesare, con l'abbandono, la sopravvenuta inutilità della loro esistenza, anzi il peso che esse costituiscono per i loro "cari".In origine postato da Flora
Più si avvicina il momento della fine, più ci si aggrappa alla vita. Te lo dice una che che ha vissuto con i due nonni, li abbiamo accuditi fino alla fine e non dimenticherò mai la disperazione negli occhi di mio nonno mentre era bloccato a letto da un ictus o la voglia di muoversi e di fare della mia nonna novantenne.
Lasciando perdere il mio lavoro, naturalmente.


In origine postato da Flora
Non è solo egoismo quello che spinge una famiglia a scegliere il ricovero in struttura dei propri anziani. Spesso è la necessità, è difficile occuparsi di una persona paralizzata a letto o in carrozzina, per non parlare dei casi di demenza senile, che necessitano di un controllo continuo da parte dei parenti o del personale che si occupa dell'assistenza.
Esistono purtroppo anche casi in cui l'anziano avrebbe bisogno di un'assistenza minima e viene comunque ricoverato in struttura. Ma sono sempre meno perchè nelle strutture pubbliche hanno la priorità i casi più gravi. Nel privato non so come funzioni.
Siamo d'accordo, ma che strano che queste necessità siano diventate così impellenti nell'era moderna, consumistica e godereccia che stiamo vivendo.
E chi non ce la fa, peste lo colga!